oh Signore, Hamilton non esageriamo. Spero che mia figlia abbia solo questa di mancanza va. Che di cose serie ce ne sono a bizzeffe.hamilton ha scritto:E ribadisco una cosa, vorrei che le critiche, CONCRETE, mi venissero fatte da chi ha vissuto almeno due settimane a New York.
E non critiche sulla qualita' del lavoro e della vita, ma soltanto sul fatto che mandare un figlio a NY non sia un'esperienza da fargli fare, assolutamente, in mezzo a 10.000 altre esperienze.
Anche a quella della montagna + pastore
Come ripeto, non precludo nulla, ma io credo che non conoscere NY, sia una mancanza.
Non grave di sicuro, ma una mancanza, soprattutto per un giovane.
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Re: La nuova emigrazione
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Re: La nuova emigrazione
ecco stavolta quoto hamilton. Il ns sistema creditizio per fortuna è mooooolto lontano.hamilton ha scritto:Bhe', questo Cabi e' un discorso lungo, mi piacerebbe tornarci, ora devo chiudere, ma siamo ancora MOLTO lontani dall'aver ereditato in toto quel sistema creditizio.
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Re: La nuova emigrazione
Sei così sicura che siamo tanto lontani??? Ogni giorno ci sono sempre più sovraindebitati in Italia, le carte revolving e i finanziamenti elargiti con facilità stanno facendo stragi...e pure i mutui al 100% pre-2008...i macelli....ishetta ha scritto:ecco stavolta quoto hamilton. Il ns sistema creditizio per fortuna è mooooolto lontano.hamilton ha scritto:Bhe', questo Cabi e' un discorso lungo, mi piacerebbe tornarci, ora devo chiudere, ma siamo ancora MOLTO lontani dall'aver ereditato in toto quel sistema creditizio.
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Re: La nuova emigrazione
Cabi, sara' un po' dura battere il deficit degli Stati Uniti: 1.42 trillioni di dollari nel 2009.. vero che 'e un paese molto piu' grande dell'Italia.. pero'.. a me sta cifra mi fa una paura .. in piu', con il prossimo budget le tasse aumenteranno ancora di piu'Cabi ha scritto:Sei così sicura che siamo tanto lontani??? Ogni giorno ci sono sempre più sovraindebitati in Italia, le carte revolving e i finanziamenti elargiti con facilità stanno facendo stragi...e pure i mutui al 100% pre-2008...i macelli....ishetta ha scritto:ecco stavolta quoto hamilton. Il ns sistema creditizio per fortuna è mooooolto lontano.hamilton ha scritto:Bhe', questo Cabi e' un discorso lungo, mi piacerebbe tornarci, ora devo chiudere, ma siamo ancora MOLTO lontani dall'aver ereditato in toto quel sistema creditizio.
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Re: La nuova emigrazione
sì cabi, ne sono sicura. Per ora abbiamo ancora il kiul parato. Poi da qui a 10 anni non saprei... ma per ora ne sono sicura...Cabi ha scritto:Sei così sicura che siamo tanto lontani??? Ogni giorno ci sono sempre più sovraindebitati in Italia, le carte revolving e i finanziamenti elargiti con facilità stanno facendo stragi...e pure i mutui al 100% pre-2008...i macelli....ishetta ha scritto:ecco stavolta quoto hamilton. Il ns sistema creditizio per fortuna è mooooolto lontano.hamilton ha scritto:Bhe', questo Cabi e' un discorso lungo, mi piacerebbe tornarci, ora devo chiudere, ma siamo ancora MOLTO lontani dall'aver ereditato in toto quel sistema creditizio.
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Re: La nuova emigrazione
Grazie Pisola
e complimenti per aver fatto pure tu scelte coraggiose. Io a Philly ci sono stata solo di sfuggita, per un matrimonio, e mi sono sempre chiesta come sarebbe viverci.
Visto che qui siamo ormai super OT, vorrei dire ancora una cosa sull'America.
Da quando avevo 14 anni, ho passato tutte le estati sia alle superiori che all'universita' o in UK o in Germania per perfezionare le lingue. Durante quegli anni coordinavo scambi culturali con paesi stranieri e quindi ho sempre viaggiato tanto.
Poi....
A 29 anni ho visitato per la prima volta NYC (e si', ho provato una forte emozione, anche se l'emozione piu' forte, quella che mi ha dato l'imprinting di viaggiatrice, l'ho provata visitando per la prima volta Londra nel lontano 1983).
A 30 anni ho visitato San Francisco, la California e l'Arizona.
A 31 anni ho visitato Chicago.
A 32 anni ho conosciuto mio marito, mi sono trasferita in Corea per stare con lui e dopo un anno lui ha ricevuto un'allettante proposta di lavoro a... Louisville, Kentucky. Lui alla notizia non era molto entusiasta, ma io pensavo: ho vissuto in 3 paesi diversi, in 2 continenti diversi, posso adattarmi a tutto ormai, nulla mi fa paura.
