La paritá di condizioni non esiste.Ari ha scritto:ma floddi ha scritto proprio "a parità di condizioni".zanchese ha scritto:"Quando a parità di condizioni, leggete bene, a parità di condizioni, bisogna fare una scelta, perchè purtroppo è così, chi deve passare avanti? "
Chi ha meno soldi, chi non ha nessuno a cui appoggiarsi, chi ha un'unghia incarnita più dell'altro... non so, ma se abito qui, lavoro qui e ho un figlio che deve andare all'asilo non vedo che cosa c'entri da quanto tempo ci sono. Ora ci sono, ci pago le tesse come te e non ho più o meno diritto di te.
quindi a parità di soldi, di appoggi, di unghie incarnite una ulteriore discriminante per un asilo comunale (non statale eh?!) può essere da quanto tempo il cittadino che ha bisogno di questo servizio contribuisce al sostentamento della spesa pubblica del proprio comune.
Basta trovare nuovi criteri.
La residenza é un criterio, ma non é mica l'unico






