deda, ma che cosa spinge una donna a fare ben 3 figli con un uomo egoista?Deda ha scritto:Ari, sarà...
ci mancherebbe...
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Re: Mamme in carriera?
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Re: Mamme in carriera?
beh penso che le mamme che lavorano questo piano d'attacco lo facciano sempre...peccato che non sempre funzionaTesla ha scritto:però c'è anche da dire che chi non ha nessuno vicino dovrebbe prevedere la possiblità che il bimbo si ammali all'improvviso ed avere un piano B. Cioè lo sai che se il bambino si ammala non hai nessuno, allora chiedi alla vicina, alla mamma casalinga di qualche amichetto, una lista di ragazze universitarie che fanno la baby sitter ad ore... insomma basterebbe organizzarsi preventivamente![]()
Parlo perché io per prima tengo spesso e volentieri gli amici dei miei figli quando le mamme hanno problemi con il lavoro, anche per tutto il giorno e solo come favore senza nulla in cambio... la settimana scorsa quando ho avuto problemi a prendere il piccolo dalla materna per una visita che tardava avevo tante persone che potevo chiamare per restituirmi anni di babysitteraggio gratuito... insomma una mano lava l'altra!
Di fatto, anche se mio marito appena torna si piglia il pupo e io mi metto a lavorare magari fino a mezzanotte, la gestione dell'emergenza viene sistematicamente gestita e risolta da me.
Il giorno che i miei capi mi chiederanno maggiore presenza e costanza e affidabilità, non so proprio come faremo (anzi, lo so, tra 5 mesi cambiamo vita anche per questo, cambiando lavoro e trasferendoci vicino ai miei genitori)
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Re: Mamme in carriera?
beh, qui si amplierebbe il discorso...
è come se tu chiedessi a mariangela secondo lei cosa l'ha fatta a fare una figlia il marito di quella che l'ha portata a scuola dopo l'intervento...
non ci combina...
è come se tu chiedessi a mariangela secondo lei cosa l'ha fatta a fare una figlia il marito di quella che l'ha portata a scuola dopo l'intervento...
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Re: Mamme in carriera?
dubito... il carattere è carattere.... e invecchiando si va a peggiorare.... tutti eh? chi meno chi +....ishetta ha scritto:EH DAI SPERIAMO CHE QUESTO TERZO FAGIOLINO LO FACCIA SCIOGLIERE UN PO'
però dai... ci può stare... perchè no!
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Re: Mamme in carriera?
Beh il punto è capire anche quanto sono inderogabili per una dipendente certi impegni.
Ora non penso che tutte le golline siano le assistenti personali di Obama, no?
Bene, io quanod sono rientrata al lavoro ho specificato che la mia priorità erano i bambini e quindi sono stata declassata ma ho la possibilità di assentarmi (ovviamente non è che non dicono niente eh
)... io credo che tutti, ove possibile, debbano fare almeno per i primi anni di vita fare questo ragionamento.
Ora non penso che tutte le golline siano le assistenti personali di Obama, no?
Bene, io quanod sono rientrata al lavoro ho specificato che la mia priorità erano i bambini e quindi sono stata declassata ma ho la possibilità di assentarmi (ovviamente non è che non dicono niente eh
Perché la vuoi perché tu puoi riconquistare un sorriso e puoi giocare e puoi gridare perché ti han detto bugie ti han raccontato che l'hanno uccisa che han calpestato la gioia perché la gioia è con te
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Re: Mamme in carriera?
Questi sono luoghi comuni.Deda ha scritto:dubito... il carattere è carattere.... e invecchiando si va a peggiorare.... tutti eh? chi meno chi +....ishetta ha scritto:EH DAI SPERIAMO CHE QUESTO TERZO FAGIOLINO LO FACCIA SCIOGLIERE UN PO'
però dai... ci può stare... perchè no!
Ho visto gente invecchiare e sciogliere nodi e asperita' in maniera a dir poco commovente.
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Re: Mamme in carriera?
