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riduzione del personale e....

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koalamum
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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da koalamum » 9 nov 2013, 21:05

Rispondo un attimo a Chiara,io faccio part time,lavoro solo al mattino ed ho diritto a 3 giorni di 104 al mese per i bisogni di mio figlio,or bene in alcuni mesi ho delle remore persino a prendere quei giorni poichè se sto facendo gli inserimenti dei bambini,e sono l'educatrice di riferimento,non posso assentarmi più di tanto poichè i bimbi che sto seguendo perderebbero la continuità,già alcuni fanno fatica così se ci fosse un turn over di persone alcuni bambini sarebbero in crisi e lascerei le colleghe in una situazione non certo facile.Durante l'anno una volta assestate le cose cioè a inserimenti finiti(da gennaio in poi) e bambini tranquilli è per me più facile prendere i suddetti permessi.Alcuni bambini risentono dei cambiamenti di personale,su questo stesso forum una mamma con figlia alla primaria diceva che la propria figlia piangeva quando non era presente una determinata maestra e faticava ad andare a scuola.Lo scorso anno ho inserito al nido un bimbo di 6 mesi che ha pianto per mesi e voleva stare solo con me che ero la sua figura di riferimento,quando dicevo alle colleghe che dovevo prendere dei giorni di 104 a loro si rizzavano i capelli in testa ,i miei figli per es non hanno mai fatto problemi nei cambi di insegnanti(nido,materna,...) ma ti assicuro che per alcuni bambini i cambi continui sono destabilizzanti,soprattutto se molto piccoli come quelli del nido.

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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da ely66 » 9 nov 2013, 21:08

laura s ha scritto:
ely66 ha scritto:
Ma io ora stacco dato che la mia proposta sembra nn essere proprio adatta al nostro bel paese, evidentemente mi sbaglio :-)
a parte il sistema paese, è proprio la mentalità da cambiare. ce la faremo, abbiamo tolto il velo in chiesa e c'è il diritto al divorzio, ma ci vorrà taaaaaaaaanto tempo. :impiccata:
laura s ha scritto:
Beh però Ely così se si fanno figli a 2 anni di distanza si è molto molto penalizzate... diciamo almeno in quel caso???
mica te l'ha ordinato il medico.
Ma che cavolo dici??? Io pago esattamente tanti contributi quanti quelle che li fanno ogni tre anni, e pretendo lo stesso trattamento. Invece ho preso una miseria e continuo cornuta e mazziata a pagare.
Il sistema è fatto male perchè invece di darti l'80% del tuo stipendio medio attuale, si riferisce a un periodo pregresso in cui magari solo per appunto motivi contingenti hai guadagnato poco (o tanto) per un unico anno, e fa schifo.
boh
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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da laura s » 9 nov 2013, 23:17

