Più prima che poi, in effetti
Al momento, poveraccio, se ne sta lì buono buono e, a parte innumerevoli disagi fisici (che però, diciamoci la verità, dipendono solo relativamente da lui), non intralcia particolarmente le nostre attività quotidiane.
Ma poi?
La domanda che in questi giorni mi frulla costantemente in testa è la seguente: come ce lo incastro 'sto nanetto tra i mille impegni miei (figlia/lavoro/casa/maldestri tentativi di vita sociale), di mia figlia (scuola materna/sport vari/intensissima vita sociale) e di mio marito (lavoro/lavoro/lavoro/lavoro/lavoro...continuo?
Da che è nata Arianna vivo perennemente di corsa (e perennemente in ritardo...ma questo anche prima
Sono una mamma estremamente presente, ai limiti del presenzialismo, direi
Io devo portarla a scuola, io devo andare a riprenderla, io devo accompagnarla a danza e io devo andarla a recuperare (facendo bene attenzione ad arrivare nello spogliatoio 5 minuti prima, pena sensi di colpa per almeno una settimana), io la porto in piscina, resto a guardarla dal vetro per tutta la lezione (vabbè, mi porto un libro e leggo
Insomma la gestione di mia figlia è al 100% demandata a me.
Questo sia perchè mio marito è oggettivamente poco presente per via del lavoro (mentre io posso gestirmi con molta più libertà) e sia perchè io voglio che sia così.
Il motivo, senza andare a scomodare Freud, è uno e uno solo: essendo stata figlia di una madre totalmente assente, e avendo sofferto parecchio per questo, una volta diventata madre ho fatto esattamente l'opposto.
Con questo non voglio dire che mia figlia sta sempre e solo con me, i nonni (miei genitori + mia zia e mio zio, che per lei sono altri due nonni) abitano di fronte a noi e lei li vede quotidianamente. Se mi dice che vuole mangiare dai nonni la mando tranquillamente, da quest'anno a volte il sabato è rimasta anche a dormire, se io ho un impegno loro la tengono serenamente (e sono tutti felici). Se, adesso che è estate, una sera io non ho voglia di uscire e lei e il papà vogliono andare a prendere il gelato ovviamente vanno. Come ho già detto vede le amichette, fa sport, va alle feste, insomma fa di tutto. Però questo tutto devo gestirlo io.
Il problema, in parole povere, è che non riesco a delegare (ero così anche sul lavoro, poi con la nascita della figliola ho rivisto le mie priorità).
Se, ad esempio, una mattina sto poco bene o magari ho un impegno un pò più presto del solito e mio marito mio dice: "dai, la porto io a scuola", io puntualmente nicchio...e puntualmente faccio le corse per portarla cmq io
Se, altro esempio, la mamma di qualche sua compagna di danza mi dice: "magari alle prove all'andata le accompagni tu e al ritorno le prendo io", io ringrazio, ma rifiuto l'offerta e vado avanti.
Tutto questo papiro per dire: come farò quando nascerà il secondogenito?
A questa domanda mio marito, occhi al cielo e sorrisetto stampato, risponde: "se non cambi testa ti ricoverano alla neuro".
Grazie marito
Parlando più seriamente lui sostiene che, almeno i primi tempi, dovrei farmi aiutare di più nella gestione di Arianna (da lui e dai nonni) e in generale prendermela con più calma.
Io continuo imperterrita a dire: "no, tutto quello che adesso faccio con Arianna dovrò farlo anche dopo", perchè, ovviamente, sono in preda alle mille paranoie sulla gelosia post fratellino e non vorrei farla sentire trascurata in nessun modo.
E' chiaro che nessuna di voi può dirmi come dovrò organizzare la mia vita da dicembre in poi, però la mia domanda è: siete riuscite, in tempi relativamente brevi, ad organizzare una nuova routine a quattro? I primogeniti come hanno reagito? Nessuna di voi è finita alla neuro?
Topic delirante, lo so. Abbiate pazienza...è l'ormone gravidico





