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Quelli che si suicidano

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Re: Quelli che si suicidano

Messaggio da kla » 13 apr 2012, 20:19

ely66 ha scritto:
E ripeto non parlo di chi ha problemi di depressione ma di chi si uccide per problemi di soldi.
la depressione è una malattia subdola, può avere motivi scatenanti di ogni genere.
forse non ti è chiaro che i soldi sono una parte del problema. una grossa parte e che unita ad altre cose, diventa una montagna insormontabile per alcuni. aggiungi anche il senso della disfatta, della vergogna che provano. si perchè c'è ancora gente che ha una morale.
troppo facile dare giudizi del tipo "doveva pensare ai figli" o "ma a chi resta non ci pensa?" .
quoto pure io.

Aggiungo che chi arriva a un tale gesto è sicuro di non avere i mezzi per affrontare né il presente né il futuro, né per sè stesso né per i propri cari. Sono persone che si trovano senza via di uscita, senza speranza e senza futuro

Poi a parole è tanto facile dire, a parole, che si potrebbe vivere di elemosina o di prendere il primo lavoro che si trova. Nei fatti di elemosina non si mantiene famiglia e non è manco facile trovare lavori umilissimi

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Re: Quelli che si suicidano

Messaggio da ely66 » 13 apr 2012, 22:25

e non è manco facile trovare lavori umilissimi
pare assurdo dirlo, ma è così. nemmeno lavare le scale o seguire gli anziani o ... quello che volete.
non c'è niente, niente.
e ad un certo punto, si cede. il punto di rottura varia ovviamente, ma la mente è un organo diabolico. ti fa gioire per un fiore e ti uccide per un fiore.
Gaia,il soffio della mia vita è arrivata il 12 agosto 2003 I bambini devono essere felici, non farci felici
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Re: Quelli che si suicidano

Messaggio da ishetta » 13 apr 2012, 22:28

elenaus ha scritto:io sinceramente non riesco a vederla così... se mi succedesse una cose del genere, se mio marito si suicidasse per problemi di soldi io mi arrabbierei con lui e tanto. Anche se è morto. E se invece arrivassi io a vedere tutto nero e a non trovare via d'uscita penserei a mio marito e mia figlia e tutti quelli che mi amano e penserei che non si meritano di subire una perdita del genere, mia figlia non si merita di vivere senza madre. Piuttosto vado a chiedere l'elemosina... ( che quei soldi li son tutti esentasse!)
O da moglie ti sentiresti in colpa xche non l'hai aiutato a sufficienza.
Cmq con i se e con i farei non si va da nessuna parte.
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Re: Quelli che si suicidano

Messaggio da printemps » 13 apr 2012, 22:38

ely66 ha scritto:
e non è manco facile trovare lavori umilissimi
pare assurdo dirlo, ma è così. nemmeno lavare le scale o seguire gli anziani o ... quello che volete.
non c'è niente, niente.
e ad un certo punto, si cede. il punto di rottura varia ovviamente, ma la mente è un organo diabolico. ti fa gioire per un fiore e ti uccide per un fiore.
sì, sono d'accordo. c'è sempre questa retorica del tipo "io andrei a lavare le scale... io scaricherei ai mercati generali..." ma non è così semplice la cosa... e poi queste persone probabilmente non si sentono libere di fare, di cercare, di provare, si sentono come incatenate e immobili e affogate nel dolore... secondo me, se avessero lo spirito, la speranza, la filosofia per andare a proporsi a lavare le scale non gli passerebbe per la mente di uccidersi... ma non ce la possono avere perché sono depressi, sono strangolati da un'oscurità che si fa sempre più ampia, a volte perdono anche il contatto con la realtà, e poi c'è la vergogna... è tutto un insieme di cose complesso e complicato e delicato...
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Re: Quelli che si suicidano

