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Prima, durante e dopo la gravidanza
riuscire a non giudicare...
- ely66
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Re: riuscire a non giudicare...
uèèèèèèè i fagioli e i carciofi fanno benissimo eh??? 
Gaia,il soffio della mia vita è arrivata il 12 agosto 2003 I bambini devono essere felici, non farci felici
Non avere paura di essere solo. Le aquile volano sole, i piccioni volano in gruppo (prov. Lakota)
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- alessia26
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Re: riuscire a non giudicare...
infatto stasera si è magiato carciofi ripieni 
*REBECCA* 5/05/2007 *GRETA* 25/11/2009 *RACHELE* 28/06/2017 *maggiolina07*
17/02/09 il mio ricordo indelebile
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- mina79
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- Iscritto il: 1 ago 2005, 13:58
Re: riuscire a non giudicare...
Non puoi non distaccarti emotivamente se vuoi fare qusto lavoro. Ma questo viene solo con il tempo e l'esperienza.
Poi nessuno ti vieta che un domani non potrai scegliere...i reparti in ospedale sono tanti.
Mio marito fa questo lavoro da 15 anni...solo un limite si è posto..lavorare con i bambini.
Per il resto a sentire lui io ti direi solo....studia, studia e studia. E sfrutta al meglio l'esperienza sul campo senza farti prendere da situazioni personali.
Per il resto....io concordo che devi essere cosciente di quello che stai andando a fare.
Io certe situazioni che me le ha solo raccontate si può dire che me le sognavo di notte.
Poi nessuno ti vieta che un domani non potrai scegliere...i reparti in ospedale sono tanti.
Mio marito fa questo lavoro da 15 anni...solo un limite si è posto..lavorare con i bambini.
Per il resto a sentire lui io ti direi solo....studia, studia e studia. E sfrutta al meglio l'esperienza sul campo senza farti prendere da situazioni personali.
Per il resto....io concordo che devi essere cosciente di quello che stai andando a fare.
Io certe situazioni che me le ha solo raccontate si può dire che me le sognavo di notte.
Mina, Aurora (10 AGOSTO 2004) & Diego (24 FEBBRAIO 2019)
- topinaf
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Re: riuscire a non giudicare...
leggevo e pensavo...mio marito fa questo lavoro...da abbastanza anni direi...e non in ospedale ma in ambulanza...
a lui piace, probabilmente non lo cambierebbe per niente al mondo, però a volte è veramente dura...è dura vedere bimbi che potrebbero essere i suoi non farcela durante un trasporto...e spesso mi chiedo come possa farcela...non a crearsi giudizi, ma proprio ad andare al lavoro ogni mattina
io, quando ho avuto il mio periodo di sindrome da crocerossina (oltre ad essermi fidanzata con l'attuale marito
) ho fatto un corso e sono andata a fare la volontaria in reparto
per i giudizi, credo proprio che il segreto sia la famosa "corazza", che ti permette di entrare in empatia con i pazienti ma di "lasciarli lì" nel momento in cui torni a casa
a lui piace, probabilmente non lo cambierebbe per niente al mondo, però a volte è veramente dura...è dura vedere bimbi che potrebbero essere i suoi non farcela durante un trasporto...e spesso mi chiedo come possa farcela...non a crearsi giudizi, ma proprio ad andare al lavoro ogni mattina
io, quando ho avuto il mio periodo di sindrome da crocerossina (oltre ad essermi fidanzata con l'attuale marito
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Fla Ale e ღLucaღ (28/04/06) 3320gr ღElisaღ (06/09/08) 3100gr ღEmmaღ (05/10/10) 2630gr ♥


- pippicalzelunghe
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Re: riuscire a non giudicare...
carissima Alessia, nonostante tu abbia ignorato totalmente i miei interventi precedenti io ci riprovo...
io apprezzo davvero il tuo entusiasmo...e un pò lo riconosco...capita sempre all'inizio di una nuova avventura, se poi si arriva in reparto belle cariche di tanti bei discorsi fatti a lezione è naturale pensare di avere una "missione" e credere di essere già delle professioniste affermate...ma la realtà è un'altra, avere a che fare con la sofferenza altrui e pensare di poterla alleviare dà un brivido di onnipotenza (e qui mi permetto di dire che capita molto più spesso alle allieve infermiere giovani) che però diventa in fretta frustazione se non si lavora costantemente su se stessi.
Pensare di essere "brave" al tirocinio del primo anno è assurdo...ma non perchè tu non sia brava, probabilmente hai tutte le competenze necessarie ma sei "solo" un'allieva del primo anno, hai una minima idea di quante cose hai ancora da imparare? e qui non è questione di attitudine, di predisposizione ad aiutare gli altri etc etc...se tu hai un bel carattere, se sei aperta verso il prossimo probabilmente avrai ottimi rapporti umani nella vita quotidiana, ma in reparto non basta...anzi credo che alla lunga possa diventare controproducente, perchè se parti dal presupposto "faccio questo lavoro per aiutare gli altri" troverai mille occasioni in cui il tuo aiuto sarà "inutile" (a volte monti in turno e la prima cosa da fare è constatare la morte di un paziente) oppure sarà "malvisto" (ci sono pazienti così incazzati con la vita che arrivano alla paranoia e scambiano la tua gentilezza per falsità) oppure ancora sarà non sufficiente...
Ciò non vuol dire che non serva una buona predisposizione all'aiuto, ma accompagnata anche da tante, troppe altre doti...pensare di averle acquisite al primo anno è assurdo.
e me lo dimostra il fatto che tu non hai ben assimilato una materia del primo anno come DEONTOLOGIA...forse eri assente alle lezioni, ma lì ti spiegano che non si parla dei propri pazienti a destra e a manca...tu mi dirai "non ho fatto nomi etc etc" ma il punto non è quello, il segreto professionale ce lo devi avere "dentro"...io non parlo dei miei pazienti non solo perchè me lo impone la legge, ma sopattutto perchè ho interiorizzato il rispetto della persona!!!
