GravidanzaOnLine: il Forum

Prima, durante e dopo la gravidanza

 

riuscire a non giudicare...

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Re: riuscire a non giudicare...

Messaggio da akane » 18 feb 2011, 19:44

A me non interessa che opinione può avere di me un medico o un'infermiera,mi interessa solo che mi curi come curerebbe chiunque altro.
beh a me un pochino si...
la ragazza è incinta...
pensa se il fidanzato torna a casa, apre google, scrive gravidanza.... uno dei primi forum che esce (se non il primo) è gravidanzaonline, come si sentirebbe???
e non per il fatto che la cosa è stata raccontata, no. Ma per il fatto che lui e la madre sono stati giudicati irresponsabili, inetti ecc ecc quando invece sono due persone che probabilmente soffrono da morire (perchè il aprente di una anoressica questo fa, soffre da morire e si consuma anche lui) e lei la ragazza che è malata è stata definita come una che ha un cervello di una quindicenne
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Re: riuscire a non giudicare...

Messaggio da akane » 18 feb 2011, 19:45

mamamatchi ha scritto:
akane ha scritto:
Si sentirebbe rifiutata brutta e grassa?Pensa adesso che è incinta come si sente..
mamamatchi
appunto. Adesso come si sente? alessia invece di pensare a come si sente ha pensato a giudicare la madre e il fidanzato.
Il cervello di una anoressica è molto molto complicato. Non ci sono se o ma o si poteva fare questo o quello. la cosa piu' importante per la madre di quella ragazza è salvarle la vita e io credo, se riesco ancora ad entrare in quella mentalità, che una gravidanza la vita non gliela salverebbe

Su quello non discuto,certo,l'interesse di questa madre è salvare la figlia,ci mancherebbe!
Il fatto che Alessia si sia fatta una opinione non è che cambia la vita di queste persone alla fine.E' una allieva,se dovesse superare il limite ci sono medici più esperti che di sicuro interverebbero credo.
Akane ho scritto già troppo sopra..io lascio parlare le altre adesso! :sorrisoo
nulla contro di te eh mamamatchi sia chiaro :sorrisoo
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Re: riuscire a non giudicare...

Messaggio da mamamatchi » 18 feb 2011, 19:57

A sto punto spero che lui non cerchi il sito! :x:
Comunque spiace a me che ogni volta io e te ci incrociamo nei topic difficili!
Prossima volta in uno leggero eh! :ok
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Re: riuscire a non giudicare...

Messaggio da Giulia80 » 18 feb 2011, 20:34

clizia ha scritto:
Giulia80 ha scritto: Mi viene da dire che però è giusto avere empatia nei confronti del paziente, e forse un pochino anche prenderselo in carico.


attenzione, EMPATIA non significa simpatia e compassione o voglia di chissà che. :fischia

Sì, mi è chiarissimo.
La intendevo come la capacità di immedesimarsi in un altro, come condivisione e partecipazione.
Non vorrei andare a cercare sul vocabolario, ma mi sembrava di essere stata chiara :sorrisoo
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Re: riuscire a non giudicare...

Messaggio da Giulia80 » 18 feb 2011, 20:39

fisio ha scritto:
clizia ha scritto:
Giulia80 ha scritto: Mi viene da dire che però è giusto avere empatia nei confronti del paziente, e forse un pochino anche prenderselo in carico.


