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Esiste un limite "morale" alle parcelle dei medici?

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laura s
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Re: Esiste un limite "morale" alle parcelle dei medici?

Messaggio da laura s » 2 set 2011, 14:52

mariangelac ha scritto:No ish io nn pretendo di essere curata gratis ma quelle poche volte che succede sono piacevolmente colpita, e nn solo perche sono i miei soldini risparmiati, ma perche mi fa capire che genere di persona ho davanti, però nn sempre parliamo di dermatologo, e nn sempre è una scelta il medico privato eh...

Una mia carissima amica da un problema all'occhio le hanno informalmnte diagnosticato una possibile sclerosi multipla, le hanno detto che nn aveva un giorno da sprecare e di trovare la strada per fare gli accertamenti il prima possibile, inutile dirti che le liste d'attesa erano infinite complice anche il periodo estivo.... che fa una persona che non può aspettare?
Nello specifico, chiama l'AISM e la indirizziamo noi.
Comunque si può passare dal pronto soccorso, per una cosa di questa gravità...
Io non ti piaccio? Eppure sei sempre a guardare e giudicare tutto ciò che faccio. Sai il dizionario come definisce una persona del genere? FAN

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Re: Esiste un limite "morale" alle parcelle dei medici?

Messaggio da laura s » 2 set 2011, 14:56

Pro bono:
mi capita, in genere se una persona viene spesso per cose lunghe (ad es. depressione) e so che non annega nell'oro ogni tanto faccio la visita gratis, oppure se posso faccio meno visite e qualche telefonata nel mezzo... però francamente a una prima visita non mi è mai capitato.
Ah, preciso la tariffa all'atto della presa dell'appuntamento...

Mi capita invece di fare aggratis certificati per la palestra anche a emeriti ignoti, perchè non so bene il tariffario dell'ordine e dato che non me ne capitano tanti preferisco gratis che sbagliare... :che_dici
Oh non è che domani c'ho la fila vero??? :prr
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Re: Esiste un limite "morale" alle parcelle dei medici?

Messaggio da mariangelac » 2 set 2011, 15:07

laura s ha scritto:
mariangelac ha scritto:No ish io nn pretendo di essere curata gratis ma quelle poche volte che succede sono piacevolmente colpita, e nn solo perche sono i miei soldini risparmiati, ma perche mi fa capire che genere di persona ho davanti, però nn sempre parliamo di dermatologo, e nn sempre è una scelta il medico privato eh...

Una mia carissima amica da un problema all'occhio le hanno informalmnte diagnosticato una possibile sclerosi multipla, le hanno detto che nn aveva un giorno da sprecare e di trovare la strada per fare gli accertamenti il prima possibile, inutile dirti che le liste d'attesa erano infinite complice anche il periodo estivo.... che fa una persona che non può aspettare?
Nello specifico, chiama l'AISM e la indirizziamo noi.
Comunque si può passare dal pronto soccorso, per una cosa di questa gravità...
Giusto per completezza aggiungo che dal pronto soccorso ci è passata, e dopo aver spiegato tutto tutto, compreso i forti sospetti scritti in una relazione dell'altro medico.... il "medico" del PS ha esordito: embè, ed io che devo fare? ..... le ha detto poi che non è una prestazione del pronto soccorso e deve attendere la trafila che fanno tutti. Poi si è rivolta ad un altro ospedale in un'altra città che le ha fatto fare immediatamente il prelievo del midollo.

Però riallacciandomi al tuo discorso di prima nn è paragonabile il discorso parrucchiere o la polo firmata, perche quelli sono beni superflui di cui si puo benissimo farne a meno.
Ari ha scritto:
bicy73 ha scritto:Ecco, se ad esempio arriva un bimbo la cui mamma ha dei dubbi su qualcosa che non va e non c'è tempo per aspettare le liste d'attesa del SSN, con che fegato intasca una parcella stratosferica se magari davvero riscontra qualcosa di grave?? Ecco, io non ci riuscirei...
partendo dal presupposto che IO non riuscirei ad intescarmi una parcella stratosferica a prescindere, se fossi un medico, per quanto potessi empatizzare con i miei pazienti, mi sentirei di svilire la mia preparazione professionale se non mi facessi pagare per il mio lavoro.

