Ma perche'? Questa ipotesi che "tutti devono lavorare la stessa quantita' di tempo e guadagnare la stessa paga" secondo me porta a un appiattimento della societa' e degli stipendi che e' gia' grave in Italia. Io molti anni fa mi sono licenziata da un lavoro in un'azienda perche' lavoravo le stesse ore e guadagnavo lo stesso stipendio di una mia collega pur producendo molto di piu'. Questo criterio per me non e' accettabile in una stessa azienda ed e' inconcepibile proporlo per settori e aziende diverse.Ari ha scritto: io non credo che la gente (giustamente) sia d'accordo a guadagnare di meno, ma è anche giusto che si lavori tutti la stessa quantità di tempo.
Uno sceglie una carriera consapevole dei diritti e dei doveri che questa comporta, e poi deve rimanere coerente con questa scelta. Non ha senso far paragoni con altri tipi di carriera.
Detto questo, rimango d'accordo che per me e' assurdo che gli insegnanti (o altri lavoratori) percepiscano uno stipendio per periodi lunghi di assenza dal lavoro. Ma siamo sicuri che lo stipendio (basso) degli insegnanti non prenda gia' in considerazione questo aspetto?




