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Prima, durante e dopo la gravidanza

 

frequentate assiduamente persone di altre culture?

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marby
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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da marby » 28 gen 2014, 10:55

lalat ha scritto:
marby ha scritto:Antolina, non è la prima volta che lo noto ma ho proprio l'impressione che alcune cose ti siano state trasmesse, diciamo, "male". Senza giudizi, di certo sarà stato fatto in buona fede, ma è abbastanza ovvio che abbiano ottenuto l'effetto contrario a quello desiderato (oltre a creare ansie inutili :coccola )
Potrei essere d'accordo con chi ritiene un po' oppressivi i genitori di antolina ... l'ho pensato anche io, spero che antolina non mi giudichi invadente, ma è una cosa che ho pensato diverse volte. Resta il fatto che se una non ha fede, non è per ripicca verso i genitori che le hanno presentato "male" la religione, ... una persona adulta mentalmente normodotata, è perfettamente in grado di porsi delle domande e di darsi delle risposte da sola senza pensare che la sua idea non credente sia il risultato dell'essere una figlia bastian contrario. E' offensivo pensarlo ... ognuno di noi ha sicuramente fatto centinaia di volte ragionamenti introspettivi sul senso della vita, della morte, delle malattie ... c'è chi si è dato delle risposte e chi se ne è date altre ... è una cosa privata, anche se hai dei genitori che ti instradano verso una determinata religione, non scampi alle tue riflessioni. Nè tu, né io, né nessun essere umano; è la nostra condanna.
Se io non pensassi che le mie parole e il mio esempio farà la differenza nella crescita spirituale dei miei figli non avrebbe molto senso nemmeno che pensassi di educarli cristianamente, no?
E' ovvio che si porranno delle domande e si daranno delle risposte, ci mancherebbe, ma la Fede non ti arriva da un giorno all'altro per ispirazione divina, il Cristianesimo nasce da un annuncio, e l'annuncio lo portano delle persone. Prima di tutto le persone vicine a noi.
Perchè se ci limitiamo a porci delle domande sui massimi sistemi difficilmente ci daremo delle risposte "di Fede", perchè se io, razionalmente, mi pongo delle domande, anch'io potrei darmi determinate risposte. Però io ho avuto la fortuna di vedere qualcosa di diverso, qualcosa che mi fa dire: sì, noi siamo di ossa e di carne e razionalmente penso che con la morte finirà tutto MA in quella cosa, in quella persona, in quel fatto io ho visto qualcosa di diverso che mi fa pensare che FORSE c'è qualcosa che va oltre questo.

E non vedo come una cosa del genere possa essere offensiva per qualcuno se non forse per me che a domande chiare a cui potrei dare risposte chiare e invece do risposte strane e irrazionali e quindi tutta tutta a posto non sono :fischia
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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da marby » 28 gen 2014, 11:07

lalat ha scritto:Qualche sera fa ho visto Susanna Tamaro che diceva la sua a "punto di vista" su cosa è la vita. Per lei nel momento in cui si nasce, si firma una condanna a morte e tutta la vita la si passa a prepararsi alla morte. Ecco, il mio punto di vista è abbastanza simile a questo.
A me risultava che la Tamaro fosse credente, mi ricordo male? :pensieroso
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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da ci610 » 28 gen 2014, 11:12

per come la vedo io, la differenza tra me che mi ritengo atea e uno che si ritiene cristiano ma, cmq, nell'arco della propria vita ha fatto cose contrarie alla morale cristiana, tipo avere rapporti prematrimoniali, usare metodi contraccettivi, ecc. ecc. è praticamente nulla
e non ci vedo nemmeno nessuna differenza tra l'educazione che posso dare io ai miei figli e uno cristiano che invece magari è divorziato, convive o ricorrerebbe alla fecondazione assistita in caso di necessità
quindi spesso mi chiedo, assodato che anche un ateo può essere una brava persona e avere dei principi morali che trasmette ai proprio figli, qual è la differenza? è solo un sentire dell'animo?
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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da lalat » 28 gen 2014, 11:13