certo cercherei di fare prezzi onesti e magari ci sarebbero situazioni in cui offrirei le mie prestazioni pro bono, ma non sarebbe per me la regola quella di curare gratis, altrimenti si chiamerebbe "missione" non "lavoro".
allora significa che io ho trovato una dottoressa missionaria che lavora in ospedale e poi va al domicilio dei suoi pazienti e non ha il coraggio di chiedere nulla, neppure le spese di benzina perche nn se la sente, dici che con questo svilisce il suo lavoro? Non credo, è la piu brava pneumologa dell'ospedale, e per la cronaca va anche in giro ad aggiornarsi, ma si fa bastare il suo stipendio.... e per questo s'è creata moltissime inimicizie tra i suoi colleghi, chissà perchè :fischia :che_dici
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Re: Esiste un limite "morale" alle parcelle dei medici?

Messaggio da STEFI@VALERIO » 2 set 2011, 15:10

Ari ha scritto:
bicy73 ha scritto:Ecco, se ad esempio arriva un bimbo la cui mamma ha dei dubbi su qualcosa che non va e non c'è tempo per aspettare le liste d'attesa del SSN, con che fegato intasca una parcella stratosferica se magari davvero riscontra qualcosa di grave?? Ecco, io non ci riuscirei...
partendo dal presupposto che IO non riuscirei ad intescarmi una parcella stratosferica a prescindere, se fossi un medico, per quanto potessi empatizzare con i miei pazienti, mi sentirei di svilire la mia preparazione professionale se non mi facessi pagare per il mio lavoro.

certo cercherei di fare prezzi onesti e magari ci sarebbero situazioni in cui offrirei le mie prestazioni pro bono, ma non sarebbe per me la regola quella di curare gratis, altrimenti si chiamerebbe "missione" non "lavoro".
E' proprio quello che volevo dire io senza voler offendere nessuno o pensare minimamente che gli altri vivano nelle caverne :sorrisoo .

Io ho il diritto/dovere (per rispetto verso me stessa) di chiedere il compenso che ritengo corretto per il lavoro svolto.

Chi viene da me ha il sacrosanto diritto di informarsi preventivamente del mio costo, valutare se ne vale la pena ed al limite rivolgersi ad altri (tanto di medici/commercialisti/avvocati ce ne è a pacchi...).

Il problema - e qui concludo veramente :sorrisoo - è che per la mentalità di alcuni il rapporto con i soldi è problematico, come se menzionarli, informarsi in proposito etc fosse uno smacco, un qualcosa di dequalificante, un argomento tabù perché si è al "di sopra" di queste cose (salvo poi lamentarsi dopo).

Ho notato che, invece, nei paesi anglosassoni, la prima cosa che ti chiedono è proprio un preventivo, e le fee te le contrattano eccome, non si fanno problemi di sorta a chiedere tutte le delucidazioni del caso.
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Re: Esiste un limite "morale" alle parcelle dei medici?

Messaggio da Ari » 2 set 2011, 15:13

mariangelac ha scritto:
Ari ha scritto:
bicy73 ha scritto:Ecco, se ad esempio arriva un bimbo la cui mamma ha dei dubbi su qualcosa che non va e non c'è tempo per aspettare le liste d'attesa del SSN, con che fegato intasca una parcella stratosferica se magari davvero riscontra qualcosa di grave?? Ecco, io non ci riuscirei...
partendo dal presupposto che IO non riuscirei ad intescarmi una parcella stratosferica a prescindere, se fossi un medico, per quanto potessi empatizzare con i miei pazienti, mi sentirei di svilire la mia preparazione professionale se non mi facessi pagare per il mio lavoro.

certo cercherei di fare prezzi onesti e magari ci sarebbero situazioni in cui offrirei le mie prestazioni pro bono, ma non sarebbe per me la regola quella di curare gratis, altrimenti si chiamerebbe "missione" non "lavoro".
allora significa che io ho trovato una dottoressa missionaria che lavora in ospedale e poi va al domicilio dei suoi pazienti e non ha il coraggio di chiedere nulla, neppure le spese di benzina perche nn se la sente, dici che con questo svilisce il suo lavoro? Non credo, è la piu brava pneumologa dell'ospedale, e per la cronaca va anche in giro ad aggiornarsi, ma si fa bastare il suo stipendio.... e per questo s'è creata moltissime inimicizie tra i suoi colleghi, chissà perchè :fischia :che_dici
se lei si sente di fare così evidentemente non svilisce il proprio lavoro, però sì, per me è una missionaria.
se fosse così semplice come dici allora tutti molleremmo la nostra vita agiata o ci accontenteremmo di meno di ciò che abbiamo per dare agli altri ed aiutare.

