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La pillola a 15 anni

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Re: La pillola a 15 anni

Messaggio da Topillo » 17 giu 2010, 13:48

Saretta78 ha scritto:
Topillo ha scritto:un quattordicenne responsabile mandato allo sbaraglio è una vittima molto molto molto facile, perchè non tutto dipende da lui.
Da chi dipende? Dai suoi amici 14enni come lui???
dagli adulti.
E dalle altre persone che potrebbe incontrare.
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Re: La pillola a 15 anni

Messaggio da Ari » 17 giu 2010, 13:49

comunque saretta io capisco il discorso della soggettività e lo condivido, però vorrai darmi atto del fatto che la maggior parte dei 14enni non ha la tesa sulle spalle come l'avevi tu a alla stessa età e che quindi non a tutti i 14enni è possibile dare la stessa libertà che è stata data a te all'epoca?
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Re: La pillola a 15 anni

Messaggio da Topillo » 17 giu 2010, 13:52

Saretta78 ha scritto:
Topillo ha scritto:a 14 anni si è ragazzini!!! Si va a scuola!!! Quindi non si va a dormire tardi la sera(perchè? Lo dici tu!). perchè se no la mattina dopo si è rimbambiti. E il primo dovere di uno studente, è studiare.
Quindi non si bevono alcolici.( ok,d'accordo)
Quindi il sesso è vissuto come una cosa piacevole, ma non con il giusto valore.(d'accordissimo!)
Quindi non si ha la piena responsabilità delle proprie azioni.(e perchè mai? E' un documento da maggiorenne che te la da???) No, ovvio, ma non mi dire che tu a 14 anni eri ESATTAMENTE consapevole di quello che facevi e delle conseguenze che avrebbe potuto avere, se paragoni alla consapevolezza e responsabilità che hai oggi.
Quindi si è incoscienti.(lo dici sempre tu) v. sopra.
Quindi si è sotto tutela dei genitori.(certo...i miei lo sapevano benissimo,e hanno sempre dormito sereni)

E' età DELLO SVILUPPO, quindi non si è adulti(fisicamente non solo fisicamente. Se la "testa" di un quattordicenne fosse uguale a quella di un ventenne, per esempio, si potrebbe arrivare a paragonare la testa di un decenne particolarmente maturo a quella di un sedicenne. ). Non si ha la piena consapevolezza di quello che si fa(lo dici sempre tu).
Tutte cose che so....condivido in parte....ma che non cambiano il mio punto di vista....
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Re: La pillola a 15 anni

Messaggio da antonella74 » 17 giu 2010, 13:52

Saretta78 ha scritto:
antonella74 ha scritto:E concordo con chi ha detto che i tuoi genitori sono stati un pò incoscienti: per quanto ti conoscessero e per quanto ti avessero insegnato le cose giuste, non potevano assolutamente fidarsi ciecamente di una bambina di 13 anni. E' andata bene, a loro e a te.
Forse....ma resta il fatto(se leggeste tutto magari perderemmo meno tempo) che mi facevano comunque controllare...e mi controllavano loro stessi..a mia insaputa....

Così incoscienti??? :domanda

Meglio chi invece sta in casa e non dorme perchè aspetta che torni a casa...e magari non torna più.... :che_dici
quindi se poi ti controllavano non avevano tutta questa piena fiducia in te (intendo in te come 13enne, non in te in quanto saretta). E allora che senso ha fingere di fidarsi e poi madare le spie? Preferisco far uscire quando sento che davvero è arrivato il momento giusto.
Non è meglio chi sta a casa e attende che torni, e meglio chi sta a casa e sa che nella stanzetta c'è il figlio 13 che dorme.
Aggiungo SECONDO ME.

