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il commercio in tempi di crisi

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STEFI@VALERIO
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Re: il commercio in tempi di crisi

Messaggio da STEFI@VALERIO » 28 lug 2012, 9:43

YLeNia ha scritto:
goldencat ha scritto:Dipende sempre poi dal luogo in cui si è, però mi ricordo che quando lavoravo in un C.C. aperto dalle 9 alle 20 tutti i giorni, il 24 di dicembre, dopo UN MESE di apertura no-stop c'era gente che aveva il coraggio di chiederci perchè non tenessimo aperto fino alle 22.00 che scusa, se uno s'è scordato un regalo cosa fa?



:che_dici

Sai la voglia di rispondere
T'ATTAAAAAAAAAAAACCHIIIIIIIIIII AL TRAAAAAAAAAM!!!!!

Ma la gente non ci pensa che quello che ti vende il pane c'ha una famiglia a casa? Che come te vorrebbe andare a prendere i regali/i libri/la spesa? E che se i negozi hanno degli orari forse c'è un perchè? E che forse andrebbero rispettati, senza che mi entri in negozio alle 19.59 e pretendi che ti faccia vedere tutto l'ambaradam? Ma il rispetto?
Ti quoto! Mio marito lavora in un negozio di sport e nel periodo natalizio capita che non ci vediamo ( se non per la tarda sera ) anche per 20/25 gg di seguito...e poi arrivano i saldi invernali del kezz! Etc etc !
Io infatti distinguo:
mia educazione/disponibilità altrui
Proprietario/ commesso
Negozio di città/esercizio commerciale di vacanza.

La mia educazione mi impedisce di rompere le b@lle a chi lavora come me. Infatti se entro in un negozio prossimo alla chiusura (tipo il supermercatino sotto casa mia che è aperto sino alle 20,00 ma non è neanche colpa mia se ho lavorato sino alle 19,30, io ne farei volentirei a meno...) lo faccio a colpo sicuro, prendo immediatamente ciò che mi serve e arrivo alle casse per tempo senza prolungare il lavoro di nessuno;

tutta la mia solidarietà al commesso che, in cambio di uno stipendio basso/normale si deve beccare una domenica di lavoro;

francamente invece non capisco granché chi è titolare di un esercizio commerciale, soprattutto se in luoghi di villeggiatura, e si lamenta. E' un lavoro che implica adeguarsi alle esigenze del pubblico, che in sè è caratterizzato da flessibilità negli orari, con il vantaggio di avere introiti e autonomia differenti. Se poi l'autonomia e soprattutto gli introiti non ci sono può essere colpa della crisi, dell' aver sbagliato settore, politica commerciale etc.. Ma se non si accettano caratteristiche che sono proprie del lavoro autonomo forse era proprio meglio scegliere un altro tipo di lavoro.

Io ora sono qui a lavorare di sabato (tranne questa pausa :sorrisoo ), due anni fa è capitato che mi pervenisse il 14 di agosto, se non ricordo male, la richiesta di un contratto urgente per una società inglese (da quelle parti le vacanze e gli orari sono molto più variabili). Me lo sono fatto tra le notti del 14 e 15 agosto (di giorno spiaggia), e consegnato il 16, operazione che ho molto apprezzato non perché sia una martire ma perché mi è valsa, in termini economici, il pagamento di quasi tutta la vacanza. Se volevo ferie sicure e intoccabili sceglievo un lavoro dipendente, alle 17,00 mi cascava la penna, e tutti felici e contenti.

Poi...i clienti odiosi e maleducati capitano anche e me (e come no, quelli non mancano mai :fischia ), però li considero una parte inevitabile del mio mestiere.