Questa è una parte del problema. Un'altra parte del problema è che non è facile trovare una babysitter disponibile SOLO QUANDO tuo figlio è malato, il che si spera non avvenga tutte le settimane. Una terza parte del problema, almeno per me, è che la maggior parte delle mie amiche mamme o lavorano anche loro oppure hanno i figli che per es tornano a casa a pranzo e giustamente non sono molto propense a fargli rischiare di prendere le malattie di mia figlia!kla ha scritto:bello così! Però, lo vedo con me stessa, quando appunto si lavora fuori casa tutto il giorno, risulta pure difficile conoscere ed entrare in confidenza con altre mamme...Tesla ha scritto:però c'è anche da dire che chi non ha nessuno vicino dovrebbe prevedere la possiblità che il bimbo si ammali all'improvviso ed avere un piano B. Cioè lo sai che se il bambino si ammala non hai nessuno, allora chiedi alla vicina, alla mamma casalinga di qualche amichetto, una lista di ragazze universitarie che fanno la baby sitter ad ore... insomma basterebbe organizzarsi preventivamente![]()
Parlo perché io per prima tengo spesso e volentieri gli amici dei miei figli quando le mamme hanno problemi con il lavoro, anche per tutto il giorno e solo come favore senza nulla in cambio... la settimana scorsa quando ho avuto problemi a prendere il piccolo dalla materna per una visita che tardava avevo tante persone che potevo chiamare per restituirmi anni di babysitteraggio gratuito... insomma una mano lava l'altra!
Infine, per me, un ufficio è un posto inadatto a un bambino malato almeno quanto l'asilo. Non solo per il rischio di contagio, ma perchè proprio non è adatto (a meno che l'ufficio non sia in casa, ovvio).
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Re: Mamme in carriera?
Ecco, QUOTO, piacerebbe anche a me capire come mai hanno tutte una vita piena di impegni, e nn c'è posto per gli imprevisti.ishetta ha scritto:Beh il punto è capire anche quanto sono inderogabili per una dipendente certi impegni.
Ora non penso che tutte le golline siano le assistenti personali di Obama, no?
Bene, io quanod sono rientrata al lavoro ho specificato che la mia priorità erano i bambini e quindi sono stata declassata ma ho la possibilità di assentarmi (ovviamente non è che non dicono niente eh)... io credo che tutti, ove possibile, debbano fare almeno per i primi anni di vita fare questo ragionamento.
Comunque per la cronaca la mamma della bambina operata dopo il cazziatone se l'è tenuta a casa la una settimana, ma il sospetto è che l'abbia fatto solo perche il medico curante nn gli faceva il certificato di rientro a scuola.
Ari, i padri sono criticabili quanto le madri, nn faccio distinzioni, mi sono rivolta alle mamme solo perche vedo piu spesso loro nella mia classe ad accompagnare i figli a scuola, e perche gli episodi che ho raccontato riguardavano discussioni fatte con mamme.
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Re: Mamme in carriera?
secondo me a volte non è che li mandano a scuola malati per il lavoro necessario per sopravvivere, ma anche solo per la pigrizia di tenerli a casa!! Per esempio vicino a me c'è una mamma "casalinga" che appena la figlia sta male va in crisi perchè non sopporta di doverle stare dietro a casa tutto il giorno!!
E datemi retta che non è la sola, di mamme così sotto sotto, ce ne sono moltissime...anche tra quelle che lavorano ne ho di esempi che usano il lavoro come scusa spesso e volentieri per sbolognare i figli...è un genere più diffuso di quanto non sembri!! Anche se nessuna lo ammetterà mai!
E datemi retta che non è la sola, di mamme così sotto sotto, ce ne sono moltissime...anche tra quelle che lavorano ne ho di esempi che usano il lavoro come scusa spesso e volentieri per sbolognare i figli...è un genere più diffuso di quanto non sembri!! Anche se nessuna lo ammetterà mai!
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Re: Mamme in carriera?