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Re: La pillola a 15 anni

Messaggio da Topillo » 17 giu 2010, 13:54

Ari ha scritto:comunque saretta io capisco il discorso della soggettività e lo condivido, però vorrai darmi atto del fatto che la maggior parte dei 14enni non ha la tesa sulle spalle come l'avevi tu a alla stessa età e che quindi non a tutti i 14enni è possibile dare la stessa libertà che è stata data a te all'epoca?
anche io capisco e condivido il discorso "soggettività", ma per quanto un quattordicenne abbia la testa sulle spalle, ricordiamoci che non ci sono solo 14enni con la testa sulle spalle, in giro. E che anche se io mi fidassi ciecamente della mia saggissima figlia 14, fuori di notte in posti frequentati anche da adulti senza un'adeguata tutela, non mi fiderei a mandarla.
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Re: La pillola a 15 anni

Messaggio da Topillo » 17 giu 2010, 13:56

antonella74 ha scritto:
Saretta78 ha scritto:
antonella74 ha scritto:E concordo con chi ha detto che i tuoi genitori sono stati un pò incoscienti: per quanto ti conoscessero e per quanto ti avessero insegnato le cose giuste, non potevano assolutamente fidarsi ciecamente di una bambina di 13 anni. E' andata bene, a loro e a te.
Forse....ma resta il fatto(se leggeste tutto magari perderemmo meno tempo) che mi facevano comunque controllare...e mi controllavano loro stessi..a mia insaputa....

Così incoscienti??? :domanda

Meglio chi invece sta in casa e non dorme perchè aspetta che torni a casa...e magari non torna più.... :che_dici
quindi se poi ti controllavano non avevano tutta questa piena fiducia in te (intendo in te come 13enne, non in te in quanto saretta). E allora che senso ha fingere di fidarsi e poi madare le spie? Preferisco far uscire quando sento che davvero è arrivato il momento giusto.
Non è meglio chi sta a casa e attende che torni, e meglio chi sta a casa e sa che nella stanzetta c'è il figlio 13 che dorme.
Aggiungo SECONDO ME.
E aggiungo: preferisco far uscire quando so anche esattametne dove va e con chi, senza bisogno di mandare spie o controllori.
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Re: La pillola a 15 anni

Messaggio da antonella74 » 17 giu 2010, 13:57

Ari ha scritto:
antonella74 ha scritto:scusa, ma non ho capito bene il passaggio. Prima dici che tuo padre avrebbe messo in pratica le sue parole, poi dici di non esserti mai sentita abbandonata a te stessa. E poi aggiungi "ma prima che succedesse e questo mi ha responsabilizzata...", non ho capito questo passaggio: vuoi forse dire che prima che ti facesse il discorso non ti sentivi abbandonata e poi dopo che te l'ha fatto ti ha abbandonata a te stessa ma almeno ti sei sentita responsabilizzata?
Scusa ma davvero non ho capito.
io ho capito che lei sapeva di poter parlare con suo padre PRIMA di commettere una ca***ta, in modo da avere il suo consiglio (e quindi non si sentiva abbandonata), ma sapeva altrettanto che se avesse fatto la ca***ta di testa sua senza consultare prima suo padre, allora sapeva che lui non l'avrebbe aiutata a tirarsi fuori dai guai (e quindi si sentiva responsabilizzata).
Ah, ok, non avevo capito bene.

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Re: La pillola a 15 anni

Messaggio da antonella74 » 17 giu 2010, 13:59

antonella74 ha scritto:
Saretta78 ha scritto:
antonella74 ha scritto:E concordo con chi ha detto che i tuoi genitori sono stati un pò incoscienti: per quanto ti conoscessero e per quanto ti avessero insegnato le cose giuste, non potevano assolutamente fidarsi ciecamente di una bambina di 13 anni. E' andata bene, a loro e a te.
Forse....ma resta il fatto(se leggeste tutto magari perderemmo meno tempo) che mi facevano comunque controllare...e mi controllavano loro stessi..a mia insaputa....