Alessia rifletti su questa cosa...ti sei persa una della lezioni più importanti che dovevi imparare...
io apprezzo davvero il tuo entusiasmo...e un pò lo riconosco...capita sempre all'inizio di una nuova avventura, se poi si arriva in reparto belle cariche di tanti bei discorsi fatti a lezione è naturale pensare di avere una "missione" e credere di essere già delle professioniste affermate...ma la realtà è un'altra, avere a che fare con la sofferenza altrui e pensare di poterla alleviare dà un brivido di onnipotenza (e qui mi permetto di dire che capita molto più spesso alle allieve infermiere giovani) che però diventa in fretta frustazione se non si lavora costantemente su se stessi.
Pensare di essere "brave" al tirocinio del primo anno è assurdo...ma non perchè tu non sia brava, probabilmente hai tutte le competenze necessarie ma sei "solo" un'allieva del primo anno, hai una minima idea di quante cose hai ancora da imparare? e qui non è questione di attitudine, di predisposizione ad aiutare gli altri etc etc...se tu hai un bel carattere, se sei aperta verso il prossimo probabilmente avrai ottimi rapporti umani nella vita quotidiana, ma in reparto non basta...anzi credo che alla lunga possa diventare controproducente, perchè se parti dal presupposto "faccio questo lavoro per aiutare gli altri" troverai mille occasioni in cui il tuo aiuto sarà "inutile" (a volte monti in turno e la prima cosa da fare è constatare la morte di un paziente) oppure sarà "malvisto" (ci sono pazienti così incazzati con la vita che arrivano alla paranoia e scambiano la tua gentilezza per falsità) oppure ancora sarà non sufficiente...
Ciò non vuol dire che non serva una buona predisposizione all'aiuto, ma accompagnata anche da tante, troppe altre doti...pensare di averle acquisite al primo anno è assurdo.
e me lo dimostra il fatto che tu non hai ben assimilato una materia del primo anno come DEONTOLOGIA...forse eri assente alle lezioni, ma lì ti spiegano che non si parla dei propri pazienti a destra e a manca...tu mi dirai "non ho fatto nomi etc etc" ma il punto non è quello, il segreto professionale ce lo devi avere "dentro"...io non parlo dei miei pazienti non solo perchè me lo impone la legge, ma sopattutto perchè ho interiorizzato il rispetto della persona!!!
Alessia rifletti su questa cosa...ti sei persa una della lezioni più importanti che dovevi imparare...
PIPPIcalzelunghe ovvero Valentina
mamma di Penelope 25 Maggio 2006 e Linda 25 Febbraio 2012
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- alessia26
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- Iscritto il: 17 gen 2007, 14:25
Re: riuscire a non giudicare...
mi sarebbe piaciuto vedervi voi durante i vostri studi e i vostri tirocini...com'eravate...cosa pensavate della professione,l'entusiasmo che mettavate,e i vostri primi approcci con i pazienti...sarei curiosa davvero...per vedere poi se le professioniste che siete diventate poi col tempo avevano già profonde radici già all'ora...e lo dico sinceramente 3e seriamente non con sarcasmo o ironia;vedere se qualcuna si avvicinava al mio modo di essere per vedere poi col tempo com'è diventata...
e pippicalzelunghe...mi sono stancata di ripetermi...non mi sento nè onnipotente nè arrivata nè missonaria Nè TANTOMENO UNA PROFESSIONISTA AFFERMATA...
quest'ultimo se mai può essere un obiettivo,quello di diventare professionista...questo si...ma non confondere i buoni propositi di arrivarci con il sentire di esserlo...
il codice deontologico credo di essere una delle poche che non ha semplicemente seguito la lezioncina in classe ma che se lo è anche anadata a comprare per poterlo leggere io,e non farmelo spiegare da altri!!!Lo sto assimilando,e cencando di fare mio senza filtri nè sfaccettature di altri!
Io ho voluto raccontare una storia,mezza vera mezza omessa e mezza inventata per capire...capire come poter lascirsi alle spelle pregiudizi e sensazioni proprie...
nessuna del mestiere mi ha risposto ancora...nessuna mi ha detto si mi sono capitate situazioni che non approvavo e ho fatto così...
non ho avuto il minimo riscontro,o dibattito su questo...
vi siete solo volute concetrare sul perchè io ho intrapreso la mia strada,le mie motivazioni,se sono adatta o meno...e come ho assimilato i miei studi,su come vedo la figura professionale dell'infermiere...
ci metterò anche enfasi nel raccontarlo,forse la questione è anche qui,sembra che la mia passione,e l'amore che mi è nato verso questa figura la voglia far primeggiare sulle altre...
non è affatto così...non penso ne ho mai detto che un infermiere sia il vertice di un sistema...è solo che io non conoscevo affatto questa professione prima...e me ne rendo conto solo ora...dall'interno...ne sono rimasta colpita e così cerco di condividere la visione nuova e più realistica se vogliamo dell'infermiere...
ma da qui le mie parole sono sembrate di arroganza,di onniscenza e saccenza...
e mi dispiace davvero tanto...di non essermi forse spiegata...
