Ecco è proprio quello che mi chiedevo. Ha ragione Ely66 quando dice che allora non eravamo informati come oggi.STEFI@VALERIO ha scritto:Su questo sono assolutamente d'accordo.Dionaea ha scritto:Che nel sistema scolastico italiano ci siano dei problemi son la prima a dirlo, che esistano insegnanti incompetenti o peggio idem, ma che in una scuola si bocci per sfizio ben sapendo le beghe che ne deriveranno non ci posso assolutamente credere.
Ciò che invece mi ha lasciata da subito perplessa nel sistema pubblico (ed è il motivo fondamentale per il quale poi ho scelto una scuola privata per Valerio) è la totale incertezza, l'aleatorietà del sistema.
Qui a Milano (non stiamo quindi parlando del paesino) le scuole pubbliche più "gettonate" sono quelle del centro storico, per tutta una serie di motivi: minor presenza di stranieri (preciso che non sto esprimendo un giudizio, ma un dato), "pare" maggiore qualità del servizio e di insegnanti.
La famiglia che abita nell'appartamento sottostante al mio ha iscritto il figlio nella scuola pubblica dove lo avrei indubbiamente iscritto io (ero andata a fare il colloquio con la preside e la struttura mi era piaciuta moltissimo): particolare attenzione alle lingue, insegnanti non precari e con una minima garanzia di stabilità, classi non di 30 bambini, capacità di esporre prima dell'iscrizione con un minimo di chiarezza il programma che sarebbe stato svolto nell'anno. Insomma, una scuola che io reputo normale, mica la scuola della luna, una struttura come dovrebbero essere tutte e come era la scuola ai miei tempi. Una scuola che offre (magari con meno fronzoli, ma chi se ne frega dei fronzoli) esattamente ciò che offre la mia, niente di fantascientifico.
Poi a malincuore ho fatto un'altra scelta, principalmente per motivi logistici, dal momento che io ho le udienze alle quali devo arrivare puntuale mentre la scuola è scomoda da raggiungere, e secondariamente perché la preside non mi aveva dato alcuna garanzia di effettiva iscrizione, dal momento che vengono privilegiati nella graduatoria i bambini che appartengono all'area di competenza del plesso.
Il bambino della famiglia di cui parlavo invece è riuscito ad entrare: è un bambino con problemi (parla molto molto male, e ha problemi di apprendimento dovuti ad un handicap), ma i genitori sono entusiasti perché è stato aiutato moltissimo dalla struttura (senza godere di insegnante di sostegno) e verrà promosso.
Quindi io mi chiedo: che tipo di scuola frequentano i 5 bambini bocciati: una scuola come questa o quella pubblica dove sarebbe dovuto finire mio figlio (dove l'anno scorso c'è stata una rotazione infinita di insegnanti, classi straripanti, dove ci sono stati atti di bullismo etc etc)? Perché tale dato incide sulla serenità dello studio, ed è un dato che non conosciamo e che sarebbe necessario per esprimere un giudizio.
Poi di fondo mi chiedo: è vero che anche qui mi è stato fatto osservare che c'è sempre una questione di fortuna, ma è possibile che la fortuna (dello scegliere la scuola o la classe giusta piuttosto che no) debba incidere così tanto su un elemento fondamentale come l'insegnamento (e quindi il futuro) dei nostri figli?
Questo è il problema di fondo, per me profondamente ingiusto.
Mi pare però che il divario tra scuole della stessa città sia aumentato e che i bimbi valutati come problematici siano molti di più.