Anche io faccio così. Ma capisco che non per tutte sia facile/possibile. Se una fa, per esempio, la commessa, non è così evidente non andare, e non può certo lavorare da casa.val978 ha scritto:beh penso che le mamme che lavorano questo piano d'attacco lo facciano sempre...peccato che non sempre funzionaTesla ha scritto:però c'è anche da dire che chi non ha nessuno vicino dovrebbe prevedere la possiblità che il bimbo si ammali all'improvviso ed avere un piano B. Cioè lo sai che se il bambino si ammala non hai nessuno, allora chiedi alla vicina, alla mamma casalinga di qualche amichetto, una lista di ragazze universitarie che fanno la baby sitter ad ore... insomma basterebbe organizzarsi preventivamente![]()
Parlo perché io per prima tengo spesso e volentieri gli amici dei miei figli quando le mamme hanno problemi con il lavoro, anche per tutto il giorno e solo come favore senza nulla in cambio... la settimana scorsa quando ho avuto problemi a prendere il piccolo dalla materna per una visita che tardava avevo tante persone che potevo chiamare per restituirmi anni di babysitteraggio gratuito... insomma una mano lava l'altra!quando il bambino alle 8 del mattino ha la febbre, hai voglia a chiamare amiche vicine babysitter e studentesse....a casa mia alla fine Valerio rimane con me, io ho un lavoro relativamente flessibile (anche se con questa scusa tutti se ne approfittano..."tanto tu lavori a casa") e raramente prende un giorno anche mio marito che ha sempre impegni inderogabili (davvero).
Di fatto, anche se mio marito appena torna si piglia il pupo e io mi metto a lavorare magari fino a mezzanotte, la gestione dell'emergenza viene sistematicamente gestita e risolta da me.
Il giorno che i miei capi mi chiederanno maggiore presenza e costanza e affidabilità, non so proprio come faremo (anzi, lo so, tra 5 mesi cambiamo vita anche per questo, cambiando lavoro e trasferendoci vicino ai miei genitori)
Questo non vuol dire che bisogna mandare i figli malati all'asilo a fare gli untori, però ci vuole un po' di comprensione per le situazioni particolari.
Secondo me nelle grandi città soprattutto (dove le "reti sociali" sono meno presenti) avrebbe senso sviluppare dei gruppi di "interaiuto", magari favoriti proprio dagli asili, per far fronte a questo tipo di emergenze che mi sembra diventino sempre più attuali (o forse sono io che sono mamma da poco e quindi il problema lo vedo solo ora???).
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Re: Mamme in carriera?
Beh ma non è che ci devi stare tutto il giorno in ufficio. Fai le cose che ritieni improrogabili, che ne so stilare la Convenzione di Ginevra, e poi te ne torni a casa.Yashodara ha scritto:Questa è una parte del problema. Un'altra parte del problema è che non è facile trovare una babysitter disponibile SOLO QUANDO tuo figlio è malato, il che si spera non avvenga tutte le settimane. Una terza parte del problema, almeno per me, è che la maggior parte delle mie amiche mamme o lavorano anche loro oppure hanno i figli che per es tornano a casa a pranzo e giustamente non sono molto propense a fargli rischiare di prendere le malattie di mia figlia!kla ha scritto:bello così! Però, lo vedo con me stessa, quando appunto si lavora fuori casa tutto il giorno, risulta pure difficile conoscere ed entrare in confidenza con altre mamme...Tesla ha scritto:però c'è anche da dire che chi non ha nessuno vicino dovrebbe prevedere la possiblità che il bimbo si ammali all'improvviso ed avere un piano B. Cioè lo sai che se il bambino si ammala non hai nessuno, allora chiedi alla vicina, alla mamma casalinga di qualche amichetto, una lista di ragazze universitarie che fanno la baby sitter ad ore... insomma basterebbe organizzarsi preventivamente![]()
Parlo perché io per prima tengo spesso e volentieri gli amici dei miei figli quando le mamme hanno problemi con il lavoro, anche per tutto il giorno e solo come favore senza nulla in cambio... la settimana scorsa quando ho avuto problemi a prendere il piccolo dalla materna per una visita che tardava avevo tante persone che potevo chiamare per restituirmi anni di babysitteraggio gratuito... insomma una mano lava l'altra!
Infine, per me, un ufficio è un posto inadatto a un bambino malato almeno quanto l'asilo. Non solo per il rischio di contagio, ma perchè proprio non è adatto (a meno che l'ufficio non sia in casa, ovvio).
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Re: Mamme in carriera?
Questo è vero. E tra i padri di questi casi ce ne sono a bizzeffe...alina ha scritto:secondo me a volte non è che li mandano a scuola malati per il lavoro necessario per sopravvivere, ma anche solo per la pigrizia di tenerli a casa!! Per esempio vicino a me c'è una mamma "casalinga" che appena la figlia sta male va in crisi perchè non sopporta di doverle stare dietro a casa tutto il giorno!!