E con umiltà sono venuta qui a chiedere a chiunque di voi come far ad astenersi dai giudizi...che arrivano nonostante i buonissimi intenti e intenzioni a non averle...che mi sono arrivati...di risposte non ne ho avute...il nocciolo del mio dilemma e del perchè è stato aperto questo topic è stato baipassato per riceve da tutti i lati lezioni di vita e insegnamenti...sentirmi dire che ho fatto figuraccie,che mi perdo le lezioni più importanti,ecc....
mi è dispiaciuto avere e farmi dei giudizi...non è una cosa che mia ha fatto piacere...per questo ho scritto...della serie proprio cornuta e mazziata!!!
e pippicalzelunghe...mi sono stancata di ripetermi...non mi sento nè onnipotente nè arrivata nè missonaria Nè TANTOMENO UNA PROFESSIONISTA AFFERMATA...
quest'ultimo se mai può essere un obiettivo,quello di diventare professionista...questo si...ma non confondere i buoni propositi di arrivarci con il sentire di esserlo...
il codice deontologico credo di essere una delle poche che non ha semplicemente seguito la lezioncina in classe ma che se lo è anche anadata a comprare per poterlo leggere io,e non farmelo spiegare da altri!!!Lo sto assimilando,e cencando di fare mio senza filtri nè sfaccettature di altri!
Io ho voluto raccontare una storia,mezza vera mezza omessa e mezza inventata per capire...capire come poter lascirsi alle spelle pregiudizi e sensazioni proprie...
nessuna del mestiere mi ha risposto ancora...nessuna mi ha detto si mi sono capitate situazioni che non approvavo e ho fatto così...
non ho avuto il minimo riscontro,o dibattito su questo...
vi siete solo volute concetrare sul perchè io ho intrapreso la mia strada,le mie motivazioni,se sono adatta o meno...e come ho assimilato i miei studi,su come vedo la figura professionale dell'infermiere...
ci metterò anche enfasi nel raccontarlo,forse la questione è anche qui,sembra che la mia passione,e l'amore che mi è nato verso questa figura la voglia far primeggiare sulle altre...
non è affatto così...non penso ne ho mai detto che un infermiere sia il vertice di un sistema...è solo che io non conoscevo affatto questa professione prima...e me ne rendo conto solo ora...dall'interno...ne sono rimasta colpita e così cerco di condividere la visione nuova e più realistica se vogliamo dell'infermiere...
ma da qui le mie parole sono sembrate di arroganza,di onniscenza e saccenza...
e mi dispiace davvero tanto...di non essermi forse spiegata...
E con umiltà sono venuta qui a chiedere a chiunque di voi come far ad astenersi dai giudizi...che arrivano nonostante i buonissimi intenti e intenzioni a non averle...che mi sono arrivati...di risposte non ne ho avute...il nocciolo del mio dilemma e del perchè è stato aperto questo topic è stato baipassato per riceve da tutti i lati lezioni di vita e insegnamenti...sentirmi dire che ho fatto figuraccie,che mi perdo le lezioni più importanti,ecc....
mi è dispiaciuto avere e farmi dei giudizi...non è una cosa che mia ha fatto piacere...per questo ho scritto...della serie proprio cornuta e mazziata!!!
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17/02/09 il mio ricordo indelebile
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- fisio
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Re: riuscire a non giudicare...
Sai che ho pensato molto al tuo topic? E sai quante cose mi sono tornate alla mente???
Io apprezzo sinceramente il tuo entusiasmo,e non lo voglio minimamente far scemare.
Ma sono le tue motivazioni e il tuo phatos che mal si conciliano con la carriera che hai intrapreso,e forse se tu fossi più propensa all'ascolto (che dovrebbe essere la qualità principale di un buon infermiere
) saresti più costruttiva su quanto ti viene detto..Continui a ribadire certe cose,quasi a voler sentirti dire brava...hai voglia di aiutare gli altri? O vuoi essere gratificata da questo? Perchè vedi,son due cose diverse. Se è la gratificazione che cerchi,darai una bella culata per terra presto..
Perchè sai,il più delle volte i tuoi buoni propositi si scontreranno con la realtà,perderai pazienti,alcuni sceglieranno di non farsi aiutare,per altri sceglierà la sorte..E poi c'è una cosina,piccina picciò,alla quale siamo tutti assoggettabili ma cui sono più a rischio persone come te. Si chiama BURNOUT.
E sai,un buon antidoto a quel piccolo virus è innanzitutto non caricare così profondamente di aspettative personali il tuo mestiere. Perchè se tali aspettative vengono disattese,e succede,il pasticcio è enorme.
Come puoi essere più equilibrata e distaccata? Ridimensionando le tue aspettative,non ragionando in termini di "io ti salverò-io ti darò un sorriso-io mi prenderò cura di te" ma semplicemente pensando che,con il mio lavoro farò il meglio che posso per contribuire nell'equipe a dare il miglior intervento possibile alla situazione contingente.
Tu ancora non ragioni in termini di equipe,sei molto incentrata su di te,sul tuo ruolo e sull'autoreferenzialità.
Ma questo bambina è un lavoro di squadra,in cui sei parte integrante ma una piccola parte di un tutto.
Tu invece cavalchi l'onda della tua realizzazione,della gratificazione che deriva dal fare qualcosa di buono.
E non è quello il tuo lavoro,quelli sono gli AVO.
Tu dovrai essere una professionista,parte di un gruppo,e che sottostà alle regole di quel gruppo,che COLLABORA nell'ombra,non che sta sotto i riflettori.
E che riesce a mantenere un distacco emotivo,necessario per non soccombere e per non caricare ilpovero malato di fardelli inutili,come la tua gratificazione.
Come si raggiunge il necessario distacco che porta alla vera professionalità? Con il tempo,l'esperienza ma soprattutto con l'umiltà di sapere che poco,pochissimo puoi fare al di là delle tue mansioni pratiche. Gentilezza,garbo,premure e terapia. In un gioco di squadra.
