Sono e mi sento decisamente una balena … ho lo stomaco a pezzi da settimane, fatico a fare tutto, non sono come vorrei per la mia bimba grande … insomma non ce la faccio più!
Ma … Elisa è nata oltre il termine e al controllo di qualche giorno fa tutto è chiuso, fermo quindi inutile illudersi…
Oggi però mi sento strana, ho doloretti da ciclo fastidiosi ma mancano 11 giorni e non ci faccio troppo caso.
9 gennaio 2011 (38+4)
Mi sveglio riposata (miracolo!), ci prepariamo e andiamo tutti e 3 a Messa … qualche contrazione si fa sentire, ogni tanto sono toste e mi devo sedere. All’uscita dalla chiesa tutti mi chiedono come va e tutti si esprimono … c’è chi dice che la pancia è alta e chi che è bassa, c’è chi dice che ho la faccia tirata e stanca e chi che sono in splendida forma … il mondo è bello perché è vario
I dolori aumentano, ma sono irregolari e distanziati (15 minuti almeno). Arrivo a casa, preparo il pranzo, poi devo stendermi sul divano, non riesco a stare né in piedi né seduta. Decido di prendere un buscopan … sono straconvinta che non siano i dolori buoni e penso di ottenere un po’ di sollievo … ma nemmeno per sogno, tutto rimane immutato!
Mio marito comincia a chiedermi se non è il caso di andare al PS, ma dico che è meglio aspettare.
Mangio qualcosa, il dolore è intenso … scrivo alle mie amiche gennarine come mi sento e il dubbio se farmi vedere o no, poi vado in bagno e … ecco il tappo
Ok, tappo + dolori potrebbero significare qualcosa, decido di andare in ospedale. I nonni vengono a prendere Elisa, le spiego che vado a vedere se è ora per la sorellina di uscire dalla pancia e lei è tutta contenta … realizzo che forse è davvero arrivato il momento e che la piccola Alessia ha ascoltato la sua mamma stanca che da giorni le chiede di anticipare un po’ l’uscita!
h. 14.45 si parte. Mio marito che in genere guida come un pensionato apre sia su un circuito di F1 … meno male che di domenica pomeriggio il traffico è poco poco. Io sono molto dolorante, ormai le contrazioni sono circa ogni 5 minuti e fanno male male … mi concentro sulla respirazione.
h. 15.15 entro al PS e l’ostetrica di turno appena mi vede mi chiede se sono in travaglio e quando sente che sono al secondo parto esclama: “La faccio visitare subito e preparo già le carte per il ricovero … lei partorisce a breve!”
Ci siamo … sto per conoscere la mia biscucciolotta, quella che per mesi mi ha tenuto compagnia con i suoi calcetti (anche calcioni verso la fine), col singhiozzo quotidiano, con il cambiare posizione ad ogni controllo … Alessia sta arrivando!
h. 15.30 visita – sono di 3 cm, bimba bassa e sacco teso … meglio salire in reparto con la sedia a rotelle. In effetti appena arrivata nella zona parto mi alzo in piedi e … splash … si rompe il sacco.
Mi guardo intorno e penso di aver sbagliato ospedale … non una barella in corridoio, due sale parto libere, tutti tranquilli
Entra l’ostetrico e quasi non riesco a rispondergli … devo concentrarmi sulla respirazione o il dolore mi fa perdere lucidità. Mentre penso che non potrò fare l’epidurale perché avrei dovuto ritirare l'esito delle analisi esattamente il giorno dopo il gine entra e mi visita, sono le 15.45 … “Signora siamo a dilatazione completa!”. Io e mio marito
Non passa molto e sento di dover spingere, mio marito dice che non è possibile, ostetrico &c. non hanno ancora finito di preparare tutto (al socio non hanno nemmeno messo il camice verde) … e che vi devo dire? Non posso fare diversamente … sono le 16.00 … Claudio mi spiega come spingere per evitare l’episiotomia, non è facile ma ci provo … 4/5 spinte e sento quel bruciore intensissimo e la testa che esce e in un attimo la mia meravigliosa creatura è tra noi … sono le 16.09 e Alessia è nata!
Piango di gioia, chiedo se sta bene, me la fanno vedere, la sento piangere … la danno al papà e vanno nella stanza accanto per il bagnetto e tutto il resto.
Guardo Claudio, ha la faccia tesa e chiedo cosa c’è. Mentre la bimba usciva ho avuto un distacco di placenta, mi dice che se avessi aspettato a venire in ospedale rischiavamo entrambe ... ma per fortuna sono nel posto giusto al momento giusto, ora bisogna essere certi che la placenta esca tutta … un brutto quarto d’ora in cui ben quattro volte mi controllano l’utero (che maaaaaaale!), ma alla fine tutto ok e con soli due punti esterni me la cavo. Poco dopo mi riportano la mia piccola … è uno splendore … 3.300 Kg x 50 cm, la amo già da morire.
La pediatra però interrompe l’idillio dicendomi che può lasciarmela poco, la rottura della placenta e la nascita "precipitosa" le hanno fatto bere parecchio sangue e accumulare più stress del normale, sta bene ma ha bisogno di qualche ora di culla termica, mi assicura che entro sera me la riporteranno. La coccolo una decina di minuti e poi devo già salutarla … chiamo immediatamente mia cugina che è pediatra ma anche lei mi rassicura, se fosse stata una cosa grave non me l’avrebbero lasciata nemmeno un minuto … mi rilasso un po’, chiamo Elisa e le annuncio che è nata Alessia e sentirla urlare “Evviva è nata la mia sorellina!” è l’ennesima immensa emozione di questa incredibile giornata!
Alle 18.30 arrivano i nonni e la mia Elisa, è un po’ contrariata dal non poter vedere la sorellina ma le coccole di mamma fanno passare tutto. Per fortuna io mi sento benissimo, mi alzo, la prendo in braccio e questo la rassicura.
h. 19.30 vado in post intensiva e vedere la mia cucciola … se la dorme al calduccio, mi dicono che non sanno se la portano entro mezzanotte o la mattina dopo, dipende da come andrà l’emogas di controllo, ma mi rassicurano ulteriormente che è solo una precauzione perché la piccola sta bene e posso anche accarezzarla.
h. 20.15 sono in camera, mio marito rimane ancora un po’ … mi manca la mia piccola però cerco di sdrammatizzare pensando che se lei non c’è potrò dormire qualche ora.
h. 21 saluto il socio, i-pod nelle orecchie e cerco di rilassarmi dopo tutta l’adrenalina accumulata.
h.22 la porta della stanza si apre e una dolcissima infermiera mi porta la mia piccola Alessia. Pochi minuti ed è già attaccata al mio seno che ciuccia con gran voracità (quando la stacco vedo già il colostro).
Ora si che mi sento pienamente felice, telefono subito a mio marito così condividiamo la gioia di quel momento … l’avventura in 4 è iniziata!








