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frequentate assiduamente persone di altre culture?

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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da Topillo » 23 gen 2014, 13:01

allora... io parlo da persona che, pur essendo, adesso, atea, conosce abbastanza bene la religione cattolica anche a livello di dottrina.
Innanzitutto, se parliamo di contraccezione, in realtà anche la chiesa contempla la possibilità di scegliere se avere figli o meno.
Non c'è solo la retro, eh, come metodo contraccettivo in armonia con il creato, diciamo così.

Se vogliamo contestarne la validità, facciamo un altro discorso. Del resto, l'unico metodo contraccettivo sicuro al 100% è l'astinenza.

In quanto all'educazione dei figli, sinceramente non ricordo cosa dica il rito "misto". Mi dispiace. Ma anche ammettendo che il partner non credente debba impegnarsi a non ostacolare l'educazione cattolica dei figli, sinceramente, direi che è una cosa che i due sposi devono aver ben discusso PRIMA. Non credo che si arrivi al giorno del matrimonio per discutere se il futuro genitore credente potrà o non potrà educare i figli al cattolicesimo.
Se due si sposano con questo rito, immagino che entrambi abbiano intenzione di venirsi incontro. D'altronde, se un non credente si sposa in chiesa, romana e cattolica, SA cosa sta facendo. Se non gli va bene, il problema è della coppia, non della chiesa. La chiesa non obbliga nessuno a sposarsi secondo il rito cattolico.

E lo stesso vale per tutte le altre questioni legate all'etica.
Sta al singolo discutere con l'altra metà della mela.
Personalmente non vedo che sia solo un problema di cattolicesimo o meno la questione dell'aborto terapeutico, per esempio. E non sono nemmeno convinta che un cattolico fervente non abbia mai il minimo dubbio, in quello stesso caso.

Il porsi dubbi, l'interrogarsi sulle questioni etiche e morali non è appannaggio di credenti o non credenti.
Io non saprei dire cosa avrei fatto, per esempio, se mi avessero detto che una delle mie figlie aveva delle malformazioni fisiche incompatibili con la vita.
E non saprei nemmeno ora cosa farei se succedesse a uno dei miei cari quello che è successo a Eluana, per esempio.

Per quello dico che la discriminante non è tanto essere credenti convinti o non esserlo.
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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da GlassOfMilk » 23 gen 2014, 13:15

Lunette ha scritto: E questo discorso lo faccio perché la materia religione a scuola non contempla atti di perdono o ave maria, ma semplicemente la storia dello sviluppo della religione cattolica.
.
Secondo me dipende troppo da che insegnante ti capita. Si chiamasse storia della religione cattolica potrei pure essere d'accordo, ma INSEGNAMENTO della religione cattolica no, non mi convince.
Lunette ha scritto:
Insomma, è importante perché nel nostro stato vige questa religione e si parte da qui. Come a dire che siccome non credo nel parlamento allora non le insegno nulla di diritto pubblico.
No, nel nostro Stato non vige alcuna religione. Siamo uno stato laico. Che poi la maggior parte si professi religioso è altra cosa... Il diritto è altra cosa, tutti ne siamo assoggettati che ci piaccia o no.

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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da GlassOfMilk » 23 gen 2014, 13:19

Topillo ha scritto:allora... io parlo da persona che, pur essendo, adesso, atea, conosce abbastanza bene la religione cattolica anche a livello di dottrina.
Innanzitutto, se parliamo di contraccezione, in realtà anche la chiesa contempla la possibilità di scegliere se avere figli o meno.
Non c'è solo la retro, eh, come metodo contraccettivo in armonia con il creato, diciamo così.

Se vogliamo contestarne la validità, facciamo un altro discorso. Del resto, l'unico metodo contraccettivo sicuro al 100% è l'astinenza.

In quanto all'educazione dei figli, sinceramente non ricordo cosa dica il rito "misto". Mi dispiace. Ma anche ammettendo che il partner non credente debba impegnarsi a non ostacolare l'educazione cattolica dei figli, sinceramente, direi che è una cosa che i due sposi devono aver ben discusso PRIMA. Non credo che si arrivi al giorno del matrimonio per discutere se il futuro genitore credente potrà o non potrà educare i figli al cattolicesimo.
Se due si sposano con questo rito, immagino che entrambi abbiano intenzione di venirsi incontro. D'altronde, se un non credente si sposa in chiesa, romana e cattolica, SA cosa sta facendo. Se non gli va bene, il problema è della coppia, non della chiesa. La chiesa non obbliga nessuno a sposarsi secondo il rito cattolico.