Messaggio da Ari » 16 apr 2012, 11:59

ci610 ha scritto:
Ari ha scritto:
mi riallaccio alla risposta di ci610, quando diceva "se si suicidano perché gli arrivano le cartelle perché non hanno mai pagato le tasse, pace all'anima loro!"
chi riceve una cartella dall'agenzia delle entrate piuttosto che da equitalia è perché non è un evasore fiscale tradizionale, uno cioè che occulta i propri redditi per non pagarci sopra le tasse.
le cartelle arrivano quando hai avuto l'onestà di dichiarare i tuoi redditi, ma non hai avuto la liquidità per pagare le tasse che da questi redditi sono scaturite.
e i motivi percui non si ha liquidità possono essere moltissimi, primo fra tutti il fatto di non ricevere i pagamenti dai propri clienti.
io ho letto solo di uno degli ultimi suicidi, in cui il tizio, che se non sbaglio lavorava nell'edilizia, ha dichiarato di guadagnare una miseria ogni anno per 30 anni, poi però purtroppo si sono fatti un po' di calcoli quelli delle agenzie delle entrate e, siccome aveva non so quante case, girava col suv, la moglie non aveva mai lavorato e si facevano delle belle vacanzine, gli hanno mandato una cartella esattoriale da 150mila euro (che è anche poco se calcoli le tasse di 30 anni) e lui si è suicidato
scusami ma a me di gente così non dispiace manco un poco
proprio per l'assurdità degli importi richiesti rispetto al periodo di tempo di evasione credo che questa notizia sia una delle solite bufale montate ad arte per portare l'opinione pubblica da una parte piuttosto che da un'altra.
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Re: Quelli che si suicidano

Messaggio da lemming » 16 apr 2012, 12:07

Io so di un imprenditore (nel senso che lo conoscevo di persona) che si è suicidato perché doveva pagare oltre duecentomila euro di tasse, richiestigli da quegli stessi comuni che per due anni non gli hanno mai pagato un centesimo di quel che gli dovevano.
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Re: Quelli che si suicidano

Messaggio da saraharley » 16 apr 2012, 12:25

credo anch'io che ci voglia molto coraggio ad uccidersi, perchè in teoria dovrebbe intervenire l'istinto di conservazione quando stai per fare un atto del genere, per ciò se lo fai, credo sia perchè nella tua testa è partito qualcosa.
e non ha alcun senso.
piuttosto vado a rubare se non so come mantenere la mia famiglia. :sorrisoo

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Re: Quelli che si suicidano

Messaggio da dottbaby » 16 apr 2012, 14:49

Monsterina900 ha scritto:secondo me non è un pensiero che si può razionalizzare. Riesci a dire cosa faresti adesso con senno di adesso, ma la mente è strana a volte. Pensieri che parrebbero assurdi in certe circostanze possono diventare risolutivi e sollevare anche, in altre.
Ho letto fin qua e quoto monsterina perchè la penso come lei. E' evidente che quando ci si ritrova in certe situazioni non si ragiona razionalmente. E poi, non si può sapere cosa c'ra prima della decisione o dell'impulso di togliersi la vita...da quanto la situazione perdurava, come era vissuta dalla persona, dalla sua famiglia, le ripercussioni personali e sociali...
No, non si può giudicare, né condannare la disperazione.
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Re: Quelli che si suicidano

Messaggio da sipa11 » 16 apr 2012, 15:12

crucchina79 ha scritto:Un mio caro amico si è suicidato l'anno scorso (non per la crisi economica) e penso che se si arriva ad un gesto tanto estremo è perché non si vede altra possibilità di uscita.
Codardi o coraggiosi non lo so, ma non giudico... forse una volta avrei avuto qualcosa da dire, poi quando certe situazioni ti toccano da vicino cambi idea.

Perfettamente d'accordo!
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Re: Quelli che si suicidano

Messaggio da val978 » 16 apr 2012, 15:17

Il suicidio è un atto di disperazione, che poi a volte la goccia che fa traboccare il vaso sia una cartella esattoriale o un licenziamento o qualcos'altro legato al lavoro o ai soldi, per me è l'espressione di un dramma interiore che non si riesce a risolvere in alcun modo.
Non penso assolutamente che la cartella esattoriale sia la causa del suicidio, nè che con quell'atto si pensi di risolvere qualcosa (casomai il contrario, ci si suicida perchè non si vede altra soluzione).