E datemi retta che non è la sola, di mamme così sotto sotto, ce ne sono moltissime...anche tra quelle che lavorano ne ho di esempi che usano il lavoro come scusa spesso e volentieri per sbolognare i figli...è un genere più diffuso di quanto non sembri!! Anche se nessuna lo ammetterà mai!
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Re: Mamme in carriera?
o forse i datori di lavoro si dovrebbero rendere conto che anche loro sono stati in utero e quando sono usciti si sono ammalati pure loroYashodara ha scritto:Anche io faccio così. Ma capisco che non per tutte sia facile/possibile. Se una fa, per esempio, la commessa, non è così evidente non andare, e non può certo lavorare da casa.val978 ha scritto:beh penso che le mamme che lavorano questo piano d'attacco lo facciano sempre...peccato che non sempre funzionaTesla ha scritto:però c'è anche da dire che chi non ha nessuno vicino dovrebbe prevedere la possiblità che il bimbo si ammali all'improvviso ed avere un piano B. Cioè lo sai che se il bambino si ammala non hai nessuno, allora chiedi alla vicina, alla mamma casalinga di qualche amichetto, una lista di ragazze universitarie che fanno la baby sitter ad ore... insomma basterebbe organizzarsi preventivamente![]()
Parlo perché io per prima tengo spesso e volentieri gli amici dei miei figli quando le mamme hanno problemi con il lavoro, anche per tutto il giorno e solo come favore senza nulla in cambio... la settimana scorsa quando ho avuto problemi a prendere il piccolo dalla materna per una visita che tardava avevo tante persone che potevo chiamare per restituirmi anni di babysitteraggio gratuito... insomma una mano lava l'altra!quando il bambino alle 8 del mattino ha la febbre, hai voglia a chiamare amiche vicine babysitter e studentesse....a casa mia alla fine Valerio rimane con me, io ho un lavoro relativamente flessibile (anche se con questa scusa tutti se ne approfittano..."tanto tu lavori a casa") e raramente prende un giorno anche mio marito che ha sempre impegni inderogabili (davvero).
Di fatto, anche se mio marito appena torna si piglia il pupo e io mi metto a lavorare magari fino a mezzanotte, la gestione dell'emergenza viene sistematicamente gestita e risolta da me.
Il giorno che i miei capi mi chiederanno maggiore presenza e costanza e affidabilità, non so proprio come faremo (anzi, lo so, tra 5 mesi cambiamo vita anche per questo, cambiando lavoro e trasferendoci vicino ai miei genitori)
Questo non vuol dire che bisogna mandare i figli malati all'asilo a fare gli untori, però ci vuole un po' di comprensione per le situazioni particolari.
Secondo me nelle grandi città soprattutto (dove le "reti sociali" sono meno presenti) avrebbe senso sviluppare dei gruppi di "interaiuto", magari favoriti proprio dagli asili, per far fronte a questo tipo di emergenze che mi sembra diventino sempre più attuali (o forse sono io che sono mamma da poco e quindi il problema lo vedo solo ora???).
Perché la vuoi perché tu puoi riconquistare un sorriso e puoi giocare e puoi gridare perché ti han detto bugie ti han raccontato che l'hanno uccisa che han calpestato la gioia perché la gioia è con te
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Re: Mamme in carriera?
La commessa ce l'avrà un marito, no?Yashodara ha scritto:Anche io faccio così. Ma capisco che non per tutte sia facile/possibile. Se una fa, per esempio, la commessa, non è così evidente non andare, e non può certo lavorare da casa.val978 ha scritto:beh penso che le mamme che lavorano questo piano d'attacco lo facciano sempre...peccato che non sempre funzionaTesla ha scritto:però c'è anche da dire che chi non ha nessuno vicino dovrebbe prevedere la possiblità che il bimbo si ammali all'improvviso ed avere un piano B. Cioè lo sai che se il bambino si ammala non hai nessuno, allora chiedi alla vicina, alla mamma casalinga di qualche amichetto, una lista di ragazze universitarie che fanno la baby sitter ad ore... insomma basterebbe organizzarsi preventivamente![]()
Parlo perché io per prima tengo spesso e volentieri gli amici dei miei figli quando le mamme hanno problemi con il lavoro, anche per tutto il giorno e solo come favore senza nulla in cambio... la settimana scorsa quando ho avuto problemi a prendere il piccolo dalla materna per una visita che tardava avevo tante persone che potevo chiamare per restituirmi anni di babysitteraggio gratuito... insomma una mano lava l'altra!quando il bambino alle 8 del mattino ha la febbre, hai voglia a chiamare amiche vicine babysitter e studentesse....a casa mia alla fine Valerio rimane con me, io ho un lavoro relativamente flessibile (anche se con questa scusa tutti se ne approfittano..."tanto tu lavori a casa") e raramente prende un giorno anche mio marito che ha sempre impegni inderogabili (davvero).
