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Quello che lavora tanto, quello che lavoro poco

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Re: Quello che lavora tanto, quello che lavoro poco

Messaggio da zoe_b » 5 apr 2013, 12:29

Basta mettere le cose in chiaro.
Se il capo non ha il prosciutto sugli occhi, lo sa bene chi lavora e chi no.
Quindi se uno che lavora vuole e può fermarsi nell'ambito delle sue possibilità, bene. Ma che debba fare il proprio lavoro e anche quello degli altri in orario extra subendo pressioni...eh no, allora un attimo: se hai le fette di prosciutto sugli occhi ti chiarisco la situazione :pistole
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Re: Quello che lavora tanto, quello che lavoro poco

Messaggio da zoe_b » 5 apr 2013, 12:29

Basta mettere le cose in chiaro.
Se il capo non ha il prosciutto sugli occhi, lo sa bene chi lavora e chi no.
Quindi se uno che lavora vuole e può fermarsi nell'ambito delle sue possibilità, bene. Ma che debba fare il proprio lavoro e anche quello degli altri in orario extra subendo pressioni...eh no, allora un attimo: se hai le fette di prosciutto sugli occhi ti chiarisco la situazione :pistole
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Re: Quello che lavora tanto, quello che lavoro poco

Messaggio da zoe_b » 5 apr 2013, 12:33

Oddio scusate per il messaggio multiplo...
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Re: Quello che lavora tanto, quello che lavoro poco

Messaggio da alina » 5 apr 2013, 12:41

Paola67 ha scritto:io sono una libera professionista e ritengo che un buon dipendente sia colui il quale considera il lavoro come se fosse per la propria ditta, per se stesso insomma. :fischia


sono daccordo, quindi se vedi altri che lavorano di meno come risolveresti?? è un bel problema!!
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Re: Quello che lavora tanto, quello che lavoro poco

Messaggio da Antolina80 » 5 apr 2013, 16:35

Io sono l'unica dipendente e poi c'è qualche collaboratore. Ognuno fa quello che sa e quello che può. Chiaramente i soci lavorano di più o in maniera diversa perchè più lavorano più guadagnano. Io faccio il mio e se ci sono delle scadenze o delle urgenze cerco di fermarmi un po' di più. Però non faccio mai straordinari, magari recupero le ore in altre giornate.
Non farei comunque il lavoro degli altri. Se mi avanza tempo magari mi offro di sgravare qualcuno, ma nelle mie ore non resto oltre! :permaloso:
Se il mio armadio è pieno non vuol dire che la mia testa sia vuota.
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Re: Quello che lavora tanto, quello che lavoro poco

Messaggio da violetta75 » 5 apr 2013, 16:55

non so.
io sono troppo lontana da questo modo di approcciarsi al lavoro, rimango minimo fino alle 18/18.30 ma possono diventare anche le 20.00.
se serve vengo il sabato e la domenica, l'estate non stacco neanche a pranzo.
mi associo a chi afferma che se il dipendente smettesse di considerarsi un semplice lavoratore subordinato (che spesso fa anche comodo) ma si sentisse anche un po' imprenditore di se stesso, ne gioverebbe il suo rendimento e la qualità del lavoro che svolge.
cioè se devo fare 1 ora di straordinario (regolarmente pagato, è ovvio) e non la faccio non perchè non posso ma perchè non è giusto fare il lavoro del vicino di scrivania che fa 10 pause caffè, allora no, non condivido, mi trattengo un'ora in più nell'interesse primario dell'azienda per la quale lavoro.
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Re: Quello che lavora tanto, quello che lavoro poco

Messaggio da boxerina » 5 apr 2013, 17:19

violetta75 ha scritto: cioè se devo fare 1 ora di straordinario (regolarmente pagato, è ovvio) e non la faccio non perchè non posso ma perchè non è giusto fare il lavoro del vicino di scrivania che fa 10 pause caffè, allora no, non condivido, mi trattengo un'ora in più nell'interesse primario dell'azienda per la quale lavoro.
Io mi trattengo un'ora in più per fare il lavoro che deve essere fatto, ma mi adopero anche perché quello che scalda la sedia anziché contribuire per propria parte al buon funzionamento dell'azienda venga redarguito e, se proprio non recepisce, affinché venga sostituito. Altrimenti il mio lavoro extra costa solo soldi extra al datore di lavoro, che paga di più me (o mi ha a disposizione meno tempo per altre mansioni) e getta anche dei soldi dalla finestra per pagare chi se ne approfitta.
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Re: Quello che lavora tanto, quello che lavoro poco

