Tecnicamente puoi esercitare l'obiezione di coscienza anche se fai lo psichiatra perché, magari una volta nella vita, ma ti può capitare che ti venga chiesta una valutazione psichiatrica Pre ivg...oppure se fai l'anestesia perché dovresti somministrare l'anestesia durante un intervento di ivg...solo due esempi che mi vengono in mente....Topillo ha scritto:non sono d'accordo: chi è medico deve mettersi al servizio del paziente. Non faccia il ginecologo, allora. Faccia altro.
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L'obiezione di coscienza
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Re: L'obiezione di coscienza
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Re: L'obiezione di coscienza
Io capisco benissimo. Semplicemente la reputo una cosa inaccettabile. Che tu non lo capisca lascia basita me, stupiamoci tutti assieme.laura s ha scritto: Assolutamente falso, qualsiasi ginecologo fa la revisione di cavità dopo aborto spontaneo e assiste una donna che presenta un aborto spontaneo in atto.
Il dilemma etico è: "x ha deciso di uccidere quello che per me è un essere umano, io non voglio essere il boia".
Come si faccia a non capirlo mi lascia basita.
Il dilemma etico si risolve facilmente rifiutando un lavoro incompatibile con la propria etica, quindi ripeto: cosa impedisce a questi medici di essere coerenti con se stessi?
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Re: L'obiezione di coscienza
Prima che il post degeneri ci tengo comunque a portare il mio ultimo (evviva ) contributo.
io insisto, il problema deve essere trattato dalle strutture. Visto che il problema c'è, non deve pagare il singolo, donna o ginecologo che sia. la struttura deve garantire la copertura.
Bon, ora .scannatevi
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Re: L'obiezione di coscienza
girala così: io non voglio essere il boia di un essere umano che considero più importante di un altro essere umano che ho qui davanti a me ed è portatore di diritti civili.
Perchè si considera più importante la vita di un embrione che non la vita di una donna?
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Re: L'obiezione di coscienza
Non è mai successo e mai succederà che una donna non possa esercitare il proprio diritto alla IVG nei tempi previsti dalla 194. Se accadrà avrai ragione.Topillo ha scritto:Floddi, ma se io porto via a una persona il diritto di autodeterminarsi e decidere per il proprio corpo, compio una violazione dei diritti CIVILI.
Io sono d'accordo nel dire che sia una cosa che scuote le coscienze, praticare una ivg. o un aborto terapeutico.
Ma dovrebbe scuotere altrettanto la coscienza proibire a una persona di decidere per il proprio corpo in considerazione di quello che è una gravidanza non desiderata (non parlo dei TSO, eh).
è facile obiettare col corpo delle donne.
Ci si lamenta di liste d'attesa o necessità di andare magari in un altro ospedale per abortire, non di impossibilià a farlo.
Io non ti piaccio? Eppure sei sempre a guardare e giudicare tutto ciò che faccio. Sai il dizionario come definisce una persona del genere? FAN
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Re: L'obiezione di coscienza
ma certo, il vile stipendio fisso.lemming ha scritto:Io capisco benissimo. Semplicemente la reputo una cosa inaccettabile. Che tu non lo capisca lascia basita me, stupiamoci tutti assieme.laura s ha scritto: Assolutamente falso, qualsiasi ginecologo fa la revisione di cavità dopo aborto spontaneo e assiste una donna che presenta un aborto spontaneo in atto.
Il dilemma etico è: "x ha deciso di uccidere quello che per me è un essere umano, io non voglio essere il boia".
Come si faccia a non capirlo mi lascia basita.
Il dilemma etico si risolve facilmente rifiutando un lavoro incompatibile con la propria etica, quindi ripeto: cosa impedisce a questi medici di essere coerenti con se stessi?
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Re: L'obiezione di coscienza
si tratta, in entrambi i casi, di libertà.Topillo ha scritto:Floddi, ma se io porto via a una persona il diritto di autodeterminarsi e decidere per il proprio corpo, compio una violazione dei diritti CIVILI.
Io sono d'accordo nel dire che sia una cosa che scuote le coscienze, praticare una ivg. o un aborto terapeutico.
