Spesso sono i nostri mariti, fratelli, conoscenti che da piccoli saltavano sui banchi, che erano definiti, asini, menefreghisti, svogliati ... etc ... non è che non abbiano sofferto i bambini di una volta, solo che erano soli nella loro sofferenza e da soli si ponevano la domanda del perché non riuscissero a fare cose perfettamente normali. Mio marito per esempio ha dato una spiegazione ad anni ed anni di difficoltà a scuola e di astio naturale che aveva sviluppato nei confronti dei professori (mio marito odia gli insegnanti di qualunque ordine di scuola). Da un lato dovremmo dire grazie a chi studia i disturbi dell'apprendimento perché così questi bambini possono essere aiutati ... ma per un altro verso, purtroppo ... ci sono tutti gli aspetti negativi della facilità con cui si catalogano i bambini.lemming ha scritto:Dove sono tutti questi adulti disturbati, come vivono, cosa fanno, quelli che 30, 40 anni fa soffrivano di deficit dell'attenzione, iperattività, sindromi e handicap assortiti?
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Re: Cosa è la normalità
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Re: Cosa è la normalità
Non discuto la sofferenza. Quello che contesto è far soffrire questi bambini in maniera se vuoi diversa, ma non meno brutta, per qualcosa che non rovinerà la loro vita da adulti. Quello che contesto è tutta questa fretta di catalogare, spaventando i genitori e sconvolgendo i bambini, quando abbiamo sotto gli occhi tutti questi adulti che, pur senza aiuto o supporto, stanno benissimo e sono persone completamente normali.
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Re: Cosa è la normalità
lalat ha scritto:Ultimamente sono un po' stressata ... da tante cose, tantissime cose anche tristi, e dalle vicissitudini scolastiche del mio bambino iperattivo ... che l'altro ieri all'ennesima visita/valutazione in un centro dove farà psicomotricità mi ha chiesto "ma cosa ha che non va il mio cervello mamma? perché devo sempre andare dai dottori?" e allora io gli ho spiegato cosa ha, cosa deve fare, esattamente come dovevo, e lui mi ha detto "allora io non sono normale? e come sarebbero le persone normali?" ... bella domanda gli ho risposto, non lo so come sono le persone normali .. non so quante persone sono davvero perfettamente normali e poi le persone che oggi sono definite normali ... magari tra 10 anni si scopre che non lo erano e magari tra 20 o 30 anni si scopre che nessuno è normale ...
Ed è ciò che penso da l'altro ieri dopo aver chiacchierato con mamme di bambini "anormali" altrettanto quanto il mio ... tantissimi bambini, schedati, in lista d'attesa per un trattamento che dentro di loro hanno le stesse domande e la stessa depressione che ha il mio tesoro e la stessa consapevolezza di non essere ben accetti dalla società se non previo trattamento.
Come si fa a rispondere ad un bambino che chiede cosa è la normalità ... se bene on lo so nemmeno io alla fine? Vi ponete mai queste domande? Io me le pongo adesso ... prima confesso che pensavo che certe domande non me le ponevo perché pensavo non mi avrebbero mai riguardato.
Io gli avrei semplicemnte risposto: meno male che non sei normale
Stop
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Re: Cosa è la normalità
quotolemming ha scritto:Non discuto la sofferenza. Quello che contesto è far soffrire questi bambini in maniera se vuoi diversa, ma non meno brutta, per qualcosa che non rovinerà la loro vita da adulti. Quello che contesto è tutta questa fretta di catalogare, spaventando i genitori e sconvolgendo i bambini, quando abbiamo sotto gli occhi tutti questi adulti che, pur senza aiuto o supporto, stanno benissimo e sono persone completamente normali.