Così incoscienti??? :domanda

Meglio chi invece sta in casa e non dorme perchè aspetta che torni a casa...e magari non torna più.... :che_dici
quindi se poi ti controllavano non avevano tutta questa piena fiducia in te (intendo in te come 13enne, non in te in quanto saretta). E allora che senso ha fingere di fidarsi e poi madare le spie? Preferisco far uscire quando sento che davvero è arrivato il momento giusto.
Non è meglio chi sta a casa e attende che torni, è meglio chi sta a casa e sa che nella stanzetta c'è il figlio 13 che dorme.
Aggiungo SECONDO ME.
scusate, mancava un accento :dizionario

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Re: La pillola a 15 anni

Messaggio da Saretta78 » 17 giu 2010, 14:03

antonella74 ha scritto:scusa, ma non ho capito bene il passaggio. Prima dici che tuo padre avrebbe messo in pratica le sue parole, poi dici di non esserti mai sentita abbandonata a te stessa. E poi aggiungi "ma prima che succedesse e questo mi ha responsabilizzata...", non ho capito questo passaggio: vuoi forse dire che prima che ti facesse il discorso non ti sentivi abbandonata e poi dopo che te l'ha fatto ti ha abbandonata a te stessa ma almeno ti sei sentita responsabilizzata?
Scusa ma davvero non ho capito.
Effettivamente è un pò complicato....provo a spiegarti...

Io non mi sono mai sentita abbandonata perchè sapevo che per qualsiasi cosa i miei c'erano(parlo solo di mio padre perchè in queste cose ha sempre fatto e deciso lui,ma ovvio che c'era anche mia mamma)....per parlare,per decidere cosa fare,come,quando,etc etc etc...

Il succo del discorso è....(fai conto che parli mio padre)hai tutti i mezzi possibili per evitare di fare ca***te e divertirti senza che nessuno ti ponga limiti....perchè noi ci siamo....se non sfrutti questi mezzi e senza ragionare con la testina che mamma ti ha dato in dotazione alla nascita e che noi abbiamo cercato di riempire di valori SANI, commetti qualche ca***ta......allora IO non ci sarò a risolverti il problema....perchè potevi tranquillamente evitarlo!

Ma io non mi sono sentita abbandonata perchè sapevo che c'erano....sempre...

Ma sapevo anche che,se commettevo realmente la ca***ta,avrei dovuto arrangiarmi veramente...e quindi ho evitato di commetterla...

Perchè avrei dovuto sentirmi abbandonata? :domanda
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Re: La pillola a 15 anni

Messaggio da Pipa » 17 giu 2010, 14:04

Topillo ha scritto: No, ovvio che con la maggiore età non si diventa improvvisamente delle persone diverse e che, da genitore, la prospettiva cambia.


Perchè la prospettiva cambia? Perchè non sei più responsabile per lui davanti alla legge?
Ma non per questo, secondo me, bisogna pensare: "è responsabile, quindi lo mando allo sbaraglio".
Perchè se a 15 anni si è responsabili, si è solo 15enni responsabili, non adulti.
Ma scusami, chi ha parlato di mandare allo sbaraglio?
E' vero che ci sono anche adulti irresponsabili, ma non è un termine di paragone, bisogna rimandere all'interno del contesto: adolescenza.
Certo, ma non sono stata io a tirare in ballo il fatto che non è la stessa cosa a 15 o a 20 anni. :fischia
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Re: La pillola a 15 anni

Messaggio da Saretta78 » 17 giu 2010, 14:05

Topillo ha scritto:
Saretta78 ha scritto:
Topillo ha scritto:un quattordicenne responsabile mandato allo sbaraglio è una vittima molto molto molto facile, perchè non tutto dipende da lui.
Da chi dipende? Dai suoi amici 14enni come lui???
dagli adulti.
E dalle altre persone che potrebbe incontrare.
Allora non vanno bene i luoghi che frequenti....se incontri persone che non appartengono al tuo cerchio di età....

Ci sono troppe cose da valutare...stiamo parlando di niente...
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Re: La pillola a 15 anni

Messaggio da Saretta78 » 17 giu 2010, 14:08

Ari ha scritto:comunque saretta io capisco il discorso della soggettività e lo condivido, però vorrai darmi atto del fatto che la maggior parte dei 14enni non ha la tesa sulle spalle come l'avevi tu a alla stessa età e che quindi non a tutti i 14enni è possibile dare la stessa libertà che è stata data a te all'epoca?
Guarda che è quello che sto dicendo io da inizio topic....