ci610 ha scritto:
laura s ha scritto:
ely66 ha scritto:
Ma io ora stacco dato che la mia proposta sembra nn essere proprio adatta al nostro bel paese, evidentemente mi sbaglio :-)
a parte il sistema paese, è proprio la mentalità da cambiare. ce la faremo, abbiamo tolto il velo in chiesa e c'è il diritto al divorzio, ma ci vorrà taaaaaaaaanto tempo. :impiccata:
laura s ha scritto:
Beh però Ely così se si fanno figli a 2 anni di distanza si è molto molto penalizzate... diciamo almeno in quel caso???
mica te l'ha ordinato il medico.
Ma che cavolo dici??? Io pago esattamente tanti contributi quanti quelle che li fanno ogni tre anni, e pretendo lo stesso trattamento. Invece ho preso una miseria e continuo cornuta e mazziata a pagare.
Il sistema è fatto male perchè invece di darti l'80% del tuo stipendio medio attuale, si riferisce a un periodo pregresso in cui magari solo per appunto motivi contingenti hai guadagnato poco (o tanto) per un unico anno, e fa schifo.
il sistema è fatto per evitare che le libere professioniste disoneste decidano di fare una dichiarazione dei redditi diciamo, più precisa, lo stesso anno in cui rimangono incinte
Non credo affatto, il sistema è fatto così perchè se chiedo la maternità a gennaio 2015 i conti sui redditi del 2014 non sono ancora pronti, e quindi ci riferiamo a 2 anni prima, quando sicuramente l'imponibile è stato già comunicato.
Non converrebbe affatto "gonfiare" artificiosamente i redditi se si è abituate a fare del nero per così poco... se poniamo una dichiara 10mila e dico 10mila euro in più l'anno giusto (ipotizzando che poi si possa programmare copn così tanto anticipo una maternità, e non credo! basta un pò di difficoltà a restare incinte, o un aborto imprevisto e slitta tutto...), le arriva in maternità un aumento pari all'80% di 5/12 cioè di 3333 euro in più, su cui ovviamente si ripagano le tasse. Quindi in totale, facciamo che una ne dichiara 10mila in più (pagandone si presume almeno 4mila di tasse e contributi) per averne puliti meno di 2mila... sarebbe la disonesta più cretina del pianeta!!
No Ci, niente del genere, è solo un sistema stabilito sulla base di quello che è più comodo, che però frega le donne molto spesso al secondo/terzo figlio, tutto qui!
Io non ti piaccio? Eppure sei sempre a guardare e giudicare tutto ciò che faccio. Sai il dizionario come definisce una persona del genere? FAN

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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da nocciolina » 10 nov 2013, 0:09

STEFI@VALERIO ha scritto:
Giulia80 ha scritto:
ci610 ha scritto:Chiarasole qua la facoltativa la prendo io perché guadagno un quinto di mio marito, è troppo forte il divario per decidere di rinunciare al suo stipendio
ah, non resisto!
è molto interessante quello che dici, perchè qualche tempo fa mi si diceva che l'Italia è un paese con un'eccellente parità salariale.
e adesso tu e altre, dite che la facoltativa la prendono le donne causa stipendi più bassi.
Giulia, hai assolutamente ragione, questo l'ho notato anch'io!
Però per quanto mi riguarda posso dire che non conosco nessuno che, a parità di qualità di lavoro svolto (intendo tipologia contratto, inquadramento, mansioni, etc), guadagni la metà o addirittura un quinto di un altro per ragioni legate al sesso, anche perchè è vietato dalla legge (e le cause di lavoro in questo periodo fioccano per molto meno).
Certo, se mio marito è mega dirigente e io ho un lavoretto part-time mi pare pacifico che non guadagneremo uguale, ma non per motivi legati ad una legislazione discriminante o alla mancanza di incentivi. Facciamo due lavori diversi per quantità e qualità e punto, sarebbe uguale in tutto il mondo!