Solo se riuscirai a mettere da parte il phatos e ad essere lucidamente distaccata potrai aiutare davvero.
Io apprezzo sinceramente il tuo entusiasmo,e non lo voglio minimamente far scemare.
Ma sono le tue motivazioni e il tuo phatos che mal si conciliano con la carriera che hai intrapreso,e forse se tu fossi più propensa all'ascolto (che dovrebbe essere la qualità principale di un buon infermiere
Perchè sai,il più delle volte i tuoi buoni propositi si scontreranno con la realtà,perderai pazienti,alcuni sceglieranno di non farsi aiutare,per altri sceglierà la sorte..E poi c'è una cosina,piccina picciò,alla quale siamo tutti assoggettabili ma cui sono più a rischio persone come te. Si chiama BURNOUT.
E sai,un buon antidoto a quel piccolo virus è innanzitutto non caricare così profondamente di aspettative personali il tuo mestiere. Perchè se tali aspettative vengono disattese,e succede,il pasticcio è enorme.
Come puoi essere più equilibrata e distaccata? Ridimensionando le tue aspettative,non ragionando in termini di "io ti salverò-io ti darò un sorriso-io mi prenderò cura di te" ma semplicemente pensando che,con il mio lavoro farò il meglio che posso per contribuire nell'equipe a dare il miglior intervento possibile alla situazione contingente.
Tu ancora non ragioni in termini di equipe,sei molto incentrata su di te,sul tuo ruolo e sull'autoreferenzialità.
Ma questo bambina è un lavoro di squadra,in cui sei parte integrante ma una piccola parte di un tutto.
Tu invece cavalchi l'onda della tua realizzazione,della gratificazione che deriva dal fare qualcosa di buono.
E non è quello il tuo lavoro,quelli sono gli AVO.
Tu dovrai essere una professionista,parte di un gruppo,e che sottostà alle regole di quel gruppo,che COLLABORA nell'ombra,non che sta sotto i riflettori.
E che riesce a mantenere un distacco emotivo,necessario per non soccombere e per non caricare ilpovero malato di fardelli inutili,come la tua gratificazione.
Come si raggiunge il necessario distacco che porta alla vera professionalità? Con il tempo,l'esperienza ma soprattutto con l'umiltà di sapere che poco,pochissimo puoi fare al di là delle tue mansioni pratiche. Gentilezza,garbo,premure e terapia. In un gioco di squadra.
Solo se riuscirai a mettere da parte il phatos e ad essere lucidamente distaccata potrai aiutare davvero.
Il folle,l'amante,il poeta solo d'immaginazion son fatti...
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Re: riuscire a non giudicare...
E per rispondere alla tua domanda,si anche io agli inizi ero partita lancia in resta,quindi se ti dico certe cose è anche perchè le avessero dette a me mi sarei risparmiata tanti problemi.
Capire che lavori in equipe e che non sei la responsabile dello stato del tuo paziente,che puoi solo in minima,minimissima parte modificarlo e che non solo non sei tenuta,ma non devi dare più di quanto è necessario sarà fondamentale.
Il distacco non è mancanza di empatia è professionalità,è saper mettere da parte un pezzettino di sè per il vero bene del paziente,per essere DAVVERO utile e per avere la necessaria lucidità per aiutarlo davvero,anche facendo cose per lui poco piacevoli o paradossalmente ingiuste. Prova a capirlo..
Capire che lavori in equipe e che non sei la responsabile dello stato del tuo paziente,che puoi solo in minima,minimissima parte modificarlo e che non solo non sei tenuta,ma non devi dare più di quanto è necessario sarà fondamentale.
Il distacco non è mancanza di empatia è professionalità,è saper mettere da parte un pezzettino di sè per il vero bene del paziente,per essere DAVVERO utile e per avere la necessaria lucidità per aiutarlo davvero,anche facendo cose per lui poco piacevoli o paradossalmente ingiuste. Prova a capirlo..
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- alessia26
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Re: riuscire a non giudicare...
A me cmq mi sembra davvero che ogni volta qui si rigiri la frittata per trovare ogni volta qualcosa su cui attacare...
scusa eh...
ma si è passato dalle prepotenza,
al voler scavalcare il medico
alla deontologia
e ora collaborazione...
non perchè certe cose non siano reali e vere...ma perchè mi sembra che parliate tanto per raccontare e non a me.
Scusa ma da dove puoi affermare della mia così immensa onnsicenza,del mio voler salvare il mondo,e dalla mia mancanaza di voler collaborare o sentirmi parte di una equipe?
Dal fatto che sono carica?Dal mio entusiasmo e voglia di fare?
Io vedo davvero del superficialismo nel giudizio nei miei confronti...e lo dico perchè un conto è il sentire e un conto è l'operare attivamente su un luogo di lavoro.
Le motivazioni che mi hanno spinto alla mia scelta sono intime e profonde e francamente poco sindacabili...ciò che si dovrebbe sindacare semmai è come svolgo io questa professione,ora da allieva,al di là del mio carattere...
ho conosciuto,e anzi ne ho l'esempio in casa,di persone come mio marito chiuse all'inverosimile,taciturne che al lavoro si trasformano in persone con dinamiche che non riconosco...
Non credo esista un'unica motivazione e un'unico modo di essere per fare l'infermiere come qualsiasi altro mestiere...
certo bisogna avere delle caratteristiche che sicuramente aiutano,delle attitudini,come la pazienza,il serf control....
Ciò che uno può essere in un forum,in famiglia con gli amici e al lavoro non sempre,anzi credo mai,coincide in un'unica figura...e non per falsità,ma per adattamento alle situazioni....
tutta la mia referenza in reparto non l'ho in casa di certo...anzi...
Non si è o bianchi o neri...