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Re: Quelli che si suicidano

Messaggio da Francesca77 » 16 apr 2012, 15:18

elenaus ha scritto:Spero di non scatenare un vespaio, in caso chiudete subito. Ultimamente si diffondono i suicidi di gente oberata dai debiti o tartassata dal fisco. Io capisco che c'è una crisi che si taglia col coltello e che siamo veramente alla canna del gas ma mi chiedo cosa si risolve uccidendosi? Se un imprenditore non ha i soldi per pagare i fornitori e gli operai ,attaccandosi su li trova? lascia cmq gli operai senza lavoro e senza soldi e perdipiù magari una famiglia senza marito e padre.... non è un pò da "vigliacchi" togliersi di mezzo? tu non ci sei più e i casini rimangono lo stesso... io piuttosto andrei a lavorare nel primo buco che trovo, al limite finisco anche in galera ma che senso ha togliersi la vita lasciando a chi rimane anche questo immane lutto da affrontare? Non sto parlando di chi ha problemi di depressione ma chi appunto si trova la cartella del fisco e si butta dalla finestra...
Chiedo alle moderatrici di chiudere al primo segno di litigio....
È successo due mesi fa ad un ns amico , si è impiccato al ramo di un albero in giardino...
Lasci due figli, moglie , tre fratelli e genitori ...tutti disperati...
Era un padre affettuoso , un marito devoto un gran lavoratore... Purtroppo la cartella delle tasse è diventata un incubo , dal quale non riusciva a venir fuori e l' unica via di uscita che ha visto è stata questa...

No non credo sia da vigliacchi , credo sia semplicenente da disperati purtroppo...
Barbamamma + Barbapapà = Barbalalla'01, Barbottina'04, Barbabravo'06,
Barbabarba'07, Barbabella'09, Barbaforte'11, Barbazò'12, Barbadolce ‘15, Barbamore ‘17 ... aspettando Barbasole ‘19

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Re: Quelli che si suicidano

Messaggio da ci610 » 16 apr 2012, 15:28

Ari ha scritto:
ci610 ha scritto:
Ari ha scritto:
mi riallaccio alla risposta di ci610, quando diceva "se si suicidano perché gli arrivano le cartelle perché non hanno mai pagato le tasse, pace all'anima loro!"
chi riceve una cartella dall'agenzia delle entrate piuttosto che da equitalia è perché non è un evasore fiscale tradizionale, uno cioè che occulta i propri redditi per non pagarci sopra le tasse.
le cartelle arrivano quando hai avuto l'onestà di dichiarare i tuoi redditi, ma non hai avuto la liquidità per pagare le tasse che da questi redditi sono scaturite.
e i motivi percui non si ha liquidità possono essere moltissimi, primo fra tutti il fatto di non ricevere i pagamenti dai propri clienti.
io ho letto solo di uno degli ultimi suicidi, in cui il tizio, che se non sbaglio lavorava nell'edilizia, ha dichiarato di guadagnare una miseria ogni anno per 30 anni, poi però purtroppo si sono fatti un po' di calcoli quelli delle agenzie delle entrate e, siccome aveva non so quante case, girava col suv, la moglie non aveva mai lavorato e si facevano delle belle vacanzine, gli hanno mandato una cartella esattoriale da 150mila euro (che è anche poco se calcoli le tasse di 30 anni) e lui si è suicidato
scusami ma a me di gente così non dispiace manco un poco
proprio per l'assurdità degli importi richiesti rispetto al periodo di tempo di evasione credo che questa notizia sia una delle solite bufale montate ad arte per portare l'opinione pubblica da una parte piuttosto che da un'altra.
assurdità degli importi chiesti?
ma tu ti sei fatta il calcolo di quante tasse paghiamo ogni mese? anche i dipendenti eh, guarda il lordo sulla tua busta paga, e pensa se la differenza tra lordo e netto l'avessi ingiustamente intascata per 30 anni, fatti il calcolo e vedi che cifra ti viene fuori...
io sono a p iva ed ogni mese, tra cassa, iva ecc. ecc. pago quasi il 40% di tasse
cioè intasco 1000 e ne verso 400
se lavorassi a nero, dopo 30 anni, sai quanto dovrei allo stato?