mamma Giulia, che astio!
pacificamente, la mia situazione (non posso certo parlare per terzi) è come dice Stefi: io faccio un PT 75% e sono diplomata, faccio un lavoro banale senza particolari esigenze di skill specifiche se non un minimo di esperienza, che però non posso rivendere in altri settori poichè è un ambito particolare; mio marito fa ben altro mestiere, è uno che se manca più di tot giorni lo chiamano disperati perchè è uno (dei tanti, nel suo campo, sia chiaro!) che gestisce una particolare area senza avere backup e quindi non sostituibile se non per brevissimi periodi...
ma beato lui, sicuramente non mi metto a pestare i piedi per "fare carriera io", perchè non ne ho proprio le possibilità (per tanti motivi: come è fatta la mia azienda in primis, il fatto di non avere titoli di studio particolari che mi consentirebbero di trovare un lavoro migliore se cambiassi azienda -in questo periodo, poi!-, e altri)
Il PT l'ho avuto dopo la seconda figlia (prima ero FT in via temporanea; da me ci sono tantissimi PT anche al 50% che smaniano di avere FT e non lo danno facilmente, già avere il 75% è stato un bel colpo); la mia soluzione per me è perfetta, soprattutto se contiamo che butto circa 3 ore al giorno in viaggio, tra andata e ritorno, quindi sono comunque circa circa 9 le ore che passo fuori casa :sorrisoo
chiarasole ha scritto: ti faccio un esempio mettendo delle cifre a caso, e ti facico capire perché questo sistema qui funziona.
entrambi i genitori prendono 1000, dopo la nascita del bambino vanno entrambi a 4/5 e prendono 800.
[...]
io davvero non penso che un sistema del genere sia tanto utopistico.
ma poi mi viene da ribattere: ma sono davvero cosi' tante le mamme che lavorano part time e in cui c'e' questo divario di stipendio tra uomo e donna?
Chiara capisco cosa intendi, ma non puoi fare una legge dando per assodato che sia così, perchè anche solo nel ristretto campione di GOL vedi che non lo è, figuriamoci in larga scala...
dimenticati un attimo il fatto che siano le donne, per la maggior parte, ad avere un reddito inferiore: se fosse esattamente il contrario, ovvero tutte le donne prendessero molto più dei loro uomini, faresti ugualmente un torto, perchè priveresti quelle famiglie -per lo stesso principio- del congedo spettante alla madre, dato che non ne usufruirebbe! -sempre per il fatto che intaccherebbe di molto il reddito totale della famiglia-
Non ne facciamo una questione di sesso, semplifichiamo: a meno che i due coniugi non abbiano uno stipendio con scarsissimo divario, è una regola penalizzante, punto.

Nido: io ho trovato un nido che mi applica una tariffa come dici tu, quasi a presenze insomma, ma solo perchè la titolare è una cara amica, e pago meno perchè essendo turnista capita spesso che tengo la bambina a casa anche se non è malata per stare un po' con lei...
ma è molto difficile che un nido ti faccia uno sconto perenne perchè mandi il bambino per meno giorni al mese (non per malattia ma per scelta); a loro non conviene perchè le dipendenti le pagano comunque mensilmente per coprire il totale dei bambini (perdona la poca chiarezza, ma è l'ora...)
Sui comunali poi figurati, ti riderebbero in faccia: qui lo sconto è del 25% della retta, sul mese successivo, se il mese precedente il bambino non ha frequentato per più di 15 giorni CONSECUTIVI.
Se non sono consecutivi niente sconto :impiccata:
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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da nocciolina » 10 nov 2013, 0:36

chiarasole ha scritto: anche perché se il padre prende solo un giorno di facoltativa alla settimana, immagino che dal punto di vista economico non ci si riduca a tirare la cinghia visto che non sono 3 mesi in cui si prende il 30% ma lo stipendio intero meno un quinto al 30%. e se non sbaglio (ma correggetemi se non e' cosi') la facoltativa si puo' fare anche a pezzi, nel senso che non si deve per forza prendere tutta in una botta.
Chiara ma dal punto di vista ipotetico la tua idea è fattibilissima, ma sul lungo perdiodo siamo sempre a:
il 30% di 2.000 e il 30% di 1.000
Cosa conviene?
perchè se anche la fai a giorni, e poi sommi i giorni in un mese, non è che l'addizione cambia...

Si può fare a pezzi, io sto facendo così.
Sono rientrata al lavoro che la piccola aveva 5 mesi, ne uso un po' ogni tanto, quest'estate c'era da stare a casa agosto perchè non c'erano centri estivi e il nido chiudeva: proprio a livello matematico, se anche avessimo fatto 15 giorni a testa io e mio marito, le entrate sarebbero state più basse che non così (facendomela tutta io)

A natale, ancora la prenderò io, perchè?
perchè lui lavora in ufficio con orario normale, e per come cascano le festività quest'anno, con 7 giorni di ferie sta a casa da Natale all'epifania.
Io faccio i turni, la maternità conviene sempre a me, e non solo a livello economico, perchè dovrei usare molte più ferie per stare a casa tutto quel periodo... e non è detto che me le avrebbero date (proprio perchè loro chiudono, noi no, quindi qualcuno al lavoro deve esserci, compresi primo gennaio e 25 dicembre!!!)

