Vorrei dare la mia testimonianza (ed anche quella di mio marito che è ingegnere elettronico) di come poco si possa cazzeggiare all'università, perché mi rendo conto di come l'immaginario collettivo si distorto.hamilton ha scritto:E che spesso mi sono sentita dire da miei coetanei che cazzeggiavano in Universita', quanto fossi sfigata io a fare un lavoro sedentario e noioso.
Mentre loro, appunto, cazzeggiavano.
Chi studia ha un pensiero fisso, ogni giorno della sua vita, che sono il numero degli esami davanti a se e che si sogna pure la notte. Non è così bello studiare (a parte il fatto che si imparano cose nuove, che da un brivido di gioia risolvere problemi complessi e che studiare apre la mente) ... proprio perché a differenza di quando lavori ... non stacchi mai, nemmeno la sera, nemmeno d'estate ... la mente è sempre lì. Ovviamente non hai soldi in tasca, non esci il sabato sera se non hai la macchina e non prendi una birra con gli amici se hai solo i soldi per comprarti il materiale di studio.
Io ancora adesso che ho 40 anni, faccio un sogno ricorrente, che è quello di non aver superato tutti gli esami e di scoprire ora che ne devo dare ancora qualcuno
Sinceramente, pur facendo un lavoro dove le responsabilità aumentano posso dire di riuscire a staccare ... lavorare è meglio che studiare, non potrei reggere psicologicamente a vita tutto lo stress che ho vissuto quando studiavo.
Ad ogni modo, indipendentemente da come vanno le cose, dall'economia, da mille discorsi, l'università è stata una mia esperienza di vita bellissima, utilissima, mi ha fatto crescere ... non tornerei indietro per nessuna ragione al mondo perché non è possibile pentirsi di avere avuto maggiori conscenze anche se ci si è laureati a 30 anni.
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Ora da questo governo ... ci possiamo aspettare di essere definite sfigate noi mamme che abbiamo avuto il primo figlio a 33 anni ... mi immagino.
I faccio la pipì 10 volte al giorno ... dite che sono troppe? Ci sarà uno standard da rispettare?








