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la linea sottile tra l'essere buone o fesse

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mariangelac
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Re: la linea sottile tra l'essere buone o fesse

Messaggio da mariangelac » 27 gen 2011, 11:06

Non c'è un'atteggiamento giusto in assoluto, ti dico cosa farei io, io m'incavolerei, le parlerei, tenterei di spiegare quello che mi fa soffrire, e nn per infierire, ma perche per me parlare è sempre positivo, manifesta comunque una volontà di modificare o migliorare le cose.
Io se smetto di dialogare significa che nn ho piu alcun tipo di interesse per quella persona, pertanto parlale parlale parlale, a volte sembra che le parole siano scivolate via, invece secondo me qualcosa resta sempre, e nella solitudine un pò si riflette. :sorrisoo
Ciascuno quanto piu interna contentezza gli manca, tanto piu desidera nell'opinione altrui passare per felice. (Schopenhauer)

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Re: la linea sottile tra l'essere buone o fesse

Messaggio da Lunette » 27 gen 2011, 11:22

Alexxandra ha scritto:Lunette... :x:
A volte la colpa è anche di chi comunque le ha sempre permesso di comportarsi in questo modo senza mai dirle nulla, ormai lo ritiene un suo diritto... non servirà sicuramente a nulla forse ma questo è quello che verrebbe da fare a me...
Esatto... Ma credimi io le cose gliele ho sempre dette.. Magari non sempre nel modo migliore, ma lei sa quello che penso.
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Re: la linea sottile tra l'essere buone o fesse

Messaggio da Lunette » 27 gen 2011, 11:25

kik ha scritto:Avresti forse potuto chiamare un meccanico - per fare un favore a tua madre - e poi mandare il conto a tua sorella (che lavora, giusto?)
Oddio :ahah mi scappa da ridere perché mia sorella potrebbe rimanerci secca, infatti lei è estremamente tirata.. Con i soldi suoi, perché con quelli degli altri spende e spande. Penso che se facessi così soffocherebbe, però in effetti sarebbe il modo in assoluto più azzeccato per farla ridimensionare.
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Re: la linea sottile tra l'essere buone o fesse

Messaggio da clizia » 27 gen 2011, 11:26

tu si, glielo hai sempre detto. ma è ininfluente se i vostri genitori non hanno fatto altrettanto. :che_dici

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Re: la linea sottile tra l'essere buone o fesse

Messaggio da pem » 27 gen 2011, 11:29

Lunette ha scritto: Lei ha passato due anni in clinica (anni fa) per disturbo ossessivo compulsivo e ancora ne soffre talvolta. La psicologa che la seguiva già all'epoca mi disse che era inutile.. Mia sorella sarebbe stata convinta per sempre che tutto le è dovuto in quanto nemmeno loro sono riusciti ad inculcarle che determinati comportamenti sono nocivi e a lungo andare danneggiano e fanno rimanere soli.

Se non ci riesce uno psichiatra, io manco a parlarne.
posso parlare con franchezza?
ti ho letta spesso.

l'impressione, sopratutto dopo aver letto questo, è che tu non accetti tua sorella.
il suo comportamento NON è modificabile.
lei è così.
e non è colpa sua.
lei è "ammalata"...e non può "guarire" solo con la forza di volontà.


ma tu puoi. tu puoi lavorare su te stessa, invece che su di lei, per smettere di soffrire per questo e vederla x come è ... limiti compresi.
però forse, dopo tutti questi anni, sarebbe più semplice se ti aiutasse uno specilista a fare questo percorso interno.
pensaci.
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Re: la linea sottile tra l'essere buone o fesse

Messaggio da kik » 27 gen 2011, 11:31

Lunette ha scritto:
kik ha scritto:Avresti forse potuto chiamare un meccanico - per fare un favore a tua madre - e poi mandare il conto a tua sorella (che lavora, giusto?)
Oddio :ahah mi scappa da ridere perché mia sorella potrebbe rimanerci secca, infatti lei è estremamente tirata.. Con i soldi suoi, perché con quelli degli altri spende e spande. Penso che se facessi così soffocherebbe, però in effetti sarebbe il modo in assoluto più azzeccato per farla ridimensionare.
bene. A maggior ragione se è così sensibile all'argomento la prossima volta mettila col cu*o a terra.
Fintantoché voi tutti vi tirate su le maniche al posto suo per quale ragione lei dovrebbe smettere di pensare che tutto le è dovuto??
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Re: la linea sottile tra l'essere buone o fesse