io non gli farei fare nessuna terapia, non a questa età
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Re: Cosa è la normalità
Lalat non ho letto le altre risposte ma, nella tua situazione, io direi solo al mio bimbo che nno c'entra la normalità . Lui è normale, solo per alcune fette di persone(scuola e dintorni) è SCOMODO perchè meno allineato alle regole e per questo la gente pretende che lui faccia esami e veda dottori. e lo penso veramente, non sono casi di anormalità (come la schizofrenia, depressione, disturbi gravi di personalità ecc..), non sono cose gravi o malattie gravi quelle di tuo figlio. ed io gli risponderei più o meno in questi termini, che è normale.lalat ha scritto:Ultimamente sono un po' stressata ... da tante cose, tantissime cose anche tristi, e dalle vicissitudini scolastiche del mio bambino iperattivo ... che l'altro ieri all'ennesima visita/valutazione in un centro dove farà psicomotricità mi ha chiesto "ma cosa ha che non va il mio cervello mamma? perché devo sempre andare dai dottori?" e allora io gli ho spiegato cosa ha, cosa deve fare, esattamente come dovevo, e lui mi ha detto "allora io non sono normale? e come sarebbero le persone normali?" ... bella domanda gli ho risposto, non lo so come sono le persone normali .. non so quante persone sono davvero perfettamente normali e poi le persone che oggi sono definite normali ... magari tra 10 anni si scopre che non lo erano e magari tra 20 o 30 anni si scopre che nessuno è normale ...
Ed è ciò che penso da l'altro ieri dopo aver chiacchierato con mamme di bambini "anormali" altrettanto quanto il mio ... tantissimi bambini, schedati, in lista d'attesa per un trattamento che dentro di loro hanno le stesse domande e la stessa depressione che ha il mio tesoro e la stessa consapevolezza di non essere ben accetti dalla società se non previo trattamento.
Come si fa a rispondere ad un bambino che chiede cosa è la normalità ... se bene on lo so nemmeno io alla fine? Vi ponete mai queste domande? Io me le pongo adesso ... prima confesso che pensavo che certe domande non me le ponevo perché pensavo non mi avrebbero mai riguardato.
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Re: Cosa è la normalità
e, secondo te, un bambino "normale", non prova disagio con tutte queste valutazioni?lalat ha scritto:Hamilton non voglio dire che la diagnosi fatta su Davide sia sbagliata (sebbene possa essere rivista in certi punti) ... ma talvolta mi sorge il dubbio che fare diagnosi così precise su disturbi che una volta non erano nemmeno diagnosticati possa nuocere ai bambini. E' un dubbio, sono domande che mi pongo e non tutti i giorni mi do la stessa risposta ...
Adesso purtroppo dovranno rivalutare Davide ... perché il centro dove farà la psicomotricità o un altra cosa, che è comunque un centro pubblico e molto serio, da una terapia sulla base di una valutazione propria ... e questa cosa di essere di nuovo testato e valutato a Davide proprio non va giù e me lo ha detto.
è un bambino, agitato, scalmanato, incasinato.
ma chi non lo è????? oddio con gli anni mi sono calmata, un po', ma l'incasinamento è aumentato eh??
ma lasciarlo in pace e lasciarlo crescere un po' da solo no?
Gaia,il soffio della mia vita è arrivata il 12 agosto 2003 I bambini devono essere felici, non farci felici
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Re: Cosa è la normalità
Per non dire dell'idiozia di certi professionisti. Tempo fa portai il mio bimbo dalla pediatra, non aveva risolto alcuni difetti di pronuncia( la R) insomma sciocchezze. chiesi alal dottoressa un nome di qualche logopedista, così magari l oavrebbe visto una volta e avrebbe potuto poi dargli qualche esercizietto . Ma tutto molto tranquillo. La pediatra mi disse che comunque era gratis e di provare con la ASL. Ok. ma prima volevano un colloquio con la psicologa. evvabbè ormai c'eravamo , ho valutato se il bimbo ne fosse preoccupato e teso. No, okei procediamo. Sta tipa dice: ma lei ha un figlio iperattivo!!helzbeth ha scritto:ci610 ha scritto:normalità è essere se stessi
a me sinceramente fanno un po' paura tutte queste diagnosi di cui sento sempre più spesso parlare, sembra quasi che la maggior parte dei bambini di oggi sia autistica, asperger, iperattiva, ecc. ecc.io ci andrei cauta
già... proprio la settimana scorsa in pizzeria con noi c'era una maestra (scuola primaria) che diceva che oggi i bambini sono molto più "agitati", ed è più difficile gestirli.