Adesso sto raccontandoti tutti i fatti miei, ma è per fare un esempio... solo per rassicurarti che non è che le donne stanno a casa a rammendare e gli uomini fuori a guadagnare il pane, ci sono tante, troppe variabili che sono incalcolabili su grandi quantità (di persone) :ok

Ho letto anche koalamum e Lalat e concordo con quello che han detto loro...
come vedi, troppe, troppe variabili.
chiarasole ha scritto: E nn penso che in Italia sia tanto diverso, o sono cosi' tante le donne delle pulizie sposate con gli amministratori delegati?
si ma infatti non si parlava di differenze tra 3.000€ di stipendio e 500€, ma di banalissimi 300/400€ in più o in meno, che però quando devi scegliere quale stipendio sacrificare pesano, eccome se pesano!!! :buuu
lalat ha scritto:
chiarasole ha scritto: Poi se davvero e' tutto campato in aria, non nn ho capito nulla e quindi mi ritiro
Dipende dal tipo di lavoro che hanno entrambi, non è campato in aria.
non è campato in aria, ma semplicemente non puoi generalizzare perchè non tutti potrebbero applicare questo metodo, e se lo imponessi (ben diverso dal proporlo, che è lodevole!) penalizzeresti una bella fetta di genitori :sorrisoo

p.s. che, tra l'altro, mi vuoi dire che tutti in Olanda fanno cosi', costi quel che costi?
o funziona anche da voi solo se gli stipendi dei due genitori sono praticamente identici?
perchè io non credo che solo per etica/parità/eguaglianza col marito, una mamma olandese che lavora al Mc e ha sposato un ingegnere, adotterebbe il tuo metodo, se le causasse un netto calo delle entrate, no? :prr
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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da nocciolina » 10 nov 2013, 0:37

lalat ha scritto: Se in grosse aziende viene riservato un trattamento peggiore alle donne a parità di mansione e anzianità e orario di lavoro ... questo lo ignoro, dice Ely che invece accade, ci credo, lo reputo sbagliato come voi ... ma poco significativo per lo schifo generale che c'è come mercato del lavoro in Italia.
io lavoro in una spa abbastanza grande e ai vertici sì, forse ci sono più uomini che donne, ma di donne ce ne sono comunque parecchie...
se invece scendi di livello, siamo addirittura a prevalenza femminile, e lo stipendio ovviamente (come diceva Stefi) è uguale per tutti!
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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da Yashodara » 10 nov 2013, 1:41

koalamum ha scritto:Io sono stata a casa moltissimo con i miei figli,se vi dico quanto mi tiro addosso chissà cosa,lo desideravo fare ,lo potevo fare e l'ho fatto,ilmio lavoro educatrice di asilo nido non prevede carriera,e neanche sottomansionamenti,al mio ritorno ho trovato il mio posto e visto il lavoro che svolgo ho preferito passare del tempo con i miei figli poichè ne avevo desiderio.
La proposta di Chiarasole per esempio per chi fa il mio tipo di lavoro non è assolutamente attuabile,anche volendo se una collega decide di fare 3 giorni al lavoro e 2 a casa per un tempo lungo(6 o più mesi) crea un tale caos organizzativo inimagginabile e la continuità educativa che tutti i genitori sperano per i propri piccoli andrebbe a farsi benedire,io per es sono rientrata dalla prima maternità volutamente a settembre cioè alla riapertura dell'anno scolastico per non creare disservizio,con il secondo figlio che avendo una disabilità aveva bisogno di terapie settimanali e visite frequenti ho preferito rimanere a casa tutto il tempo consentitomi per seguirlo,mio marito avrebbe potuto anche lui usufruire del permesso ma con il suo 30% di stipendio più il mio non saremmo riusciti a starci economicamente parlando.
Tutte le educatrici di Marfhe a Berna lavoravano part time. Non c'è veramente nessun problema!
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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da Yashodara » 10 nov 2013, 1:56

Comunque la questione dei redditi la posso capire, al limite, anche se come chiara penso che le possibilità di trovare soluzioni ci sarebbero. Ma se dite di no, ok.

