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La scuola e il disagio sociale ... lungo

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lalat
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Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo

Messaggio da lalat » 28 nov 2013, 10:33

laura s ha scritto:
lalat ha scritto:Vedo che siamo passati alle edizioni dei libri e al liceo. Lunette se il liceo che intendi è quello che intendo io ha pure una bella collezione di cadaveri, gli ultimi sono un'insegnante nel 2000 e un ragazzo nel 2006 entrambi suicidati buttandosi da una finestra dell'istituto ... ma anni prima ne sono morti altri.
Un bel curriculum :unghiette e qualcuno ci manda i figli proprio perché è una scuola che tempra il carattere.
Quindi il mondo è bello perché è vario.
Tornando al mio topic ... rispondendo in parte anche a Giuggiola vorrei dire che c'è un po' di differenza tra scuole superiori e scuola primaria. Alla scuola primaria, un insegnante ha anche un dovere morale verso i bambini a cui insegna. Al liceo, gli alunni devono avere una propria volontà e responsabilità diverse.
Secondo me non è paragonabile il metodo di insegnamento della scuola primaria con quello del liceo. E caso mai è la scuola superiore che dovrebbe diventare più empatica e simile alla primaria se vogliamo ... non il contrario.
L'istruzione è ciò che ci differenzia dagli animali è l'istruzione che può contribuire a renderci migliori tutti. Perché tutti andiamo a votare ad esempio ... non è che votano solo i nobili che hanno studiato ad Oxford, tutti votano ... anche chi fa il muratore e non ha imparato a fare le divisioni a scuola perché alle elementari gli hanno ridotto il programma e alle medie è stato bocciato più volte. Quante persone vanno a votare e non conoscono il significato di inflazione?
Ma che cavolo di statistica è???? :urka
Pure dal mio palazzo si è buttato uno (l'amministratore, 15 anni fa), dici che è colpa dei condomini antipatici?? :domanda
Anche negli anni '80, in classe avevamo osservato un minuto di silenzio per il ragazzo che si era buttato dal ponte monumentale per avere preso 2 di latino. L'insegnante intervistato aveva poi detto che il 2 lo aveva dato a più di metà della classe e che era un voto dato per spronare a fare meglio ... peccato, troppo tardi ... ormai il ragazzo si era sfracellato il cervello in via XX.
Che quel liceo abbia la fama di essere "mortificante" verso gli studenti ... è risaputo da tutti a Genova. E non è cambiato ... Non è una statistica ... ma io non ci manderei i miei figli perché non so se sono così corazzati. I miei colleghi e amici che lo hanno frequentato me ne hanno parlato tutti malissimo e dicono che "sono sopravvissuti".
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vale77
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Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo

Messaggio da vale77 » 28 nov 2013, 14:48

Non ho letto tutto sorry.
Ma vorrei dire che:
Gli insegnanti non sono tutti uguali. É un concetto importante. É una categoria professionale che ha tantissimi problemi che riguardano anche la competenza e la professionalitá. Qualche volta persino il buon senso. Ma ce ne sono anche tanti che fanno un ottimo lavoro. Non facciamo categorizzazioni.

Aiutare davvero un bambino nella scuola di oggi é un problema. Lo é piú di 10 anni fa, ma anche piú di 5 anni fa. La scuola peggiora di anno in anno. Ogni anno io mi dico che da qui non si puó che risalire e invece tagliano sempre e di piú. Questo non é un altro discorso. É esattamente il motivo per cui non si riesce a fare il meglio per ogni bambino.
Io onestamente faccio il meglio che posso, ma non é in assoluto il meglio fattibile.

In concreto: hai parlato di bisogni educativi speciali ma credo che la bambina in questione abbia una certificazione ben precisa altrimenti non avrebbe diritto al sostegno.
Ci possono essere situazioni che all'apparenza sono normali ma che sul piano dell'apprendimento non lo sono per nulla.
Portare fuori un bambino dalla classe a volte é brutto, ma non é sempre sbagliato.

Entro nel concreto
Nella mia quarta ho una bambina con grave ritardo psicomotorio. Lei avrebbe diritto a 22 ore di sostegno, ma grazie ai tagli ne ha 11. 11 ore su 36 di scuola. Poiché i suoi problemi sono seri abbiamo risolto facendole frequantare delle terapie specifiche per due interi giorni a settimana perché senza sostegno lei é ingestibile in classe. Ha bisogno di aiuto in tutto, non é autonoma nemmeno con il materiale, ancora non sa leggere e scrivere quindi é impensabile farle fare un lavoro di senso in classe e contemporaneamente seguire la classe ( di 24 alunni). É una didattica inclusiva? Certo che no.
Considerato che peró i suoi problemi sono farsi la cacca addosso, non buttarsi per terra durante le lezioni, non scappare fuori dalla classe e non fare la stessa domanda 100 volte ecc credo che di inclusivo ci sia ben poco, se non l'educazione alla diversitá.