.......

ho appena fatto un calcolo di massima e mi viene fuori più di 400mila euro, se mi chiedessero 150 mi farebbero uno sconto enorme
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Re: Quelli che si suicidano

Messaggio da ely66 » 16 apr 2012, 15:52

intascata per 30 anni,
NON vanno indietro di 30 anni, ma di 5. di più non possono, per legge.
per me quella scritta dal giornalista è una balla, come 3/4 delle cose che scrivono/dicono (più che altro, declamano) i mass media.
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Re: Quelli che si suicidano

Messaggio da ci610 » 16 apr 2012, 15:56

ely66 ha scritto:
intascata per 30 anni,
NON vanno indietro di 30 anni, ma di 5. di più non possono, per legge.
per me quella scritta dal giornalista è una balla, come 3/4 delle cose che scrivono/dicono (più che altro, declamano) i mass media.

si, ma per uno che non ha MAI pagato le tasse, una multa di 150mila euro sono pure pochi
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Re: Quelli che si suicidano

Messaggio da STEFI@VALERIO » 16 apr 2012, 16:08

ci610 ha scritto:
ely66 ha scritto:
intascata per 30 anni,
NON vanno indietro di 30 anni, ma di 5. di più non possono, per legge.
per me quella scritta dal giornalista è una balla, come 3/4 delle cose che scrivono/dicono (più che altro, declamano) i mass media.

si, ma per uno che non ha MAI pagato le tasse, una multa di 150mila euro sono pure pochi
No CI, perché con uno che non ha mai pagato le tasse non funziona così. Primo non lo beccano praticamente mai (perché non sei nell'anagrafe tributaria, quindi ti devono trovare praticamente per caso); secondo perchè non hanno parametri per valutare il tuo reddito, vero o presunto che sia. Terzo perché non possono neanche provare da quanto tempo hai cominciato a lavorare (non c'è la data di apertura di una partita iva), ai fini del calcolo della prescrizione e del decorso di sanzioni ed interessi.
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Re: Quelli che si suicidano

Messaggio da ci610 » 16 apr 2012, 16:11

STEFI@VALERIO ha scritto:
ci610 ha scritto:
ely66 ha scritto:
intascata per 30 anni,
NON vanno indietro di 30 anni, ma di 5. di più non possono, per legge.
per me quella scritta dal giornalista è una balla, come 3/4 delle cose che scrivono/dicono (più che altro, declamano) i mass media.

si, ma per uno che non ha MAI pagato le tasse, una multa di 150mila euro sono pure pochi
No CI, perché con uno che non ha mai pagato le tasse non funziona così. Primo non lo beccano praticamente mai (perché non sei nell'anagrafe tributaria, quindi ti devono trovare praticamente per caso); secondo perchè non hanno parametri per valutare il tuo reddito, vero o presunto che sia. Terzo perché non possono neanche provare da quanto tempo hai cominciato a lavorare (non c'è la data di apertura di una partita iva), ai fini del calcolo della prescrizione e del decorso di sanzioni ed interessi.

ma lui era regstrato, solo che dichiarava di guadagnare zero
sai quanti lo hanno fatto sto gioco? che dicevano che, pagati i dipendenti, l'affitto del locale, e le bollette della fabbrica non gli restava guadagno?
ecco, qualcuno lo beccano
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Re: Quelli che si suicidano

Messaggio da galea » 16 apr 2012, 16:18

Secondo me bisognerebbe mettersi nei panni di chi ha lavorato tutta una vita per creare qualcosa di suo, per mettere su un'impresa, per garantire la tranquillità alla propria famiglia e ai dipendenti che da lui dipendono. E per fare questo ha studiato, ha ipotecato la casa, ha impegnato soldi, fatica e tutto il tempo delle sue giornate e delle sue nottate per studiare come far quadrare i conti e far guadagnare l'azienda (l'operaio fa il suo turno e poi stacca, l'imprenditore o semplicemente il più piccolo artigiano non stacca mai).
Alla fine quella azienda che si è costruito con le sue mani e le sue capacità diventa parte di lui e lui di lei.
Un giorno il lavoro non c'è più, i clienti non ti pagano più, ma tu devi pagare i fornitori, devi pagare le tasse e ti trovi a dover licenziare i dipendenti, sempre che tu possa farlo e anche in quel caso ti senti comunque responsabile degli stipendi che non puoi più pagare e pensi alle famiglie che avranno problemi a causa tua.
Quando poi, alla situazione difficile, ti vedi arrivare cartelle di equitalia che pretende di riscuotere soldi che non hai per il semplice motivo che chi ti deve pagare non te li da (in molti casi lo Stato stesso... chiedetelo a chi si occupa di edilizia o lavori pubblici) e le banche che hanno speculato con i soldi di quegli stessi imprenditori fino a quel momento, rispondono che non possono fare nulla, che non concedono più fidi, che non fanno prestiti...
Se poi a tutto questo, nel caso delle ditte un po' più grosse, ci aggiungiamo anche i sindacati che bloccano quel po' di produzione rimasta...