Però veramente mi viene un po' il nervoso quando leggo che le donne rinunciano alla carriera, prendono i part time, accettano di restare a livelli inferiori e nemmeno provano a salire perchè se no devono investire nel lavoro. E chi lo fa non ha famiglia. Se questo è il trend, non stupiamoci però che le donne nelle posizioni dirigenti sono poche, e che vengono penalizzate (se io datore di lavoro devo promuovere qualcuno scelgo chi darà di più all'azienda, e da quello che dite difficilmente sarà una donna).

Quello su cui sono daccordo è che difficilmente in una coppia, specie se si hanno figli, tutti e due possono fare una carriera impegnativa. Si deve scegliere, ma per quale motivo a investire nella professione deve essere sempre l'uomo? Perchè magari è più "vecchio"?? Ma che motivo è? Io ho 6 anni meno di mio marito, quando ho iniziato a lavorare guadagnavo molto meno di lui. Poi l'ho "superato". È una questione di tempo e di impegno e di presa di responsabilità, chè con niente non si ha niente.

Certo poi ovvio è anche questione di opportunità, ma nel caso in cui l'opportunità c'è a mio vedere, se veramente siamo per la promozione della donna e mamma nel mondo del lavoro, abbiamo anche un po' il dovere di raccogliere le sfide, almeno provarci (e io ne conosco diverse che hanno riuscito).
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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da STEFI@VALERIO » 10 nov 2013, 8:58

Yashodara, in linea teorica la penso assolutamente come te. In concreto (l'ho gia`scritto a Giulia, che pero` mi pare continui ad essere convinta che sia tutto frutto di imposizioni dello stato sessista e maschiocentrico italiano), mi sembra invece che alla maggioranza delle donne non gliene importi assai della carriera e del tanto citato "tetto di cristallo". Anche perche' ammettiamolo: romperlo caagiona non solo soldi e onore ma anche rotture, impegni e fatica non da poco. :risatina:

Tra l'altro, ma fate tutte il part-time? Ma l'Italia non era il luogo dove non si otteneva mai?
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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da Yashodara » 10 nov 2013, 9:12

Eh certo Stefi hai ragione, più alto il ruolo più sono le responsabilità. E mi può anche stare bene che le donne non vogliano questo, secondo me è una disdetta ma non si può obbligare la gente... però poi non lamentiamoci neanche ;)
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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da lena69 » 10 nov 2013, 9:23

STEFI@VALERIO ha scritto:mi sembra invece che alla maggioranza delle donne non gliene importi assai della carriera e del tanto citato "tetto di cristallo". Anche perche' ammettiamolo: romperlo caagiona non solo soldi e onore ma anche rotture, impegni e fatica non da poco. :risatina:

Tra l'altro, ma fate tutte il part-time? Ma l'Italia non era il luogo dove non si otteneva mai?
giusto per avvalorare la tesi con una questione in cui non c'entrano per niente i soldi,
ma solo una questione di principio: la trasmissione del cognome materno.
La normativa vigente in italia in sostanza non lo prevede.
e neache c'è un movimento forte
per chiederlo. se capita di chiedere a delle donne cosa ne pensano, più o meno parte la
difesa del benaltrismo, "son ben altre le cose importanti", "ci sono problemi più urgenti", "il figlio mi assomiglia, c'è una parte di me dentro, lo vedo che mi importa del cognome". tutte difese di minima resistenza.
per inciso: casualmente mi è capitato di porre la stessa domanda una onerevole eletta
al parlamento europeo che si occupava di politiche della famiglia, stesso tipo di risposta. :che_dici
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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da Ari » 10 nov 2013, 10:05