Di fatto, anche se mio marito appena torna si piglia il pupo e io mi metto a lavorare magari fino a mezzanotte, la gestione dell'emergenza viene sistematicamente gestita e risolta da me.
Il giorno che i miei capi mi chiederanno maggiore presenza e costanza e affidabilità, non so proprio come faremo (anzi, lo so, tra 5 mesi cambiamo vita anche per questo, cambiando lavoro e trasferendoci vicino ai miei genitori)
Questo non vuol dire che bisogna mandare i figli malati all'asilo a fare gli untori, però ci vuole un po' di comprensione per le situazioni particolari.
Secondo me nelle grandi città soprattutto (dove le "reti sociali" sono meno presenti) avrebbe senso sviluppare dei gruppi di "interaiuto", magari favoriti proprio dagli asili, per far fronte a questo tipo di emergenze che mi sembra diventino sempre più attuali (o forse sono io che sono mamma da poco e quindi il problema lo vedo solo ora???).
Una nonna, un nonno. Insomma saranno mica tutte donne single o sposate col neurochirurgo reperibile, no?
Lo so. Sarò stronza, ma davvero io credo che spesso e volentieri volere è potere.
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Re: Mamme in carriera?
Giusto. Questo è vero. Secondo me le cose assolutamente improrogabili sono poche, ma purtroppo ogni tanto ci sono.ishetta ha scritto:Beh ma non è che ci devi stare tutto il giorno in ufficio. Fai le cose che ritieni improrogabili, che ne so stilare la Convenzione di Ginevra, e poi te ne torni a casa.
Poi, sempre purtroppo, non tutte hanno la stessa situazione lavorativa. Io ho un capo bravissimo che a casa con i figli malati ci sta anche lui, quindi mai e poi mai mi direbbe niente se a metà mattina da un minuto all'altro mi precipito all'asilo a prendere la pulcina e quando ripasso con lei sulla via di casa per prendere il pc chiedo alla sua segretaria di tenermela cinque minuti per impacchettare le cose.
Ma sappiamo tutte che non tutti i superiori sono così, e quando si ha bisogno di lavorare non è facile gestire le situazioni.
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Re: Mamme in carriera?
:ahah :ahah :ahahishetta ha scritto:Beh ma non è che ci devi stare tutto il giorno in ufficio. Fai le cose che ritieni improrogabili, che ne so stilare la Convenzione di Ginevra, e poi te ne torni a casa.Yashodara ha scritto:Questa è una parte del problema. Un'altra parte del problema è che non è facile trovare una babysitter disponibile SOLO QUANDO tuo figlio è malato, il che si spera non avvenga tutte le settimane. Una terza parte del problema, almeno per me, è che la maggior parte delle mie amiche mamme o lavorano anche loro oppure hanno i figli che per es tornano a casa a pranzo e giustamente non sono molto propense a fargli rischiare di prendere le malattie di mia figlia!kla ha scritto:bello così! Però, lo vedo con me stessa, quando appunto si lavora fuori casa tutto il giorno, risulta pure difficile conoscere ed entrare in confidenza con altre mamme...Tesla ha scritto:però c'è anche da dire che chi non ha nessuno vicino dovrebbe prevedere la possiblità che il bimbo si ammali all'improvviso ed avere un piano B. Cioè lo sai che se il bambino si ammala non hai nessuno, allora chiedi alla vicina, alla mamma casalinga di qualche amichetto, una lista di ragazze universitarie che fanno la baby sitter ad ore... insomma basterebbe organizzarsi preventivamente![]()
Parlo perché io per prima tengo spesso e volentieri gli amici dei miei figli quando le mamme hanno problemi con il lavoro, anche per tutto il giorno e solo come favore senza nulla in cambio... la settimana scorsa quando ho avuto problemi a prendere il piccolo dalla materna per una visita che tardava avevo tante persone che potevo chiamare per restituirmi anni di babysitteraggio gratuito... insomma una mano lava l'altra!
