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Psicofarmaci per lavorare

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Giulia80
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Re: Psicofarmaci per lavorare

Messaggio da Giulia80 » 4 lug 2012, 12:23

yoga, credo di aver già risposto a Frab e involontariamente anche a te. Aggiungo però che psicologicamente mi è molto più difficile lavorare nell'azienda di famiglia che altrove, perchè non mi piace che tante bocche mangino nello stesso piatto. La mia tranquillità in senso economico deriva da altre cose, che hanno nulla a che vedere con la famiglia d'origine. Ho accettato perchè c'è una situazione che richiede un intervento che chi è già all'interno non riesce ad affrontare, ma ho chiesto un contratto a tempo determinato per un anno, con una retribuzione davvero bassotta. Lungi da me l'idea di stare lì se non servo, non potrei mai.

Ah, per la cronaca, mio padre si è licenziato da un posto di dirigente all'alba del 42 anni, ha aperto in proprio e abbiamo mangiato per quasi 10 anni pane e pesciolini, perchè la partenza non è stata delle migliori. Poi ha lavorato, e abbiamo lavorato tutti, come muli, ed siamo qui.
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Re: Psicofarmaci per lavorare

Messaggio da yoga » 4 lug 2012, 12:29

Giulia io sono convinta che tu sia una grande lavoratrice e questo ti fa onore, pero' permettimi di dire che la situazione di tuo padre da giovane e la tua sono molto diverse. Lui si e' assunto un grosso rischio, mentre tu non rischierai mai (o almeno nel medio termine, immagino) di rimanere sotto un ponte.
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Re: Psicofarmaci per lavorare

Messaggio da Zzz... » 4 lug 2012, 12:31

Giulia tu però hai 32 anni, è molto diverso alla tua età mettersi in stand-by per qualche anno, sapendo che tra due-tre anni sarai ancora giovane, piuttosto che averne 45 e pensare che se molli il lavoro adesso poi dovrai cercartene uno di pari livello quando ne avrai 47-49.
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Re: Psicofarmaci per lavorare

Messaggio da Zzz... » 4 lug 2012, 12:34

poi per quello che ne sappiamo noi, magari queste donne di cui parliamo stanno mandando in giro curricula a manetta per cercarsi un posto migliore, e intanto sopportano quel che passa il convento con l'aiuto dell'ansiolitico. Mica è detto che tutti si adagino e stiano a testa bassa in partenza, tanti sicuramente cercano di muoversi, per quanto l'età, la situazione e il contesto economico lo consentano.
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Re: Psicofarmaci per lavorare

Messaggio da frab » 4 lug 2012, 12:37

GIULIA non ho assolutamente asserito o pensato che tu non sia una lavoratrice, ci mancherebbe. Non ti conosco e non conosco la tua situazione. Quello che ho detto è un'altra cosa, ossia che hai avuto la possibilità di metterti in stand by per un anno facendo dell'altro però percependo sempre uno stipendio, anche se più basso. Sicuramente avrai rinunciato a qualcosa, perchè per te (come per me) certe cose non sono concepibili. Per altre persone invece il pensiero di mollare una posizione di prestigio raggiunta con le unghie e con i denti non è assolutamente contemplabile, quindi per affrontare lo stress prendono medicine.
Io non lo trovo così deprecabile, ma è solo una mia personalissima opinione.
Poi in Italia, con lo spettro della crisi la situazione lavorativa è peggio che mai, come può reinventarsi una persone di 45 anni?? può pensare di emigrare, ma non è una soluzione.
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L'universo è così strano... alle volte ci fa finire esattamente dove dovevamo stare.

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Re: Psicofarmaci per lavorare

Messaggio da Giulia80 » 4 lug 2012, 12:40

Mi è chiarissimo, io mio padre lo ammiro sinceramente per quello che ha fatto, anche se credimi quando dico che son stati anni duri per tutti.
Volevo dire che la vita lavorativa non finisce a 40 anni, se si osa. E mio padre era uno che stava diventando matto dove lavorava e ha fatto una scelta. Poteva continuare ad arrabbiarsi e bere lavandini di Valium, invece ha scelto. E aveva una moglie che lavorava guadagnando davvero poco e due figli piccoli (e certo nessun patrimonio alle spalle).

Quanto a me, non rischierei di finire sotto un ponte nemmeno se lavorassi altrove. E questo è per come sono fatta io, perchè i conti li faccio e li so fare.