Giulia80 ha scritto:allora vogliamo arrivare a dire che forse c'è un problema se le donne non accedono alle professioni o agli inquadramenti più remunerati? vogliamo dire che c'è un problema in entrata sul mercato del lavoro legato al genere?
più che altro secondo me le ambizioni sono di tipo diverso.

io non mi sono laureata. avevo iniziato l'università, ma poi ho pensato che preferivo farmi una famiglia in tempi brevi piuttosto di farmi una carriera.
ho fatto una scelta.
non ero mentalmente condizionata: era quello che desideravo.
eppure a me piace lavorare, non ci rinuncerei mai... ma non ho mai avuto l'ambizione di lavorare così tanto da dover essere costretta a rinunciare o procrastinare altre cose.

ora tu mi dirai che in un mondo ideale non si dovrebbe rinunciare a nulla e io ti rispondo che invece certe scelte è necessario farle, che è la natura ad imporle con il fatto che fisicamente è la donna a vivere gravidanza e allattamento mentre l'uomo no, e che "ovo galina e cul caldo" non si possono avere.
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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da Ari » 10 nov 2013, 10:11

Yashodara ha scritto:Eh certo Stefi hai ragione, più alto il ruolo più sono le responsabilità. E mi può anche stare bene che le donne non vogliano questo, secondo me è una disdetta ma non si può obbligare la gente... però poi non lamentiamoci neanche ;)
la cosa straordinaria è che effettivamente non ci lamentiamo!

ci sono poche agguerrite, che tra le altre cose la loro carriera come la vogliono la stanno comunque facendo, che sembra vogliano imporre alle altre donne le loro stesse ambizioni.
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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da ci610 » 10 nov 2013, 10:17

STEFI@VALERIO ha scritto:Yashodara, in linea teorica la penso assolutamente come te. In concreto (l'ho gia`scritto a Giulia, che pero` mi pare continui ad essere convinta che sia tutto frutto di imposizioni dello stato sessista e maschiocentrico italiano), mi sembra invece che alla maggioranza delle donne non gliene importi assai della carriera e del tanto citato "tetto di cristallo". Anche perche' ammettiamolo: romperlo caagiona non solo soldi e onore ma anche rotture, impegni e fatica non da poco. :risatina:

Tra l'altro, ma fate tutte il part-time? Ma l'Italia non era il luogo dove non si otteneva mai?

la mia era un'azienda di contratti a partita iva, convertiti poi a tempo indeterminato, quindi avendo prima la libertà di orario ci ha lasciato la possibilità di scegliere l'orario che preferiamo e di cambiarlo quante volte vogliamo, anche di mese in mese se ci gira e di cambiarlo da orizzontale a verticale pure di giorno in giorno
e ovviamente no, di fare carriera non me ne è mai importato un fico secco, la mia azienda ha vissuto con me non soltanto il problema delle gravidanze (ravvicinate per giunta) e delle maternità ma anche e soprattutto i triccheballacche che ho dovuto fare prima, con continue assenze, ritardi ecc.
chiaramente nel frattempo altri colleghi hanno avuto incarichi che io non potevo sostenere, ma la scelta, da parte mia, era abbastanza ovvia
sono abbastanza maschilista da questo punto di vista, l'ho dimostrato anche in altre discussioni, ma alla fine bisogna ammettere che uomo e donna sono diversi, con esigenze e possibilità diverse, io ho fatto lo stesso percorso di studi di mio marito ma, da un certo momento in poi, le nostre possibilità lavorative si sono distanziate
non lo vivo come un problema, era quello che desideravo, stare in ufficio fino a tardi mentre una baby sitter va a prendere i miei figli a scuola e li porta a nuoto non è la vita che fa per me
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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da Giulia80 » 10 nov 2013, 10:25

lena69 ha scritto:
STEFI@VALERIO ha scritto:mi sembra invece che alla maggioranza delle donne non gliene importi assai della carriera e del tanto citato "tetto di cristallo". Anche perche' ammettiamolo: romperlo caagiona non solo soldi e onore ma anche rotture, impegni e fatica non da poco. :risatina:

