Come tutte le donne arrivate al momento del parto avevo paura, ansia, ma anche desiderio di conoscere il fratellino di Simo, il mio primo figlio.
Il precedente parto non era stato facile, l'ho vissuto subendo molto l'intervento dei medici, alla presenza di una marea di specializzandi e nel complesso, senza contare l'immensa gioia di vedere alla luce Simone, è stato un parto difficile e molto molto sofferto...speravo tanto che questo secondo parto andasse meglio, fosse più breve, potessi gedemelo più intimamente...
e lassù qualcuno ha ascoltato...
La mia DDP era il 24 Maggio e fin dall'inizio della gravidanza ho sempre sperato di partorire in quella data e non con una settimana di ritardo come con Simone, ma ahimè anche questa volta il 24 Maggio passa e non si muove nulla.
Per la verità avevo contrazioni non dolorose da una settimana rilevate dai tracciati che intanto facevo tutti i giorni, un paio di sere ho anche pensato che fosse arrivato il momento e invece poi si fermava tutto...sta di fatto che con tutti questi “al lupo al lupo” arriviamo alla mattina del 30 Maggio.
Ero ormai rassegnata ad aspettare Giugno e invece quella mattina vado in ospedale per fare il solito monitoraggio sul quale compaiono le solite contrazioni, io le ignoro ...incrocio il mio ginecologo che mi chiede “come ti senti?” e io “dottò sto bene è una settimana che ho ste contrazioni sceme che però non innescano nulla...” e lui “dai vieni che ti visito vediamo come va...”, mi visita e mi dice: “Beh...stai messa bene...collo completamente appianato e dilatazione 4 cm...oggi è un bel giorno per partorire è il Santissimo Cuore di Gesù...” e io “ma scherza dottore? Va bè io per ora sto benino se le contrazioni aumentano aspetto un paio di orette e vengo su a rifare la visita...” al che il gine mi guarda allibito e mi dice: “ascolta io ti sto rimandando a casa ma appena hai dolori più forti NON aspettare due ore, dopo mezz'ora vieni sennò lo fai in macchina”...e io che non ci credevo che avrei fatto così in fretta dato che col primo ci erano volute più di dieci ore torno a casa convinta che non fosse il momento.
Così me ne torno a casa in macchina con Simo, arriviamo, lo scendo dalla macchina e faccio fatica perché comincio a sentire delle contrazioncine un po' più dolorosette...comincio a preparare il pranzo per mio marito Francesco e Simone, sono le 13.00, io decido di non mangiare...non mi sento un gran che, dico a Fra che ho le contrazioni e che forse è meglio dopo pranzo fare un salto all'ospedale per una visita...lui che in tutta la settimana che si era sempre messo in moto prontamente a quelli che erano solo dei falsi allarmi mi dice: “sei sicura che è necessario andare? È una settimana che andiamo avanti così...”
quindi rimane seduto beato a tavola a finire le penne al sugo...anche Simo che di solito è inappetente quel giorno aveva deciso che doveva finire il piatto fino all'ultima forcettata...
Insomma riesco a trascinarli fuori di casa e andiamo a portare Simo a casa di amici che abitano davanti all'ospedale dicendo che saremmo tornati a prenderlo dopo poco...
In macchina le contrazioni si fanno più ravvicinate e dolorose ma io ancora pensavo che fosse davvero arrivato il momento...sono le 14.00.
Una volta in ospedale arriviamo all'accettazione ostetrica dove mi fanno fare un tracciato e dalle numerose contrazioni che ci sono mi consigliano di fermarmi...ci spediscono a fare il foglio di ricovero, li troviamo una ginecologa tirocinante con una flemma incredibile...mi visita e mi dice (dandosi anche un tono di saccenza): “mah...io concordo (ma che vuol dire concordo...?
finalmente conclude sto benedetto foglio di ricovero ci assegna la camera e poi si assenta un attimo dicendo di aspettarla li ...Fra decide di scendere a prendere la valigia, io rimasta sola, ho contrazioni davvero pesanti mi ricordano quelle di Simone e all'epoca ero già in sala parto da un pezzo...così mi fiondo in corridoio, intercetto un'ostetrica carinissima e le dico “senti fammi un favore...visitami che io mi sento proprio male”...lei gentilissima mi fa accomodare e mi visita...mi guarda e mi dice: “e lo credo che ti senti male sei a 8 cm, andiamo di corsa in sala parto...”
ma come mezz'ora prima ero a 4 cm...idiota di una tirocinate se era per lei lo facevo in corridoio!!!!
Nel frattempo Fra risale e comincia e mettere a posto la valigia in camera al che l'ostetrica fa “guardi che non c'è tempo...venga che andiamo in sala parto, signora vuole la carrozzina ce la fa camminare?” e io “no no ma che carrozzina andiamo a piedi...” (non ho mai capito come facciano molte donne a sedersi in travaglio
così senza aver avuto nemmeno il tempo di mettere la camicia da notte che avevo preparato per il parto e con le scarpe da tennis ai piedi ci dirigiamo quasi correndo in sala parto, io camminavo a passo veloce davanti a tutti...non ce la facevo più...entro nella sala parto e un ginecologo fa “signora ma lei dove va?” e l'ostetrica dietro: “si si la signora è con me, è 8 cm...”.
Da quel momento è stato tutto molto veloce, il tempo di spogliarmi e mi si rompe il sacco poi immediatamente comincio a sentire una gran voglia di spingere lo dico all'ostetrica e lei: “aspetta cocca fammi almeno mettere il camice...” non so quante spinte ci siano volute... forse tre, quattro mi ricordo solo che l'impulso è stato fortissimo, ingestibile quasi...ma è durato pochissimo un'ultima spinta e Mattia è sgusciato fuori alle 16.45, pesava 3.040 kg per 49 cm, uno scricciolo...