attenzione, EMPATIA non significa simpatia e compassione o voglia di chissà che. :fischia
E "prendere in carico",Giulia,è un atto molto serio,se fatto veramente. E che è possibile solo con la dovuta esperienza e con strumenti appropriati,altrimenti è un tentativo di assistenzialismo dannoso.Perchè quando noi abbiamo finito di fare le Candy Candy della situazione le persone coinvolte rimangono nel loro dramma,e se percepiscono i nostri inespressi ma inequivocabili giudizi si porteranno dietro un fardello,o un'alibi,in più. Ripeto,non dubito la buona fede,ma quando si parla di persone malate bisogna saper rispettare i limiti,perchè anche una gentilezza di troppo può essere strumentale o pericolosa. Non si sta parlando di una vecchina con una frattura di femore cui si danno cinque minuti di evasione leggendole l'oroscopo.. Ci si prende in carico ciò che si può sostenere,farlo in condizioni inappropriate è una leggerezza sbagliata. E da allievi,soprattutto,ci si deve limitare all'osservazione,allo studio e alla gentile premura. L'empatia in questo caso è un lusso che non ci si può permettere,soprattutto quando ci porta a trarre conclusioni affrettate e sentimenti di giudizio.
C'è un tempo per tutto in una carriera professionale...
Guarda, capisco perfettamente cosa vuoi dire.
E infatti insisto: a me sambra un eroe chi fa un lavoro così.
Io non lo faccio e non lo farei per nessun motivo al mondo, perchè non penso saprei proprio approcciarmi nel modo corretto, finirei con il fare la Candy Candy.
Sono d'accodo sul fatto che Alessia è forse passata un po' oltre, ma continuo a pensare che non sia strano che all'inizio di un percorso così si debbano trovare i limiti, magari anche superandoli. Poi magari la penso così perchè io lavoro con i numeri e le cose lì sono molto più facili...
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Re: riuscire a non giudicare...

Messaggio da Giulia80 » 18 feb 2011, 20:44

Giulia80 ha scritto:
clizia ha scritto:
Giulia80 ha scritto: Mi viene da dire che però è giusto avere empatia nei confronti del paziente, e forse un pochino anche prenderselo in carico.


attenzione, EMPATIA non significa simpatia e compassione o voglia di chissà che. :fischia

Sì, mi è chiarissimo.
La intendevo come la capacità di immedesimarsi in un altro, come condivisione e partecipazione.
Non vorrei andare a cercare sul vocabolario, ma mi sembrava di essere stata chiara :sorrisoo
Scusami, adesso mi rileggevo e capisco perchè mi scrivi così.
Lo slegavo in parte dalla vicenda in questione. Capisco che chi giudica certo non è un empatico... intendevo che un medico o un infermiere lo deve essere in geenrale e che quindi in parte sì, ti porti un po' il lavoro addosso.
Mi sono spiegata male e ho risposto frettolosamente in preda a una punta di permalosità. Sorry, mi è scappata. Ho capito e spero adesso di essermi spiegata anch'io. :sorrisoo
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Re: riuscire a non giudicare...

Messaggio da clizia » 18 feb 2011, 21:25

Non so, in generale penso.. credo che un infermiere debba sospendere il giudizio e coltivare altre virtù atte al suo lavoro come la sollecitudine, la premura, la gentilezza, la serietà, non essere o non essere empatico e comportarsi in modi diversi come conseguenza. riconosco che c'è l'ammlato simpatico e quello prepotente o maleducato ma mettersi a giudicare situazioni cliniche e familiari sconosciute può fare danno, come diceva Fisio.
certo si deve essere gentili e comprensivi, trattare bene le persone, chiunque gli stia davanti.
sono regole minime e in parte comuni pure ad altri tipi di lavoro a contatto col pubblico. Per questo non mi pare ci vogliano eroi ma solo persone coscenziose.
E sappiamo bene che molti infermieri ed operatori non lo sono, spero che Alessia non faccia parte della schiera nel suo futuro.

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Re: riuscire a non giudicare...

Messaggio da laura s » 18 feb 2011, 22:04

Ho letto solo il post iniziale e non tutto il resto.

Non giudicare mai è impossibile, non è umano. La cosa importante è riuscire a essere professionali e tenere il giudizio dentro di sè, trattando tutti i pazienti nello stesso modo.

E tu scrivi che diventi amica dei tuoi pazienti: va benissimo, ma ricordati che appena chiudi la porta del reparto fino al mattino dopo tu devi tornare alla tua vita e lasciare tutti i drammi che hai visto chiusi lì dentro.
Sicuramente già se parti convinta di questo ci saranno le eccezioni e le lacrime e non riuscirai a farlo del tutto, ma se non parti di quest'idea un reparto come la neuro ti distrugge dentro, fidati.
Se invece ce la fai, lavorare lì ti darà un grandissimo regalo: il senso delle proporzioni. Quando tornando a casa bucherai una gomma oppure litigherai con tua zia, capirai che sono tutte belinate in rapporto ai problemi veri e non lascerai che le stupidaggini ti rovinino la vita... e non è poco!
Io non ti piaccio? Eppure sei sempre a guardare e giudicare tutto ciò che faccio. Sai il dizionario come definisce una persona del genere? FAN

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Re: riuscire a non giudicare...