Tra l'altro, ma fate tutte il part-time? Ma l'Italia non era il luogo dove non si otteneva mai?
giusto per avvalorare la tesi con una questione in cui non c'entrano per niente i soldi,
ma solo una questione di principio: la trasmissione del cognome materno.
La normativa vigente in italia in sostanza non lo prevede.
e neache c'è un movimento forte
per chiederlo. se capita di chiedere a delle donne cosa ne pensano, più o meno parte la
difesa del benaltrismo, "son ben altre le cose importanti", "ci sono problemi più urgenti", "il figlio mi assomiglia, c'è una parte di me dentro, lo vedo che mi importa del cognome". tutte difese di minima resistenza.
per inciso: casualmente mi è capitato di porre la stessa domanda una onerevole eletta
al parlamento europeo che si occupava di politiche della famiglia, stesso tipo di risposta. :che_dici
non è vero che a nessuna importa del lavoro, del cognome e di tante altre cose, anche se è vero che sono una minoranza le donne che chiedono attivamente che vengano rispettati dei diritti elementari. e questo lo dico con una certa cognizione di causa.

Ma c'è una considerazione da fare: se ti tirano su fin da piccola dicendoti che le cose possono essere solo in un modo, ti presentano solo quel modello e viene punito ogni tentativo di uscire da quel modello anche con l'indifferenza che dimostrano le istituzioni circa il problema della parità, il cambiamento sì che sarà portato avanti solo da piccoli gruppi, sarà lungo, penoso e soprattutto pagato caro.

E con questo chiudo e torno alla mia vita domenicale.
Francesco 21-10-09: l'indomito lunatico Elisa 24-08-11: l'allegra irosa
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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da Giulia80 » 10 nov 2013, 10:30

Ari ha scritto:
Giulia80 ha scritto:allora vogliamo arrivare a dire che forse c'è un problema se le donne non accedono alle professioni o agli inquadramenti più remunerati? vogliamo dire che c'è un problema in entrata sul mercato del lavoro legato al genere?
più che altro secondo me le ambizioni sono di tipo diverso.

io non mi sono laureata. avevo iniziato l'università, ma poi ho pensato che preferivo farmi una famiglia in tempi brevi piuttosto di farmi una carriera.
ho fatto una scelta.
non ero mentalmente condizionata: era quello che desideravo.
eppure a me piace lavorare, non ci rinuncerei mai... ma non ho mai avuto l'ambizione di lavorare così tanto da dover essere costretta a rinunciare o procrastinare altre cose.

ora tu mi dirai che in un mondo ideale non si dovrebbe rinunciare a nulla e io ti rispondo che invece certe scelte è necessario farle, che è la natura ad imporle con il fatto che fisicamente è la donna a vivere gravidanza e allattamento mentre l'uomo no, e che "ovo galina e cul caldo" non si possono avere.
io penso che le diverse ambizioni siano vere nel tuo caso particolare non in generale.
altrimenti mi stai dicendo che le donne hanno in generale meno ambizione degli uomini? perchè questo è uno stereotipo di genere, e pure grosso.