Messaggio da ci610 » 5 apr 2013, 17:31

boxerina ha scritto:
violetta75 ha scritto: cioè se devo fare 1 ora di straordinario (regolarmente pagato, è ovvio) e non la faccio non perchè non posso ma perchè non è giusto fare il lavoro del vicino di scrivania che fa 10 pause caffè, allora no, non condivido, mi trattengo un'ora in più nell'interesse primario dell'azienda per la quale lavoro.
Io mi trattengo un'ora in più per fare il lavoro che deve essere fatto, ma mi adopero anche perché quello che scalda la sedia anziché contribuire per propria parte al buon funzionamento dell'azienda venga redarguito e, se proprio non recepisce, affinché venga sostituito. Altrimenti il mio lavoro extra costa solo soldi extra al datore di lavoro, che paga di più me (o mi ha a disposizione meno tempo per altre mansioni) e getta anche dei soldi dalla finestra per pagare chi se ne approfitta.
ma infatti il punto è che così facendo, non si fa il bene primario dell'azienda (che paga il doppio un lavoro) ma il proprio, facendosi pagare lo straordinario
io sono favorevole agli straordinari intendiamoci, ben vengano e che li faccia chi vuole, ma non nascondiamoci dietro il dito dicendoci fi fare il bene primario dell'azienda perchè molto spesso, soprattutto in questo periodo, la necessità degli straordinari deriva da una cattiva gestione aziendale e dal gran numero di lavativi
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Re: Quello che lavora tanto, quello che lavoro poco

Messaggio da laura s » 5 apr 2013, 17:52

Patri straordinario retribuito o no?
Se è retribuito e mi va di farlo, altrimenti no.
Ma comunque parlo chiaramente col capo dicendo che la mia produttività senza straordinario è maggiore di quella altrui con lo straordinario. Se poi vuol capire, capisce...
Io non ti piaccio? Eppure sei sempre a guardare e giudicare tutto ciò che faccio. Sai il dizionario come definisce una persona del genere? FAN

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Re: Quello che lavora tanto, quello che lavoro poco

Messaggio da crucchina79 » 5 apr 2013, 19:09

Nel mio ufficio tutti lavorano tanto. Abbiamo compiti diversi, per molte cose siamo intercambiabili (abbiamo cercato di creare backup su tutto, ma non ce l'abbiamo ancora fatta), per altre no.... però se il mio lavoro non lo faccio e finisco io rimane lì accumulato, non viene smaltito da altri... idem per gli altri. Non abbiamo proprio tempo da quando ci hanno ridotto i giorni di chiusura ed il personale.
Io sono una persona che ha bisogno di fare pause, nel senso che ho una concentrazione molto intensa ma per brevi momenti.... per cui ogni tanto devo staccare (mica andare al caffè tutte le volte, magari archivio le pratiche o le email), però mentre sono su un lavoro vado come un treno finché non finisco e di solito nelle ore di lavoro rendo molto.
Per il resto se c'è bisogno di far straordinari li faccio, ma quando gli straordinari diventano ordinari per me c'è qualcosa che non va ed è il caso di parlarne con i responsabili per vedere se si può far qualcosa...
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Re: Quello che lavora tanto, quello che lavoro poco

Messaggio da crucchina79 » 5 apr 2013, 19:16

violetta75 ha scritto:non so.
io sono troppo lontana da questo modo di approcciarsi al lavoro, rimango minimo fino alle 18/18.30 ma possono diventare anche le 20.00.
se serve vengo il sabato e la domenica, l'estate non stacco neanche a pranzo.
mi associo a chi afferma che se il dipendente smettesse di considerarsi un semplice lavoratore subordinato (che spesso fa anche comodo) ma si sentisse anche un po' imprenditore di se stesso, ne gioverebbe il suo rendimento e la qualità del lavoro che svolge.
cioè se devo fare 1 ora di straordinario (regolarmente pagato, è ovvio) e non la faccio non perchè non posso ma perchè non è giusto fare il lavoro del vicino di scrivania che fa 10 pause caffè, allora no, non condivido, mi trattengo un'ora in più nell'interesse primario dell'azienda per la quale lavoro.
Però un dipendente non è un imprenditore..... per me è giusto fare il proprio dovere al meglio, non perdere tempo, se c'è bisogno fare straordinari si fanno. Però secondo me non è neanche giusto calpestare i propri diritti... nel senso, se son pagata per fare straordinari e saltare la pausa pranzo ok, però se lo straordinario deve diventare ordinario secondo me c'è qualcosa che non va....
Amate le persone, non le cose. Usate le cose, non le persone. (Spencer W. Kimball)

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Re: Quello che lavora tanto, quello che lavoro poco