Messaggio da laura s » 18 feb 2011, 22:06

Ah, giusto per completezza... occhio a non infrangere il segreto professionale... questo sito è un forum pubblico, non mi sembra corretto raccontare qui un caso clinico riconoscibile, io non lo farei... sei tenuta al segreto anche se studente lo sai??
Io non ti piaccio? Eppure sei sempre a guardare e giudicare tutto ciò che faccio. Sai il dizionario come definisce una persona del genere? FAN

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Re: riuscire a non giudicare...

Messaggio da lemming » 18 feb 2011, 22:16

Quoto in toto fisio, ma quello che mi lascia un po' così è aver letto un giudizio tanto crudele (sì crudele), verso la madre e il fidanzato - che può essere stato incosciente o coscienzioso, tu non lo sai - da parte di una madre. Questa donna disperata vede sua figlia suicidarsi poco a poco, non riesce ad aiutarla, e quando dice a un'addetta "cos'altro possiamo fare?" si trova davanti un muro.
Non è che lei stava lì a pettinar bambole, era in ospedale per cercare di salvare sua figlia... e a questo calvario, ai sensi di colpa che si porterà cmq dietro per tutta la vita, ci hai messo su un bel carico da novanta. Cosa che non aiuta nessuno, nemmeno la tua paziente, visto che sua madre ha bisogno di tutte le forze per continuare ad assisterla. Adesso, invece, probabilmente è lì che pensa "se perfino un camice bianco mi ha guardata in quel modo, come se fossi io la responsabile di tutto, allora è davvero così", e dovrà lavorare su se stessa, prima ancora che su sua figlia.
Mah.
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Re: riuscire a non giudicare...

Messaggio da alessia26 » 19 feb 2011, 11:15

Non ho letto proprio tutto...ma ci tenevo a rispendere subito...perchè ho letto alcuni interventi e ci tengo a puntualizzare 2 cose....

Fisio ti ho sempre ammirata,e mi piacciono molto i tuoi interventi...sono stata devvero colpita da ciò che hai scrtto LA PRESA IN CARICO DELLA PERSONA...mi ha fatto sorridere leggere testuali parole perchè sono proprio le stesse che a noi insegnano quando abbiamo davanti a noi una persona.
Il dottore,medico è colui che pensa alla malattia e a come curarla,il compito dell'infermiere invece dovrebbe essere quello di assistere la persona sotto un'altro aspettetto,molto pià intimo...e non lo dico io è ciò che ci insegnano e non a caso sui nostri libri di testo c'è scritto testualmente PRESA IN CARICO DELLA PERSONA e supportarla nelle sue fragilità debolezze,paure,ecc,ecc...

sono stata con lei nel giro visite perchè era MIO COMPITO DI INFERMIERA....quello di cui parli tu è un punto di vista che da contro alla figura professionale dell'infermiere...

Ed è ovvio e non credo nemmeno ci sia bisogno,o almeno io non lo ho ritenuto opportuno,precisare che quello che ho visto io è una goccia nel mare,è un frammento di una vita intera...ma ciò su cui volevo riflettere è che cmq da persona non risco cmq in cuor mio a non farmi un giudizio,una idea...
e se proprio voglio pensarci i giudizi si danno proprio quando i quadri e le visioni non sono totali...altrimenti le realtà sono spesso così difficili e complesse che non si riesce ad avere un giudizio preciso...

Il mio "problema" non è se il mio giudizio nel particolare è giusto o meno...è mio,è la mia idea,la mia impressione che ho avuto di fronte a loro.
E devo essere sincera,peccherò anche di presunzione ma non credo di operare peggio o con meno passione se di fronte ho persone che hanno bisogno della mia assistenza e della mia presa in carico.Non a questi livelli almeno!

Ciò che mi ha atterrita è il fatto che non volevo farmi questi giudizi,che volevo lavorare,fare il mio dovere stop,senza metterci del giudizio...e invece mi sono resa conto che ciò non è possibile,o che se lo è io non ci sono riuscita come avrei dovuto...

