l'ho detto io.Zzz... ha scritto:Non c'è nessuna contraddizione: l'italiano all'estero vota se ha spostato la sua residenza nel luogo in cui vive, cioè se si è iscritto all'AIRE (Anagrafe italiana dei residenti all'estero). Se non lo ha fatto risulta residente in Italia e per votare deve recarsi al suo seggio in Italia. Qualche pagina fa qualcuno ha detto che gli italiani che vanno a vivere all'estero dovrebbero essere obbligati a iscriversi all'Aire e sanzionati se non lo fanno. Bene, allora obblighiamo a spostare la residenza pure gli studenti universitari fuori sede e ai lavoratori del sud che vivono al nord.Tesla ha scritto:
Questa situazione la conosco bene perché per qualche anno l'ho vissuta anch'io, cittadina italiana in Italia, fuori sede per motivo di lavoro (ma potrebbero essere anche le migliaia di studenti universitari fuori sede) non avente diritto al voto.
Mentre gli italiani all'estero votano... le contraddizioni tutte italiane sono queste!!!
A primo acchitto, ti direi di si, anche chi rimane in italia, ma alla fine a me interessano quelli che davvero lasciano il paese, non pagano uno straccio di tassa italiana, pero' alla fine utilizzano il dottore italiano. Voglio dire, sotto sotto a me non me ne entra niente visto che non ci vivo piu, ma se fossi in voi che pagate tasse in italia e poi ci sono tanti che usano un servizio che voi pagate di tasca vostra, ecco li mi verrebbero i 5 minuti....