Vorrei evitare però di andare oltre su questo discorso.
Primo, perchè quello che avevo da dire l'ho detto: a volte è questione di osare e uscire da uno schema sociale.
Secondo, perchè la mia situazione personale vorrei non doverla sviscerare per dar forza ai miei argomenti. Va bene così, chi la conosce secondo me ci capisce di più, chi no dovrà credermi sulla parola. :sorrisoo
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Re: Psicofarmaci per lavorare

Messaggio da SweetLikeHoney » 4 lug 2012, 12:41

sì,ma ragazze..chi sono questi capi che non stressano? cioé,si cambia lavoro..ok..e poi? non si trova un altro capo esigente,dite voi?..
ho avuto 2 capi stressanti e l'ansia ce l'avevo eccome ma ho cercato di farmi forza da sola senza prendere niente..diciamo che dovevo fare dei conti e non potevo nemmeno lasciarmi prendere dall'ansia..ogni posto di lavoro ha capi e colleghi che non sono sempre come vorremmo noi..ogni posto di lavoro ha i suoi pro e contro..così come a scuola c'erano persone diverse da noi,con altre idee da rispettare...se si trova un posto migliore perché lo stipendio é più alto é un discorso..ma i capi fanno sempre osservazioni com'é giusto che sia
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Re: Psicofarmaci per lavorare

Messaggio da Zzz... » 4 lug 2012, 12:45

Giulia vuoi che ti diciamo brava? Brava!
Bravo anche il papà, bravi tutti voi! Ma qui stiamo parlando di una situazione diversa dalla tua, sei tu che continui a portare il discorso su di te.
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Re: Psicofarmaci per lavorare

Messaggio da Zzz... » 4 lug 2012, 12:48

Sí vabbè Sweet, tu facevi la cassiera, ci mancava solo che dovessi prendere l'ansiolitico per fare il conto delle pizze, suvvia!!
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Re: Psicofarmaci per lavorare

Messaggio da Giulia80 » 4 lug 2012, 12:51

Mi dispiace, davvero non volevo che diventasse una cosa su di me, volevo usare la mia situazione come esempio per dire che a volte ci si fa risucchiare e la situazione in cui ci si trova non è così oggettivamente immutabile.
Mi sono fatta prendere dalla permalosità nel rispondere. Chiudo qui e scusate.
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Re: Psicofarmaci per lavorare

Messaggio da SweetLikeHoney » 4 lug 2012, 13:29

Zzz... ha scritto:Sí vabbè Sweet, tu facevi la cassiera, ci mancava solo che dovessi prendere l'ansiolitico per fare il conto delle pizze, suvvia!!

no,ma Zzz..non per il lavoro..per lo stress dei capi..di questo si parlava..ci sono dappertutto persone che stressano
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Re: Psicofarmaci per lavorare

Messaggio da Zzz... » 4 lug 2012, 13:40

SweetLikeHoney ha scritto:
Zzz... ha scritto:Sí vabbè Sweet, tu facevi la cassiera, ci mancava solo che dovessi prendere l'ansiolitico per fare il conto delle pizze, suvvia!!

no,ma Zzz..non per il lavoro..per lo stress dei capi..di questo si parlava..ci sono dappertutto persone che stressano
Sì, ma c'è stress e stress eh?
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Re: Psicofarmaci per lavorare

Messaggio da ely66 » 4 lug 2012, 13:40

Giulia80 ha scritto:M
Volevo dire che la vita lavorativa non finisce a 40 anni, se si osa.
allora, dato che da meno di un anno abbiamo dovuto creare un'altra società, ti dico solo che IO se dovessi restare a piedi, non OSO un tubo. ma sul serio eh?
la burocrazia da 20 anni è soltanto peggiorata, schifosamente peggiorata. avere finanziamenti è quasi utopia, ti basti solo che per "avviare" l'attività sono serviti 5845 euro di NIENTE. notaio, tasse, imposte di ogni genere e non ultimo 346 euro per i libri sociali che non sono stati utilizzati, se non a maggio per scrivere il bilancio (passivo anzichè no, dato che l'attività ovviamente ha bisogno di tempo per partire.. ma tant'è). 5845€ non sono stati usati per far partire l'azienda, ma sono stati dati allo stato che in cambio ha dato... NIENTE!
no, grazie. io non mi metto in gioco a 46 anni. faccio la dipendente, così mi costruisco casa, non i tocca contare i cents. altro che artigiani e imprenditori ladroni.. se li conoscessi bene, mi farei dire come rubare. oh si.
Gaia,il soffio della mia vita è arrivata il 12 agosto 2003 I bambini devono essere felici, non farci felici
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Re: Psicofarmaci per lavorare

Messaggio da DadaEle » 4 lug 2012, 13:57

R2D2 ha scritto:[anche perché, quando sei un consulente esterno con P. IVA (perché in Italia si fa così per non assumerti), c'è poco da impugnare.
Non ho più il tempo di addentrarmi nella discussione però, attenzione!!