E' poco che giro per ospedali,ma mi sento a mio agio nel ruolo dell'infermiera,sento di aver intrapreso la mia strada...ma voglio peccare di perfezione....e mi sono resa conto che non ce l'ho fatta...
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Re: riuscire a non giudicare...

Messaggio da helzbeth » 19 feb 2011, 11:51

Alessia... parti dal presupposto che il giudizio sul passato non cambia le cose.

Quindi stare a sindacare sul perchè delle sue azioni e di quelle della sua famiglia/moroso, non solo non è di tua competenza, ma è anche sostanzialmente inutile.
Quindi, come infermiera, puoi/devi solo occuparti del presente, e fare qualcosa per migliorarlo.
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Re: riuscire a non giudicare...

Messaggio da Amy » 19 feb 2011, 12:03

Io sono anni che cerco una risposta alla tua domanda...il riuscire a non giudicare. Tante volte mi e' successo di avere a che fare con un paziente e avere gia' un giudizio in mente, pero' il lavoro lo faccio bene uguale, almeno spero. Io credo che sia proprio nell natura umana farsi un giudizio , a me preoccupa se il giudizio e' negativo, pero' ne ho parlato proprio il mese scorso con un tutor esperto e mi ha detto che succede anche a lei dipo tanti anni di lavoro.

In bocca al lupo per tutto

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Re: riuscire a non giudicare...

Messaggio da fisio » 19 feb 2011, 13:44

Alessia scusami,non voglio essere sgradevole è? La presa in carico della persona da parte di un IP si riferisce appunto alla persona,e non al suo contesto familiare o alle dinamiche relazionali con i suoi affetti,o peggio alla sua vita sessuale. E si,pecchi di presunzione,perchè la presa in carico da allieva ti viene insegnata,ma è cosa che si impara con gli anni,tanti,in cui si trova equilibrio e capacità di contestualizzazione. Tu al momento non sei in grado di prendere in carico un malato,sei solo all'inizio del tuo percorso professionale,puoi studiare,applicare le nozioni pratiche che come allieva impari (non so a che anno sei,ma il programma di tirocinio io lo conosco molto bene) e gestire il tuo rapporto coi malati con serietà e gentilezza. Usare premure,rispondere ai bisogni fisiologici dei pazienti e imparare dall'osservazione.
Se poi sei più caritatevole di indole dedicare un pò di tempo extra a loro,ma appunto,un conto è leggere diva e donna all'ottantenne operata al femore,un'altra è supportare una malata psichica di cui non sai nulla.
Allora,esce la tutor che è in me,la presa in carico dell'infermiere (cito te:supportarla nelle sue fragilità,debolezze e paure) riguarda le contingenze,ossia i motivi derivanti dal ricovero,non la sua storia personale,men che meno se si tratta di psichiatria. Ha paura di un intervento? Le tengo la mano e la rassicuro. E'preoccupata per un esame,la distraggo. Di certo non mi "mangio viva" la madre,questo,vai a leggere sui tuoi libri o chiedi ai tuoi insegnanti,non rientra nel tuo profilo professionale.
Tu dici che,sebbene sei conscia di avere informazioni parziali e insufficienti,non riesci a non dare un giudizio (oltremodo severo direi nei confronti dei parenti,oltremodo ricco di phatos nei confronti della ragazza).
Questo dovrebbe farti riflettere,magari tu per carattere sei impulsiva e trai conclusioni affrettate...bè,in quel contesto,con una divisa addosso non te lo puoi permettere.
E non ne hai diritto.
Poi guarda,anche io ho le mie idee e i miei pensieri sui pazienti,ma da lì a giudicarli,bè...un conto è un'idea,un conto è un giudizio che porta ad un atteggiamento di ostilità passiva (che si percepisce eccome) che danneggia sia i parenti che la malata.
E cmq nella vita sai quante volte giudizi frettolosi poi si rivelano infondati? Io ti dico solo questo,riservati un pò più di tempo prima di tirare le somme e,almeno fin quando non avrai l'esperienza necessaria e le necessarie competenze tecniche,limitati alla gentilezza,alla premura e alle tue mansioni,e lascia ALTRE prese in carico a chi di dovere.
Il folle,l'amante,il poeta solo d'immaginazion son fatti...