Messaggio da crucchina79 » 5 apr 2013, 19:19

dottbaby ha scritto:
Ari ha scritto:
dottbaby ha scritto:
Paola67 ha scritto:io sono una libera professionista e ritengo che un buon dipendente sia colui il quale considera il lavoro come se fosse per la propria ditta, per se stesso insomma. :fischia
Eh....i sogni son desideeeriiii.....
comunque dott io sono dipendente ma la penso alla stessa maniera: non ho nessun interesse a mordere la mano che mi nutre.
Ari, le persone come te non sono la norma. Dai, quante volte anche qua è capitato di leggere commenti di assoluto menefreghismo nei confronti del proprio datore di lavoro. Purtroppo, soprattutto con i tempi che corrono, è indispensabile che "una mano l'avi l'altra", sennò non ne usciremo mai.
Poi, ovvio che ci sono datori di lavoro che se lo meritano, l'astio dei dipendenti. Ma anche lì...se il capo va a remengo...il dipendente resta a casa!
mordere la mano di chi ti nutre no.... menefreghismo men che meno.... in momenti di crisi come questo in cui il personale è ridotto perché altrimenti le aziende vanno a ramengo è indispensabile darsi una mano.... però si sta anche instaurando un pericoloso gioco in cui "se non ti va bene stai a casa" che secondo me non è corretto. E molti lavori sono assolutamente sottopagati.... questo indipendentemente dalla crisi.
Poi dipende ovviamente in che realtà si lavora.... una multinazionale non è un piccolo artigiano...
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Re: Quello che lavora tanto, quello che lavoro poco

Messaggio da ishetta » 5 apr 2013, 19:30

Allora il mio ufficio é strutturato in 3 sottogruppo di 4 persone ciascuna. Nel mio gruppo (chiamiamolo A) siamo 3 interscambiabili e 1 no, é una brava persona lavoratore ma proprio mentalmente non riesce a fare lavori che non siano ripetitivi. É una cosa certificata e quindi va benissimo cosí.

Uno degli altri sottogruppi (il c) é indietro x svariati motivi, in particolare 1 part tme + 3 persone particolarmente cagionevoli :fischia + sono oggettivamente aumentate le cose da lavorare.

Quindi il mio capo decide di staccare una persona dal gruppo b (composto da 4 persone di cui 1 molto part time) e la mette sul gruppo c delle cagionevoli e noi aiutiamo questo gruppo b.

Noi rimaniamo indietro sul nostro e non riceviamo aiuto, in piu una delle nostre propone di fermarvi noi dell'a x aiutare le b che invece continuano a fare pause extra e a prendere permessi diciamo non urgenti.
Perché la vuoi perché tu puoi riconquistare un sorriso e puoi giocare e puoi gridare perché ti han detto bugie ti han raccontato che l'hanno uccisa che han calpestato la gioia perché la gioia è con te

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Re: Quello che lavora tanto, quello che lavoro poco

Messaggio da zoe_b » 5 apr 2013, 21:44

ishetta...non ha nessun senso rallentare il vostro lavoro per fare quello degli altri con poca voglia. Nessuno, dai! :che_dici
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Re: Quello che lavora tanto, quello che lavoro poco

Messaggio da elfa » 6 apr 2013, 7:39

Nel mio lavoro se c'è utenza lavori, altrimenti no.
Per fortuna quanto lavori è documentato perchè per motivi di sicurezza ogni operazione che facciamo lascia una traccia, e io so per certo che io ad esempio lavoro esattamente il doppio delle mie colleghe, motivo per il quale non ho alcun senso di colpa a timbrare dopo le 8 ore e 6 minuti previste per andare dai miei figli, anche se la mia azienda pagherebbe ogni minuto di straordinario fatto ( e nel mio caso a peso d'oro) ma sarebbero davvero soldi rubati perchè quando l'uffico non è aperto non c'è nulla da fare, e l'archivio si fa nei momenti più calmi.
Io e Alessandro "appiccicati come la colla"
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Re: Quello che lavora tanto, quello che lavoro poco

Messaggio da Paola67 » 6 apr 2013, 10:05

alina ha scritto:
Paola67 ha scritto:io sono una libera professionista e ritengo che un buon dipendente sia colui il quale considera il lavoro come se fosse per la propria ditta, per se stesso insomma. :fischia


sono daccordo, quindi se vedi altri che lavorano di meno come risolveresti?? è un bel problema!!

se fossero miei dipendenti e non facessero la loro parte con impegno ....ZACC :fischia
°°°o.O ~Paola e Nico ~ Silvano e Giorgia ~O.o°°°

"quando il giusto indica il cielo lo stolto osserva il dito"...

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Re: Quello che lavora tanto, quello che lavoro poco

Messaggio da ely66 » 6 apr 2013, 14:24

ishetta ha scritto:Allora il mio ufficio é strutturato in 3 sottogruppo di 4 persone ciascuna. Nel mio gruppo (chiamiamolo A) siamo 3 interscambiabili e 1 no, é una brava persona lavoratore ma proprio mentalmente non riesce a fare lavori che non siano ripetitivi. É una cosa certificata e quindi va benissimo cosí.