Marby intendevo offensivo questo: se tu mi dici (o meglio dici ad Antolina) che lei non crede perché la religione le è stata imposta e non perché ha riflettuto su determinate cose e ha deciso di non credere, ... è offensivo. Questo cioè pensare che una donna adulta e consapevole sia così poco introspettiva da non essere in grado di affrancarsi dai genitori. Solo questo intendevo e lo dico anche per me ... nel senso che vi dico ... "guarda che non è che io non credo perché superficialmente ho deciso così e non mi sono mai posta il problema eh" ... nessun essere umano è superficiale riguardo questi temi ... perfino chi appare superficiale perché decide di dedicarsi allo shoppingi sfrenato, si da alla pazza gioia andando a letto ogni notte con un uomo diverso, etc ... sta pensando al senso della vita.
Riguardo il dopo la morte ... non è vero che non c'è niente, poiché nulla si crea e nulla si distrugge, siamo energia e ci illudiamo, facendo figli, di rimanere immortali. L'unica cosa bella della vita sono i figli ... proprio per questa ragione è bello avere figli ...
Ovviamente questi sono i miei pensieri in libertà eh ... nemmeno io voglio convincere nessuno, anzi mi piace leggere tutte, non ho mai occasione di discutere di queste cose con nessuno.
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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da lalat » 28 gen 2014, 11:18

marby ha scritto:
lalat ha scritto:Qualche sera fa ho visto Susanna Tamaro che diceva la sua a "punto di vista" su cosa è la vita. Per lei nel momento in cui si nasce, si firma una condanna a morte e tutta la vita la si passa a prepararsi alla morte. Ecco, il mio punto di vista è abbastanza simile a questo.
A me risultava che la Tamaro fosse credente, mi ricordo male? :pensieroso
Bella domanda ... me la sono posta anche io. Probabilmente si ... ma se ci pensi, ciò che ha detto è vero in assoluto poiché solo se nasci sei automaticamente condannato a morte perché tutti, prima o poi muoiono. Tutto l'arco della vita serve a prepararsi alla morte, ... che tu lo faccia da cristiano, ateo, buddista, non ha importanza, se hai costruito qualcosa muori in pace ... altrimenti muori senza aver costruito niente. Potersi guardare indietro e vedere ciò che si è fatto ed essere soddisfatti ... è importante ... per tutti, ed è l'unica consolazione per la fine della vita. Per tutti cristiani compresi ... sei d'accordo?
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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da DadaEle » 28 gen 2014, 11:21

ci610 ha scritto:per come la vedo io, la differenza tra me che mi ritengo atea e uno che si ritiene cristiano ma, cmq, nell'arco della propria vita ha fatto cose contrarie alla morale cristiana, tipo avere rapporti prematrimoniali, usare metodi contraccettivi, ecc. ecc. è praticamente nulla
e non ci vedo nemmeno nessuna differenza tra l'educazione che posso dare io ai miei figli e uno cristiano che invece magari è divorziato, convive o ricorrerebbe alla fecondazione assistita in caso di necessità
quindi spesso mi chiedo, assodato che anche un ateo può essere una brava persona e avere dei principi morali che trasmette ai proprio figli, qual è la differenza? è solo un sentire dell'animo?

beh, non sarebbe comunque poca cosa...