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Re: riuscire a non giudicare...

Messaggio da fisio » 19 feb 2011, 14:11

Provo a farti capire con le tue parole,ok?

Ma da ieri sono un po' in crisi...è stata ricoverata una ragazza,33 anni,anoressica e incinta di 5-6 settimane.
Lei è una persona fragilissima,indifesa,una bambina che dorme con l'orsacchiotto,negli occhi le si legge davvero la paura della vita..a tutti dice che non vuole questo bambino e che dobbiamo toglierglielo
...
Ecco il tuo primo giudizio,tu la ragazza l'hai giudicata eccome,e solo sulla base di quello che lei fa apparire di sè (credo non sapendo quanto manipolatori possono essere questi pazienti,e ci sei caduta con tutte le scarpe).
non la posso giudicare,non posso vederla se non come una povera piccola creatura indifesa...e poi con lei c'è la madre e il fidanzato che nn la lasciano mai,che la assistono con amore e una pazienza fuori dal comune...ma non posso trattenerme nel giudizio verso queste 2 persone...il sangue mi ribolle nel sangue,quando la madre stamattina con occhi tristi mi ha guardata e con il sottofondo che ormai sembrava una cantilena della ragazza -io non voglio questo bambino toglietemelo- mi dice -che cos'altro possiamo fare?!-
Povera piccola creatura indifesa!!! Ti sembra un'analisi da infermiera? Questa non è empatia,questa è compassione,del tutto immotivata,fuori luogo e dannosa. Nessuna ha detto che sia un lavoro facile,certi episodi ti spezzano il cuore,ma se tu fossi in un reparto di ematologia pediatrica di che aiuto potresti essere commiserando i tuoi pazienti??????
sono dovuta uscire per non mangiarmela...perchè non avete fatto nulla?
perchè avete lasciato che accadesse?
ecco l'altro giudizio,non avete fatto nulla,ma tu che ne sai? Ecco,nella famosa presa in carico una cosa te l'avranno detta,le fumate,quando vesti di bianco,sono del tutto fuori luogo e sbagliate. SEI DOVUTA USCIRE. Credi non sia stata percepita la tua disapprovazione? Vedi perchè non sei in grado di prendere in carico altri aspetti che non siano le ADL della malata? Perchè non hai gli strumenti per mantenere la lucidità e sei manipolabile da una malata psichica.
Di più,abbi pazienza,non puoi fare,soprattutto da allieva inesperta quale sei.
Se vorrai le mie parole le prenderai in maniera costruttiva,altrimenti non sò...ma ritenevo giusto dirtele..
finchè trovate giusto annullarsi per la prfessionalitàcolpe...pesa 40kg e si vede grassa...non è in grado di essere razionale e di pensarci...ma invece giudico la siua famiglia...chi le sta intorno...
.
Hai giudicato entrambi,senza gli strumenti per poterlo fare. Non avere questo atteggiamento non significa annullarsi professionalmente,ma rispettare i propri limiti e le proprie competenze. e si,scusami,ma io ci leggo un pò di sdr da onnipotenza nelle tue parole,essere empatici con un paziente non significa violare la sua intimità con congetture o prenderne le parti perchè sembra la cosa più ovvia. Essere empatici significa sapere che nella sf**a della vita,in quel momento difficile,puoi con la tua gentilezza strapparle un sorriso o tenerle compagnia.
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Re: riuscire a non giudicare...

Messaggio da Corallina » 19 feb 2011, 14:22

laura s ha scritto:occhio a non infrangere il segreto professionale... questo sito è un forum pubblico, non mi sembra corretto raccontare qui un caso clinico riconoscibile, io non lo farei... sei tenuta al segreto anche se studente lo sai??
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Re: riuscire a non giudicare...

Messaggio da lupikky » 19 feb 2011, 14:23

fisio ha scritto: un conto è un'idea,un conto è un giudizio

standing ovation!!!!!!!!!!!
e mi sembra che qui dentro si sia fatta molta confusione tra i 2 termini!
Avere un'idea, un pensiero è inevitabile e in fondo anche "doveroso"....farsi un giudizio (o peggio ancora un pregiudizio) in alcuni contesti non si può!
Nella sezione "quando la pancia non c'è più" ci sono un paio di vittime del giudizio da parte del personale sanitario....fa venire i brividi!
"mamma, ma sull'arcobaleno si può camminare con le scarpine?"