Ora mi rimetto al lavoro :sorrisoo .
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Re: il commercio in tempi di crisi

Messaggio da zoe_b » 28 lug 2012, 11:02

io preferisco le spiagge di sassi perché coi bambini non c'è paragone...tutta quella sabbia che ti porti in casa brrrr! Poi ci sono sassi e sassi, noi x esempio andiamo in una spiaggia (ovviamente libera)dove a riva c'è la ghiaietta e puoi fare anche i castelli di sabbia, piccoli scogli da cui fare i tuffi e soprattutto acqua trasparente e pulitissima. C'è una doccia e facendo pochi passi i chioschi per il ristoro. I miei figli li ho sempre portati lì, sono abituati e sulle pietre perfino ci corrono.
Ma la sabbia di riporto dai...è proprio una schifezza! Sarà perché ci vedo le ruspe, ma se hai una quantità di sabbia limitata...sempre quella è!
Poi la spiaggia libera non la vedo affatto come un discorso da tirchi, ho la fortuna di abitare al mare e vorrei evitare che qualcuno lucrasse all'infinito su un bene collettivo. Cioè...se mi offrì dei servizi e non mi spremi come un limone ok, altrimenti...no grazie!
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Re: il commercio in tempi di crisi

Messaggio da zoe_b » 28 lug 2012, 11:08

e cmq questa tendenza a spremere come limoni è abbastanza diffusa...per vari motivi avevamo necessità di affittare un appartamentino in mezza montagna in un posto assolutamente non turistico. Beh, mi han chiesto l'equivalente di una settimana all inclusive in un villaggio! Ma io dico...vengo, ti affitto la casa, farò la spesa in paese, colazione e merende nei bar, mangerò nella pizzeria, mi comprerò qualche scemenza nei negozi...e tu mi spenni? Eh no, me ne sto a casa mia e amen!
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Re: il commercio in tempi di crisi

Messaggio da phoeka » 28 lug 2012, 11:17

zoe sull'appartementino vale il discorso inverso alla normale economia che si basa sulla domanda/offerta.
Uhm, in realtà il commercio odierno si basa proprio sul principio inverso: essendoci un calo nelle vendite e similari (specie di beni non indispensabili) il commerciante alza il prezzo per guadagnare con 1 quello che non riesce a guadagnare con 5. Cosa che contribuisce ad aumentare la crisi ovviamente perchè se posso non comprare non compro, ma sta certa che una persona su 5 compra lo stesso.

Il problema essenziale a mio avviso è l'odierna necessità di avere tutto, di più e subito.
Phoeka con ClarissaPrincipissa&CalippoFabiano.
Se uno è uno stronzo, non gli puoi dire che è stupidino: gli devi dire che è stronzo!(cit.Gianfranco Funari)

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Re: il commercio in tempi di crisi

Messaggio da zoe_b » 28 lug 2012, 11:27

secondo me il discorso è questo: quel posto ha un gran potenziale perché è pieno di seconde case, è comodo perché è vicino eppure è già montagna. Se di comune accordo i proprietari delle case affittassero a prezzi più giusti, il paese avrebbe un rapido sviluppo perché si riempirebbe. Invece anziché andarci 100 famiglie ce ne vanno 20 e a me non pare una scelta molto saggia, anche sul lungo periodo. Ma non ho l'anima del commerciante, quindi può darsi che mi sfugga qualcosa!
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Re: il commercio in tempi di crisi

Messaggio da zoe_b » 28 lug 2012, 11:29

seconde case sfitte, ovviamente
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Re: il commercio in tempi di crisi

Messaggio da boxerina » 28 lug 2012, 11:57

STEFI@VALERIO ha scritto: Comunque tra Esselunga e spiaggia libera mi rendo conto di far la figura della tirchia, ma giuro non è così. Semplicemente non do nulla (o do molto malvolentieri) a chi non mi offre nulla e oltretutto mi chiede cifre assurde.
Ecco, a me queste frasi per giustificarsi danno fastidio, perché sembra che sia tu a doverti giustificare.
Oh, ma mica rubi tu, eh! Tu badi all'economia di casa tua, ai tuoi principi e con i tuoi soldi ci fai quello che vuoi.
Altri fanno gli esosi e tu non dai loro corda.
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Re: il commercio in tempi di crisi

Messaggio da STEFI@VALERIO » 28 lug 2012, 12:23

boxerina ha scritto:
STEFI@VALERIO ha scritto: Comunque tra Esselunga e spiaggia libera mi rendo conto di far la figura della tirchia, ma giuro non è così. Semplicemente non do nulla (o do molto malvolentieri) a chi non mi offre nulla e oltretutto mi chiede cifre assurde.
Ecco, a me queste frasi per giustificarsi danno fastidio, perché sembra che sia tu a doverti giustificare.
Oh, ma mica rubi tu, eh! Tu badi all'economia di casa tua, ai tuoi principi e con i tuoi soldi ci fai quello che vuoi.
Altri fanno gli esosi e tu non dai loro corda.
Hai ragione, è quasi un riflesso condizionato, una sorta di coda di paglia.