Io ho detto "ok, però da qui a vedere che spessissimo su 10 bambini ce ne sono 4 o 5 che vengono "catalogati" con definizioni varie, più frequentemente "iperattivi", a me suona un pò strano: non possono essere semplicemente vivaci? se vogliamo di una vivacità diversa dalla nostra generazione? (data da educazione diversa e ritmi frenetici di oggi?)
Mi ha risposto "eh, ma ci sono schemi precisi che valutano queste cose".
La tipa mi sembrava abbastanza equilibrata, ma non posso credere che uno schema ci dia delle etichette.
Ha seguito mia figlia e mi ha detto "però almeno lei per mangiare sta seduta 5 minuti..."
Non so nella mia ignoranza mi sembrano esagerati tutti questi bambini "poco quieti" definiti non normali.
Ahh si e perchè?
Perchè si è seduto sulla sedia girevole e non stava mai fermo.
Ma scusi, lei glielo ha chiesto?? :ahah
no ...
E allora vada aff...(l'ho solo pensato ma ho chiuso li il discorso, tra l'altro mi diceva ma suo figlio ha sempre dormito in camera sua? Perchè sa fin dal ritorno dall'ospedale DEVONO dormire da soli..
( si si, campa cavallo) Chissà cosa avrebbe pensato se le avessi detto di averlo allattato oltre lo svezzamento.
A casa noi non abbia mo nulal di girevole ovvio che gli sia piaciuta la sedia rossa da ufficio che girava, e per questo sarebbe iperattivo?
Ma cazzone così se ne incontrano per ogni dove, catalogano, inquadrano nei loro protocolli, uniformano. Quindi accade purtroppo a maggior ragione quando esiste realmente qualche difficoltà , sia pure poco grave.
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Re: Cosa è la normalità
Lalat sinceramente, per me un bambino che dopo la prima elementare sa leggiucchiare e scribacchiare, che ha convissuto per un intero anno scolastico con i compagni di scuola senza ammazzarne neppure uno, che a casa volente o nolente o fa i suoi compiti e che sa pure cercarsi le cose che gli interessano è non solo normale, ma anche sveglio. E il fatto che si stia a domandare se è norale vuol dire pure che è molto sensibile e secondo me tutte queste valutazioni e terapie gli fanno piu' male che bene se gli stanno facendo venire questi dubbi.
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Re: Cosa è la normalità
'azz, dai vostri racconti emerge un quadro drammatico di pseudo professionisti psicopatici in cerca del bambino di turno da vivisezionare.
davvero, come ha detto ci, raccapricciante.
ah, per la cronaca, nemmeno mio figlio corrisponde agli standard eh.
è lento, impreciso, poco organizzato e ha una grafia orribile. in più pizzica la erre. ammetto che c'è stato un momento in cui mi sono detta oddio ho un figlio "sbagliato". poi, anche grazie a mio marito, mi sono mandata a c.agare da sola......
davvero, come ha detto ci, raccapricciante.
ah, per la cronaca, nemmeno mio figlio corrisponde agli standard eh.
è lento, impreciso, poco organizzato e ha una grafia orribile. in più pizzica la erre. ammetto che c'è stato un momento in cui mi sono detta oddio ho un figlio "sbagliato". poi, anche grazie a mio marito, mi sono mandata a c.agare da sola......
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Re: Cosa è la normalità
il che diventa un'ottimo esercizio sai?? (faccio spesso io) :ahah :ahaherin ha scritto:'azz, dai vostri racconti emerge un quadro drammatico di pseudo professionisti psicopatici in cerca del bambino di turno da vivisezionare.
davvero, come ha detto ci, raccapricciante.
ah, per la cronaca, nemmeno mio figlio corrisponde agli standard eh.