Ma dovrebbe scuotere altrettanto la coscienza proibire a una persona di decidere per il proprio corpo in considerazione di quello che è una gravidanza non desiderata (non parlo dei TSO, eh).
è facile obiettare col corpo delle donne.
Bisogna spostare l'attenzione non sulle persone ma sulle strutture.
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Re: L'obiezione di coscienza
Immagino la passione di una vita.lemming ha scritto:Io capisco benissimo. Semplicemente la reputo una cosa inaccettabile. Che tu non lo capisca lascia basita me, stupiamoci tutti assieme.laura s ha scritto: Assolutamente falso, qualsiasi ginecologo fa la revisione di cavità dopo aborto spontaneo e assiste una donna che presenta un aborto spontaneo in atto.
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Re: L'obiezione di coscienza
beh lo facevano e pare che non abbiano smesso. pare.
ok
ma non del medico, del paziente. peccato che non venga considerata.
giuramento inutile.
oh scusa, volevi la versione moderna.-Il nuovo giuramento in vigore non è quello di ippocrate.
ok
condizionamento.di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento rifuggendo da ogni indebito condizionamento;
psiche.di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell'uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale;
ma non del medico, del paziente. peccato che non venga considerata.
giuramento inutile.
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Re: L'obiezione di coscienza
Ultimo intervento anch'io perché tanto nessuno cambia opinione: su questo concordiamo tutti, spero.floddi ha scritto:Prima che il post degeneri ci tengo comunque a portare il mio ultimo (evviva ) contributo.
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Ma purtroppo non è la realtà.
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Re: L'obiezione di coscienza
si sta generalizzando e giudicando e a me non piace, davvero.Topillo ha scritto:ma certo, il vile stipendio fisso.lemming ha scritto:Io capisco benissimo. Semplicemente la reputo una cosa inaccettabile. Che tu non lo capisca lascia basita me, stupiamoci tutti assieme.laura s ha scritto: Assolutamente falso, qualsiasi ginecologo fa la revisione di cavità dopo aborto spontaneo e assiste una donna che presenta un aborto spontaneo in atto.
Il dilemma etico è: "x ha deciso di uccidere quello che per me è un essere umano, io non voglio essere il boia".
Come si faccia a non capirlo mi lascia basita.
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Re: L'obiezione di coscienza
Quindi a un ginecologo che rifiuta il lavoro nel pubblico viene vietato aprire uno studio privato?laura s ha scritto:Immagino la passione di una vita.lemming ha scritto:Io capisco benissimo. Semplicemente la reputo una cosa inaccettabile. Che tu non lo capisca lascia basita me, stupiamoci tutti assieme.laura s ha scritto: Assolutamente falso, qualsiasi ginecologo fa la revisione di cavità dopo aborto spontaneo e assiste una donna che presenta un aborto spontaneo in atto.
Il dilemma etico è: "x ha deciso di uccidere quello che per me è un essere umano, io non voglio essere il boia".
Come si faccia a non capirlo mi lascia basita.
Il dilemma etico si risolve facilmente rifiutando un lavoro incompatibile con la propria etica, quindi ripeto: cosa impedisce a questi medici di essere coerenti con se stessi?
Mica il vile stipendio fisso, spero.
Messa così è effettivamente una cosa molto grave.
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Re: L'obiezione di coscienza
Scusa Laura s ti faccio una domanda.
Qualche mese fa era uscito un articolo molto imbarazzante x il san martino che sono andata a cercare perché ricordavo di non averlo letto ma non avevo presnete i dettagli.
Genova - C’è una ragazza di 19 anni che aspetta nella sala di attesa del padiglione di Ostetricia e Ginecologia del San Martino. Ha appena assunto il secondo farmaco previsto dalla procedura per l’interruzione di gravidanza non chirurgica, che ha iniziato giovedì. Fra poche ore, in teoria, qualcuno dovrebbe farle un’ecografia e un esame complessivo per accertare che le medicine abbiano sortito l’effetto desiderato e che l’aborto sia effettivamente avvenuto. È un momento assai delicato: la giovane, con ogni probabilità, è giunta a quella scelta in maniera sofferta e vorrebbe che tutto si risolvesse al più presto. Ma le cose non vanno per il verso giusto, perché in reparto non c’è nessuno che possa occuparsi di lei.