Ieri sera sono andata con mio marito in un ristorante catalano (approfittando del fatto che nostro figlio tornerà oggi dal mare).
Abbiamo mangiato benissimo ma le porzioni sono abbondanti (in ogni caso noi due abbiamo spazzolato tutto... :risatina: ).
Il proprietario (per me un vero commerciante...) ci ha spiegato che aveva proposto ai clienti il servizio della schiscetta da portare a casa (in altri paesi una prassi) ma è stata un flop, la gente si vergogna.

Quindi evidentemente c'è un concorso di colpa, se ci sono certi commercianti è anche perché li creano certi clienti.
Stefania e Valerio nato a Milano il 12.08.2005

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Re: il commercio in tempi di crisi

Messaggio da nottok » 28 lug 2012, 12:43

Per quest'anno, visto che non andiamo in alta stagione e che mia mamma è appena stata operata alla gamba, andremo ancora alla spiaggia sotto casa. Dal prossimo si cambia.
Sinceramente ho sempre apprezzato chi evita gli sprechi, non mi sono mai sembrati tirchi ma semplicemente persone con la testa sul collo.
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Re: il commercio in tempi di crisi

Messaggio da chiarasole » 28 lug 2012, 13:50

STEFI@VALERIO ha scritto:
boxerina ha scritto:
STEFI@VALERIO ha scritto: Comunque tra Esselunga e spiaggia libera mi rendo conto di far la figura della tirchia, ma giuro non è così. Semplicemente non do nulla (o do molto malvolentieri) a chi non mi offre nulla e oltretutto mi chiede cifre assurde.
Ecco, a me queste frasi per giustificarsi danno fastidio, perché sembra che sia tu a doverti giustificare.
Oh, ma mica rubi tu, eh! Tu badi all'economia di casa tua, ai tuoi principi e con i tuoi soldi ci fai quello che vuoi.
Altri fanno gli esosi e tu non dai loro corda.
Hai ragione, è quasi un riflesso condizionato, una sorta di coda di paglia.

Ieri sera sono andata con mio marito in un ristorante catalano (approfittando del fatto che nostro figlio tornerà oggi dal mare).
Abbiamo mangiato benissimo ma le porzioni sono abbondanti (in ogni caso noi due abbiamo spazzolato tutto... :risatina: ).
Il proprietario (per me un vero commerciante...) ci ha spiegato che aveva proposto ai clienti il servizio della schiscetta da portare a casa (in altri paesi una prassi) ma è stata un flop, la gente si vergogna.

Quindi evidentemente c'è un concorso di colpa, se ci sono certi commercianti è anche perché li creano certi clienti.
pensavo ad una cosa del genere tempo fa
io ho un supermercato in fondo alla strada, diciamo 300 metri al massimo. io personalmente ci vado poco perché mi conviene il grande iper del centro commerciale (assortimento maggiore e prezzi piu' bassi), ma mi e' capitato di farci la spesa quando ero senza macchina o c'erano neve e ghiaccio e non volevo farmi i 3km per arrivare all'iper
quando vado a questo super, se ho parecchie cose (o cose pesanti tipo bibite, succhi, pacchi di zucchero e farina etc) torno a casa spingendo il carrello, scarico la spesa e riporto il carrello al super. e' una cosa che fanno TUTTE le persone che abitano qui in zona, come se fosse la cosa piu' normale del mondo. quando l'ho detto ad una mia amica, lo definiva "una cosa da pezzenti"
io invece l'ho vista come una furbata per non portare pesi, non farsi il sangue amaro al mini parcheggio sempre pieno e magari dare anche una mano al nostro povero pianeta (tra andata e ritorno sono meno di 600mt, ma un po' di benzina in meno fa solo bene)

tornando al discorso spiagge e commercianti, dai miei (costa amalfitana) affittare un ombrellone da giugno a settembre, per 5 persone (un ombrellone un letitno e una sdraio e logicamente tutti ammassati) costa 1400 euro
aggiungiamoci poi che un gelato costa almeno 2 euro, una bottiglia d'acqua idem, e no parliamo di mangiare (e torniamo al discorso che portarsi la borsa frigo fa pezzente)
io ho purtroppo la sensazione che questi commercianti vogliano spremere il cliente tipo limone, no preoccupandosi che poi l'anno prossimo il limone non avrá piu' succo, ma meglio guadagnarci due lire in piu' adesso :che_dici
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Re: il commercio in tempi di crisi