Messaggio da clizia » 27 gen 2011, 11:38

si Pem però credo che le abitudini familiari contino anche pèer modificare in parte alcuni eccessi a livello di carattere.Le possibilità e le manifestazioni dei disturbi sono infinite , così come le reazioni dei familiari che devono pur sopravvivere senza diventare, sentirsi schiavi del malato. e se in famiglia non c'è un atteggiamento univoco il risentimento è normale. :sorrisoo

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Re: la linea sottile tra l'essere buone o fesse

Messaggio da Melissa » 27 gen 2011, 11:51

Lunette ha scritto:
laura s ha scritto:E' fatta così... è tua sorella... se non la accetti tu per come è chi deve farlo??
Sua madre. Sono sua sorella non il suo confessore. Mia figlia l'accetterei sempre e comunque, ma anche mia sorella? Insomma non ho diritto nemmeno al mugugno?
ma si che hai diritto al lamento, ci mancherebbe altro? Ma da qui a chiuderle la porta in faccia ce ne vuole, oltretutto mi pare di capire che tua sorella abbia dei problemi psichici quindi a maggior ragione eviterei un atteggiamento drastico.
se non sei parte della soluzione sei parte del problema
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Re: la linea sottile tra l'essere buone o fesse

Messaggio da Lunette » 27 gen 2011, 12:32

Pem: la proiezione di questa mia fragilità emotiva ce l'ho su tutti.. è proprio un mio problema, sentirmi sempre responsabile per loro.. Le vedo sole, indifese: specialmente mia mamma e io per questa situazione me sono andata di casa a 18 anni.. Per tanto tempo i contatti sono stati a senso unico.. Nel senso che ero io quella che aiutava, sia monetariamente, sia emotivamente. Poi piano piano si sono stabilizzate ma io continuerò sempre a sentirmi responsabile perché così mi è stato inculcato e così è. Mi rendo conto che non è giusto, ma non è facile, per me, alzare una barriera emotiva verso di loro e anche se ho fatto dei progressi.. Prima mi sentivo sempre in colpa per tutto, ora non più, comunque c'è qualcosa che mi impedisce di pensare solo a me stessa anche quando sarei legittimata a farlo. Ed è vero, forse non accetto la parte menefreghista di mia sorella perché so che lei è un'egoista che non alzerebbe il dito per me.. Davvero gente, lo dico senza cattiveria, è la realtà ed è dura da digerire.
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Re: la linea sottile tra l'essere buone o fesse

Messaggio da Lunette » 27 gen 2011, 12:35

kik ha scritto: Fintantoché voi tutti vi tirate su le maniche al posto suo per quale ragione lei dovrebbe smettere di pensare che tutto le è dovuto??

Perché per anni, visto che era malata, è stata troppo accontentata in tutto.. Non vuoi studiare? Vabbè, i soldi te li do io. Non vuoi lavorare? Vabbè i soldi te li do io, ecc.. finchè i soldi non sono finiti mia sorella ha fatto la mantenuta. Quando non c'era altra possibilità è andata a lavorare, ma ancora adesso se senti lei la colpa del fatto che deve lavorare è nostra perché non siamo una famiglia ricca... Lascia stare, potrei aprire un libro :che_dici
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Re: la linea sottile tra l'essere buone o fesse

Messaggio da Ari » 27 gen 2011, 12:51

Lunette ha scritto:Ed è vero, forse non accetto la parte menefreghista di mia sorella perché so che lei è un'egoista che non alzerebbe il dito per me..
ma da quello che scrivi tua sorella è "patologicamente egoista".
non è come una persona normale che magari per alcuni si sbatte all'inverosimile e per altri invece è totalmente assente.
è come prendersela con un paraplegico perché non sa camminare.

voglio dire: i dottori ti hanno detto che è così e che è incurabile. quindi che cosa pretendi da lei?

secondo me alla fine tu sei molto molto arrabbiata con tua madre perché ti sembra che ti abbia costretta ad occuparti di tua sorella, che ti abbia costretta ad essere sempre forte, ad occuparti di tutto, perché magari ti sembra che tua madre voglia più bene a tua sorella che a te visto che gliele fa passare tutte lisce.
però è più facile per te arrabbiarti con tua sorella piuttosto che con tua madre, perché aprirebbe in te un conflitto interiore ben più profondo.

io penso che l'atteggiamento di tua madre non sia di remissione nei confronti di tua sorella, ma semplicemente di totale accettazione e incondizionato amore nei confronti di questa sua figlia un po' disastrata.
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Re: la linea sottile tra l'essere buone o fesse