quello che non capisco è perché si presume che questo spirito umanitario debba essere prerogativa dei medici e non lo si associa alle altre categorie professionali.

forse l'errore sta nel pensare che il medico monetizza la salute degli altri. in realtà il medico monetizza il proprio lavoro.
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Re: Esiste un limite "morale" alle parcelle dei medici?

Messaggio da mariangelac » 2 set 2011, 15:17

Ari, no, ho già precisato pagine fa che lo stesso pensiero lo rivolgo a qualsiasi categoria professionale
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Re: Esiste un limite "morale" alle parcelle dei medici?

Messaggio da bicy73 » 2 set 2011, 15:18

Ari ha scritto:
bicy73 ha scritto:Ecco, se ad esempio arriva un bimbo la cui mamma ha dei dubbi su qualcosa che non va e non c'è tempo per aspettare le liste d'attesa del SSN, con che fegato intasca una parcella stratosferica se magari davvero riscontra qualcosa di grave?? Ecco, io non ci riuscirei...
partendo dal presupposto che IO non riuscirei ad intescarmi una parcella stratosferica a prescindere, se fossi un medico, per quanto potessi empatizzare con i miei pazienti, mi sentirei di svilire la mia preparazione professionale se non mi facessi pagare per il mio lavoro.

certo cercherei di fare prezzi onesti e magari ci sarebbero situazioni in cui offrirei le mie prestazioni pro bono, ma non sarebbe per me la regola quella di curare gratis, altrimenti si chiamerebbe "missione" non "lavoro".
Sono d'accordo...E infatti il busillis sarebbe quello di capire dove finisce la missione e dove comincia il lavoro e poi dove finisce il lavoro e dove comincia lo sfruttamento...
Prendi il mio caso...Sono un'ingegnere e progetto anche ponti...
Se devo progettare un ponte su un ruscello di montagna, per il quale ho bisogno di conoscenze di meccanica, fisica, scienza delle costruzioni non posso farmi pagare nella stessa misura in cui mi farei pagare se dovessi costruire un ponte a Los Angeles, in cui oltre alle suddette competenze dovrei tirare fuori anche competenze di sismica, geofisica, scienza dei materiali, idraulica etc...
In entrambi i casi attingo alla mia professionalità, ma con una profondità diversa...
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Re: Esiste un limite "morale" alle parcelle dei medici?

Messaggio da Ari » 2 set 2011, 15:19

mariangelac ha scritto:Ari, no, ho già precisato pagine fa che lo stesso pensiero lo rivolgo a qualsiasi categoria professionale
quindi tu ce l'hai con i liberi professionisti in generale? :domanda
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Re: Esiste un limite "morale" alle parcelle dei medici?

Messaggio da mariangelac » 2 set 2011, 15:24

Ari ha scritto:
mariangelac ha scritto:Ari, no, ho già precisato pagine fa che lo stesso pensiero lo rivolgo a qualsiasi categoria professionale
quindi tu ce l'hai con i liberi professionisti in generale? :domanda
:ahaha no ari ce l'ho con chi può chiedere 10 ma chiede 100 perche nn si accontenta, io lo definisco disonesto
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Re: Esiste un limite "morale" alle parcelle dei medici?

Messaggio da Ari » 2 set 2011, 15:24

bicy73 ha scritto:Sono d'accordo...E infatti il busillis sarebbe quello di capire dove finisce la missione e dove comincia il lavoro e poi dove finisce il lavoro e dove comincia lo sfruttamento...
Prendi il mio caso...Sono un'ingegnere e progetto anche ponti...
Se devo progettare un ponte su un ruscello di montagna, per il quale ho bisogno di conoscenze di meccanica, fisica, scienza delle costruzioni non posso farmi pagare nella stessa misura in cui mi farei pagare se dovessi costruire un ponte a Los Angeles, in cui oltre alle suddette competenze dovrei tirare fuori anche competenze di sismica, geofisica, scienza dei materiali, idraulica etc...
In entrambi i casi attingo alla mia professionalità, ma con una profondità diversa...
quindi la contestazione nasce dal fatto che i medici applicherebbero un tariffario standard che esula dalla difficoltà della singola prestazione?
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Re: Esiste un limite "morale" alle parcelle dei medici?