Infine, per me, un ufficio è un posto inadatto a un bambino malato almeno quanto l'asilo. Non solo per il rischio di contagio, ma perchè proprio non è adatto (a meno che l'ufficio non sia in casa, ovvio).
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Re: Mamme in carriera?
Sì ma allora cerchi un paracadute. Non è che puoi fregartene degli altri e li mandi al nido malati.Yashodara ha scritto:Giusto. Questo è vero. Secondo me le cose assolutamente improrogabili sono poche, ma purtroppo ogni tanto ci sono.ishetta ha scritto:Beh ma non è che ci devi stare tutto il giorno in ufficio. Fai le cose che ritieni improrogabili, che ne so stilare la Convenzione di Ginevra, e poi te ne torni a casa.
Poi, sempre purtroppo, non tutte hanno la stessa situazione lavorativa. Io ho un capo bravissimo che a casa con i figli malati ci sta anche lui, quindi mai e poi mai mi direbbe niente se a metà mattina da un minuto all'altro mi precipito all'asilo a prendere la pulcina e quando ripasso con lei sulla via di casa per prendere il pc chiedo alla sua segretaria di tenermela cinque minuti per impacchettare le cose.
Ma sappiamo tutte che non tutti i superiori sono così, e quando si ha bisogno di lavorare non è facile gestire le situazioni.
Io ho un nido aziendale. Dalla società non ci sono problemi per farti uscire prima o stare a casa in caso di malattie, si usano ferie o malattia figlie non retribuita.
Tu ci credi che la dir. del nido è andata al personale per far richiamare le mamme che portano i figli malati oppure che li lasciano 5/6 ore al nido dopo la chiamata? E non è che devono fare i km per venirli a prendere. Devo scendere di piano o cambiare palazzo.
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Re: Mamme in carriera?
sacrosantoishetta ha scritto:
ma davvero io credo che spesso e volentieri volere è potere.
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Re: Mamme in carriera?
quoto!!alina ha scritto:secondo me a volte non è che li mandano a scuola malati per il lavoro necessario per sopravvivere, ma anche solo per la pigrizia di tenerli a casa!! Per esempio vicino a me c'è una mamma "casalinga" che appena la figlia sta male va in crisi perchè non sopporta di doverle stare dietro a casa tutto il giorno!!
E datemi retta che non è la sola, di mamme così sotto sotto, ce ne sono moltissime...anche tra quelle che lavorano ne ho di esempi che usano il lavoro come scusa spesso e volentieri per sbolognare i figli...è un genere più diffuso di quanto non sembri!! Anche se nessuna lo ammetterà mai!
e quante mamme casalinghe che senti dire "sai, ho lasciato il lavoro perché volevo seguire personalmente mio figlio!" e poi le becchi che sono isteriche e urlano in continuazione con 'sti poveri bambini!
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Re: Mamme in carriera?
Nonostante il lavoro da libera professionista (o forse a volte proprio per questo...
), non ho mai mandato Vittoria a scuola visibilmente ammalata (oddio, oggi il moccolo la naso ce l'aveva eccome, ma quella non è malattia...chi l'ha chiamata "sindrome da asilo"?), ma ho alcuni aiuti (oltre, ovviamente, al papà, che ha il pomeriggio libero tre volte a settimana) su cui contare abbastanza facilmente, anche per andarla a prendere il giorno in cui ho udienza penale che finisce alle quattro o il corso di formazione...se non avessi mia sorella o il padrino che la tengono, però, non so come farei. Posso portarla in ufficio, ovviamente, ma preferisco evitare, oppure lavorare al pc da casa, ma ci sono cose che non posso rimandare (le udienze in Tribunale, ad esempio, non posso farle rinviare per la malattia di mia figlia, e non sempre posso farmi sostituire da un collega)...
24.10.07
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