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Re: riuscire a non giudicare...

Messaggio da akane » 19 feb 2011, 14:56

mamamatchi ha scritto:A sto punto spero che lui non cerchi il sito! :x:
Comunque spiace a me che ogni volta io e te ci incrociamo nei topic difficili!
Prossima volta in uno leggero eh! :ok
ma mica è un problema eh? l'importante è che non si litighi e poi ci sta che non si pensi nello stesso modo
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Re: riuscire a non giudicare...

Messaggio da Curiosa » 19 feb 2011, 15:09

A me questo topic mi sta veramente facendo rabbrividire, lo so che purtroppo ci saranno decine di ragazze in tutta Italia malate di anoressia, ma mi ha colpito in specifico questo topic perchè mi fa capire tante cose su una ragazza della stessa età, mia lontana parente fra l'altro, che ha gli stessi problemi di anoressia, ma in questi giorni non so come stia davvero, non so nulla di lei da Natale. Ma in ospedale ci va abbastanza spesso. Spero non nello stesso ospedale, dato che sia la mia parente che Alessia sono della stessa zona. E spero che ora non sia in ospedale in questi giorni oppure mi verrebbe il dubbio che sia lei, me lo fa dire il fatto dell'età, della zona, e che la mamma sia sempre lì con lei: sua mamma si sta distruggendo la vita per questa cosa, è sempre con lei ma allo stesso tempo lei si sente anche causa o forse no... non so tanto del loro dramma familiare che si trascina da tanti anni, ma è una famiglia intera spezzata da questa malattia, e non è una cosa che con un giro in ospedale si cura.
Io ho sempre saputo della sua malattia, ma non ne abbiamo mai parlato direttamente così in profondità, ogni tanto si sfoga la mamma ma per pudore non abbiamo mai fatto niente di più che chiedere come andava e starla ad ascoltare... stanno TUTTI male in quella famiglia, per questa malattia, non è una cosa che coinvolge solo il malato. La mamma ha i sensi di colpa, non riescono a trovare un modo per farla guarire, e ne hanno provati, oh se ne hanno provati... centri specializzati, psicologi, attenzioni, cure... ma è una spirale, sembrava anni fa ne fosse uscita, per anni è stata bene, e poi... dentro di nuovo.

Magari esistesse un'infermiera, fosse anche alle prime armi, che arriva e risolve tutto, ma è utopia. Ha fatto mesi di soggiorno in centri appositi, le hanno provate tutte, ma quella bestia è sempre lì, a volte sembra migliori ma poi ha ricadute spaventose.

Leggere il topic mi ha fatto solo pensare egoisticamente una cosa: spero che la ragazza in questione non sia lei, perchè io la sua storia la conosco da quando ha iniziato ad avere dei problemi ma noi parenti lontani la sappiamo solo dal di fuori, o meglio da quello che hanno scelto di volerci dire, non sappiamo tanti dettagli se non i ricoveri o altre cose grosse, cose che tutti possono sapere. E mi sentirei di farle un torto, sapere cose che dovrebbero restare fra loro. Come se li avessi spiati. Al di là degli sfoghi, sua mamma non ci ha mai raccontato i dettagli così privati... e un aborto è più che un dettaglio... chiunque sia questa ragazza, vorrebbe che potenzialmente migliaia di persone potessero sapere del suo aborto liberamente leggendo un forum? Non c'è diritto alla privacy per una cosa così... privata? (scusate il gioco di parole)

L'unica rabbia che ho sempre provato è solo ed unicamente per la sua orrenda malattia, che forse la farà morire, che dentro li ha già fatti morire tutti quanti. Indipendentemente da chi sia la colpa... chissenefrega di chi è. Potesse guarire me la prendo io, la colpa.

Scusate lo sfogo :buuu

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Re: riuscire a non giudicare...