Nella stessa classe ho un dsa per il quale devo fare il pdp e prevedere delle cose parzialmente differenti. Sempre in quella classe ho una bambina che somiglia a quella descritta da lalat: vive una situazione di grave disagio familiare, son 4 fratelli, strenieri. A livello didattico lei é ferma a un livello di secomda. L'anno scorso l'abbiamo mandata all'uonpia certi che avrebbe avuto il sostegno e un aiuto per la famiglia.
Dopo una valutazione durata 6 mesi hanno detto che non c'é niente che non va e hanno preso in carico la famiglia come supporto psicologico. Il che si traduce in un incontro con la mamma ogni 2-3 mesi.
Contattata da me la npi ha detto che "va un po ' meglio". Credo che mia nonna avrebbe saputo dirmi qualcosa di piú illuminante.
Quest'anno l'abbiamo inserita nei bes e staimo provando a segnalare la cosa ai servizi, non in termini di tutela minori, ma prorpio come supporto. Ci hanno giá detto peró che loro non hanno fondi e quindi non faranno niente.
E io che faccio? La boccio per farla menare dal padre e rimandarla al suo paese da sola? O magari per lasciarla all'attuale terza con un'insegnante che te la raccomando? La porto avanti con il suo bes certificato da me che peró certo non l'aiuta a imparare meglio?


In quinta invece ho una bambina con il sostegno,avrebbe diritto a 11 ore, ma ne ha 6.
Apparentemente normale ha invece diagnosi di ritardo cognitivo che lei compensa con un comportamento prosociale un po' povero ma nei limiti. Lei non accetta le sue difficoltá perché teme di essere presa in giro (cosa mai successa come lei stessa ammette) ma di fatto, mentre su alcune cose ha senso che lei stia in classe con l'aiuto, per altre é proprio inutile. Con me per esempio fa grammatica. Lei non ha capacitá di categorizzare, fa fatica a distinguere un articolo da un nome, un nome proprio da un nome comune.
Cosa la tengo in classe a fare in quinta con i pronomi,i verbi finitie infiniti, passivi e attivi, gli aggettivi di tutti i generi, gli avverbi ecc? Ha piú senso che esca e consolidi le tre cose che vorrei sapesse no?
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Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo

Messaggio da guciola » 28 nov 2013, 17:22

lalat ha scritto:
guciola ha scritto:No va beh, questi sono appunto i casi palesemente sbagliati!!! E' ovvio!
L'unica cosa: non so se alla primaria sia differente, ma al nostro livello scolastico non è ogni singolo insegnante che deve parlare con i terapisti: in genere l'insegnante di sostegno lo fa e poi lo comunica al consiglio di classe. In altri casi è il coordinatore (se non c'è il sostegno, ma c'è comunque un terapista) e/o il dirigente scolastico (sempre poi con la comunicazione collegiale al consiglio, naturalmente), ma non è ogni singolo insegnante che deve parlare con i terapisti. Quelli che lo fanno comunque lo fanno per loro scrupolo, ma non sarebbero tenuti a farlo.
Comunque, per tutti i BES (ma come il buon senso dice anche per tutti gli altri alunni, non è solo il caso dei BES) ogni insegnante dovrebbe mirare al conseguimento di una didattica inclusiva mirata a favorire l'individualizzazione e la personalizzazione, e il portare fuori i bimbi solo per una questione di disturbo è davvero sbagliato. L'insegnante di sostegno è di sostegno alla classe, e aiuta l'alunno in particolari momenti. Da noi, naturalmente nei casi in cui non è necessaria una programmazione differenziata, è scontato che l'alunno stia in classe... poi ci sono alcuni momenti magari come interrogazioni di altri alunni o esercitazioni non fondamentali, in cui l'insegnante chiede al docente di uscire con il ragazzo per aiutarlo in alcune discipline in cui magari nei giorni successivi l'allievo avrà verifiche o interrogazioni... ma solo in quei casi!
Gli insegnanti dovrebbero stilare il PEI insieme tra di loro e insieme ai terapisti ... se non li vedono nemmeno cosa ci scrivono? Ok possono fare la fotocopia di quello di un'altro alunno, di un'altro anno e cambiare il nome e qualche cosina ... ma non è tanto professionale.
Gli insegnanti devono conoscere tutte le strategie di inclusione scolastica, i principali DSA, i principali metodi pedagogici a partire dal comportamentismo, etc. Ho fatto il concorso per insegnanti lo scorso anno e queste cose erano parte integrante del programma oltre che essere contenute in tante direttive europee, circolari del ministero, norme, etc ...
Tanti insegnanti non conoscono le leggi purtroppo, non si aggiornano e parlano a sproposito. Però ci sono anche quelli che sono competenti come insegnanti, non solo nella loro materia ... quelli, quando li incontri vorresti portarteli a casa ... ma sono rari.
E' l'insegnante di sostegno che lo stila, e se ne discute in consiglio di classe (oltre che giornalmente davanti a un caffè, come normalmente in qualsiasi altro lavoro)... non sono tutti tenuti a parlare col terapista :ok
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Re: R: La scuola e il disagio sociale ... lungo