E lo stesso vale per tutte le altre questioni legate all'etica.
Sta al singolo discutere con l'altra metà della mela.
Personalmente non vedo che sia solo un problema di cattolicesimo o meno la questione dell'aborto terapeutico, per esempio. E non sono nemmeno convinta che un cattolico fervente non abbia mai il minimo dubbio, in quello stesso caso.

Il porsi dubbi, l'interrogarsi sulle questioni etiche e morali non è appannaggio di credenti o non credenti.
Io non saprei dire cosa avrei fatto, per esempio, se mi avessero detto che una delle mie figlie aveva delle malformazioni fisiche incompatibili con la vita.
E non saprei nemmeno ora cosa farei se succedesse a uno dei miei cari quello che è successo a Eluana, per esempio.

Per quello dico che la discriminante non è tanto essere credenti convinti o non esserlo.
Topi. Diciamo così. Chiaramente si parla prima del matrimonio. Io sapevo ben prima di rimanere incinta o di sposarmi di determinate opinioni di mio marito su determinati argomenti, poi la vita ti mette sempre davanti a una scelta e sta a te decidere come proseguire ma almeno si parte concordi.
Se io prendo un cattolico fervente o un mussulmano osservante ecc. ecc. so già che certi argomenti prendono una certa piega, non dico che il religioso osservante non si farà mai venire alcun dubbio eh... ma la sua impostazione religiosa lo farà andare prevalentemente su determinate posizioni. Io so di andare su altre e questo sarebbe un motivo gravissimo di scontro.

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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da Lunette » 23 gen 2014, 13:25

Lo so che non siamo uno stato religioso, ma la religione praticata qui è per la maggior parte il cattolicesimo. Quindi siccome nella vita ci si deve relazionare con tutti, io desidero che mia figlia impari abbastanza da poter sostenere una conversazione anche con un prete, eventualmente.
Voglio che quando entri in una chiesa per ammirarne anche solo l'arte sappia riconoscere la Maria dalla Maddalena e che non rimanga così quando sente parlare di pulpito o altare.

L'ignoranza non va mai a vantaggio di nessuno e ciò non toglie che se anche avessi deciso di non farle fare religione perché insegnata in un modo che a me non piaceva averi sopperito io e mi sarei messa, se non altro, a spiegarle i prinicipi della storia delle religioni.

Comunque da noi non si chiama educazione cattolica, ma proprio religione e so che fanno un po' di tutto. Ora per esempio stanno studiando le chiese più antiche del nostro centro storico e sinceramente la trovo una cosa molto istruttiva.
"Marta, Marta, tu t’inquieti e ti affanni per molte cose; una sola è necessaria: Maria invece ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta“.

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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da Topillo » 23 gen 2014, 13:34

io la penso come Lunette.
Uno degli esami più utili (non a livello di preparazione, carriera o che so io, ma proprio a livello umano) che ho sostenuto è stato Introduzione alla teologia morale.

Oltretutto, ritengo che i valori che vengono insegnati nella religione cattolica siano positivi.

Poi non so se farò fare religione a scuola a Roberta o no. Non ho ancora deciso.
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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da GlassOfMilk » 23 gen 2014, 13:44

Lunette ha scritto: L'ignoranza non va mai a vantaggio di nessuno e ciò non toglie che se anche avessi deciso di non farle fare religione perché insegnata in un modo che a me non piaceva averi sopperito io e mi sarei messa, se non altro, a spiegarle i prinicipi della storia delle religioni.
ma infatti noi le stiamo spiegando le cose, mica la teniamo all'oscuro. Siamo stati nel Duomo a farle vedere com'è una chiesa, ci ha chiesto chi era il vescovo, cos'era il battesimo ecc. ma un conto è se te lo spiega una figura di parte e uno conto è una coscenza teorica... l'insegnante di irc è cmq scelta dalla Curia. Ci sono dei criteri che non sono solo quelli normali per l'insegnamento di italiano...
Lunette ha scritto:
Comunque da noi non si chiama educazione cattolica, ma proprio religione e so che fanno un po' di tutto. Ora per esempio stanno studiando le chiese più antiche del nostro centro storico e sinceramente la trovo una cosa molto istruttiva.
Se è una scuola statale si chiama INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA, detta IRC.
Ci sono dei programmi da rispettare, qui trovi quelli x la primaria
http://www.chiesacattolica.it/cci_new/d ... f_Prim.pdf
Classe 1ª
– Dio Creatore e Padre di tutti gli uomini.
– Gesù di Nazaret, l’Emmanuele “Dio con noi”.
– La Chiesa, comunità dei cristiani aperta a tutti i popoli.
– Scoprire nell’ambiente i segni che richiamano ai cristiani e a tanti credenti la presenza di Dio Creatore e Padre.
– Cogliere i segni cristiani del Natale e della Pasqua.
– Descrivere l’ambiente di vita di Gesù nei suoi aspetti quotidiani, familiari, sociali e religiosi.
– Riconoscere la Chiesa come famiglia di Dio che fa memoria di Gesù e del suo messaggio.

ecc. ecc.
insomma non è una questione solo culturale, sappiamo chi è la Sacra Famiglia, le chiese ecc.