È il sabato prima di Pasqua. L’unico medico presente (Salvatore Felis, 57 anni) è quello di guardia, che però è un obiettore di coscienza e non ha alcuna intenzione di prendersi carico della paziente. Il primario Claudio Gustavino viene informato del problema per tempo, ma sottovaluta la situazione: pensa (non si sa su quali basi) che il ginecologo, al di là delle sue idee in merito alle interruzioni di gravidanza, eseguirà comunque gli accertamenti previsti. E che la paziente sarà dunque dimessa. Ma, come era prevedibile visto che il dottor Felis è un obiettore di coscienza, succede tutto il contrario: passano le ore e la giovane donna viene abbandonata in corsia. Da sola, in compagnia delle infermiere che però non sanno nulla e non possono aiutarla. Nessuno si prende la briga di spiegarle quello che sta accadendo. Così, a un certo punto, in preda allo sconforto e alla disperazione, non le rimane altro da fare che chiamare la polizia. Arrivano gli agenti e solo a quel punto, poco prima delle 18, i vertici dell’ospedale, compreso Gustavino, si muovono (di corsa) per trovare una soluzione. Risultato? Viene trovato un dottore disposto a visitare la ragazza. Ma, nel frattempo, sono le 19.30 e lei può finalmente lasciare l’ospedale.
Sei dell'opinione che il medico di guardia abbia agito con coscienza? E ancora: tale "medico" è ancora lì, no?
Qualche mese fa era uscito un articolo molto imbarazzante x il san martino che sono andata a cercare perché ricordavo di non averlo letto ma non avevo presnete i dettagli.
Genova - C’è una ragazza di 19 anni che aspetta nella sala di attesa del padiglione di Ostetricia e Ginecologia del San Martino. Ha appena assunto il secondo farmaco previsto dalla procedura per l’interruzione di gravidanza non chirurgica, che ha iniziato giovedì. Fra poche ore, in teoria, qualcuno dovrebbe farle un’ecografia e un esame complessivo per accertare che le medicine abbiano sortito l’effetto desiderato e che l’aborto sia effettivamente avvenuto. È un momento assai delicato: la giovane, con ogni probabilità, è giunta a quella scelta in maniera sofferta e vorrebbe che tutto si risolvesse al più presto. Ma le cose non vanno per il verso giusto, perché in reparto non c’è nessuno che possa occuparsi di lei.
È il sabato prima di Pasqua. L’unico medico presente (Salvatore Felis, 57 anni) è quello di guardia, che però è un obiettore di coscienza e non ha alcuna intenzione di prendersi carico della paziente. Il primario Claudio Gustavino viene informato del problema per tempo, ma sottovaluta la situazione: pensa (non si sa su quali basi) che il ginecologo, al di là delle sue idee in merito alle interruzioni di gravidanza, eseguirà comunque gli accertamenti previsti. E che la paziente sarà dunque dimessa. Ma, come era prevedibile visto che il dottor Felis è un obiettore di coscienza, succede tutto il contrario: passano le ore e la giovane donna viene abbandonata in corsia. Da sola, in compagnia delle infermiere che però non sanno nulla e non possono aiutarla. Nessuno si prende la briga di spiegarle quello che sta accadendo. Così, a un certo punto, in preda allo sconforto e alla disperazione, non le rimane altro da fare che chiamare la polizia. Arrivano gli agenti e solo a quel punto, poco prima delle 18, i vertici dell’ospedale, compreso Gustavino, si muovono (di corsa) per trovare una soluzione. Risultato? Viene trovato un dottore disposto a visitare la ragazza. Ma, nel frattempo, sono le 19.30 e lei può finalmente lasciare l’ospedale.
Sei dell'opinione che il medico di guardia abbia agito con coscienza? E ancora: tale "medico" è ancora lì, no?
"Marta, Marta, tu t’inquieti e ti affanni per molte cose; una sola è necessaria: Maria invece ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta“.