Non è vero R2D2, se la partita iva è solo un modo per sgravare il datore di lavoro di tanti impicci, ma a tutti gli effetti il "consulente" è un dipendente,si può fare eccome... vedi come si diverte l'ispettorato del lavoro!
Alcuni segnali per posizioni sospette?
I più eclatanti sono: avere un orario più o meno fisso e fare fattura ad un unico cliente.
Elena, mamma di Michele 01/01/05 (3,850 kg, 52 cm), Francesco 01/11/07 (4,800 kg, 53 cm) e Chiara 07/09/11 (3,960 kg, 51 cm)

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Re: Psicofarmaci per lavorare

Messaggio da helzbeth » 4 lug 2012, 13:59

una mia amica è "dipendente" proprio in questa forma
figli piccoli problemi piccoli, figli grandi problemi grandi

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Re: Psicofarmaci per lavorare

Messaggio da SweetLikeHoney » 4 lug 2012, 14:10

Zzz... ha scritto:
SweetLikeHoney ha scritto:
Zzz... ha scritto:Sí vabbè Sweet, tu facevi la cassiera, ci mancava solo che dovessi prendere l'ansiolitico per fare il conto delle pizze, suvvia!!

no,ma Zzz..non per il lavoro..per lo stress dei capi..di questo si parlava..ci sono dappertutto persone che stressano
Sì, ma c'è stress e stress eh?
sì,lo so che c'é l'idea che la pizzeria non sia un lavoro..e spesso mi hanno detto che non é un lavoro e non si fa niente dalla mattina alla sera..beh..anch'io prima pensavo che non fosse un vero lavoro..ma poi quando il telefono fisso e il cellulare della pizzeria squillano contemporaneamente in continuazione,devi gestire anche i clienti che entrano in pizzeria e anche a noi quando andiamo in pizzeria o ordiniamo le pizze per telefono piace avere subito il totale con pizze,bibite,patatine,etc così possiamo regolarci quando il ragazzino delle consegne arriva per dargli i soldi giusti..se arrivano 200 pizze o più tutte insieme e quasi tutti,di solito,il totale vogliono saperlo subito..bisogna scattare da una parte all'altra..sistemare subito i clienti presenti e quelli al telefono: ci sono responsabilità come per qualsiasi altro lavoro..senza contare che lavorare con persone Musulmane che hanno idee diverse dalle nostre comporta uno stress enorme..niente é facile nella vita..tutto é sudato..poi,sì..si va in pizzeria ma non si vede che c'é tutto un lavoro dietro..ci sembra una cosa facile,che non vale quasi niente..é vero questa é l'impressione: che non sia un lavoro..però assicuro che si scatta eccome..che di responsabilità ce ne sono come in tutti i lavori..
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Re: Psicofarmaci per lavorare

Messaggio da SweetLikeHoney » 4 lug 2012, 14:17

vuoi mettere lo stress del Kebab? :ahaha "io lo voglio senza cipolla.." "no,io senza cippola".."io con la cipolla bianca e quella rossa no".."a me se puoi aggiungerci le patatine dentro,grazie"..."a me togli i pomodori".."a me i pomodori sì,ma l'insalata no".."se puoi togliermi la salsa bianca".."a me solo la salsa piccante".."a me il piccante no"..é da sclero :risatina: ci sono clienti che fanno impazzire proprio: che si ricordano all'ultimo momento di aggiungere o togliere ingredienti e devi accontentare tutti..senza contare che dalla mattina al primo pomeriggio sei lì,la sera lavori..il weekend lavori..e anche sotto alle festività si lavora
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Re: Psicofarmaci per lavorare

Messaggio da STEFI@VALERIO » 4 lug 2012, 14:18

aleba ha scritto:Io dopo una giornata storta mi consolo con una birra sul divano la sera!
Ma anche essendo passata dalla disoccupazione e attraverso le enormi difficoltà nel trovare lavoro alzerei bandiera bianca, anzi alzerei il dito medio prima di ricorrere a psicofarmaci.

Detto questo non voglio mancare di comprensione e rispetto a chi ne ha bisogno, sto parlando della necessità di assumere questi farmaci come condizione sine qua non per riuscire a mantenere gli standard richiesti al lavoro.