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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da GlassOfMilk » 23 gen 2014, 13:46

Topillo ha scritto:io la penso come Lunette.
Uno degli esami più utili (non a livello di preparazione, carriera o che so io, ma proprio a livello umano) che ho sostenuto è stato Introduzione alla teologia morale.

Oltretutto, ritengo che i valori che vengono insegnati nella religione cattolica siano positivi.

Poi non so se farò fare religione a scuola a Roberta o no. Non ho ancora deciso.
Ma io non voglio mica dire che la religione cattolica O la sua semplice conoscenza siano negative. Io e mio marito non siamo d'accordo con certi insegnamenti e preferiamo che questo lato educativo sia appannaggio della famiglia e non dello Stato (laico).

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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da SIMONA72 » 23 gen 2014, 14:13

Io sono credente ma in modo molto personale. Ho riflettuto, meditato, letto. Il mio percorso è iniziato alle medie (scuola cattolica) dove ho avuto la fortuna di avere insegnanti illuminati. Con il prof. di religione facevamo essenzialmente storia delle religioni mentre con la prof di italiano abbiamo affrontato argomenti di morale\etica (aborto, contraccezione,...) in modo in modo completamente slegato dalla religione. All'università poi ho ripreso alcuni argomenti alla luce di quello che stavo imparando.
Per me è importante la religiosità, poi pregare Dio, Allah, Buddha o qualcun altro non ha importanza (insegnamento che mi è arrivato a scuola). La religiosità e la spiritualità fanno parte della mia vita ma rispetto ad ogni argomento, ad ogni scelta penso, ragiono ed agisco sulla base delle mie convinzioni e non seguendo quello che dice la Chiesa.
I miei bimbi sono stati battezzati, Sergio fa religione a scuola ed ha iniziato a frequentare catechismo. Quando fa domande di natura teologica di solito gli dico che cosa penso io, che cosa dice la Chiesa e magari, se conosco l'argomento, che cosa dicono altre religioni, correnti filosofiche...
Secondo me l'educazione religiosa fatta bene è importante perché abitua il bambino ai concetti di Dio, spiritualità. Poi, se vorrà, ad un certo punto avrà gli strumenti per confrontare quanto appreso con altri credo oppure altre correnti di pensiero. Io non credo che in autonomia un ragazzino, senza stimoli esterni, si metta a studiare alcuni argomenti.
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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da Topillo » 23 gen 2014, 14:17

SIMONA72 ha scritto: Io non credo che in autonomia un ragazzino, senza stimoli esterni, si metta a studiare alcuni argomenti.
lo penso anche io.
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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da STEFI@VALERIO » 23 gen 2014, 14:18

Topillo ha scritto:Sta al singolo discutere con l'altra metà della mela.
Personalmente non vedo che sia solo un problema di cattolicesimo o meno la questione dell'aborto terapeutico, per esempio. E non sono nemmeno convinta che un cattolico fervente non abbia mai il minimo dubbio, in quello stesso caso.

Il porsi dubbi, l'interrogarsi sulle questioni etiche e morali non è appannaggio di credenti o non credenti.
Io non saprei dire cosa avrei fatto, per esempio, se mi avessero detto che una delle mie figlie aveva delle malformazioni fisiche incompatibili con la vita.
Premetto che il fatto che ci si debba chiarire preventivamente tra futuri coniugi su certi temi, soprattutto se si proviene da una cultura diversa, lo davo proprio per scontato, non mi si è neanche posto il quesito.

Poi, proprio il caso che citi tu dimostra, a mio parere, che non tutto è riconducibile semplicisticamente alla mancanza di tolleranza, comprensione e rispetto, o all'essere bigotti.

Conosco diverse persone che credono, nel senso vero e profondo del termine, e pertanto, volutamente - non perché "tanto sono giovane e sana" che è il banale ragionamento di alcune - non hanno fatto alcun esame prenatale. Perché in ogni caso l'esito dell'esame non avrebbe spostato la loro decisione. Ne ho lette qui, ne ho conosciute di persona, anche una che non ha cambiato idea nonostante l'esito.