Be', lo choc culturale che ho provato trasferendomi nel Kentucky e' difficile da descrivere... e ho capito che le citta' che avevo visitato fino ad allora NON SONO PER NIENTE RAPPRESENTATIVE della vera America. La vera America sono le citta' senza centro, senza quartieri pedonali, dove non esistono marciapiedi e dove non vedi mai nessuno per strada. Sono resistita li' un anno, un anno d'inferno, dopo di che eravamo talmente disperati da decidere che ci saremmo trasferiti a Chicago e mio marito avrebbe fatto il pendolare (in aereo).
A Chicago sono rinata... e' una citta' piu' vicina al concetto europeo di citta', dove usavo raramente la macchina e andavo al lavoro a piedi. Un sogno, in confronto a Louisville.
Ora vivo in una citta' che e' piu' simile a Louisville che a Chicago, per motivi che non sto qui ad elencare, e la cosa che mi manca di piu' dell'Italia (oltre al cibo
) e' proprio la presenza di un centro dove si puo' passeggiare, andare per negozi, e dove si incontra sempre qualcuno che si conosce. Per quello, ogni volta che torno a Padova passo ore a camminare in giro per il centro e non mi stanco mai. Negli anni, ho anche imparato che spesso le persone che si conoscono in un luogo possono fare una grande differenza (soprattutto quando si hanno figli), e forse se tornassi ora a vivere a Louisville non la troverei poi cosi' deprimente. Fino all'anno scorso ho vissuto in un sobborgo di NYC e anche se ormai a NYC mi sento di casa, sono stata proprio io a chiedere a mio marito di spostarci qui. NYC ti da' molto, ma ti chiede anche molto, e io forse sono ormai troppo vecchierella per una vita simile. 
Tutta questa pappardella per dire che dopo tante peregrinazioni sono giunta alla conclusione che nessun posto e' perfetto in assoluto, e che il nostro atteggiamento e' molto importante nel determinare il nostro grado di felicita', in Italia, in America o in qualsiasi altro luogo.
Visto che qui siamo ormai super OT, vorrei dire ancora una cosa sull'America.
Da quando avevo 14 anni, ho passato tutte le estati sia alle superiori che all'universita' o in UK o in Germania per perfezionare le lingue. Durante quegli anni coordinavo scambi culturali con paesi stranieri e quindi ho sempre viaggiato tanto.
Poi....
A 29 anni ho visitato per la prima volta NYC (e si', ho provato una forte emozione, anche se l'emozione piu' forte, quella che mi ha dato l'imprinting di viaggiatrice, l'ho provata visitando per la prima volta Londra nel lontano 1983).
A 30 anni ho visitato San Francisco, la California e l'Arizona.
A 31 anni ho visitato Chicago.
A 32 anni ho conosciuto mio marito, mi sono trasferita in Corea per stare con lui e dopo un anno lui ha ricevuto un'allettante proposta di lavoro a... Louisville, Kentucky. Lui alla notizia non era molto entusiasta, ma io pensavo: ho vissuto in 3 paesi diversi, in 2 continenti diversi, posso adattarmi a tutto ormai, nulla mi fa paura.
Be', lo choc culturale che ho provato trasferendomi nel Kentucky e' difficile da descrivere... e ho capito che le citta' che avevo visitato fino ad allora NON SONO PER NIENTE RAPPRESENTATIVE della vera America. La vera America sono le citta' senza centro, senza quartieri pedonali, dove non esistono marciapiedi e dove non vedi mai nessuno per strada. Sono resistita li' un anno, un anno d'inferno, dopo di che eravamo talmente disperati da decidere che ci saremmo trasferiti a Chicago e mio marito avrebbe fatto il pendolare (in aereo).
A Chicago sono rinata... e' una citta' piu' vicina al concetto europeo di citta', dove usavo raramente la macchina e andavo al lavoro a piedi. Un sogno, in confronto a Louisville.
Ora vivo in una citta' che e' piu' simile a Louisville che a Chicago, per motivi che non sto qui ad elencare, e la cosa che mi manca di piu' dell'Italia (oltre al cibo
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Re: La nuova emigrazione
Più che il kiul parato, siamo bravi a far finta che la Grecia è lontana, mentre i nostri conti sono pure peggio...quando faremo crack, lo facciamo bene bene, come è usanza italiana del resto: a noi piace sempre esagerare... 
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Re: La nuova emigrazione
Ishetta mi fai sempre rotolare dalle risateishetta ha scritto:Io Ema la capisco xchè conoscendomi se mi mettessero in un posto di mare, caldo diventerei sc**a in 2 ore... io ho bisogno di smog, traffico, pioggia. Ecco starei meglio a Londra che non alle Bahamas
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Re: La nuova emigrazione
il problema è che è vero. Quest'estate ho fatto 15 giorni in Liguria, avendo fatto la villo sono stata a riposo, volevo morire tutto quel caldo, tutto quel mareyoga ha scritto:Ishetta mi fai sempre rotolare dalle risateishetta ha scritto:Io Ema la capisco xchè conoscendomi se mi mettessero in un posto di mare, caldo diventerei sc**a in 2 ore... io ho bisogno di smog, traffico, pioggia. Ecco starei meglio a Londra che non alle Bahamas
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Re: La nuova emigrazione
cabi mi riferivo ai privati non alla situazione del deficit pubblico.Cabi ha scritto:Più che il kiul parato, siamo bravi a far finta che la Grecia è lontana, mentre i nostri conti sono pure peggio...quando faremo crack, lo facciamo bene bene, come è usanza italiana del resto: a noi piace sempre esagerare...
e' vero che viviamo al di sopra delle ns possibilità molto di più che un paio di decenni fa, ma siamo come mentalità ancora lontani dallo standard statunitense.