Messaggio da alessia26 » 19 feb 2011, 15:47

fisio ha scritto:Alessia scusami,non voglio essere sgradevole è? La presa in carico della persona da parte di un IP si riferisce appunto alla persona,e non al suo contesto familiare o alle dinamiche relazionali con i suoi affetti,o peggio alla sua vita sessuale.
Non per fare la perfettina...ma non si dice più IP come infermiere PROFESSIONALE,ma si chiama solo infermiere da quando bisogna laurearsi per diventarlo,poichè non ha bisogno di nessun aggettivo che lo rinforzi...non parli di medico professionale o avvocato professionale...
e ti sembrerà assurddo ma nell'accertamento infermieristico si valuta e si indaga anche sulla famiglia,sui rapporti con gli amici e sulla vita e attività sessuale.Accertamento che non le ho di certo fatto io...
E si,pecchi di presunzione,perchè la presa in carico da allieva ti viene insegnata,ma è cosa che si impara con gli anni,tanti,in cui si trova equilibrio e capacità di contestualizzazione. Tu al momento non sei in grado di prendere in carico un malato,sei solo all'inizio del tuo percorso professionale,puoi studiare,applicare le nozioni pratiche che come allieva impari (non so a che anno sei,ma il programma di tirocinio io lo conosco molto bene) e gestire il tuo rapporto coi malati con serietà e gentilezza. Usare premure,rispondere ai bisogni fisiologici dei pazienti e imparare dall'osservazione.
Se poi sei più caritatevole di indole dedicare un pò di tempo extra a loro,ma appunto,un conto è leggere diva e donna all'ottantenne operata al femore,un'altra è supportare una malata psichica di cui non sai nulla.
Allora,esce la tutor che è in me,la presa in carico dell'infermiere (cito te:supportarla nelle sue fragilità,debolezze e paure) riguarda le contingenze,ossia i motivi derivanti dal ricovero,non la sua storia personale,men che meno se si tratta di psichiatria. Ha paura di un intervento? Le tengo la mano e la rassicuro. E'preoccupata per un esame,la distraggo. Di certo non mi "mangio viva" la madre,questo,vai a leggere sui tuoi libri o chiedi ai tuoi insegnanti,non rientra nel tuo profilo professionale.
io mi sono semplicemente fatta una idea mia...che non ha interferito in alcun modo con le mie competenze...
Tu dici che,sebbene sei conscia di avere informazioni parziali e insufficienti,non riesci a non dare un giudizio (oltremodo severo direi nei confronti dei parenti,oltremodo ricco di phatos nei confronti della ragazza).
Questo dovrebbe farti riflettere,magari tu per carattere sei impulsiva e trai conclusioni affrettate...bè,in quel contesto,con una divisa addosso non te lo puoi permettere.
E non ne hai diritto.
io dico che spesso i giudizi nascono con queste premesse...e che anche se non volevo cmq in me certi pensieri sono nati.Permettere o non permettere....diritto o non diritto sono pensieri,miei e intimi che in questa sede ho voluto confidarmi con voi ma che certamente al lavoro non sono trasparite proprio perchè non ci sono ripercussioni di alcun tipo lavorativamente parlando.
[/quote]Poi guarda,anche io ho le mie idee e i miei pensieri sui pazienti,ma da lì a giudicarli,bè...un conto è un'idea,un conto è un giudizio che porta ad un atteggiamento di ostilità passiva (che si percepisce eccome) che danneggia sia i parenti che la malata.
E cmq nella vita sai quante volte giudizi frettolosi poi si rivelano infondati?[/quote]
non nego moltissime volte sicuramente e queso potrebbe essere anche una di quelle volte...
Io ti dico solo questo,riservati un pò più di tempo prima di tirare le somme e,almeno fin quando non avrai l'esperienza necessaria e le necessarie competenze tecniche,limitati alla gentilezza,alla premura e alle tue mansioni,e lascia ALTRE prese in carico a chi di dovere.
ciò che è mio dovere e compito fare lo so benissimo...quali sono miei limiti e le mie competenze di persona,di alieva e di infermiere non hanno il minimo dubbio nella mia testa e se non fosse così non sarei riuscita ad essere in reparto!
*REBECCA* 5/05/2007 *GRETA* 25/11/2009 *RACHELE* 28/06/2017 *maggiolina07*
17/02/09 il mio ricordo indelebile

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