Ilaria Francesca è nata nella Stanza della Cicogna dell’Ospedale di Cittiglio, un mini-appartamento all’interno della struttura ospedaliera strutturato proprio come si fosse a casa.
Una zona giorno, una camera matrimoniale con cabina armadio, una vasca angolare molto grande e una zona bagno. Un ambiente colorato, confortevole, a misura d’uomo e soprattutto di donna.
Avevo la DPP il 30/09/07, il giorno dopo il compleanno del socio ma la nostra ciccia ha deciso di venire al mondo giusto in tempo per fare gli auguri al suo papino e festeggiare con lui il compleanno per il resto della sua vita
Il socio faceva il turno di notte e la sera del 28/09, prima di andare a lavoro, gli dico che vado a letto presto perché non mi sentivo molto bene…. Ma alla fine della gravidanza tira la panza, fai fatica a muoverti, non dormi bene…. Quindi ero tranquillissima.
Vado a nanna, dormo come un ghiro e mi sveglio al mattino quando torna il socio che, dopo avermi chiesto come andava, sviene dal sonno. Io doloretti ne avevo ma anche lì ero tranquilla perché mi aspettavo i dolori allucinanti del travaglio per entrare in agitazione.
La mattina passa con mia mamma che viene a trovarmi e, guidata dalla mano del Signore, mi porta la profilassi omeopatica per travaglio e post-parto. Dopodichè, ci abbuffiamo di pasticcini e ci magnamo un bel piatto di pasta. Poi, vado in bagno e perdo il tappo. Lo comunico a mia madre che dice: io con te l’ho perso giorni prima quindi non preoccuparti……….. (evabbè… se lo dice lei….
h. 13.30 sveglia del socio al quale comunico: non mi sento bene, secondo me stasera non vai a lavoro perché andiamo in ospedale. Mia madre: figurati, io con te ci ho messo 24 ore….. (e io mi rassegno perché se lo dice lei…..
h. 14.00 il socio esce e io vado con la genitrice a fare una passeggiata dalla quale torno a fatica e con molte pause. Mia madre: tranquilla…. Ci vuole tempo (evabbè… se lo dice lei….
h. 14.30 Faccio un bel bagno caldo perché mi pongo un ultimatum: o mi passano i dolori o vado in ospedale.
I dolori non passano e inizia qualche piccola perdita di sangue al che mia madre fa
E FINALMENTE!!!!!!!!!!!!!!!! Io, però, non contenta, chiamo la mia ostetrica che mi dice di passare da lei prima di entrare in ospedale “ti visito e vedo a che punto stai, così almeno non vai in ospedale per niente”
L’ospedale è a 40 minuti di macchina da casa, l’ostetrica pure perché abita lì davanti
Il socio vorrebbe andare subito in ospedale ma la mia faccia lo zittisce.
Durante il tragitto respirazione e vocalizzi (io sono moooooolto newage) per favorire la dilatazione.
Risultato: contrazioni regolari ogni 4/5 minuti.
All’arrivo a casa della mia Ostetrica: contrazioni regolari ogni 3 minuti.
Mi fa accomodare in camera sua, mi visita, mi guarda e mi dice: “stai ferma, non muoverti, hai il sacco tesissimo, rischi di farmela qui. Io chiamo in Ospedale e faccio preparare tutto.”
Attraversiamo la strada
Mi attaccano il tracciato e mi chiedono: “riesci a tenerlo per almeno 20 minuti?”
Io li guardo e loro staccano tutto e mi portano in Stanza della Cicogna.
Io mi spoglio, il socio preleva la videocamera dalla macchina, l’ostetrica si mette la divisa (ci siamo svestite praticamente insieme, che ridere), l’assistente inzia a filmare.
Io mi dondolo un po’ sulla liana appesa in camera poi mi sento che devo spingere così mi accovaccio e vocalizzo una bella A potente.
La mia ostetrica mi dice che quando voglio entrare in vasca lo posso fare.
Entro.
Il socio si affanna a darmi i granuli omeopatici nel giusto ordine (no comment), l’ostetrica mi butta l’acqua sulla schiena quando arriva la contrazione, l’assistente filma.
Io parlo con la mia ciccia dicendo di far piano, che mamma non è ancora pronta.
Lei sembra capire e non spinge più di tanto.
Si vede la testolina e io la accarezzo; mi dilato definitivamente e i due spinte la nostra Ilaria Francesca approda in famiglia.
La abbraccio in acqua e rimaniamo così per una mezz’ora; a guardarci e conoscerci…..
La ciccia si attacca al seno e io la ammiro mentre il suo papino è ancora senza parole.