Comunque io non mi metto a fare confronti. Da fuori può sembrare tutto uguale, il dentro io non lo vedo....
Elena, mamma di Michele 01/01/05 (3,850 kg, 52 cm), Francesco 01/11/07 (4,800 kg, 53 cm) e Chiara 07/09/11 (3,960 kg, 51 cm)

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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da ci610 » 28 gen 2014, 11:25

DadaEle ha scritto:
ci610 ha scritto:per come la vedo io, la differenza tra me che mi ritengo atea e uno che si ritiene cristiano ma, cmq, nell'arco della propria vita ha fatto cose contrarie alla morale cristiana, tipo avere rapporti prematrimoniali, usare metodi contraccettivi, ecc. ecc. è praticamente nulla
e non ci vedo nemmeno nessuna differenza tra l'educazione che posso dare io ai miei figli e uno cristiano che invece magari è divorziato, convive o ricorrerebbe alla fecondazione assistita in caso di necessità
quindi spesso mi chiedo, assodato che anche un ateo può essere una brava persona e avere dei principi morali che trasmette ai proprio figli, qual è la differenza? è solo un sentire dell'animo?

beh, non sarebbe comunque poca cosa...

Comunque io non mi metto a fare confronti. Da fuori può sembrare tutto uguale, il dentro io non lo vedo....
mi spiego meglio, se la vita ti porta a fare cmq quello che ritieni più opportuno, a prescindere da quello che dice la chiesa, cosa ti insegna la tua religione che invece a me non insegna?
te lo chiedo perché, come dicevo prima, io ho i miei suoceri molto religiosi, ma se li frequenti è proprio palpabile che lo siano perché le loro scelte di vita sono state tutte nella medesima direzione, anche a costo di sacrifici
e, mentre trovo rispettabilissime le loro scelte, ho qualche perplessità sulle scelte di chi invece si professa cattolico ma fa scelte nella direzione contraria
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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da DadaEle » 28 gen 2014, 11:29

Io ho già risposto sopra a questa cosa...e posso rispondere solo per me.... Io non vado in giro sbandierando fate come me che sono brava... Anzi, me ne sto nel mio guscio e vivo la mia spiritualità al meglio che posso in questo momento...

IO non ho rinnegato niente, ho fatto scelte sbagliate per mia debolezza...se vogliamo...
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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da marby » 28 gen 2014, 11:57

lalat ha scritto:
marby ha scritto:
lalat ha scritto:Qualche sera fa ho visto Susanna Tamaro che diceva la sua a "punto di vista" su cosa è la vita. Per lei nel momento in cui si nasce, si firma una condanna a morte e tutta la vita la si passa a prepararsi alla morte. Ecco, il mio punto di vista è abbastanza simile a questo.
A me risultava che la Tamaro fosse credente, mi ricordo male? :pensieroso
Bella domanda ... me la sono posta anche io. Probabilmente si ... ma se ci pensi, ciò che ha detto è vero in assoluto poiché solo se nasci sei automaticamente condannato a morte perché tutti, prima o poi muoiono. Tutto l'arco della vita serve a prepararsi alla morte, ... che tu lo faccia da cristiano, ateo, buddista, non ha importanza, se hai costruito qualcosa muori in pace ... altrimenti muori senza aver costruito niente. Potersi guardare indietro e vedere ciò che si è fatto ed essere soddisfatti ... è importante ... per tutti, ed è l'unica consolazione per la fine della vita. Per tutti cristiani compresi ... sei d'accordo?
L'unica consolazione no ma che sia importante sicuramente sì, anzi fondamentale :ok
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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da marby » 28 gen 2014, 12:10