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Re: L'obiezione di coscienza
Sai, se eliminiamo dagli ospedali pubblici il concetto di obiezione di coscienza, uno di fatto è impedito a DIVENTARE ginecologo, dato che questo titolo si acquisisce dopo 5 anni di contratto di lavoro come medico in formazione specialistica.lemming ha scritto:Quindi a un ginecologo che rifiuta il lavoro nel pubblico viene vietato aprire uno studio privato?laura s ha scritto:Immagino la passione di una vita.lemming ha scritto:Io capisco benissimo. Semplicemente la reputo una cosa inaccettabile. Che tu non lo capisca lascia basita me, stupiamoci tutti assieme.laura s ha scritto: Assolutamente falso, qualsiasi ginecologo fa la revisione di cavità dopo aborto spontaneo e assiste una donna che presenta un aborto spontaneo in atto.
Il dilemma etico è: "x ha deciso di uccidere quello che per me è un essere umano, io non voglio essere il boia".
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Il dilemma etico si risolve facilmente rifiutando un lavoro incompatibile con la propria etica, quindi ripeto: cosa impedisce a questi medici di essere coerenti con se stessi?
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Re: L'obiezione di coscienza
La questione ovviamente la conosco.Lunette ha scritto:Scusa Laura s ti faccio una domanda.
Qualche mese fa era uscito un articolo molto imbarazzante x il san martino che sono andata a cercare perché ricordavo di non averlo letto ma non avevo presnete i dettagli.
Genova - C’è una ragazza di 19 anni che aspetta nella sala di attesa del padiglione di Ostetricia e Ginecologia del San Martino. Ha appena assunto il secondo farmaco previsto dalla procedura per l’interruzione di gravidanza non chirurgica, che ha iniziato giovedì. Fra poche ore, in teoria, qualcuno dovrebbe farle un’ecografia e un esame complessivo per accertare che le medicine abbiano sortito l’effetto desiderato e che l’aborto sia effettivamente avvenuto. È un momento assai delicato: la giovane, con ogni probabilità, è giunta a quella scelta in maniera sofferta e vorrebbe che tutto si risolvesse al più presto. Ma le cose non vanno per il verso giusto, perché in reparto non c’è nessuno che possa occuparsi di lei.
È il sabato prima di Pasqua. L’unico medico presente (Salvatore Felis, 57 anni) è quello di guardia, che però è un obiettore di coscienza e non ha alcuna intenzione di prendersi carico della paziente. Il primario Claudio Gustavino viene informato del problema per tempo, ma sottovaluta la situazione: pensa (non si sa su quali basi) che il ginecologo, al di là delle sue idee in merito alle interruzioni di gravidanza, eseguirà comunque gli accertamenti previsti. E che la paziente sarà dunque dimessa. Ma, come era prevedibile visto che il dottor Felis è un obiettore di coscienza, succede tutto il contrario: passano le ore e la giovane donna viene abbandonata in corsia. Da sola, in compagnia delle infermiere che però non sanno nulla e non possono aiutarla. Nessuno si prende la briga di spiegarle quello che sta accadendo. Così, a un certo punto, in preda allo sconforto e alla disperazione, non le rimane altro da fare che chiamare la polizia. Arrivano gli agenti e solo a quel punto, poco prima delle 18, i vertici dell’ospedale, compreso Gustavino, si muovono (di corsa) per trovare una soluzione. Risultato? Viene trovato un dottore disposto a visitare la ragazza. Ma, nel frattempo, sono le 19.30 e lei può finalmente lasciare l’ospedale.
Sei dell'opinione che il medico di guardia abbia agito con coscienza? E ancora: tale "medico" è ancora lì, no?
Il fatto grave a mio parere è che il primario non abbia organizzato la turnazione in modo da avere sempre, reperibile o in servizio, personale dedicabile a IVG.
Il medico credo sia sotto provvedimento disciplinare, ma c'è un procedimento in corso.
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Re: L'obiezione di coscienza
però qualcosa non mi torna.
la 194 è legge, è stata votata dalla maggioranza degli italiani.
ma la maggioranza dei ginecologi è obiettore.