I genitori devono valutare chi hanno di fronte e cosa sono riusciti a fare in 14 anni....quindi non posso dire che tutti i 14enni devono fare le 3 di notte...ma non mi permetto nemmeno di dire che NESSUN 14enne debba fare le 3 di notte(quello che invece sostengono la maggior parte delle golline che stanno scrivendo qui) :sorrisoo
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Re: La pillola a 15 anni

Messaggio da Pipa » 17 giu 2010, 14:11

antonella74 ha scritto: quindi se poi ti controllavano non avevano tutta questa piena fiducia in te (intendo in te come 13enne, non in te in quanto saretta). E allora che senso ha fingere di fidarsi e poi madare le spie?
Beh, forse proprio perchè non erano incoscienti come qualcuno asserisce no? sarà un modo per mettere alla prova il figlio.
Preferisco far uscire quando sento che davvero è arrivato il momento giusto.
E come lo stabilirai quale sarà il momento giusto?
Forse i genitori di saretta, così come i miei, hanno ritenuto (conoscendoci) che il momento giusto per noi era arrivato.
[/quote]
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Re: La pillola a 15 anni

Messaggio da antonella74 » 17 giu 2010, 14:12

Saretta78 ha scritto:
antonella74 ha scritto:scusa, ma non ho capito bene il passaggio. Prima dici che tuo padre avrebbe messo in pratica le sue parole, poi dici di non esserti mai sentita abbandonata a te stessa. E poi aggiungi "ma prima che succedesse e questo mi ha responsabilizzata...", non ho capito questo passaggio: vuoi forse dire che prima che ti facesse il discorso non ti sentivi abbandonata e poi dopo che te l'ha fatto ti ha abbandonata a te stessa ma almeno ti sei sentita responsabilizzata?
Scusa ma davvero non ho capito.
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Io non mi sono mai sentita abbandonata perchè sapevo che per qualsiasi cosa i miei c'erano(parlo solo di mio padre perchè in queste cose ha sempre fatto e deciso lui,ma ovvio che c'era anche mia mamma)....per parlare,per decidere cosa fare,come,quando,etc etc etc...

Il succo del discorso è....(fai conto che parli mio padre)hai tutti i mezzi possibili per evitare di fare ca***te e divertirti senza che nessuno ti ponga limiti....perchè noi ci siamo....se non sfrutti questi mezzi e senza ragionare con la testina che mamma ti ha dato in dotazione alla nascita e che noi abbiamo cercato di riempire di valori SANI, commetti qualche ca***ta......allora IO non ci sarò a risolverti il problema....perchè potevi tranquillamente evitarlo!

Ma io non mi sono sentita abbandonata perchè sapevo che c'erano....sempre...

Ma sapevo anche che,se commettevo realmente la ca***ta,avrei dovuto arrangiarmi veramente...e quindi ho evitato di commetterla...

Perchè avrei dovuto sentirmi abbandonata? :domanda

Ho capito la spiegazione del passaggio ma non comprendo il discorso in sè adesso. Ma non perchè tu non l'abbia scritto in modo chiaro, eh.
In pratica tuo padre sarebbe stato al tuo fianco finchè tu non avessi commesso una caxxata. Diversamente ti avrebbe abbandonata a te stessa, a risolvere da sola le tue cavolate.
Questa caxxata a quanto pare non l'hai commessa e dunque non ti sei mai sentita abbandonata. Però, potenzialmente, sapevi di poter diventare una figlia "abbandonata".
Non capisco come abbia fatto a responsabilizzarti in questi termini. Io avrei avuto solo paura e mi sarei comportata di conseguenza, ma non credo solo per un senso di responsabilità. Credo che avrebbe gravato su di me più il senso di "paura" di ritrovarmi da sola in caso di errore (che ci può stare a quell'età, non è così fuori dal mondo).

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Re: La pillola a 15 anni

Messaggio da robipokernonna » 17 giu 2010, 14:13

pem ha scritto:
Secondo me non è questo il ruolo di un genitore: il genitore c'è, ci DEVE essere.
Non se ne può lavare le mani dicendo: se fai una ca***ta arrangiati.

Deve fare in modo che la ca***ta non venga fatta, ma esserci. Esserci SEMPRE.