lalat ha scritto:Marby intendevo offensivo questo: se tu mi dici (o meglio dici ad Antolina) che lei non crede perché la religione le è stata imposta e non perché ha riflettuto su determinate cose e ha deciso di non credere, ... è offensivo. Questo cioè pensare che una donna adulta e consapevole sia così poco introspettiva da non essere in grado di affrancarsi dai genitori. Solo questo intendevo e lo dico anche per me ... nel senso che vi dico ... "guarda che non è che io non credo perché superficialmente ho deciso così e non mi sono mai posta il problema eh" ... nessun essere umano è superficiale riguardo questi temi ... perfino chi appare superficiale perché decide di dedicarsi allo shoppingi sfrenato, si da alla pazza gioia andando a letto ogni notte con un uomo diverso, etc ... sta pensando al senso della vita.
Riguardo il dopo la morte ... non è vero che non c'è niente, poiché nulla si crea e nulla si distrugge, siamo energia e ci illudiamo, facendo figli, di rimanere immortali. L'unica cosa bella della vita sono i figli ... proprio per questa ragione è bello avere figli ...
Ovviamente questi sono i miei pensieri in libertà eh ... nemmeno io voglio convincere nessuno, anzi mi piace leggere tutte, non ho mai occasione di discutere di queste cose con nessuno.
Non volevo dire questo, ci mancherebbe altro. Anzi, credo che chi non è credente di domande se ne sia poste e anche tante. E lo dico con cognizione di causa perchè anch'io, se mi fermo a riflettere razionalmente e mi dimentico per un attimo del mio vissuto, di quello che ho visto e sperimentato nella mia vita, anch'io corro il rischio di pensare a risposte "diverse".
Ma continuo a pensare che, siccome dal mio punto di vista non è così chiaro dire "o credi o non credi" ma ci sono molteplici sfumature (perchè la Fede è un percorso e una ricerca continua e tantissimi Santi hanno avuto nel loro percorso dei momenti di "buio totale") certe "piccolezze" talvolta fanno la differenza e sentirsi dire "Dio ti ama così come sei" e "Dio ti manda punizioni perchè fai peccati" sono due cose sostanzialmente diverse e non ho dubbi che la seconda delle due, soprattutto in giovanissima età, non ti faccia certo venire voglia di approfondire certe cose, anzi, ti faccia scappare a gambe levate!
Poi magari nel caso di Antolina non sarà così, forse si sarebbe posta le stesse domande e si sarebbe data le stesse risposte. Ma ti ribadisco che necessariamente la differenza nelle risposte la fa un'eseperienza, una testimonianza, il vissuto delle persone che abbiamo intorno, a volte una parola,. Perchè altrimenti la risposta sarebbe per tutti più o meno la stessa!
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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da marby » 28 gen 2014, 12:13

ci610 ha scritto:per come la vedo io, la differenza tra me che mi ritengo atea e uno che si ritiene cristiano ma, cmq, nell'arco della propria vita ha fatto cose contrarie alla morale cristiana, tipo avere rapporti prematrimoniali, usare metodi contraccettivi, ecc. ecc. è praticamente nulla
e non ci vedo nemmeno nessuna differenza tra l'educazione che posso dare io ai miei figli e uno cristiano che invece magari è divorziato, convive o ricorrerebbe alla fecondazione assistita in caso di necessità
quindi spesso mi chiedo, assodato che anche un ateo può essere una brava persona e avere dei principi morali che trasmette ai proprio figli, qual è la differenza? è solo un sentire dell'animo?
Nel senso che secondo te la differenza tra un credente e un non credente è rispettare certi precetti o non rispettarli?
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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da ci610 » 28 gen 2014, 13:24

marby ha scritto:
ci610 ha scritto:per come la vedo io, la differenza tra me che mi ritengo atea e uno che si ritiene cristiano ma, cmq, nell'arco della propria vita ha fatto cose contrarie alla morale cristiana, tipo avere rapporti prematrimoniali, usare metodi contraccettivi, ecc. ecc. è praticamente nulla
e non ci vedo nemmeno nessuna differenza tra l'educazione che posso dare io ai miei figli e uno cristiano che invece magari è divorziato, convive o ricorrerebbe alla fecondazione assistita in caso di necessità
quindi spesso mi chiedo, assodato che anche un ateo può essere una brava persona e avere dei principi morali che trasmette ai proprio figli, qual è la differenza? è solo un sentire dell'animo?
Nel senso che secondo te la differenza tra un credente e un non credente è rispettare certi precetti o non rispettarli?

io penso che il credere ti porti automaticamente a rispettare certi precetti
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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da DadaEle » 28 gen 2014, 13:59

Di automatico secondo me non c'è niente...