Messaggio da bicy73 » 2 set 2011, 15:41

Ari ha scritto:
bicy73 ha scritto:Sono d'accordo...E infatti il busillis sarebbe quello di capire dove finisce la missione e dove comincia il lavoro e poi dove finisce il lavoro e dove comincia lo sfruttamento...
Prendi il mio caso...Sono un'ingegnere e progetto anche ponti...
Se devo progettare un ponte su un ruscello di montagna, per il quale ho bisogno di conoscenze di meccanica, fisica, scienza delle costruzioni non posso farmi pagare nella stessa misura in cui mi farei pagare se dovessi costruire un ponte a Los Angeles, in cui oltre alle suddette competenze dovrei tirare fuori anche competenze di sismica, geofisica, scienza dei materiali, idraulica etc...
In entrambi i casi attingo alla mia professionalità, ma con una profondità diversa...
quindi la contestazione nasce dal fatto che i medici applicherebbero un tariffario standard che esula dalla difficoltà della singola prestazione?
No, nasce dal fatto che, essendo il campo medico vasto, complesso e variegato sarebbe difficile preparare un tariffario standard, per cui ogni medico, dovrebbe valutare caso per caso e chiedere il compenso più opportuno..
Nel caso all'origine del topic la mia amica ha pagato esattamente la stessa cifra di una ragazza obesissima con diabete e ipertensione che c'era in sala d'attesa...
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Re: Esiste un limite "morale" alle parcelle dei medici?

Messaggio da Ari » 2 set 2011, 15:46

bicy73 ha scritto:
Ari ha scritto:
bicy73 ha scritto:Sono d'accordo...E infatti il busillis sarebbe quello di capire dove finisce la missione e dove comincia il lavoro e poi dove finisce il lavoro e dove comincia lo sfruttamento...
Prendi il mio caso...Sono un'ingegnere e progetto anche ponti...
Se devo progettare un ponte su un ruscello di montagna, per il quale ho bisogno di conoscenze di meccanica, fisica, scienza delle costruzioni non posso farmi pagare nella stessa misura in cui mi farei pagare se dovessi costruire un ponte a Los Angeles, in cui oltre alle suddette competenze dovrei tirare fuori anche competenze di sismica, geofisica, scienza dei materiali, idraulica etc...
In entrambi i casi attingo alla mia professionalità, ma con una profondità diversa...
quindi la contestazione nasce dal fatto che i medici applicherebbero un tariffario standard che esula dalla difficoltà della singola prestazione?
No, nasce dal fatto che, essendo il campo medico vasto, complesso e variegato sarebbe difficile preparare un tariffario standard, per cui ogni medico, dovrebbe valutare caso per caso e chiedere il compenso più opportuno..
Nel caso all'origine del topic la mia amica ha pagato esattamente la stessa cifra di una ragazza obesissima con diabete e ipertensione che c'era in sala d'attesa...
immagino che i medici che lavorano nel privato utilizzino per le loro parcelle lo stesso metodo utilizzato nel SSN, infatti il ticket è in misura fissa per tutte le visite specialistiche di un determinato tipo, indipendentemente dalla gravità delle singole situazioni.
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Re: Esiste un limite "morale" alle parcelle dei medici?

Messaggio da ishetta » 2 set 2011, 15:53

Ma che scemata. Allora vado dal dietologo. Se devo perdere 5 kg pago 5 euro, se ne devo perdere 20 pago 20 euro e se ci aggiungo diabete e ipertensione ci mettiamo pure il bonus e raggiungiamo i 40?
Perché la vuoi perché tu puoi riconquistare un sorriso e puoi giocare e puoi gridare perché ti han detto bugie ti han raccontato che l'hanno uccisa che han calpestato la gioia perché la gioia è con te

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Re: Esiste un limite "morale" alle parcelle dei medici?