Messaggio da clizia » 28 lug 2012, 14:22

Chiara sole ma almeno sei sulal costriera amalfitana! Qua da me paghi lo stesso per spiagge senza infamia e senza lode! :fischia

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Re: il commercio in tempi di crisi

Messaggio da lalat » 28 lug 2012, 15:30

Per quanto riguarda la sabbia in Liguria quoto Zoe; la detesto .. è finta, quindi serve solo a sporcare gli asciugamani :prr
Diano marina è molto affollata ... e le spiagge libere sono dei fazzoletti. Io vado a Diano solo qualche sera a passeggiare oppure a fare la pista ciclabile Diano-Imperia ... che poi so che è proseguita.
Essendo in una frazione sopra Cervo/San Bartolomeo, scendo lì e trovo spiaggia libera ampia e chi me lo fa fare di andare altrove? Prezzi esorbitanti io non ne ho trovati :domanda a parte che c'è il mercato a San Bartolomeo e Cervo in 2 gg differenti, c'è l'eurospin che in vacanza uno se lo fa andare bene mi pare.
Alessia, Davide 02/12/2004 e Fabio 24/09/2006

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Re: il commercio in tempi di crisi

Messaggio da lalat » 28 lug 2012, 15:36

Scusate mi è partito l'invio e volevo aggiungere che i prezzi allucinanti per glis tabilimenti balneari, in liguria ci sono a Genova, dove l'acqua è ovunque inquinata e ci sarebbe teoricamente divieto di balneazione per rischio di contaminazione biologica. Negli stabilimenti di Genova però ci sono pisicine, campetti di calcio, ristoranti .... c'è a chi piace andare al mare così ... ma non è andare in spiaggia , è ritrovarsi in un club di amici. Nella riviera di ponente i rpezzi sono abbordabili e il servizio è minimo ... e soprattutto l'acqua (se nons coppia la fogna sulla spiaggia) è pulita. La pulizia dell'acqua è monitorata dall'ARPAL ogni anno e so che a San Bartolomeo al Mare è pulita così come in altri posti. Ma ci sono posti ad esempio come borghetto santo spirito dove l'acqua è inquinata ... eppure è piena di turisti.
Alessia, Davide 02/12/2004 e Fabio 24/09/2006

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Re: il commercio in tempi di crisi

Messaggio da hamilton » 28 lug 2012, 15:53

In questo momento io mi trovo a Milano Marittima, la "perla" della riviera romagnola e devo dire che la localita' e' cara, molto cara, ma soprattutto a livello di aperitivi e divertimenti notturni.
Qui, in certi bar, se esci la sera per l'aperitivo in due, spendi 50 euro, ma si sa in anticipo, quindi si e' liberi di scegliere se andare o non andare.
Ombrellone e stabilimento sinceramente non so quanto costano precisamente, ma non credo cifre folli, una trentina di euro al giorno, forse 40.
E' piu' caro mangiare in spiaggia, 25 euro un piatto di prosciutto e melone, ovviamente si fanno pagare la comodita' di restare a mangiare sul bagnasciuga, serviti e riveriti.
Ma, a parte queste eccezioni, la Romagna e' quanto di piu' attrezzato ci possa essere, i gestori sono di una gentilezza imbarazzante, estroversi, sboroni e caciaroni :-D , quindi io mi godo, il mangiare e' genuino, ottimo, gli stabilimenti sono tutti provvisti di campi da beach volley, giochi per bambini, gonfiabili, tappeti elastici, mosconi, barche a vela, insomma io credo che per un bambino non esista posto migliore.
Basta accontentarsi del mare, che non e' sicuramente bello, anche se lo trovo migliorato rispetto a 20 anni fa, forse nel mese di luglio e' ancora abbordabile.
In agosto diventa melma.
Io qui posso permettermi di lasciare Giorgio senza controllarlo.
So che ha due o tre bagni dove bazzica, in uno c'e' la fidanzatina e il gonfiabile :risatina: , nell'altro le casette di plastica dove giocano a nascondino, nell'altro ancora gli scivoli e le altalene e sa esattamente dov'e' il suo ombrellone, quindi, quando vuole torna.
E se non tornasse, qualcuno sicuramente me lo riporterebbe. :ahaha
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Re: il commercio in tempi di crisi