A volte mi sembra di essere in un film di Tarantino!!
Secondo me stai parlando di due cose diverse.
C'è chi assume "sostanze" per ottenere un maggiore rendimento sul lavoro. In particolare qui "tira" (nel vero senso della parola :fischia ) la cocaina, che pare ti dia un gran senso di euforia, aumenti la concetrazione e annulli la stanchezza. Peccato, poi, che alla lunga ti bruci le cellule del cervello e ti induca a sbalzi di umore che ti rendono socialmente insopportabile. De gustibus, ma personalmente la vedo come una scelta molto stupida, una strada facile nell'immediato che ti punisce col tempo.

Poi ci sono gli strumenti per controllare dalle situazioni che procurano l'ansia (non solo il lavoro), che purtroppo si moltiplicano.
Tanto per dire, ho un'amica che deve assume farmaci (goccine di non so bene cosa) per riuscire a dormire la notte, ed è (apparentemente) una tranquilla casalinga senza grandi problemi economici (situazione che a molti sembra tra le più rilassanti, ma è una valutazione che non condivido in assoluto).
Qui proprio non mi permetto di giudicare, lo vedo come un modo per metterci una pezza quando non ci sono soluzioni diverse nell'immediato, o peggio neppure a lungo termine.

OT: la situazione lavorativa dopo i 45 non mi sembra così terribile come la descrivete. Per quel poco che vedo io, la vera età impossibile (per le donne) è tra i 35 e i 45, soprattutto se non si hanno ancora figli.
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Re: Psicofarmaci per lavorare

Messaggio da Zzz... » 4 lug 2012, 14:18

SweetLikeHoney ha scritto:
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Zzz... ha scritto:Sí vabbè Sweet, tu facevi la cassiera, ci mancava solo che dovessi prendere l'ansiolitico per fare il conto delle pizze, suvvia!!

no,ma Zzz..non per il lavoro..per lo stress dei capi..di questo si parlava..ci sono dappertutto persone che stressano
Sì, ma c'è stress e stress eh?
sì,lo so che c'é l'idea che la pizzeria non sia un lavoro..e spesso mi hanno detto che non é un lavoro e non si fa niente dalla mattina alla sera..beh..anch'io prima pensavo che non fosse un vero lavoro..ma poi quando il telefono fisso e il cellulare della pizzeria squillano contemporaneamente in continuazione,devi gestire anche i clienti che entrano in pizzeria e anche a noi quando andiamo in pizzeria o ordiniamo le pizze per telefono piace avere subito il totale con pizze,bibite,patatine,etc così possiamo regolarci quando il ragazzino delle consegne arriva per dargli i soldi giusti..se arrivano 200 pizze o più tutte insieme e quasi tutti,di solito,il totale vogliono saperlo subito..bisogna scattare da una parte all'altra..sistemare subito i clienti presenti e quelli al telefono: ci sono responsabilità come per qualsiasi altro lavoro..senza contare che lavorare con persone Musulmane che hanno idee diverse dalle nostre comporta uno stress enorme..niente é facile nella vita..tutto é sudato..poi,sì..si va in pizzeria ma non si vede che c'é tutto un lavoro dietro..ci sembra una cosa facile,che non vale quasi niente..é vero questa é l'impressione: che non sia un lavoro..però assicuro che si scatta eccome..che di responsabilità ce ne sono come in tutti i lavori..
Io non penso assolutamente che lavorare in pizzeria sia un "non lavoro", anzi, lo considero un lavoro degnissimo e anche molto faticoso, ma se mi vuoi dire che la responsabilità di fare uno scontrino giusto è uguale a quella di far quadrare il bilancio di una multinazionale, e che quindi sei brava tu che fai lo scontrino senza ansiolitico mentre la manager che fa il bilancio con il lexotan è una pappamolle... beh...
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Re: Psicofarmaci per lavorare

Messaggio da SweetLikeHoney » 4 lug 2012, 14:29

no no..non penso che lei prenda il Lexotan per il lavoro..ma credo che sia stressata dal capo,da quel poco che ho capito..e mi riferivo allo stress dei miei capi non per fare i conti e scontrini..ho capito che il problema é lo stress che le dà questa persona: se devi fare i conti..che siano di una multinazionale,di pizze o di qualunque altra cosa devi stare sempre attenta a far quadrare bene tutto e se alle spalle hai uno che ti sta addosso..certo che ti mette l'agitazione
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