Messaggio da laura s » 2 set 2011, 15:54

mariangelac ha scritto:
Ari ha scritto:
mariangelac ha scritto:Ari, no, ho già precisato pagine fa che lo stesso pensiero lo rivolgo a qualsiasi categoria professionale
quindi tu ce l'hai con i liberi professionisti in generale? :domanda
:ahaha no ari ce l'ho con chi può chiedere 10 ma chiede 100 perche nn si accontenta, io lo definisco disonesto
Ma scusa tu che ne sai se uno chiede 100 perchè "non si accontenta" o perchè gli servono quei 100?
Magari ha 4 figli, uno stipendio solo, una moglie invalida e la mamma con l'Alzheimer (non è un esempio inventato, è il mio ginecologo...).
E poi definiscimi accontentarsi per cortesia.
Cioè ad es. cellulare lavastoviglie 2 settimane di vacanza all'anno in un bel posto sono lussi a cui bisogna rinunciare per essere nei tuoi canoni?? Quanti figli si "possono" fare senza essere disonesti??

Comunque, in genere medici come quella descritta sono persone sole al mondo o quasi, che si buttano anima e corpo sul lavoro, e quindi sì io li definirei missionari. Se una tiene famiglia e fa un full time in ospedale dubito che passi il poco tempo rimasto a andare gratis a vedere a casa i suoi pazienti, e se lo fa scusate ma prima che missionaria è un tantino stramba e si cura poco dei suoi figli/marito.
Io non ti piaccio? Eppure sei sempre a guardare e giudicare tutto ciò che faccio. Sai il dizionario come definisce una persona del genere? FAN

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Re: Esiste un limite "morale" alle parcelle dei medici?

Messaggio da laura s » 2 set 2011, 15:58

bicy73 ha scritto:
Ari ha scritto:
bicy73 ha scritto:Sono d'accordo...E infatti il busillis sarebbe quello di capire dove finisce la missione e dove comincia il lavoro e poi dove finisce il lavoro e dove comincia lo sfruttamento...
Prendi il mio caso...Sono un'ingegnere e progetto anche ponti...
Se devo progettare un ponte su un ruscello di montagna, per il quale ho bisogno di conoscenze di meccanica, fisica, scienza delle costruzioni non posso farmi pagare nella stessa misura in cui mi farei pagare se dovessi costruire un ponte a Los Angeles, in cui oltre alle suddette competenze dovrei tirare fuori anche competenze di sismica, geofisica, scienza dei materiali, idraulica etc...
In entrambi i casi attingo alla mia professionalità, ma con una profondità diversa...
quindi la contestazione nasce dal fatto che i medici applicherebbero un tariffario standard che esula dalla difficoltà della singola prestazione?
No, nasce dal fatto che, essendo il campo medico vasto, complesso e variegato sarebbe difficile preparare un tariffario standard, per cui ogni medico, dovrebbe valutare caso per caso e chiedere il compenso più opportuno..
Nel caso all'origine del topic la mia amica ha pagato esattamente la stessa cifra di una ragazza obesissima con diabete e ipertensione che c'era in sala d'attesa...
E meno male! Non c'è niente di meno rispondente alla nostra etica professionale che fare tariffe diverse per malattie diverse o in base all'APPARENTE condizione sociale del paziente. Roba da pazzi...
Quindi a un moribondo con 15 malattie diverse dovrei chiedere almeno il doppio no??
E se uno mi arriva malvestito e lamentandosi del carovita gli chiedo la metà, e poi se scende e va via in Porche irridendo l'anziana che ha pagato doppio perchè è arrivata con la collana di perle di sua nonna ho fatto proprio bene... :che_dici
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Re: Esiste un limite "morale" alle parcelle dei medici?