Messaggio da Dionaea » 28 nov 2013, 17:44

In realtà a quanto so io dovrebbe essere compilato da tutti gli insegnanti
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Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo

Messaggio da laura s » 28 nov 2013, 19:05

lalat ha scritto:
laura s ha scritto:
lalat ha scritto:Vedo che siamo passati alle edizioni dei libri e al liceo. Lunette se il liceo che intendi è quello che intendo io ha pure una bella collezione di cadaveri, gli ultimi sono un'insegnante nel 2000 e un ragazzo nel 2006 entrambi suicidati buttandosi da una finestra dell'istituto ... ma anni prima ne sono morti altri.
Un bel curriculum :unghiette e qualcuno ci manda i figli proprio perché è una scuola che tempra il carattere.
Quindi il mondo è bello perché è vario.
Tornando al mio topic ... rispondendo in parte anche a Giuggiola vorrei dire che c'è un po' di differenza tra scuole superiori e scuola primaria. Alla scuola primaria, un insegnante ha anche un dovere morale verso i bambini a cui insegna. Al liceo, gli alunni devono avere una propria volontà e responsabilità diverse.
Secondo me non è paragonabile il metodo di insegnamento della scuola primaria con quello del liceo. E caso mai è la scuola superiore che dovrebbe diventare più empatica e simile alla primaria se vogliamo ... non il contrario.
L'istruzione è ciò che ci differenzia dagli animali è l'istruzione che può contribuire a renderci migliori tutti. Perché tutti andiamo a votare ad esempio ... non è che votano solo i nobili che hanno studiato ad Oxford, tutti votano ... anche chi fa il muratore e non ha imparato a fare le divisioni a scuola perché alle elementari gli hanno ridotto il programma e alle medie è stato bocciato più volte. Quante persone vanno a votare e non conoscono il significato di inflazione?
Ma che cavolo di statistica è???? :urka
Pure dal mio palazzo si è buttato uno (l'amministratore, 15 anni fa), dici che è colpa dei condomini antipatici?? :domanda
Anche negli anni '80, in classe avevamo osservato un minuto di silenzio per il ragazzo che si era buttato dal ponte monumentale per avere preso 2 di latino. L'insegnante intervistato aveva poi detto che il 2 lo aveva dato a più di metà della classe e che era un voto dato per spronare a fare meglio ... peccato, troppo tardi ... ormai il ragazzo si era sfracellato il cervello in via XX.
Che quel liceo abbia la fama di essere "mortificante" verso gli studenti ... è risaputo da tutti a Genova. E non è cambiato ... Non è una statistica ... ma io non ci manderei i miei figli perché non so se sono così corazzati. I miei colleghi e amici che lo hanno frequentato me ne hanno parlato tutti malissimo e dicono che "sono sopravvissuti".
Io ho studiato al v. da F che ovviamente non ha questa fama, e si sono suicidati due ragazzi fra i miei compagni di scuola (e lì di liceo c'è una sezione sola!), io sono del 78, uno del 76 dal ponte monumentale e uno dell'81 da un cavalcavia di corso europa, secondo me banalmente il suicidio in Europa è la prima causa di morte degli adolescenti, spesso dipende da patologie psichiatriche e da uso di banalissime quanto erroneamente ritenute innocue droghe leggere come cannabis e extasy che in soggetti predisposti slatentizzano la schizofrenia. Se poi vuoi veramente credere che uno si ammazzi per una scuola severa... boh!!
Io non ti piaccio? Eppure sei sempre a guardare e giudicare tutto ciò che faccio. Sai il dizionario come definisce una persona del genere? FAN

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Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo

