ah... e buon anno!!!
il mio 2011 s'è aperto con un bell'attacchino di panico mentre guardavo i presepini in chiesa (ci poteva stare... soffito di 2 mt, fila indiana immobile, luci spente...). sembrava finita lì, invece stamattina ho dovuto fare un faticosissimo dietrofront mentre andavo al lavoro: giornata di rientro dalle "ferie" persa, nervoso al massimo consentito, ciclo in ritardo di svariati giorni, morale sotto i piedi.
allora, visto che ora sto meglio, sono a casa, ho finito di piangere e di inkaxxarmi con me, vorrei parlarne con voi e magari chiarirmi le idee...
allora... tutto inizia con la gravidanza: lascio il lavoro, abbandono ansiolitici e ansia, cambio vita e ritmi. insomma, tutta salute. diciamo così...
poi xò ovviamente si torna alla vita reale a appena giulio lascia la tetta io riprendo il lavoro: riapro lo studio, cerco di ripartire con la professione... ma la crisi è ormai al meglio, di soldi ne girano molto pochi e invece i casini ti piovono sopra come in autunno, così dopo un anno decido di chiudere, continuando un po' da casa "conto terzi" e di trovarmi un lavoretto da dipendente.
momento complicato, attacchi sempre in agguato, ma dura poco: alla prima bussata mi si apre una porticina, comincio a lavorare come addetta agli ordini e fatturazione in un market e tutto sembra tornare al sereno.
soldi pochini, cotratto a chiamata... ma solo 3 mattine di lavoro, quindi perfetto! riesco a seguire giulio, la casa, qualche pratica dallo studio che mi passano i miei ex soci...
poi xò le cose cambiano: tre mattine diventano tre giorni pieni, per evitare di lasciare giulio al nido troppe ore concordo un orario continuato dalle 9 alle 17, senza pausa pranzo (10 min alle 13:30 compresa pipì...), poi arrivano le feste e si cominciano a fare le 17:30, le 18... poi un rientro di 3 ore in venerdì che comincia a diventare la prassi... e adesso un sab sì e uno no fino a chiusura.
per di più troppo spesso mi capita di dover scaricare interi roller di merce senza nessun supporto e...
eh! i soldi non te li regala nessuno no? quindi niente, mi sono messa sotto e ho lavorato due mesi senza battere ciglio, impegnandomi al massimo e cercando di ignorare stanchezza, tristezza e doloretti vari.
fino a stamattina...
tra chiusure e turni non ho lavorato 4 giorni, sarei dovuta rientrare oggi. 4 gg nei quali mi sono resa conto di quanto poco vedo mio figlio, di che bordello è diventata casa, di quanto sono diventata sciatta io, di quanto mi fa perennemente male la schiena nonché la zona pelvica (non mi chiedete xché... infatti ho già prenotato dal gine!).
e prima, mentre mi facevo la doccia, mi sono posta la domanda che non dovevo pormi: il problema è davvero il lavoro, pesante e senza prospettive, o sono io?
sì, xché... insomma, la libera professione non la potevo continuare xché ci ricavavo solo stress e nemmeno i soldi per il gasolio e ok. ma qui? stress proprio non ne ho, lavoro con 3 neuroni accesi e il resto del cervello che gioca a burraco, a fine giornata mi metto in tasca il mio e me ne vado a casa senza mezzo problema.
stanchezza... beh, sì, xò... va bene, io ho passato la vita sui libri, è la prima volta in vita mia che uso la parte "fisica" delle mie dotazioni ed era ovvio che scricchiolasse un po'... ma diamine ho 34 anni, non sono una mummia egizia!!!
e invece non ce la faccio, la verità è questa. per reggere i ritmi del nuovo lavoro ho dovuto trascurare casa e sto cmq un rottame, faccio 3 gg ma mi sembra di vivere lì dentro, non riesco più a seguire giulio come vorrei, non riesco più ad avere un rapporto normale col socio xché la sera crollo... i gg che non lavoro lì cerco di recuperare tutto il resto, ma è evidente che non ci riesco...
quei soldini che guadagno ci tornano tremendamente comodi... con lo stipendio del socio ci vivremmo, nel senso che l'indispensabile ci uscirebbe, ma... staremmo sul filo e cmq tremendamente stretti.
non mi sembra giusto... mi sento inutile, non all'altezza del mio "ruolo" di donna, di madre. mi sento come una bambinetta viziata che non vuole assumersi le sue responsabilità e per questo tira fuori mille scuse plausibili...