Messaggio da ishetta » 2 set 2011, 16:03

laura s ha scritto:
mariangelac ha scritto:
Ari ha scritto:
mariangelac ha scritto:Ari, no, ho già precisato pagine fa che lo stesso pensiero lo rivolgo a qualsiasi categoria professionale
quindi tu ce l'hai con i liberi professionisti in generale? :domanda
:ahaha no ari ce l'ho con chi può chiedere 10 ma chiede 100 perche nn si accontenta, io lo definisco disonesto
Ma scusa tu che ne sai se uno chiede 100 perchè "non si accontenta" o perchè gli servono quei 100?
Magari ha 4 figli, uno stipendio solo, una moglie invalida e la mamma con l'Alzheimer (non è un esempio inventato, è il mio ginecologo...).
E poi definiscimi accontentarsi per cortesia.
Cioè ad es. cellulare lavastoviglie 2 settimane di vacanza all'anno in un bel posto sono lussi a cui bisogna rinunciare per essere nei tuoi canoni?? Quanti figli si "possono" fare senza essere disonesti??

Comunque, in genere medici come quella descritta sono persone sole al mondo o quasi, che si buttano anima e corpo sul lavoro, e quindi sì io li definirei missionari. Se una tiene famiglia e fa un full time in ospedale dubito che passi il poco tempo rimasto a andare gratis a vedere a casa i suoi pazienti, e se lo fa scusate ma prima che missionaria è un tantino stramba e si cura poco dei suoi figli/marito.
e aggiungo una riflessione. E' giusto che un medico viva anima e corpo sempre le malattie dei suoi pazienti?
Fare l'oncologo è dura. Andare a casa di chi sta soffrendo lo è ancora di più e in più li vede tutti i giorni in h. Quanto puoi andare avanti così? Io credo sia diritto di un medico staccare la spina per non impazzire.

Dicevo prima che la mia ginecologa è oncologa. Parlando con l'ostetrica che mi preparava per il tc parlavamo di lei e io le dico che ero proprio contenta di essere seguita da lei xchè mi dava molto serenità proprio come persona... e lei mi risponde "beh seguire una gravidanza fisiologica con quello che vede ogni giorno è una passeggiata e le ridà il sorriso".
Beh, verissimo.
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Re: Esiste un limite "morale" alle parcelle dei medici?

Messaggio da bicy73 » 2 set 2011, 16:13

ishetta ha scritto:Ma che scemata. Allora vado dal dietologo. Se devo perdere 5 kg pago 5 euro, se ne devo perdere 20 pago 20 euro e se ci aggiungo diabete e ipertensione ci mettiamo pure il bonus e raggiungiamo i 40?
Scusami ish, ma non credo di avere detto proprio uno sfondone..
Io ho fatto la morfologica dalla migliore ecografista che c'è a Torino (e forse in Italia)...Solo la morfologica, proprio perchè volevo essere sicura e rivolgermi al miglior professionista del settore...
Sinceramente non mi potevo permettere il lusso di farmi seguire tutta la gravidanza da lei...eppure, quando sono andata a pagare la segretaria ha aperto un quaderno e lì ho visto un vero e proprio listino prezzi: ecografia inizio gravidanza XX€, ecografia morfologica YY€, controllo esami ZZ€, etc...
La mia osservazione che tu hai definito una scemata non era riferita alla patologia del paziente, ma dall'impegno, e appunto alla quantità e qualità di competenze a cui il professionista deve attingere per poter gestire il caso...
Se devo perdere 5 o 15 kg è la stessa cosa se sono un soggetto sano, ma se ho altre patologie di cui occorre tener conto e valutare per stabilire un piano alimentare è un altro paio di maniche...
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Re: Esiste un limite "morale" alle parcelle dei medici?

Messaggio da laura s » 2 set 2011, 16:17

bicy73 ha scritto:
ishetta ha scritto:Ma che scemata. Allora vado dal dietologo. Se devo perdere 5 kg pago 5 euro, se ne devo perdere 20 pago 20 euro e se ci aggiungo diabete e ipertensione ci mettiamo pure il bonus e raggiungiamo i 40?
Scusami ish, ma non credo di avere detto proprio uno sfondone..
Io ho fatto la morfologica dalla migliore ecografista che c'è a Torino (e forse in Italia)...Solo la morfologica, proprio perchè volevo essere sicura e rivolgermi al miglior professionista del settore...
Sinceramente non mi potevo permettere il lusso di farmi seguire tutta la gravidanza da lei...eppure, quando sono andata a pagare la segretaria ha aperto un quaderno e lì ho visto un vero e proprio listino prezzi: ecografia inizio gravidanza XX€, ecografia morfologica YY€, controllo esami ZZ€, etc...
La mia osservazione che tu hai definito una scemata non era riferita alla patologia del paziente, ma dall'impegno, e appunto alla quantità e qualità di competenze a cui il professionista deve attingere per poter gestire il caso...
Se devo perdere 5 o 15 kg è la stessa cosa se sono un soggetto sano, ma se ho altre patologie di cui occorre tener conto e valutare per stabilire un piano alimentare è un altro paio di maniche...
E grazie al cavolo sono prestazioni diverse!
ma se tu avessi trovato
Morfologica xx
Morfologica coppia con precedente figlio malformato xy
credo saresti in questura non credi???
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Re: Esiste un limite "morale" alle parcelle dei medici?