Messaggio da kik » 27 gen 2011, 13:03

Ari ha scritto: io penso che l'atteggiamento di tua madre non sia di remissione nei confronti di tua sorella, ma semplicemente di totale accettazione e incondizionato amore nei confronti di questa sua figlia un po' disastrata.

una figlia così non ti capita per volere del destino, una figlia te la cresci così "disastrata".
Sulla totale accettazione quindi, e sull'amore incondizionato soprattutto, avrei da ridire;
iddio non voglia che finisca per riversare su mia figlia questo genere di "amore",
che non fa il bene del proprio figlio,
lo cresce senza dargli un paio di gambe su cui reggersi.
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Re: la linea sottile tra l'essere buone o fesse

Messaggio da Lunette » 27 gen 2011, 13:16

IO non ce l'ho con mia mamma perché penso che preferisca lei a me,cosa tra l'altro non vera, così come la costrizione..Anche se su questo potrei dire che sia stato più un ricatto morale.. siamo sole e disgraziate aiutaci tu.
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Re: la linea sottile tra l'essere buone o fesse

Messaggio da Ari » 27 gen 2011, 13:25

kik ha scritto:una figlia così non ti capita per volere del destino, una figlia te la cresci così "disastrata".
mi pare che la sorella di lunette sia stata in terapia per due anni e che i medici che l'hanno curata siano giunti ad un'altra conclusione.
il mio parere è fondato su questo.
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Re: la linea sottile tra l'essere buone o fesse

Messaggio da mamamatchi » 27 gen 2011, 14:05

Cavolo..ma a 26 anni veramente non ci sono margini di cambiamento??
Forse non ci sono finchè tutti ti scusano e ti assecondano..vedi se tutti ti piantano in asso come ti svegli al volo!!!
Non so,forse io sono un po' dura.
Ma io in famiglia ero quella che scusava gli atteggiamenti di tutti,però mi rodevo e quando ho avuto bisogno io solo mia nonna si è mossa.
Non voglio più rovinarmi la vita e l'umore perchè gli altri sono egoisti o insensibili,me ne frego che siano famigliari,questo non mi obbliga a sopportare tutto.
A farmi venire l'embolo ogni volta.
Io ho smesso di essere troppo tollerante,e adesso mi rispettano molto più di prima.
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Re: la linea sottile tra l'essere buone o fesse

Messaggio da Ari » 27 gen 2011, 14:09

mamamatchi ha scritto:..vedi se tutti ti piantano in asso come ti svegli al volo!!
svegliarsi sì, nel senso che non dipenderebbe più dagli altri.
da qui a non essere più egoista però ce ne passa eh!
non è che se da un giorno all'altro lunette smette di aiutare sua sorella allora lei poi capirà e diventerà generosa e disponibile a sua volta.
almeno credo...
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Re: la linea sottile tra l'essere buone o fesse

Messaggio da mamamatchi » 27 gen 2011, 14:10

Aggiungo che il disturbo ossessivo-compulsivo si cura,come altre patologie psichiatriche..il fatto che una psichiatra si sia data per vinta non credo abbia a che fare con la patologia ma con l'educazione di questa ragazza.
Il tutto mi è dovuto,il menefreghismo non ha molto a che fare con questa patologia..
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Re: la linea sottile tra l'essere buone o fesse

Messaggio da mamamatchi » 27 gen 2011, 14:11

Ari ha scritto:
mamamatchi ha scritto:..vedi se tutti ti piantano in asso come ti svegli al volo!!
svegliarsi sì, nel senso che non dipenderebbe più dagli altri.
da qui a non essere più egoista però ce ne passa eh!
non è che se da un giorno all'altro lunette smette di aiutare sua sorella allora lei poi capirà e diventerà generosa e disponibile a sua volta.
almeno credo...

No,però magari a 26 anni cresce un attimino e fa un favore a se stessa,oltre che agli altri.
Finche tutti si sbattono al tuo posto non sei stimolato a provare nemmeno a te stesso che ti puoi arrangiare da solo!
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Re: la linea sottile tra l'essere buone o fesse

Messaggio da Ari » 27 gen 2011, 14:13

su questo ti do perfettamente ragione!
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Re: la linea sottile tra l'essere buone o fesse

Messaggio da Cuckoo » 27 gen 2011, 14:15

Penso che tu debba solo avere pazienza...tua sorella ha 26 anni e finora ha vissuto "protetta", ma prima o poi, come accade per tutti, prenderà la cosiddetta "facciata al muro" e capirà...oh sì...come capirà...
"Ci sono delusioni che fanno onore a chi riesce a viverle."
(Carlos Ruiz Zafón)

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