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Ho vissuto quei mesi come un incubo senza fine. Non sto più a dilungarmi su quel periodo, per me anche solo ripensarci è una coltellata al cuore.
Ad aprile del 2009, dopo alti e bassi, gli oncologi decisero di sospendere le terapie a Barbara. Nè la chemio nè la radio erano state effettuate come previsto, il numero di cicli di entrambi fu diminuito, perché rischiavano di ucciderla per curarla. Hanno conservato le sue cellule staminali ed hanno verificato la compatibilità del fratello per un'eventuale donazione di midollo, se si presentasse una recidiva. I controlli successivi non hanno mai evidenziato un peggioramento. Tutto stabile. Finalmente la vita di tutti, ed anche e soprattutto quella di Barbara, tornava ad una parvenza di normalità. Era rientrata nella sua città, ad abitare in casa sua, i capelli ricrescevano, il lavoro era ripreso (salvo poi interrompersi per motivi indipendenti dalla sua salute), al battesimo di mia figlia era lei la madrina, come avevo tanto desiderato e sperato. E già tutto questo non mi sembrava vero. Leggevo gli esiti degli esami e piangevo di gioia e di sollievo.
Poi, un giorno, mentre camminavo per strada diretta verso casa sua, una strana sensazione mi ha assalita. Sono arrivata alla sua porta col cuore in gola. Dentro di me già sapevo... Ho fatto una domanda e la risposta è stata "Sì" (poi sono stata accusata di stregoneria, ma questa è un'altra faccenda
Il "sì" più bello di tutta la mia vita. Vi lascio immaginare la scena isterica che ho piantato: piangevo, esultavo, ridevo, urlavo, tutto insieme mentre ci abbracciavamo.
Credevamo non fosse possibile, i medici avevano pronosticato che non sarebbe mai diventata mamma, anche se nessuno aveva avuto il coraggio di dirglielo in faccia, nemmeno noi. Ma...
Barbara aspetta una bambina.
Una bambina all'apparenza sanissima
Si chiamerà Vittoria, sarà la sua Vittoria.
E io sono mesi che continuo a piangere come una sc**a!
Stavolta di felicità, però. Ecco, questa è la mia bella notizia, e scusate se è poco.
Sapete? Questo sarà sicuramente il Natale più bello della mia vita.
Volevo condividere con voi questa "novità", perché il vostro sostegno, il vostro interessamento, la vostra disponibilità, sono stati per me degli appigli preziosi in un momento buio. Un pensiero particolare, concedetemi, va alla nostra Wonderstefy che (anche se non fu l'unica) allora mi contattò per offrirmi una spalla, una mano e molto altro.