è come la legge sul divorzio. esiste, è stata votata dalla maggior parte degli italiani. e se i giudici obiettassero come finirebbe? anche quelli prima di essere giudici sono uditori e bla bla bla. quindi?
la 194 è legge, è stata votata dalla maggioranza degli italiani.
ma la maggioranza dei ginecologi è obiettore.
è come la legge sul divorzio. esiste, è stata votata dalla maggior parte degli italiani. e se i giudici obiettassero come finirebbe? anche quelli prima di essere giudici sono uditori e bla bla bla. quindi?
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Re: L'obiezione di coscienza
esattamentefloddi ha scritto:Prima che il post degeneri ci tengo comunque a portare il mio ultimo (evviva ) contributo.
io insisto, il problema deve essere trattato dalle strutture. Visto che il problema c'è, non deve pagare il singolo, donna o ginecologo che sia. la struttura deve garantire la copertura.
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sia per la pratica di IVG, sia per la somministrazione della pillola del giorno dopo.
e in alcuni casi non è garantito un bel niente. quindi si tutela il diritto (sacrosanto) del medico obiettore, ma non quello della cittadina comune.
quindi non è chiaro come lo Stato italiano faccia le leggi per dare diritti ai suoi cittadini, e poi non si preoccupi di metterle in pratica fino in fondo.
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Re: L'obiezione di coscienza
Come già detto, il problema deriva dal fatto che chi sceglie di fare il medico in genere alla vita altrui ci tiene un pelo.ely66 ha scritto:però qualcosa non mi torna.
la 194 è legge, è stata votata dalla maggioranza degli italiani.
ma la maggioranza dei ginecologi è obiettore.![]()
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è come la legge sul divorzio. esiste, è stata votata dalla maggior parte degli italiani. e se i giudici obiettassero come finirebbe? anche quelli prima di essere giudici sono uditori e bla bla bla. quindi?
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Re: L'obiezione di coscienza
Insomma, non si garantisce il servizio previsto perché la burocrazia non è adeguata alle esigenze dei cittadini. E invece di cambiare la burocrazia, di lottare per questo, si preferisce optare per un disservizio diffuso.laura s ha scritto: Sai, se eliminiamo dagli ospedali pubblici il concetto di obiezione di coscienza, uno di fatto è impedito a DIVENTARE ginecologo, dato che questo titolo si acquisisce dopo 5 anni di contratto di lavoro come medico in formazione specialistica.
Non ho visto grandi manifestazioni di ginecologi obiettori che chiedono di poter diventare tali senza dover lavorare nel pubblico, mentre invece ci sono enormi levate di scudi per conservarsi il posto di lavoro nel pubblico.
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Re: L'obiezione di coscienza
Cito te ma volevo rispondere a floddi. In genere, chi è contro l'IVG è anche contro i contraccettivi, perché lo è per motivi religiosi. Altrimenti un ateo "in genere" non sarebbe una persona logica se rifiutasse al 100% a prescindere dal singolo caso di praticare l'IVG. Non ho delle statistiche da sfoderare ... ma suppongo sia così.Topillo ha scritto:scusa, eh. Ma l'obiezione di COSCIENZA in quanto tale, è proprio per motivi religiosi. O pensi che uno obietti per altri motivi?
Ora prendo me come esempio ... io non credo in niente, proprio niente ... però ho sempre detto che non avrei interrotto le mie gravidanze e che per vivere più tranquilla non ho nemmeno fatto le indagini prenatali che una donna di 33 e 35 anni avrebbe fatto al posto mio vista l'età non proprio giovane ... Ma non è un dogma il mio ... eistono diverse situazioni che potrei definire drammatiche che mi indurrebbero a interrompere la gravidanza. E ritengo che una persona atea sia più propensa di una religiosa ad essere meno integralista nelle proprie idee. Se non c'è un'imposizione divina a sostenere le tue idee puoi aprirti a molti più punti di vista. Questo è il mio pensiero.
Riprendo l'analogia con l'obiezione di coscienza ... chi ha svolto il servizio civile invece del militare ... non può fare il poliziotto, carabiniere, pompiere, etc. Ha pagato un rpezzo e anche i medici dovrebbero pagarlo, secondo me.
Alessia, Davide 02/12/2004 e Fabio 24/09/2006