Esempio: E' o, dovrebbe essere, automatico per me, mamma, amare alla follia i miei bambini, ma non è automatico che io sia sempre perfetta nei loro confronti, che sia sempre paziente, dolce, autorevole e tutto ciò che vi viene in mente.... Perchè ogni tanto ho la giornata storta e le mie adorabili pesti le chiuderei un'oretta da qualche parte per poter decomprimere liberamente...

La fede è la stessa cosa...

Insomma, un conto è deliberatemente strafregarsene di alcuni aspetti, prendere ciò che ci piace e fare qualcosa a nostro uso e consumo, un altro conto è fidarsi di tutto il pacchetto completo ed essere fallibili...
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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da marby » 28 gen 2014, 14:16

ci610 ha scritto:
marby ha scritto:
ci610 ha scritto:per come la vedo io, la differenza tra me che mi ritengo atea e uno che si ritiene cristiano ma, cmq, nell'arco della propria vita ha fatto cose contrarie alla morale cristiana, tipo avere rapporti prematrimoniali, usare metodi contraccettivi, ecc. ecc. è praticamente nulla
e non ci vedo nemmeno nessuna differenza tra l'educazione che posso dare io ai miei figli e uno cristiano che invece magari è divorziato, convive o ricorrerebbe alla fecondazione assistita in caso di necessità
quindi spesso mi chiedo, assodato che anche un ateo può essere una brava persona e avere dei principi morali che trasmette ai proprio figli, qual è la differenza? è solo un sentire dell'animo?
Nel senso che secondo te la differenza tra un credente e un non credente è rispettare certi precetti o non rispettarli?

io penso che il credere ti porti automaticamente a rispettare certi precetti
Di automatico non c'è niente. Essere credente (parlo per i cattolici perchè quelli conosco) dovrebbe portarti a vedere che non rispettare certi precetti è per te un male e non un bene e che se talvolta non ne sei capace hai bisogno di riconciliarti.
Non penso che abbia senso fare confronti tra credenti, non credenti, credenti a modo proprio perchè nessuno è qui a mettersi la medaglia del più bravo nè a pensarsi migliore degli altri. Anche perchè in questo caso il cosiddetto "buon cristiano" farebbe la fine del Fariseo, perfetto nel rispettare i precetti ma che poi cade miseramente sul giudizio.
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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da marby » 28 gen 2014, 14:18

DadaEle ha scritto:Di automatico secondo me non c'è niente...
Ops, non avevo letto e ho ripetuto :risatina:
Margherita mamma di Sofia, nata il 29/09/07 alle 13.15, di Pietro, nato il 31/07/10 alle 15.30 e di Enrico, nato il 10/01/15 alle 4.39.

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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da DadaEle » 28 gen 2014, 14:22

marby ha scritto:
DadaEle ha scritto:Di automatico secondo me non c'è niente...
Ops, non avevo letto e ho ripetuto :risatina:
:sorrisoo In effetti sono d'accordo con te
Elena, mamma di Michele 01/01/05 (3,850 kg, 52 cm), Francesco 01/11/07 (4,800 kg, 53 cm) e Chiara 07/09/11 (3,960 kg, 51 cm)

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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da ci610 » 28 gen 2014, 14:26

marby ha scritto:
ci610 ha scritto:
marby ha scritto:
ci610 ha scritto:per come la vedo io, la differenza tra me che mi ritengo atea e uno che si ritiene cristiano ma, cmq, nell'arco della propria vita ha fatto cose contrarie alla morale cristiana, tipo avere rapporti prematrimoniali, usare metodi contraccettivi, ecc. ecc. è praticamente nulla
e non ci vedo nemmeno nessuna differenza tra l'educazione che posso dare io ai miei figli e uno cristiano che invece magari è divorziato, convive o ricorrerebbe alla fecondazione assistita in caso di necessità
quindi spesso mi chiedo, assodato che anche un ateo può essere una brava persona e avere dei principi morali che trasmette ai proprio figli, qual è la differenza? è solo un sentire dell'animo?
Nel senso che secondo te la differenza tra un credente e un non credente è rispettare certi precetti o non rispettarli?