quanto a ovo galina e cul al caldo, non è questione di vivere in un mondo ideale. è questione di trovare nuove modalità per fare di meglio. meglio magari non sarà l'ideale, ma almeno non sarà un prezzo pagato tutto solo da una parte.
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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da ci610 » 10 nov 2013, 10:31

giulia se mi domando cosa, io, in questo Paese, non faccio o non posso fare o non sono capace di fare solo perchè sono donna mi rispondo : niente.
quindi, o vivo in un posto dove non ci sono tutte queste disparità che dite voi, oppure siete voi che vi sentite perennemente discriminate
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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da Yashodara » 10 nov 2013, 11:03

ci610 ha scritto: alla fine bisogna ammettere che uomo e donna sono diversi, con esigenze e possibilità diverse, io ho fatto lo stesso percorso di studi di mio marito ma, da un certo momento in poi, le nostre possibilità lavorative si sono distanziate
No scusa ognuna fa le sue scelte ma questo NO! Che le differenze tra uomo e donna siano "congenite" è, semplicemente, falso. Tu hai esigenze e possibilità diverse non perchè sei donna ma perchè sei una persona diversa da tutte le altre, ognuno ha le sue e questo non dipende che in minimissima parte dal sesso (una donna non potrà probabilmente mai battere il record dei 100 metri maschili). Il resto sono condizionamenti culturali.
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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da lalat » 10 nov 2013, 11:05

Giulia80 ha scritto:io penso che le diverse ambizioni siano vere nel tuo caso particolare non in generale.
altrimenti mi stai dicendo che le donne hanno in generale meno ambizione degli uomini? perchè questo è uno stereotipo di genere, e pure grosso.

quanto a ovo galina e cul al caldo, non è questione di vivere in un mondo ideale. è questione di trovare nuove modalità per fare di meglio. meglio magari non sarà l'ideale, ma almeno non sarà un prezzo pagato tutto solo da una parte.
Premesso che io parlo per me solo. Non sono maschilista. Ho già detto che coi miei figli, mio marito ha fatto il mammo nel modo in cui ha potuto farlo e che nella nostra famiglia non ci sono differenze di genere.
Le nuove modalità per fare meglio sarebbero la possibilità di scelta. Non gli obblighi. Perché qui non c'è la sicurezza lavorativa.
Poniamo il caso che adesso io avessi un altro figlio. Ora io lavoro poco per varie ragioni tra cui un calo economico del settore in cui lavoro e il fatto che voglio seguire i problemi di uno dei miei figli che è autistico.
Mio marito, è costretto ad essere trasfertista ... se lo obbligassero a stare a casa in maternità/congedo parentale ... chi paga il mutuo?
Ripeto per l'ultima volta, tu e chiarasole ignorate il fatto che la difficoltà di trovare un impiego soddisfacente, ben retribuito e sicuro in Italia, rende questa scelta di non fare carriera, una scelta abbastanza obbligata da altre circostanze che nulla hanno a che vedere con le differenze di genere.
E stai tranquilla che la crisi ha già dato una mano e la stando, a superare queste differenze, perché quando un uomo perde il lavoro che aveva, se sua moglie lavorava part time, ci mette molto poco a rimettersi full time a darsi da fare per portare più soldi possibile a casa. Non credo che una part time continui come se niente fosse col marito disoccupato a casa ...
Ho anche sentito una trasmissione radiofonica su radio 24 che parlava proprio di questi aspetti della crisi, tanti uomini e tante donne maschiliste una svegliata se la stanno dando.
Alessia, Davide 02/12/2004 e Fabio 24/09/2006

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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da Ari » 10 nov 2013, 11:18

Giulia80 ha scritto:io penso che le diverse ambizioni siano vere nel tuo caso particolare non in generale.
altrimenti mi stai dicendo che le donne hanno in generale meno ambizione degli uomini? perchè questo è uno stereotipo di genere, e pure grosso.
io ti sto dicendo che le donne che rinunciano alla carriera a beneficio della famiglia non lo fanno per uno stereotipo, ma per libera scelta.
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ho raccolto questi fiori per te per dimostrare a tutti quanto ti voglio bene

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