Uno degli altri sottogruppi (il c) é indietro x svariati motivi, in particolare 1 part tme + 3 persone particolarmente cagionevoli :fischia + sono oggettivamente aumentate le cose da lavorare.

Quindi il mio capo decide di staccare una persona dal gruppo b (composto da 4 persone di cui 1 molto part time) e la mette sul gruppo c delle cagionevoli e noi aiutiamo questo gruppo b.

Noi rimaniamo indietro sul nostro e non riceviamo aiuto, in piu una delle nostre propone di fermarvi noi dell'a x aiutare le b che invece continuano a fare pause extra e a prendere permessi diciamo non urgenti.
direi che avete moolto ma moooooolto ma moooooooooolto da rivedere.
e considerando che è una banca, chi segnala una mancanza, carenza e menefreghismo del genere dovrebbe essere realmente "premiato".
le pause extra e i permessi non urgenti vadano a farsi fott... e speditamente anche.

io sono in ufficio da sola, segue due ditte, di cui una è un delirio di burocrazia. straordinari? no, non mi servono. ma la parola straordinario non diventa ordinario, per nessuno, non deve.
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Re: Quello che lavora tanto, quello che lavoro poco

Messaggio da val978 » 8 apr 2013, 10:59

ho lavorato per anni, da gggiòvane :risatina: , senza far caso alle millemila ore di straordinario non pagato che facevo. chiamiamola gavetta. sia per me che per la società, che era giovane e in effetti non abituata ad avere dipendenti (era un piccolo studio associato)

poi ho iniziato a farci caso, e anche loro, ho iniziato a ridurre al minimo indispensabile gli straordinari (consegne importanti, riunioni) che comunque non sono mai stati pagati ma restituiti come recuperi/ferie.

manco a dirlo, dalla nascita di valerio i permessi e i recuperi me li sono presi tutti, mi sono organizzata e pur lavorando a casa mi sono organizzata il lavoro in modo da poter fare tutto esattamente nelle ore per cui ero pagata.

poi il carico di lavoro è via via diminuito, e poi ho cambiato lavoro diventando autonoma (o meglio: dipendente di mio padre) ma il lavoro è sempre pochissimo ma io sto in ufficio comunque tutto il giorno e faccio un po' di tutto con molte pause (perchè i clienti pure se pochi sono abituati a venire a tutte le ore fino alle 19), quindi la produttività è bassissima. però ho tutto il tempo che voglio per farmi i fatti miei.

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Re: Quello che lavora tanto, quello che lavoro poco

Messaggio da val978 » 8 apr 2013, 11:01

ishetta ha scritto:Allora il mio ufficio é strutturato in 3 sottogruppo di 4 persone ciascuna. Nel mio gruppo (chiamiamolo A) siamo 3 interscambiabili e 1 no, é una brava persona lavoratore ma proprio mentalmente non riesce a fare lavori che non siano ripetitivi. É una cosa certificata e quindi va benissimo cosí.

Uno degli altri sottogruppi (il c) é indietro x svariati motivi, in particolare 1 part tme + 3 persone particolarmente cagionevoli :fischia + sono oggettivamente aumentate le cose da lavorare.

Quindi il mio capo decide di staccare una persona dal gruppo b (composto da 4 persone di cui 1 molto part time) e la mette sul gruppo c delle cagionevoli e noi aiutiamo questo gruppo b.

Noi rimaniamo indietro sul nostro e non riceviamo aiuto, in piu una delle nostre propone di fermarvi noi dell'a x aiutare le b che invece continuano a fare pause extra e a prendere permessi diciamo non urgenti.
ishetta, se avessero voluto che il gruppo A aiutasse qualcuno, vi avrebbero messe ad aiutare il gruppo C, non credi?
se hanno chiesto a B di aiutare C è perchè evidentemente sono loro (B) ad avere maggiore disponibilità di tempo, quindi voi (A) dovete fare il vostro e basta.

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Re: Quello che lavora tanto, quello che lavoro poco

Messaggio da Antolina80 » 8 apr 2013, 11:35

ishetta, non capisco perchè voi dobbiate trascurare il vostro lavoro per fare quello di altri...
Se il gruppo c e b non riescono a terminare nei tempi previsti, o il lavoro è troppo e quindi serve altro personale, o il lavoro viene svolto poco e male e quindi il personale va redarguito o sostituito. Secondo me qua sbaglia il capo, perchè se le cose nel gruppo a vanno bene i gruppi da rivedere sono il b e il c. A meno che nel gruppo a non ci sia tempo libero da pensare di spostare personale dal gruppo a ad uno degli altri due, ma non è questo il caso.
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