è lento, impreciso, poco organizzato e ha una grafia orribile. in più pizzica la erre. ammetto che c'è stato un momento in cui mi sono detta oddio ho un figlio "sbagliato". poi, anche grazie a mio marito, mi sono mandata a c.agare da sola......
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Re: Cosa è la normalità
Concordo.Già allora si pretendeva la luna.lalat ha scritto: Spesso sono i nostri mariti, fratelli, conoscenti che da piccoli saltavano sui banchi, che erano definiti, asini, menefreghisti, svogliati ... etc ... non è che non abbiano sofferto i bambini di una volta, solo che erano soli nella loro sofferenza e da soli si ponevano la domanda del perché non riuscissero a fare cose perfettamente normali.
Io penso che ognuno di noi abbia delle attitudini e debba sfruttare quelle.Invece a scuola,già dalle elementari,si pretende che il bambino sia bravo o almeno sufficiente in tutto.Per non parlare delle superiori,dove recuperare voti nelle materie in cui proprio non ci si arriva è un disastro.A me questa cosa schiacciava e mi faceva sentire inadatta da morire.
Il mio scoglio è la matematica,non la capisco se non a livello "pratico" per cose di tutti i giorni,il resto mi causa un ingrippamento dei neuroni e stop.
Alle elementari la maestra mi obbligava ad andare alla lavagna e mi umiliava da morire perchè ero lenta a contare.Questa paura e vergogna me la sono portata fino alle medie,e poi alle superiori.Le insegnanti di quella materia mi hanno definita in tutti i modi,lavativa,menefreghista, stupida,ignorante.Un solo insegnante alle superiori,mi disse che io mi impegnavo,ma non faceva per me la materia.
I tipi di intelligenza sono sette,ma invece di far emergere quella di ognuno di noi,per tutta la carriera scolastica puntano il dito su quello che NON sappiamo fare bene.
Per me è terribilmente sbagliato.Fin da piccolo ti inculcano che sei inadatto.
Damon 15/06/2001 Vittorio 10/03/2009
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Re: Cosa è la normalità
???I tipi di intelligenza sono sette
example please... che intanto ci dormo su e vedo che cosa elabora la mia mini intelligenza
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Re: Cosa è la normalità
ci610 ha scritto:quotolemming ha scritto:Non discuto la sofferenza. Quello che contesto è far soffrire questi bambini in maniera se vuoi diversa, ma non meno brutta, per qualcosa che non rovinerà la loro vita da adulti. Quello che contesto è tutta questa fretta di catalogare, spaventando i genitori e sconvolgendo i bambini, quando abbiamo sotto gli occhi tutti questi adulti che, pur senza aiuto o supporto, stanno benissimo e sono persone completamente normali.
io non gli farei fare nessuna terapia, non a questa età
io trovo raccapricciante che un bambino di 7 anni debba chiedersi se è normale
sono pienamente d'accordo, raccapricciante e terribile
::::::::::::
Mia figlia non sta mai ferma un attimo e a casa abbiamo la sedia girevole (!!): mi devo preoccupare? :ahah
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Re: Cosa è la normalità
Secondo quella cretina si!kik ha scritto:ci610 ha scritto:quotolemming ha scritto:Non discuto la sofferenza. Quello che contesto è far soffrire questi bambini in maniera se vuoi diversa, ma non meno brutta, per qualcosa che non rovinerà la loro vita da adulti. Quello che contesto è tutta questa fretta di catalogare, spaventando i genitori e sconvolgendo i bambini, quando abbiamo sotto gli occhi tutti questi adulti che, pur senza aiuto o supporto, stanno benissimo e sono persone completamente normali.
io non gli farei fare nessuna terapia, non a questa età
io trovo raccapricciante che un bambino di 7 anni debba chiedersi se è normale
sono pienamente d'accordo, raccapricciante e terribile
::::::::::::
Mia figlia non sta mai ferma un attimo e a casa abbiamo la sedia girevole (!!): mi devo preoccupare? :ahah
Ed aveva aggiunto:uhh su questo dobbiamo lavorare, ubbidire alle regole e blabla.