:quoto:

e aggiungo
anceh "se mi deluderai con le tue azioni io ti amerò sempre" ...non guasta ripeterlo :che_dici


:quoto:

e per esperienza personale, di figlio e di genitore soprattutto, posso confermare che e' quella che porta piu' risultati. insieme, comunque, al confronto e al non nascondere ai figli il dolore che si prova quando sbagliano nonostante gli avvertimenti.
funziona molto di piu' di castighi sgridate beghe e "te l'avevo detto, arrangiati"....
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Re: La pillola a 15 anni

Messaggio da Ari » 17 giu 2010, 14:14

Saretta78 ha scritto:
Ari ha scritto:comunque saretta io capisco il discorso della soggettività e lo condivido, però vorrai darmi atto del fatto che la maggior parte dei 14enni non ha la tesa sulle spalle come l'avevi tu a alla stessa età e che quindi non a tutti i 14enni è possibile dare la stessa libertà che è stata data a te all'epoca?
Guarda che è quello che sto dicendo io da inizio topic....

I genitori devono valutare chi hanno di fronte e cosa sono riusciti a fare in 14 anni....quindi non posso dire che tutti i 14enni devono fare le 3 di notte...ma non mi permetto nemmeno di dire che NESSUN 14enne debba fare le 3 di notte(quello che invece sostengono la maggior parte delle golline che stanno scrivendo qui) :sorrisoo
diciamo che nemmeno io sarei dell'idea di fara andare un qualsiasi 14enne, anche il più responsabile del mondo, in giro fino alle 3 di notte.
di sicuro non nei giorni feriali in cui la mattina dopo si deve alzare per andare a scuola, ma neanche nel w.e. perché, come dicevi tu nel precedente intervento, c'è da valutare anche il discorso dell'età delle persone che stanno intorno.

permettere che un 14enne, seppur responsabile, frequenti locali negli orari in cui abitualmente sono frequentati da persone più grandi di lui che potrebbero circuirlo, è un rischio maggiore che permettergli di frequentare gli stessi luoghi in orari più consoni alla sua età.
e questo non per mancanza di fiducia nel 14enne e negli insegnamenti trasmessi, ma per una valutazione complessiva della situazione.
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Re: La pillola a 15 anni

Messaggio da Topillo » 17 giu 2010, 14:17

PIPA ha scritto:
Topillo ha scritto: No, ovvio che con la maggiore età non si diventa improvvisamente delle persone diverse e che, da genitore, la prospettiva cambia.


Perchè la prospettiva cambia? Perchè non sei più responsabile per lui davanti alla legge? volevo dire NON cambia. Ops, ho sbagliato.
Ma non per questo, secondo me, bisogna pensare: "è responsabile, quindi lo mando allo sbaraglio".
Perchè se a 15 anni si è responsabili, si è solo 15enni responsabili, non adulti.
Ma scusami, chi ha parlato di mandare allo sbaraglio? lasciare libertà illimitata di compagnie e posti da frequentare, per me è mandare allo sbaraglio. Un conto è una festa di compagni di scuola. Un conto è una discoteca.
E' vero che ci sono anche adulti irresponsabili, ma non è un termine di paragone, bisogna rimandere all'interno del contesto: adolescenza.
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Re: La pillola a 15 anni

Messaggio da Topillo » 17 giu 2010, 14:19

Ari ha scritto:
Saretta78 ha scritto:
Ari ha scritto:comunque saretta io capisco il discorso della soggettività e lo condivido, però vorrai darmi atto del fatto che la maggior parte dei 14enni non ha la tesa sulle spalle come l'avevi tu a alla stessa età e che quindi non a tutti i 14enni è possibile dare la stessa libertà che è stata data a te all'epoca?
Guarda che è quello che sto dicendo io da inizio topic....