Cmq tu parli di esperienza....quella mia manca nel modo più assoluto...ed è quella che sto inizndo a crearmi...
scusa eh...
ma si è passato dalle prepotenza,
al voler scavalcare il medico
alla deontologia
e ora collaborazione...
non perchè certe cose non siano reali e vere...ma perchè mi sembra che parliate tanto per raccontare e non a me.
Scusa ma da dove puoi affermare della mia così immensa onnsicenza,del mio voler salvare il mondo,e dalla mia mancanaza di voler collaborare o sentirmi parte di una equipe?
Dal fatto che sono carica?Dal mio entusiasmo e voglia di fare?
Io vedo davvero del superficialismo nel giudizio nei miei confronti...e lo dico perchè un conto è il sentire e un conto è l'operare attivamente su un luogo di lavoro.
Le motivazioni che mi hanno spinto alla mia scelta sono intime e profonde e francamente poco sindacabili...ciò che si dovrebbe sindacare semmai è come svolgo io questa professione,ora da allieva,al di là del mio carattere...
ho conosciuto,e anzi ne ho l'esempio in casa,di persone come mio marito chiuse all'inverosimile,taciturne che al lavoro si trasformano in persone con dinamiche che non riconosco...
Non credo esista un'unica motivazione e un'unico modo di essere per fare l'infermiere come qualsiasi altro mestiere...
certo bisogna avere delle caratteristiche che sicuramente aiutano,delle attitudini,come la pazienza,il serf control....
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- alessia26
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Re: riuscire a non giudicare...
questo è un discorso utile...fisio ha scritto:E per rispondere alla tua domanda,si anche io agli inizi ero partita lancia in resta,quindi se ti dico certe cose è anche perchè le avessero dette a me mi sarei risparmiata tanti problemi.
Capire che lavori in equipe e che non sei la responsabile dello stato del tuo paziente,che puoi solo in minima,minimissima parte modificarlo e che non solo non sei tenuta,ma non devi dare più di quanto è necessario sarà fondamentale.
Il distacco non è mancanza di empatia è professionalità,è saper mettere da parte un pezzettino di sè per il vero bene del paziente,per essere DAVVERO utile e per avere la necessaria lucidità per aiutarlo davvero,anche facendo cose per lui poco piacevoli o paradossalmente ingiuste. Prova a capirlo..
però come ben tu sai...nessuno cresce con le esperienza altrui...
è quello che tutte noi come mamme vorremmo per i nostri figli...che loro non facciano i nostri sbagli...ma non è così...l'ìesperienza è un qualcosa di molto intimo e personale...
Il tuo può essere un consiglio...e non credere che lo prenda alla leggera...questo post cmq mi ha dato molti imput di riflessione...che sicuramente elaborerò...molte vostre parole le ho catturate dentro per poterle rielaborare...
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- Iscritto il: 20 mag 2005, 8:33
Re: riuscire a non giudicare...
alessia ma santa pazienza. Ma sei stata tu a tirar fuori la bella idea di decidere di non dare medicine se non sei d'accordo con la prescrizione medica. Solo dopo hai aggiustato il tiro dicendo che questo è compito dei medici, al massimo se ne discute (si vojo vedè quando il vai dal primario o dalla caposala a dire che non sei d'accordo con le sue consegne sapendone molto meno di loro sulle motivazioni di tali decisionialessia26 ha scritto:A me cmq mi sembra davvero che ogni volta qui si rigiri la frittata per trovare ogni volta qualcosa su cui attacare...
scusa eh...
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non perchè certe cose non siano reali e vere...ma perchè mi sembra che parliate tanto per raccontare e non a me.
Scusa ma da dove puoi affermare della mia così immensa onnsicenza,del mio voler salvare il mondo,e dalla mia mancanaza di voler collaborare o sentirmi parte di una equipe?
Dal fatto che sono carica?Dal mio entusiasmo e voglia di fare?
Io vedo davvero del superficialismo nel giudizio nei miei confronti...e lo dico perchè un conto è il sentire e un conto è l'operare attivamente su un luogo di lavoro.
Le motivazioni che mi hanno spinto alla mia scelta sono intime e profonde e francamente poco sindacabili...ciò che si dovrebbe sindacare semmai è come svolgo io questa professione,ora da allieva,al di là del mio carattere...
ho conosciuto,e anzi ne ho l'esempio in casa,di persone come mio marito chiuse all'inverosimile,taciturne che al lavoro si trasformano in persone con dinamiche che non riconosco...
Non credo esista un'unica motivazione e un'unico modo di essere per fare l'infermiere come qualsiasi altro mestiere...
certo bisogna avere delle caratteristiche che sicuramente aiutano,delle attitudini,come la pazienza,il serf control....
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tutta la mia referenza in reparto non l'ho in casa di certo...anzi...
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Cmq tu parli di esperienza....quella mia manca nel modo più assoluto...ed è quella che sto inizndo a crearmi...
ti avevo infatti consigliato di chiedere di nuovo, c'è modo e modo di rifiutare di svolgere una mansione.
E se vedi in noi della superficialità..(aslismo?
Streghettasaetta
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Re: riuscire a non giudicare...
Certo che sia tu a dare a me della superficiale è paradossale....alessia26 ha scritto:A me cmq mi sembra davvero che ogni volta qui si rigiri la frittata per trovare ogni volta qualcosa su cui attacare...
scusa eh...
ma si è passato dalle prepotenza,
al voler scavalcare il medico
alla deontologia
e ora collaborazione...
non perchè certe cose non siano reali e vere...ma perchè mi sembra che parliate tanto per raccontare e non a me.
Scusa ma da dove puoi affermare della mia così immensa onnsicenza,del mio voler salvare il mondo,e dalla mia mancanaza di voler collaborare o sentirmi parte di una equipe?
