Valerio in quest’ultimo periodo ha avuto un andamento un poco altalenante. Tre venerdì fa (se ricordo bene…) mi è tornato a casa tutto pimpante: sui quadernoni era tutto un bravo, 10 e dieci e lode.
Settimana scorsa, tra le faccine sorridenti ce ne erano un paio tristi.
Ieri sera mi dice che la giornata non è andata benissimo: la maestra gli ha messo una brutta faccina perché (come ha al solito) ha colorato male e poi ha sbagliato un compito.
Io non sono una che si fissa sui voti: la mia sensazione è che peraltro lui le cose le capisca bene, ma poi commetta errori soprattutto per troppa sicurezza, o perché frettoloso.
Lo vedo anche quando fa i compiti a casa…troppo veloce, quindi il compito lo fa corretto, ma poi fa errori stupidi tipo incollare la scheda al contrario (e la maestra lo considera un errore da sanzionare come gli altri).
Faccio questa premessa perché ieri sera, nel mentre chiacchieravano, mi ha chiesto se gli acquistavo un giochino che ha visto nella cartoleria a fianco al mio ufficio, e a me è venuto spontaneo dirgli che l’avrei acquistato il prossimo venerdì, se mi avesse portato a casa solo buoni voti.
Chiarisco subisco che si tratta di un giochino da nulla, niente di costoso o impegnativo: poi però mi sono pentita della promessa (che lui si ricorderà di certo venerdì prossimo, quando vuole ha una memoria di Giobbe…
Infatti, a prescindere dall’entità del dono, io ho sempre studiato per senso del dovere, e per vedere i miei genitori contenti e orgogliosi di me. Nessuno ha mai pensato di incentivarmi con doni o promesse, la voglia di studiare l’ho trovata da sola.
E poi ho l’esempio di mio fratello (carattere anche diverso dal mio…): per lui il premio finale era diventato un’esigenza, si era creato questo “meccanismo” che non mi piace affatto e che non vorrei assolutamente far nascere.
Infatti il mio timore è che, alla consegna del regalino (promessa ormai da mantenere, sempre a patto di buoni voti…), il “furbastro” mi chieda subito cosa gli regalerò la prossima settimana
Voi cosa ne pensate? Avete l’abitudine di premiare?