Messaggio da rossomela » 28 lug 2012, 16:15

Io in genere vado a Milano Marittima a fine agosto (abbiamo sta usanza, portiamo i bimbi una settimana al mare prima dell'imizio della scuola) e nn la trovo affatto cara.

Il che significa che probabilmente fanno prezzi ad hoc per foxxxere i turisti di agosto.

Anz ti dico che io ci vado proprio perché alla fine mi costa meno una settimana di hotel lí in quel periodo che la sola moby per andare a casa mia in sardegna :che_dici


sui prezzi della sardegna potrei scrivere un trattato...
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Re: il commercio in tempi di crisi

Messaggio da rossomela » 28 lug 2012, 16:18

pet dire... oggi giorno di mercato.
qua i casari hanno tutti la rivendita diretta e io compro il pecorino da loro.

quando si spostano di 1 km per andare al mercato, aumentano i prezzi di 4 eur al kg....

4 :pensieroso :pensieroso
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Re: il commercio in tempi di crisi

Messaggio da rossomela » 28 lug 2012, 16:18

pet dire... oggi giorno di mercato.
qua i casari hanno tutti la rivendita diretta e io compro il pecorino da loro.

quando si spostano di 1 km per andare al mercato, aumentano i prezzi di 4 eur al kg....

4 :pensieroso :pensieroso
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Re: il commercio in tempi di crisi

Messaggio da hamilton » 28 lug 2012, 16:29

:-D :-D
Sui prezzi di MM potrei scrivere un trattato!!!! :unghiette
Ovvio, dipende da come ci si muove.
Noi spendiamo di piu' 10 giorni qui, rispetto a 10 giorni in una localita' turistica all'estero.
E per lo stesso discorso del mare (brutto) di MM, la prima settimana di settembre che da sempre facciamo da quando e' nato Giorgio, preferisco farla in un mare bello e pulito, che puo' essere Sicilia, Sardegna, Mar Rosso, Formentera.
Dipende.
Quest'anno la prima di settembre andremo a Lipari.
Per me l'ultima di luglio e' Milano Marittima, ma noi siamo mooolto abitudinari, e legati alle tradizioni :hi hi hi hi , nonostante tutto. :risatina:
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Re: il commercio in tempi di crisi

Messaggio da rossomela » 28 lug 2012, 16:44

occhio a Lipari.... le spiaggie sono un pó rischiose per i bimbi e le correnti
im particolar modo quella di pomice.

Comunque le Eolie sono una meta splensida, specie per chi ama andare i barca.
Preferisco Salina, ma anche Lipari é graziosa, adatta a chi necessita comunque di un pò di vita mondana.
Oltretutto secondo me sono un'ottima sintesi di natura splendida,prezzi abbordabili, cibo ottimo e accoglienza cordiale.
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Re: il commercio in tempi di crisi

Messaggio da kitty75 » 28 lug 2012, 17:04

Siamo stati ad Alghero lido ad inizio giugno, il mini appartamento costava 69 euro al giorno, prezzo accettabilissimo, MA, dal 20 giugno a fine settembre, improvvisamente, saliva a... 212! :urka

Cio' vuol dire che per una settimana (soggiorno minimo richiesto) partivano quasi 1500 solo per il pernottamento. :x:

Un'amica in Liguria mi manda un messaggio, molto inviperita, perche' le hanno chiesto 750 euro per ombrellone e lettino (1) quasi in ultima fila per il mese di luglio. E naturalmente lo stablimento era quasi tutto pieno.

Ma se c'e' crisi, manca il lavoro, dove li trova la gente tutti questi soldi per andare in vacanza? :domanda
Le mie bambine mannare: La pappy 14/05/2007 e La puppy 25/02/2010
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