Ieri non son passata perché ho fatto un tour de force a scuola (8.00-18.00) e quando son tornata parevo sgonfia. Ma non come per effetto del bifidus, bendì come quando si lascia il salvagente al sole.
Comunque ho appena finito di leggere tutto e di commentare qua e là.
E ora vi descrivo la nostra percezione della crisi. Beh, né io né Brian abbiamo stipendi da benestanti, tanto più considerando che lui lavora part-time. Però, per fortuna, siamo entrambi dipendenti (io dello Stato e lui dell' Ikea).
La crisi, secondo me, non l'abbiamo percepita troppo perché non ci interessa avere un tenore di vita elevato. Mi spiego; a fine mese ci arriviamo senza fare rinunce perché non abbiamo grandi pretese:
-non siamo appassionati di elettrodomestici/dispositivi appena usciti/gadgets di design (moda che invece impazza in Danimarca);per cui non me ne frega niente se il mio cellulare ha ben due anni e mezzo e non è "smart".
-ristoranti, aperitivi ecc... Può capitare tre-quattro volte l'anno che vada a cena con le colleghe, ma di certo non scegliamo posti chic e le ricadute sul bilancio sono minime.
-trattamenti di bellezza, parrucchiere, ecc...: nonostante l'urgenza del loro intervento, ho scelto la strada del "fai da te" (e questo mi rende la nemica numero 1 agli occhi della mia collega spreferita, visto che valuta i suoi rapporti in base ai soldi spesi dall'estetista).
-vestiti e scarpe: compriamo le cose che ci servono, ma non credo di essere spendacciona neanche in questo campo.
-vacanze: questo è il nostro effettivo tasto dolente. Ci piace viaggiare (non ai livelli di Yasho, eh

(Mi permetto di aggiungere nella colonna delle spese anche lo scroccaggio del parentame che si auto-invita qua e non si "fruga" neanche un po', benché non sia questa un'esperienza rilassante o soddisfacente come una vacanza...

PERO' saremmo ciechi e/o davvero bugiardi se dicessimo che la crisi è un'invenzione dei media: sempre più negozi chiusi, cartelli di vendita promozionale ovunque, cantieri edili lasciati a metà, ecc.. La mamma di una bimba della mia classe, che fa l'educatrice in un nido privato, ha detto che quest'anno, per la prima volta, hanno carenza di bambini nella loro struttura. E se una famiglia rinuncia a un servizio del genere, vuol dire che non se la passa troppo bene...