Messaggio da boxerina » 28 nov 2013, 19:28

lalat ha scritto: Che quel liceo abbia la fama di essere "mortificante" verso gli studenti ... è risaputo da tutti a Genova. E non è cambiato ... Non è una statistica ... ma io non ci manderei i miei figli perché non so se sono così corazzati. I miei colleghi e amici che lo hanno frequentato me ne hanno parlato tutti malissimo e dicono che "sono sopravvissuti".
Io quando ripenso a quegli anni ancora mi chiedo come ne sono uscita indenne. Non rifrequenterei quella scuola per tutto l'oro del mondo e sono sollevata al pensiero di non correre il rischio che ci si vogliano iscrivere i miei figli, visto che ci sono le Alpi di mezzo.
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Re: R: La scuola e il disagio sociale ... lungo

Messaggio da guciola » 28 nov 2013, 20:04

Dionaea ha scritto:In realtà a quanto so io dovrebbe essere compilato da tutti gli insegnanti
Scusami, intendevo la parte riferita al colloquio con il personale medico dell'asl di riferimento. Almeno, da noi ci parla solo l'insegnante di sostegno (se c'è) e il coordinatore, che poi riferiscono in consiglio e insieme in quella sede si compila il documento. Che poi, in realtà :che_dici , il PEI è compilato dall'insegnante di sostegno e il PDP dal coordinatore per la maggior parte, che in consiglio lo leggono e si modificano solo le parti che gli altri insegnanti non approvano o le parti da compilare proprio insieme (strategie comuni, ecc...)
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Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo

Messaggio da lalat » 29 nov 2013, 18:21

laura s ha scritto:Io ho studiato al v. da F che ovviamente non ha questa fama, e si sono suicidati due ragazzi fra i miei compagni di scuola (e lì di liceo c'è una sezione sola!), io sono del 78, uno del 76 dal ponte monumentale e uno dell'81 da un cavalcavia di corso europa, secondo me banalmente il suicidio in Europa è la prima causa di morte degli adolescenti, spesso dipende da patologie psichiatriche e da uso di banalissime quanto erroneamente ritenute innocue droghe leggere come cannabis e extasy che in soggetti predisposti slatentizzano la schizofrenia. Se poi vuoi veramente credere che uno si ammazzi per una scuola severa... boh!!
OT Il prete che faceva religione in classe mia è stato preside della tua scuola molti anni prima che la frequentassi te ... ma la fama del VdF direi che è opposta a quella del D.
Io credo di non aver mai sentito nessuno che ha fatto il d. e che ne è rimasto soddisfatto o che ricorda quegli anni come belli ... e tra l'altro ora ha anche le medie :freddo
E spero ardentemente di riuscire a sistemare Davide da un'altra parte ... perché il d. sarebbe la più vicina.
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Re: R: La scuola e il disagio sociale ... lungo

Messaggio da lalat » 29 nov 2013, 18:36

Dionaea ha scritto:In realtà a quanto so io dovrebbe essere compilato da tutti gli insegnanti
Si è vero.
Appena posso metto i riferimenti.
Alessia, Davide 02/12/2004 e Fabio 24/09/2006

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Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo

Messaggio da laura s » 29 nov 2013, 20:33

lalat ha scritto:
laura s ha scritto:Io ho studiato al v. da F che ovviamente non ha questa fama, e si sono suicidati due ragazzi fra i miei compagni di scuola (e lì di liceo c'è una sezione sola!), io sono del 78, uno del 76 dal ponte monumentale e uno dell'81 da un cavalcavia di corso europa, secondo me banalmente il suicidio in Europa è la prima causa di morte degli adolescenti, spesso dipende da patologie psichiatriche e da uso di banalissime quanto erroneamente ritenute innocue droghe leggere come cannabis e extasy che in soggetti predisposti slatentizzano la schizofrenia. Se poi vuoi veramente credere che uno si ammazzi per una scuola severa... boh!!
OT Il prete che faceva religione in classe mia è stato preside della tua scuola molti anni prima che la frequentassi te ... ma la fama del VdF direi che è opposta a quella del D.
Io credo di non aver mai sentito nessuno che ha fatto il d. e che ne è rimasto soddisfatto o che ricorda quegli anni come belli ... e tra l'altro ora ha anche le medie :freddo
E spero ardentemente di riuscire a sistemare Davide da un'altra parte ... perché il d. sarebbe la più vicina.
Potrebbe essere il prete che ha sposato i miei genitori: se è così, come celebrante non porta benissimo!! :che_dici
Io non ti piaccio? Eppure sei sempre a guardare e giudicare tutto ciò che faccio. Sai il dizionario come definisce una persona del genere? FAN

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Re: La scuola e il disagio sociale ... lungo

Messaggio da lalat » 30 nov 2013, 12:54

Conosci il nome? Don B.? Dove B è l'iniziale del cognome ... e il nome non lo ricordo ...
Che andava ripetendo "Niente prima, niente fuori e niente contro il matrimonio" :risatina: e che diceva essere stato professore di storia medioevale in qualche facoltà ...
Fine OT
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