...
Io non parlo tanto per raccontare (e che mi frega?
Tu hai espresso pensieri,io li ho commentati. Può non farti piacere ma scusa tanto,forse la capacità di fare questo un pochino ce l'ho...Vedi dove sta la tua supponenza? Anche quando cerco di aiutarti mi rimbalzi che tanto le esperienze altrui non servono..bè a me sono servite,per riflettere e contestualizzare. Tu sei sopra tutto evidentemente.
Tutto ciò che ho scritto si evince,più o meno esplicitamente dalle tue parole.
Come posso affermare il tuo sentirti superiore? Dal giudizio sommario,SBAGLIATO e affrettato che hai dato di quelle due persone,che non hanno fatto,che hanno sbagliato mentre tu,in pochi minuti avevi già la soluzione bell'e pronta.
Ti sei posta non in ascolto (perchè la madre ti stava parlando!) ma in posizione di superiorità e giudizio (sei dovuta uscire per non mangiartela). Ma chi ti credi di essere,ragazzina,per mangiarti viva una madre perlomeno 50enne che sta vivendo un dramma che tu neppure immagini?
Questo è fare l'infermiera?
Definire lei piccola creatura indifesa è fare l'infermiera? NO.
Fare l'infermiera è un'altra cosa. Ma tanto tu non vuoi ascoltare,nè la madre nè noi tutte,tu sai già tutto,che devi studiare,fare master ed esperienza.
Spero solo che questo tuo atteggiamento per nulla costruttivo non ti porti a distruggerti psicologicamente quando non sarai in grado di sostenere situazioni più grandi di te per inesperienza,cocciutaggine e infantilismo. E che con questo non comprometterai il bene dei tuoi assistiti,che non sono esseri da compatire ma persone con patologie e che si aspettano non che tu gli risolvi la vita ma la PATOLOGIA per cui si trovano lì.
Il folle,l'amante,il poeta solo d'immaginazion son fatti...
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Re: riuscire a non giudicare...
quoto Fisio in tutto...
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Re: riuscire a non giudicare...
Va bhe non mi saprò far capire!fisio ha scritto:Certo che sia tu a dare a me della superficiale è paradossale....
Io non parlo tanto per raccontare (e che mi frega?)? Come posso affermare ciò che dico? Semplicemente leggendo le TUE parole,che ho persino quotato per spiegarmi meglio.
Tu hai espresso pensieri,io li ho commentati. Può non farti piacere ma scusa tanto,forse la capacità di fare questo un pochino ce l'ho...Vedi dove sta la tua supponenza? Anche quando cerco di aiutarti mi rimbalzi che tanto le esperienze altrui non servono..bè a me sono servite,per riflettere e contestualizzare. Tu sei sopra tutto evidentemente.
Tutto ciò che ho scritto si evince,più o meno esplicitamente dalle tue parole.
Come posso affermare il tuo sentirti superiore? Dal giudizio sommario,SBAGLIATO e affrettato che hai dato di quelle due persone,che non hanno fatto,che hanno sbagliato mentre tu,in pochi minuti avevi già la soluzione bell'e pronta.
Ti sei posta non in ascolto (perchè la madre ti stava parlando!) ma in posizione di superiorità e giudizio (sei dovuta uscire per non mangiartela). Ma chi ti credi di essere,ragazzina,per mangiarti viva una madre perlomeno 50enne che sta vivendo un dramma che tu neppure immagini?
Questo è fare l'infermiera?
Definire lei piccola creatura indifesa è fare l'infermiera? NO.
Fare l'infermiera è un'altra cosa. Ma tanto tu non vuoi ascoltare,nè la madre nè noi tutte,tu sai già tutto,che devi studiare,fare master ed esperienza.
Spero solo che questo tuo atteggiamento per nulla costruttivo non ti porti a distruggerti psicologicamente quando non sarai in grado di sostenere situazioni più grandi di te per inesperienza,cocciutaggine e infantilismo. E che con questo non comprometterai il bene dei tuoi assistiti,che non sono esseri da compatire ma persone con patologie e che si aspettano non che tu gli risolvi la vita ma la PATOLOGIA per cui si trovano lì.
Sicuramente non ho sffrontato la questione in maniera professionale...anche se cmq non mi sono lasciata influenzare nell'operato...ma il giudizio c'è stato...sbagliato...superficiale...sicuramente...mi accusi di questo...ma sfondi una porta aperta...se ho aperto il post è proprio perchè tale situazione mi ha lasciata perplessa...se non avessi dubbi su come comportarsi non avrei scritto....ti pare?
Non sono stata professionale...dovrò imparare a gestire queste e ben altre situazioni...certo la strada è lunga,e ne sono consapevole...
continua a pensare che mi senta superiore e arrivata...
non è la verità...ma alla fine continuarlo a dire e ribadire è inutile...tu lo leggi in me e io non lo riconosco nella maniera più assoluta...sono due strade parallele che non hanno punti di incontro...evidentemente!
e non ho detto che le esperienza altrui sono inultili...ma che per crescere e maturare bisogna farsene delle proprie...quelle degli altri possono essere spunto di riflessione,possono essre presi come consigli...e ti ho già detto che ciò che mi hai scritto non è rimbalzato come su un muro di gomma...te l'ho già detto...ma mi serve fare anche le mie esperienza per capire!!!
forse tu sei dall'alto e già vedi la strada giusta da intraprendere per uscire dal labirinto...io ci sto dentro,però...non avrò la visione dall'alto come te ma ho bisogno di sperimentare per trvare quella giusta...non avrebbe senso e non capirei molto se ad occhi chiusi mi lasciassi guidare al buio...ne uscirei vuota!