Infine, visto che non si parla di ventenni, bisogna considerare anche che a 50 anni e oltre è praticamente impossibile ripartire da capo o trovare anche solo un lavoro, mentre neppure i tuoi figli riescono a trovarlo e a contribuire in qualche modo.

Dopo tutte queste considerazioni penso sia facile che la disperazione prenda il sopravvento: io non so cosa farei e non mi sento di giudicare chi non riesce a sopportare una vita distrutta dall'umiliazione e dal fallimento, so solo che in questo momento la situazione è allarmante e a roma sembrano non accorgersene...

per la questione "pulizia scale": ma veramente credete che pulendo scale si riescano a saldare i debiti di un'azienda? Non scherziamo!
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Re: Quelli che si suicidano

Messaggio da tatai » 16 apr 2012, 23:43

Leggo il titolo ed entro.. Non ho letto le altre risposte. Io sono figlia di una donna suicida, una imprenditrice di 47 anni, bella e amata. Da me soprattutto. Al primo tentativo l'ho trovata in tempo, al secondo no. Era malata di depressione maggiore da quando avevo 8 anni e quando ne ho avuti 19 mi ha liberata... Si, sono state proprio queste le parole che mi ha lasciato scritte. Nel suo caso quindi è stato un gesto di altruismo... Essendo separata da mio padre ha lasciato tutto a me, pensando forse che una seppur minima tranquillità economica mi avrebbe fatta vivere meglio che con una mamma gravemente malata... Io in questi 9 anni ho avuto sentimenti molto contrastanti nei suoi confronti. L'unica risposta che riesco a darmi è che la depressione è una malattia grave, e và trattata come tale, non sminuita. Egoismo o altruismo poco importa.. Trovo impossibile razionalizzare.. I pensieri che vagano nella mente di chi ha questo tipo di malattia sono spropositatamente ampliati rispetto a chi non ne soffre. L' idea di dover vendere un'attivitá che non funziona, di fallire, l'ha assalita. L'idea di deludere l'unica figlia, di non darle tutto ció che secondo lei era importante, l'ha inondata. Provate a chiedermi cosa avrei preferito a 19 anni: macchina nuova e vacanze con gli amici o mamma? Eh, avrei preferito vivere tutta la vita sotto un ponte in un letto di cartone ovviamente, ma la sua malattia le ha suggerito tutt'altra risposta! Per concludere, per rispondere all'autrice dico che non avrai risposta. Nulla è razionale nella mente di chi decide di lasciare i propri figli, o le persone care.. Nasce un meccanismo che non ti da tregua.. E badabene, la depressione tante volte è latente. Non servono anni di malattia. Basta una scintilla e ció che vedi come la cosa giusta per te potrebbe non essere la cosa giusta per chi ti circonda..
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Re: Quelli che si suicidano

Messaggio da tatai » 16 apr 2012, 23:45

ely66 ha scritto:
e non è manco facile trovare lavori umilissimi
pare assurdo dirlo, ma è così. nemmeno lavare le scale o seguire gli anziani o ... quello che volete.
non c'è niente, niente.
e ad un certo punto, si cede. il punto di rottura varia ovviamente, ma la mente è un organo diabolico. ti fa gioire per un fiore e ti uccide per un fiore.
Questo descrive perfettamente quello che penso della depressione...
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Re: Quelli che si suicidano

Messaggio da tatai » 16 apr 2012, 23:50

Basta pensare a come viene chiamata anche questa malattia: il male oscuro... Ci si trova circondati dal nulla, nessuna soluzione, nessun modo di uscire da uno stato d'animo che ti blocca, ti attanaglia.. La "luce" è la fine, la morte.
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