Messaggio da ishetta » 2 set 2011, 16:19

laura s ha scritto:
bicy73 ha scritto:
ishetta ha scritto:Ma che scemata. Allora vado dal dietologo. Se devo perdere 5 kg pago 5 euro, se ne devo perdere 20 pago 20 euro e se ci aggiungo diabete e ipertensione ci mettiamo pure il bonus e raggiungiamo i 40?
Scusami ish, ma non credo di avere detto proprio uno sfondone..
Io ho fatto la morfologica dalla migliore ecografista che c'è a Torino (e forse in Italia)...Solo la morfologica, proprio perchè volevo essere sicura e rivolgermi al miglior professionista del settore...
Sinceramente non mi potevo permettere il lusso di farmi seguire tutta la gravidanza da lei...eppure, quando sono andata a pagare la segretaria ha aperto un quaderno e lì ho visto un vero e proprio listino prezzi: ecografia inizio gravidanza XX€, ecografia morfologica YY€, controllo esami ZZ€, etc...
La mia osservazione che tu hai definito una scemata non era riferita alla patologia del paziente, ma dall'impegno, e appunto alla quantità e qualità di competenze a cui il professionista deve attingere per poter gestire il caso...
Se devo perdere 5 o 15 kg è la stessa cosa se sono un soggetto sano, ma se ho altre patologie di cui occorre tener conto e valutare per stabilire un piano alimentare è un altro paio di maniche...
E grazie al cavolo sono prestazioni diverse!
ma se tu avessi trovato
Morfologica xx
Morfologica coppia con precedente figlio malformato xy
credo saresti in questura non credi???
ecco perfetto. La dietologa avrà chiesto 150 euro xchè la prestazione era la visita, se ti deve operare e metterti il bendaggio gastrico credo proprio che le cifre salgano vorticosamente.
Perché la vuoi perché tu puoi riconquistare un sorriso e puoi giocare e puoi gridare perché ti han detto bugie ti han raccontato che l'hanno uccisa che han calpestato la gioia perché la gioia è con te

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Lunette
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Re: Esiste un limite "morale" alle parcelle dei medici?

Messaggio da Lunette » 2 set 2011, 16:22

Allora forse dovremmo partire dal punto che come in ogni categoria ci sono medici bravi, onesti e quelli no.
Detto ciò io faccio come lalat. Uso il SSN quasi sempre, se devo consultare uno specialista privatamente mi informo e chiedo sempre quanto costa la visita. Ho portato mia figlia dall'oculista dove andavo io da piccola spendendo 100 euro e per me sono stati soldi spesi benissimo, siccome dall'oculista normalmente ci si va ogni 2-3 anni e mi piace quel dottore per me quei soldi sono spesi bene.

Il mio dentista ha dei prezzi abbordabilissimi (eppure ha lo studio proprio nel centro) è bravo e mi fido al 100% quindi per me i soldi che investo non li vedo come un furto ma come il pagamento di un servizio ottimo. Se però domani mi dicesse che per la pulizia dei denti mi prende 170 euro io sinceramente non ci andrei più.

Per me comunque un limite di legge ci dovrebbe essere: anche io non posso fatturare un servizio 300 euro (anche se magari qualcuno sarebbe anche disposto a pagarlo eh???) abbiamo un albo della provincia che stabilisce il tariffario e secondo me dovrebbero farlo anche i medici.
"Marta, Marta, tu t’inquieti e ti affanni per molte cose; una sola è necessaria: Maria invece ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta“.

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