I genitori devono valutare chi hanno di fronte e cosa sono riusciti a fare in 14 anni....quindi non posso dire che tutti i 14enni devono fare le 3 di notte...ma non mi permetto nemmeno di dire che NESSUN 14enne debba fare le 3 di notte(quello che invece sostengono la maggior parte delle golline che stanno scrivendo qui) :sorrisoo
diciamo che nemmeno io sarei dell'idea di fara andare un qualsiasi 14enne, anche il più responsabile del mondo, in giro fino alle 3 di notte.
di sicuro non nei giorni feriali in cui la mattina dopo si deve alzare per andare a scuola, ma neanche nel w.e. perché, come dicevi tu nel precedente intervento, c'è da valutare anche il discorso dell'età delle persone che stanno intorno.

permettere che un 14enne, seppur responsabile, frequenti locali negli orari in cui abitualmente sono frequentati da persone più grandi di lui che potrebbero circuirlo, è un rischio maggiore che permettergli di frequentare gli stessi luoghi in orari più consoni alla sua età.
e questo non per mancanza di fiducia nel 14enne e negli insegnamenti trasmessi, ma per una valutazione complessiva della situazione.
Oh, era quello che stavo per scrivere io.
Quoto.
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Re: La pillola a 15 anni

Messaggio da Saretta78 » 17 giu 2010, 14:20

antonella74 ha scritto: quindi se poi ti controllavano non avevano tutta questa piena fiducia in te (intendo in te come 13enne, non in te in quanto saretta). E allora che senso ha fingere di fidarsi e poi madare le spie? Preferisco far uscire quando sento che davvero è arrivato il momento giusto.
Non è meglio chi sta a casa e attende che torni, e meglio chi sta a casa e sa che nella stanzetta c'è il figlio 13 che dorme.
Aggiungo SECONDO ME.
Ammetto di essere cresciuta in una famiglia strana...ma non capire queste cose.... :domanda

Era un mettermi alla prova..ma io l'ho saputo quando me ne sono andata di casa che mi controllavano.....e mi facevano controllare....appurato che ero trasparente con loro e che quello che dicevo e raccontavo era reale hanno smesso....erano comunque genitori....non è forse normali che volessero farmi sentire responsabile ma che poi realmente controllassero che lo fossi....

A me pare così normale :domanda
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Re: La pillola a 15 anni

Messaggio da antonella74 » 17 giu 2010, 14:22

PIPA ha scritto:
antonella74 ha scritto: quindi se poi ti controllavano non avevano tutta questa piena fiducia in te (intendo in te come 13enne, non in te in quanto saretta). E allora che senso ha fingere di fidarsi e poi madare le spie?
Beh, forse proprio perchè non erano incoscienti come qualcuno asserisce no? sarà un modo per mettere alla prova il figlio.
Preferisco far uscire quando sento che davvero è arrivato il momento giusto.
E come lo stabilirai quale sarà il momento giusto?
Forse i genitori di saretta, così come i miei, hanno ritenuto (conoscendoci) che il momento giusto per noi era arrivato.
[/quote]

Scusami ma non so quotare come te :martello
Il fatto che i genitori la spiassero ovviamente mi fa capire che non erano poi così incoscienti ma mi fa anche capire, come effettivamente ho scritto a saretta, che in quanto 13enne non è vero che si fidavano ciecamente di lei. Hanno voluto darle la libertà da una parte cercando di controllarla dall'altra. Però secondo me un conto è cercare di capire quando un figlio è pronto per uscire (e quindi forse per i genitori di saretta era il caso di aspettare) e un conto è dirgli che ti fidi e poi non è vero perchè lo segui.
Mi chiedi qual è il momento giusto? Non c'è un età per me (anche se, ripeto, per me 14 anni è un pò troppo presto per le uscite notturne), appunto bisogna, come dice saretta, capire chi si ha di fronte e di conseguenza valutare il momento giusto in base al proprio figlio. Il giorno in cui farò uscire mio figlio, proprio come hanno fatto i miei, sarà perchè penso che sia che abbia un minimo di sale in zucca ("sale" che crescerà di quantità con la maturità e l'esperienza) e dei valori ben radicati (e questo è compito mio). E quel giorno rimarrò ad aspettarlo a casa, esattamente come hanno fatto i miei genitori.
Con l'ansia e lo stomaco aggrovigliato, perchè purtroppo può succedere di tutto, anche alle persone più assennate, ma rimarrò in casa ad aspettarlo.

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