Ma se su una sedia girevole mi ci gingillo pure io, ma stiamo scherzando? E credo che mio figlio facesse girottolare la sedia perchè con molte probabilità la tizia nno lo interessava affatto! Anvedi come sta bello fermo a tavolino quando è concentrato su quel che gli piace!
e st'im******e mi viene a dire che bisogna lavorare sull'iperattività, quando poi il suo colloquio era solo per formale richiesta di una logopedista. mavaffanckiù! :ahah
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Re: Cosa è la normalità
pao pao ha scritto:Quoto. E aggiungo che io nella mia ignoranza ritengo che sia più "normale" un bambino che non sta fermo 5 minuti piuttosto che uno apatico.helzbeth ha scritto:
Non so nella mia ignoranza mi sembrano esagerati tutti questi bambini "poco quieti" definiti non normali.
Ma quello apatico è più "comodo".....
L'unica cosa importante quando ce ne andremo, saranno le tracce d'amore che avremo lasciato 13/06/2011
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Re: Cosa è la normalità
clizia ha scritto:e st'im******e mi viene a dire che bisogna lavorare sull'iperattività, quando poi il suo colloquio era solo per formale richiesta di una logopedista. mavaffanckiù! :ahah
Stessa cosa successa a noi. A tre anni portiamo Giorgio a un colloquio con una LOGOPERDISTA e questa dopo un paio di sedute ci prospetta la sindrome autistica sulla quale si dovrebbe lavorare. :ahah
Ora, se ci penso me la rido pensando a mio figlio e a come e', ma due anni fa ho passato davvero un brutto periodo: le valutazioni di questi cazzoni mi avevano distorto il senso della realta' e ogni comportamento di Gio lo studiavo, vivisezionavo, catalogavo, analizzavo.
Ancora oggi, nel mio inconscio, tendo a entusiasmarmi in maniera esagerata delle passioni e degli interessi di Giorgio perche' mi allontanano dalla paura di una sua "indifferenza" patologica, di qui i viaggi e lo sfruttare qualsiasi suo cenno di interesse (
Ci ho messo un po' di tempo per rendermi conto delle speculazioni che sono state fatte su Giorgio.
Latat, io non so come si comportera' mio figlio alle elementari, non so se stara' seduto, se gli piacera' imparare, se instaureera' rapporti sereni con i suoi compagni, anche se il mio istinto e la mia conoscenza del bambino mi dicono (anzi, urlano forte) che non ci saranno particolari problemi, ma nel caso dovessimo riscontrane io non permettero' a NESSUNO di valutare Giorgio e di etichettarlo come iperattivo, autistico o qualsiasi altra menata, a meno che non ci siano segni EVIDENTI e INCONFUTABILI di un SUO GRAVE disagio. E non il disagio di un insegnante che fa fatica a contenere la sua vivacita'.
In quel caso credo che andrei nei migliori centri d'Italia a farlo visitare, non certo nella mia citta'.
Ogni altra cosa la lascero' curare dal tempo, dall'esperienza che forgia il carattere, e dalla vita che spesso ci indica naturalmente la strada giusta da segiuire.
In bocca al lupo per tutto.
Ringrazio sempre il cielo e la chitarra
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Re: Cosa è la normalità
Vabbè però non generalizziamo
E' vero tutto quello che dite, concordo pienamente, ma quello che voglio sottolineare che alcuni 'disturbi' solo se valtuati in tempo possono essere affrontati e superati con successo.
E' vero tutto quello che dite, concordo pienamente, ma quello che voglio sottolineare che alcuni 'disturbi' solo se valtuati in tempo possono essere affrontati e superati con successo.