io penso che il credere ti porti automaticamente a rispettare certi precetti
Di automatico non c'è niente. Essere credente (parlo per i cattolici perchè quelli conosco) dovrebbe portarti a vedere che non rispettare certi precetti è per te un male e non un bene e che se talvolta non ne sei capace hai bisogno di riconciliarti.
Non penso che abbia senso fare confronti tra credenti, non credenti, credenti a modo proprio perchè nessuno è qui a mettersi la medaglia del più bravo nè a pensarsi migliore degli altri. Anche perchè in questo caso il cosiddetto "buon cristiano" farebbe la fine del Fariseo, perfetto nel rispettare i precetti ma che poi cade miseramente sul giudizio.

dovrebbe essere automatico nel senso che non dovrebbe comportare un sacrificio
su molti dei temi spinosi: la convivenza, l'aborto, la pma, la contraccezione, l'omosessualità ecc. ecc. un cattolico dovrebbe avere ben chiaro come affrontarli
se poi inizia giustamente a farsi domande, a capire che non può seguire acriticamente i precetti, allora, mi chiedo, non sarebbe il caso di mettere in discussione la forza del proprio cattolicesimo?
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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da DadaEle » 28 gen 2014, 14:55

Ci, rispetto ai cattolici che conosco io, il tuo discorso è un tantino surreale...

Cioè, se mi faccio la mia vita, la penso come mi pare e mi do una facciata da "cattolico", posso dire e far apparire ciò che voglio, ma la definizione non calza... Che uno sia tanto onesto da ammetterlo con se stesso, o da mettersi in disucussione o meno, poco importa...

Se fatico a rispettare uno o due precetti "importanti" (difficilmente uno può avere difficoltà su tutto, senno ovvio che ci si chiede cosa si sta facendo), ma mi sento attratto da Gesù (perchè non dimentichiamo che la religione cattolica è una Persona. Viva. non una serie di regole), ovvio che mi metto in discussione, magari cerco un aiuto per discernere ancora meglio, comunque non mollo e proseguo al meglio che posso nel mio cammino.... perchè mai dovrei abbandonare tutto? Posso anche essere un fragile, debole "seguace", ma è Gesù stesso che ci offre il perdono.
Se il mio comportamento è o è stato tale da mettermi ad una certa distanza (vedi impossibilità di ricevere i sacramenti)...ancora non vedo perchè uno dovrebbe allontanarsi da Gesù,,, credo ne abbia già tanta di sofferenza...da aggiungerci anche questa.

A me, sinceramente, spaventano di più quelli che fanno tutto "giusto", rispetto agli esempi che fai tu... poi vivono una quotidianità di rabbia, invidia, amarezza, gelosia....

Secondo me non ci capiamo perchè tu ne fai un'equazione matematica... Io metto in campo che siamo fatti di carne e sangue, sentimenti buoni e meno buoni...e la vita è tutto ciò.
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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da DadaEle » 28 gen 2014, 14:58

Poi oh....se il problema è "etichettare in una definizione"... Date un nome diverso a quelli che amano Gesù, ma ogni tanto sbagliano.... Ma la sostanza non cambia...
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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da ci610 » 28 gen 2014, 15:04

io faccio questi ragionamenti perché su uno dei temi più importanti della mia vita ho, non solo sentito il giudizio, ma anche fisicamente l'ingerenza di chi dice di essere cattolico
e mi sono sempre chiesta perchè, se loro stessi fanno del giusto discernimento tra i vari precetti, ame, che sono addirittura non cattolica, non sia stato concesso
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