Tu non sai cosa avresti fatto in una simile situazione, loro sì. Nessuno dice che siano persone che non abbiano dubbi, o non potrebbero soffrire, che sia una posizione facile e piacevole.

Interrogarsi sulle questioni etiche e morali è effettivamente appannaggio di credenti o non credenti con la differenza che chi crede non ragiona in termini di pura autonomia come un ateo, perché ha come faro e riferimento imprescindibile i principi della chiesa, alcuni dei quali poi, assolutamente indiscutibili (e la posizione sull'aborto procurato è tra le più nette e chiare).

Tu invece parli di cattolicesimo con la testa di un'atea, ecco perché in un certo senso la fai facile.

Io, che non sono atea ma che in gravidanza e prima ho fatto tutti gli esami possibili immaginabili (perché per carattere se non vedo, prevedo stravedo vivo malissimo) nonostante tutta la tolleranza, il rispetto del mondo e anche per certi versi l'ammirazione troverei faticosissimo condividere una posizione così.
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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da Lunette » 23 gen 2014, 14:19

Glas guarda io fondamentalmente non è che la pensi tanto diversamente da te, però prima di guardare il programma, guardo mia figlia.

E lei è una una classe, tanto per tornare in topic, dove la metà non è italiana (lei compresa :hi hi hi hi ) quindi per forza di cose l'insegnante di religione si è dovuta ignegnare.

Io tutta sta roba che mi hai elencato tu non credo la facciano, ma può darsi. Però siccome vedo che fanno anche molte cose interessanti ne prendo atto e non mi faccio tante pippe mentali.
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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da SuzieQ » 23 gen 2014, 14:32

anche io sono una di quelle che con un uomo di altra religione, o cmq credente non riuscirebbe a stare.
non credo sia un discorso di tolleranza, perché tollero benissimo quelli che ci credono fino a quando non cercano di indottrinarmi o convincermi. Però con il mio uomo scelgo un percorso di condivisione della visione della vita. Condivido le ideologie e i valori.
Per lo stesso motivo con un uomo che politicamente fosse dall'altra parte non inizierei nulla. Forse giusto una birra, per scannarci. :fischia
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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da Topillo » 23 gen 2014, 14:33

no stefy, io sono stata tanto credente.
Ma tanto tanto. Quindi parlo di cattolicesimo ed essere credenti con cognizione di causa, almeno per come ero io.
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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da Topillo » 23 gen 2014, 14:35

però.... scusate, ma su quali valori del cattolicesimo ci sarebbe così tanto da scannarsi (a meno di non essere fanatici, nell'altro senso)?
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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da GlassOfMilk » 23 gen 2014, 14:35

Lunette, ma per carità. Questa è proprio una di quelle cosa che ha mille chiavi di lettura e come dice mia figlia "Ogni famiglia ha i suoi gusti" :caduta_sedia:

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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da GlassOfMilk » 23 gen 2014, 14:36

Topillo ha scritto:però.... scusate, ma su quali valori del cattolicesimo ci sarebbe così tanto da scannarsi (a meno di non essere fanatici, nell'altro senso)?
più che i valori è l'interpretazione che si dà...

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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da SIMONA72 » 23 gen 2014, 14:38

Bho, io potrei stare senza problemi anche con una persona di un'altra religione, atea, agnostica... (ovviamente non fanatica).
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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da SIMONA72 » 23 gen 2014, 14:39

GlassOfMilk ha scritto:
Topillo ha scritto:però.... scusate, ma su quali valori del cattolicesimo ci sarebbe così tanto da scannarsi (a meno di non essere fanatici, nell'altro senso)?
più che i valori è l'interpretazione che si dà...
:domanda
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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da Topillo » 23 gen 2014, 14:39

chiedevo a SuzieQ che ha detto che lei vuole condividere i valori con l'uomo con cui sta. Tutte, credo.
Ma io non vedo incompatibili i valori del cattolicesimo con, per esempio, i miei.
Certo, se mio marito fosse molto credente e volesse portarsi a messa le bambine tutte le domeniche, questo influenzerebbe la logistica dei nostri week end, ma non mi sembra un impedimento alla condivisione di valori.
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Re: frequentate assiduamente persone di altre culture?

Messaggio da Lunette » 23 gen 2014, 14:47

No raga secondo me contrasti ce ne sarebbero.. E allora o di cattolici intransigenti ce ne sono sempre meno, oppure non lo so, perché metti caso che tu debba fare una ivg? Tanto x dirne una eh.. Per un cattolico praticante non dovrebbe essere auspicabile, ma secondo me ormai di duri e puri ce ne sono ben pochi.
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