*REBECCA* 5/05/2007 *GRETA* 25/11/2009 *RACHELE* 28/06/2017 *maggiolina07*
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Re: riuscire a non giudicare...
Alessia io non sono infermiera, però sono stata in Croce rossa come volontaria del soccorso, e da allora la maggior parte dei miei congiunti, amici e conoscenti sono medici, infermieri, annessi e connessi. E' normale e umano che ognuno si faccia un'opinione o un pensiero su determinate situazioni, ma nessuna di queste persone si esprime in giudizi, ha atteggiamenti poco professionali (perchè uscire dalla stanza dove c'era la madre 'per non mangiarsela' perdonami ma è un atteggiamento veramente poco corretto) o ha il tuo atteggiamento di supponenza, tipica degli studenti di medicina dei primi anni (che difatti poi sono quelli che non si laureano perchè crollano prima, generalmente al 4° anno quando cominciano con le autopsie).
Forse hai una visione troppo romantica del tuo lavoro, non puoi fare leva solo sul tuo altruismo o sulle tue doti di grande ascolatrice e di affetto verso il prossimo. La professionalità sta anche nel trovare l'equilibrio tra la parte umana e la parte tecnica. Ma se alla prima occasione già ti areni sul giudicare una questione di cui non sai niente, non sai gli antefatti e a dire 'dovevano fare così e cosà' vedo proprio difficile quello che sarà il tuo percorso. Anche perchè vedrai situazioni molto peggiori, molto più pesanti e molto più disperate e non potrai ogni volta far quella che se ne va dalla stanza.
Forse hai una visione troppo romantica del tuo lavoro, non puoi fare leva solo sul tuo altruismo o sulle tue doti di grande ascolatrice e di affetto verso il prossimo. La professionalità sta anche nel trovare l'equilibrio tra la parte umana e la parte tecnica. Ma se alla prima occasione già ti areni sul giudicare una questione di cui non sai niente, non sai gli antefatti e a dire 'dovevano fare così e cosà' vedo proprio difficile quello che sarà il tuo percorso. Anche perchè vedrai situazioni molto peggiori, molto più pesanti e molto più disperate e non potrai ogni volta far quella che se ne va dalla stanza.
´¯`·->Fabio 4,080 kg di felicità 15 Dicembre 2005´¯`·->Viola 3,780 kg di rapidità 16 Ottobre 2009
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Re: riuscire a non giudicare...
e come al solito salta fuori che io è topinaf siamo sorelle separate alla nascitatopinaf ha scritto:io, quando ho avuto il mio periodo di sindrome da crocerossina (oltre ad essermi fidanzata con l'attuale marito) ho fatto un corso e sono andata a fare la volontaria in reparto
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Re: riuscire a non giudicare...
Hai ragione!!!sbu ha scritto:Alessia io non sono infermiera, però sono stata in Croce rossa come volontaria del soccorso, e da allora la maggior parte dei miei congiunti, amici e conoscenti sono medici, infermieri, annessi e connessi. E' normale e umano che ognuno si faccia un'opinione o un pensiero su determinate situazioni, ma nessuna di queste persone si esprime in giudizi, ha atteggiamenti poco professionali (perchè uscire dalla stanza dove c'era la madre 'per non mangiarsela' perdonami ma è un atteggiamento veramente poco corretto) o ha il tuo atteggiamento di supponenza, tipica degli studenti di medicina dei primi anni (che difatti poi sono quelli che non si laureano perchè crollano prima, generalmente al 4° anno quando cominciano con le autopsie).
Forse hai una visione troppo romantica del tuo lavoro, non puoi fare leva solo sul tuo altruismo o sulle tue doti di grande ascolatrice e di affetto verso il prossimo. La professionalità sta anche nel trovare l'equilibrio tra la parte umana e la parte tecnica. Ma se alla prima occasione già ti areni sul giudicare una questione di cui non sai niente, non sai gli antefatti e a dire 'dovevano fare così e cosà' vedo proprio difficile quello che sarà il tuo percorso. Anche perchè vedrai situazioni molto peggiori, molto più pesanti e molto più disperate e non potrai ogni volta far quella che se ne va dalla stanza.
Però ci tengo a puntualizzare che mi sono spiegata male con la frase sono uscita per non magiarmela viva...nel senso che di fatto non è stato così...e l'ho già spiegato anche prima.
Ero l' insieme ad una infermiera a fare il giro delle schede critiche...giro che è proseguito normalmente e dove nessuno ha percepito quello che era il mio stato...l'infermiera con me in primis...perchè altrimenti,conoscendola una volta fuori mi avrebbe interrogata su cosa non andava...non lo ha fatto poichè io sono rimasta uguale nei miei atteggiamenti che ho abitualmente con le persone...
è stato un pensiero nato e vissuto solo nella mia mente!
Io spero poi di laurearmi...anche perchè fortunatamente finisco prima del 4 anno...dura 3...scherzi a parte...le autopsie le ho già viste...quando ho dovuto dare l'esame di anatomia...anche se con riservo....nel senso che erano proiettate su un video...essendo 150 studenti è dura farci assistere tutti ad una vera...quindi non nego che è diverso...anche se cmq non aveva cesura il vedeo...
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Re: riuscire a non giudicare...