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Re: Cosa è la normalità
Il problema è che quando c'è una disarmonia evidente (come nel caso di Davide) tra abilità e cadute diventa difficile obiettivamente per gli insegnanti avere a che fare con questi bambini ... e capisco che siano gli ultimi bambini che vorrebbero avere in classe. La maestra fa la sua lezione che ha imparato a fare nei suoi anni di lavoro e si trova davanti un bambino che sa fare le moltiplicazioni, le divisioni e che capisce ogni concetto matematico perfino quelli astratti ... ma che non è in grado di copiare 3 (dico 3) parole dalla lavagna perché ha un problema di coordinazione oculo manuale ... Il bambino non sa spiegare alla maestra quale è il suo problema perché nemmeno lui lo capisce ... le stiamo capendo insieme adesso queste cose ... e le insegnanti mi riferiscono che lui si rifiuta di lavorar senza ragione (quando bastava magari dettare le 3 parole).mamamatchi ha scritto:I tipi di intelligenza sono sette,ma invece di far emergere quella di ognuno di noi,per tutta la carriera scolastica puntano il dito su quello che NON sappiamo fare bene.
Per me è terribilmente sbagliato.Fin da piccolo ti inculcano che sei inadatto.
Nei normali test di intelligenza/psicologici che si fanno ai bambini il grafico che ne risulta è una linea mediana omogenea. Il grafico di Davide è un alternarsi di punte altissime e cadute. Spiegando con parole semplici ... i metodi di insegnamento sono modellati sui bambini che hanno questa bella linea mediana. Ho avuto bisogno di tempo per adattarmi all'idea che serviva un'insegnante di sostegno per mio figlio ... ma poi l'ho chiesta un'altra volta visto che alla prima visita è stato deciso che non serviva. Sono tornata coi quaderni, col racconto di tutto ciò che era successo ... e adesso la avrà. E' ovvio che a lui va spiegata questa cosa ... come è ovvio che tutti i genitori dei bambini come Davide cerchino di mettere in luce le abilità maggiori ... ma vi assicuro che Davide vorrebbe essere come tutti gli altri ... lui elabora la sua condizione dicendo che è un supereroe ... perché vede bene che differenze ci sono tra lui e gli altri, ma vorrebbe essere come gli altri e questo è emerso fin da subito.
I dottori mi aiuteranno a far sviluppare quelle abilità mancanti o insufficienti a Davide e un certificato servirà a proteggere Davide dall'accusa di essere menefreghista e dal ricevere 50 note all'anno.
Alessia, Davide 02/12/2004 e Fabio 24/09/2006
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Re: Cosa è la normalità
Io ho riportato la mia esperienza, per la quale ti avevo anche chiesto consigli, e tu eri stata davvero disponibilissima e gentilissima a darmi.Paola67 ha scritto:Vabbè però non generalizziamo
E' vero tutto quello che dite, concordo pienamente, ma quello che voglio sottolineare che alcuni 'disturbi' solo se valtuati in tempo possono essere affrontati e superati con successo.
Certo, ogni caso va valutato con competenza e attenzione.
Appunto, competenza.
Io dico solo che chi si arroga il diritto a valutare una patologia per cui non ha le competenze e' un disonesto.
Sai Paola, che a Giorgio e' stato fatto il test dell'ados (
E che io e il npi, direttore del centro, eravamo dietro a un vetro scuro, senza essere visti, e lui mi illustrava tutti gli errori che stava facendo la logopedista nell'effettuare l'esame, dicendomi che non era esperta ed era una delle prime valutazioni che stava facendo?
E che l'audio era rotto????
Sai chi sono stati i piu' deficienti, cojoni, imbecilli e tutto quello che ci vuoi aggiungere, in tutta questa storia?
Io e mio marito.
Che ci siamo fidati di loro e non ci siamo fidati di nostro figlio.
L'insicurezza del primo figlio a chi e' gia' insicuro di per se' gioca brutti scherzi.
Col secondo gli sputerei in faccia.
Ringrazio sempre il cielo e la chitarra
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Re: Cosa è la normalità
lo so hami
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