No guarda, è viceversa: bisogna partire con una scorza sul cuore spessa così e poi imparare ogni tanto a lasciarla incidere dagli eventi. Se parti facendoti coinvolgere ti troverai tritata da una schiacciasassi tempo 1 anno o 2...alessia26 ha scritto:sbaglierò....ancora!ma continuo a credere che non si nasce così...ma ci si diventi col tempo...ely66 ha scritto:alessia, ma tu pensi che quel tizio non abbia mai vomitato l'anima nel ricomporre un tipo sventrato da un incidente d'auto??? era impassibile guardandolo. accanto a me c'era un vigile del fuoco volontario, con patentino per il p.s.
beh.. quando ho raccontato del bimbo di 2 anni che ha fatto 5 giorni d'agonia per un incidente, non erano delle statue di marmo eh???
non è esperienza. è LAVORO. è farsi scivolare addosso il lavoro, le tragedie, le disperazioni altrui.
è sopportare un peso grosso. ma non farsi schiacciare. è difficile, ma lo devi fare, altrimenti esplodi. non puoi fare gandhi con tutti!!! non sei gandhi (e manco lui lo sarebbe tzè), nei reparti dove andrai, dove sarai in servizio vedrai cose assurde, drammatiche, tragiche. vedrai bambini pieni di cavi, tubi, flebo. vedrai vecchi con piaghe, vedrai donne/uomini apparentemente sanissime/i morire in 24 ore, vedrai di tutto!!! li ho visti. per questo non ho fatto infermieristica e non ho fatto l'oss. non ce la farei. morirei dentro ogni volta. pensavi che essere infermiera fosse fare una puntura o misurare la febbre ogni 4 ore? alessia!!!!!!!!! forse ho capito perchè hai aperto questo topic, ti serve una botta per decidere dove andare?
se non ce la fai a sopportare questo, datti all'agricoltura biologica.
credo che inizialmente biosgna imparare a dividere la propria vita da questo lavoro,ma credo non sia automatico...credo si impari.
Io non ho dubbi sul proseguire o meno...non ora almeno!!!Anzi sento una grande motivazione dentro...
io credo di poter riuscire a dividere e scindere le cose...credo di essere in una fase di maturazione del mio io da un po' di anni e che appena credo di essere arrivata ecco che qualcosa di nuovo c'è davanti a me che prima non vedevo...credo che tutto questo mia sia utile...credo di star crescendo sotto una sfera delicata da sempre per me...il "cosa voglio fare da grande"....ho fatto bagnaglio di tante esperenzine...
Io non ti piaccio? Eppure sei sempre a guardare e giudicare tutto ciò che faccio. Sai il dizionario come definisce una persona del genere? FAN
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Re: riuscire a non giudicare...
se è vero così....sono proprio criosa di vedere come saremo tra qualche anno io e un sacco di studenti che ho conosciuto...nel senso che è normale inizialmente lasciarsi trasportare e non essere così obbiettivi...o almeno lo riscontro normale poichè vedo che non è solo il mio sentire...laura s ha scritto:No guarda, è viceversa: bisogna partire con una scorza sul cuore spessa così e poi imparare ogni tanto a lasciarla incidere dagli eventi. Se parti facendoti coinvolgere ti troverai tritata da una schiacciasassi tempo 1 anno o 2...alessia26 ha scritto:sbaglierò....ancora!ma continuo a credere che non si nasce così...ma ci si diventi col tempo...ely66 ha scritto:alessia, ma tu pensi che quel tizio non abbia mai vomitato l'anima nel ricomporre un tipo sventrato da un incidente d'auto??? era impassibile guardandolo. accanto a me c'era un vigile del fuoco volontario, con patentino per il p.s.
beh.. quando ho raccontato del bimbo di 2 anni che ha fatto 5 giorni d'agonia per un incidente, non erano delle statue di marmo eh???
non è esperienza. è LAVORO. è farsi scivolare addosso il lavoro, le tragedie, le disperazioni altrui.
è sopportare un peso grosso. ma non farsi schiacciare. è difficile, ma lo devi fare, altrimenti esplodi. non puoi fare gandhi con tutti!!! non sei gandhi (e manco lui lo sarebbe tzè), nei reparti dove andrai, dove sarai in servizio vedrai cose assurde, drammatiche, tragiche. vedrai bambini pieni di cavi, tubi, flebo. vedrai vecchi con piaghe, vedrai donne/uomini apparentemente sanissime/i morire in 24 ore, vedrai di tutto!!! li ho visti. per questo non ho fatto infermieristica e non ho fatto l'oss. non ce la farei. morirei dentro ogni volta. pensavi che essere infermiera fosse fare una puntura o misurare la febbre ogni 4 ore? alessia!!!!!!!!! forse ho capito perchè hai aperto questo topic, ti serve una botta per decidere dove andare?
se non ce la fai a sopportare questo, datti all'agricoltura biologica.
credo che inizialmente biosgna imparare a dividere la propria vita da questo lavoro,ma credo non sia automatico...credo si impari.
Io non ho dubbi sul proseguire o meno...non ora almeno!!!Anzi sento una grande motivazione dentro...
io credo di poter riuscire a dividere e scindere le cose...credo di essere in una fase di maturazione del mio io da un po' di anni e che appena credo di essere arrivata ecco che qualcosa di nuovo c'è davanti a me che prima non vedevo...credo che tutto questo mia sia utile...credo di star crescendo sotto una sfera delicata da sempre per me...il "cosa voglio fare da grande"....ho fatto bagnaglio di tante esperenzine...
sarebbe bello riparlarne tra qulache anno....lasciatemi laureare e cominciare a lavorare e poi ne riparleremo...
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Re: riuscire a non giudicare...
ma cos'è?! la pubblicità di 'ti piace vincere facile?!?'alessia26 ha scritto:[.le autopsie le ho già viste...quando ho dovuto dare l'esame di anatomia...anche se con riservo....nel senso che erano proiettate su un video...essendo 150 studenti è dura farci assistere tutti ad una vera...quindi non nego che è diverso...anche se cmq non aveva cesura il vedeo...
il cadavere visto in tv è come vedere CSI!
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