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Re: La nuova emigrazione
yoga ha scritto:Grazie Pisolae complimenti per aver fatto pure tu scelte coraggiose. Io a Philly ci sono stata solo di sfuggita, per un matrimonio, e mi sono sempre chiesta come sarebbe viverci.
Visto che qui siamo ormai super OT, vorrei dire ancora una cosa sull'America.
Da quando avevo 14 anni, ho passato tutte le estati sia alle superiori che all'universita' o in UK o in Germania per perfezionare le lingue. Durante quegli anni coordinavo scambi culturali con paesi stranieri e quindi ho sempre viaggiato tanto.
Poi....
A 29 anni ho visitato per la prima volta NYC (e si', ho provato una forte emozione, anche se l'emozione piu' forte, quella che mi ha dato l'imprinting di viaggiatrice, l'ho provata visitando per la prima volta Londra nel lontano 1983).
A 30 anni ho visitato San Francisco, la California e l'Arizona.
A 31 anni ho visitato Chicago.
A 32 anni ho conosciuto mio marito, mi sono trasferita in Corea per stare con lui e dopo un anno lui ha ricevuto un'allettante proposta di lavoro a... Louisville, Kentucky. Lui alla notizia non era molto entusiasta, ma io pensavo: ho vissuto in 3 paesi diversi, in 2 continenti diversi, posso adattarmi a tutto ormai, nulla mi fa paura.
Be', lo choc culturale che ho provato trasferendomi nel Kentucky e' difficile da descrivere... e ho capito che le citta' che avevo visitato fino ad allora NON SONO PER NIENTE RAPPRESENTATIVE della vera America. La vera America sono le citta' senza centro, senza quartieri pedonali, dove non esistono marciapiedi e dove non vedi mai nessuno per strada. Sono resistita li' un anno, un anno d'inferno, dopo di che eravamo talmente disperati da decidere che ci saremmo trasferiti a Chicago e mio marito avrebbe fatto il pendolare (in aereo).
A Chicago sono rinata... e' una citta' piu' vicina al concetto europeo di citta', dove usavo raramente la macchina e andavo al lavoro a piedi. Un sogno, in confronto a Louisville.
Ora vivo in una citta' che e' piu' simile a Louisville che a Chicago, per motivi che non sto qui ad elencare, e la cosa che mi manca di piu' dell'Italia (oltre al cibo) e' proprio la presenza di un centro dove si puo' passeggiare, andare per negozi, e dove si incontra sempre qualcuno che si conosce. Per quello, ogni volta che torno a Padova passo ore a camminare in giro per il centro e non mi stanco mai. Negli anni, ho anche imparato che spesso le persone che si conoscono in un luogo possono fare una grande differenza (soprattutto quando si hanno figli), e forse se tornassi ora a vivere a Louisville non la troverei poi cosi' deprimente. Fino all'anno scorso ho vissuto in un sobborgo di NYC e anche se ormai a NYC mi sento di casa, sono stata proprio io a chiedere a mio marito di spostarci qui. NYC ti da' molto, ma ti chiede anche molto, e io forse sono ormai troppo vecchierella per una vita simile.
Tutta questa pappardella per dire che dopo tante peregrinazioni sono giunta alla conclusione che nessun posto e' perfetto in assoluto, e che il nostro atteggiamento e' molto importante nel determinare il nostro grado di felicita', in Italia, in America o in qualsiasi altro luogo.
ti quoto in assoluto. Austin e' una bella citta', se sei una coppia senza figli oppure uno studente universitario a cui piace la vita notturna nei pub. Per una mamma con un bimbo piccolo non c'e' moltissimo, e rimpiango il mio paesino in provincia di Milano, dove da piccoli, si e' tutti amici e si esce sulle strade a giocare con i bambini del vicinato. Ecco, mi piacerebbe questo per Nicolo'. Non so se qui a Austin e' possibile pero', pur essendo una cittadina piccola. Credo che le mie esigenze siano cambiate, e diconseguenza, preferirei trovarmi in un posto diverso.
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Re: La nuova emigrazione
Ma sai che quando io e J parliamo di potenziali posti dove vivere ci chiediamo sempre come sarebbe vivere in una cittadina tipo Austin?Annalisa78 ha scritto: ti quoto in assoluto. Austin e' una bella citta', se sei una coppia senza figli oppure uno studente universitario a cui piace la vita notturna nei pub. Per una mamma con un bimbo piccolo non c'e' moltissimo, e rimpiango il mio paesino in provincia di Milano, dove da piccoli, si e' tutti amici e si esce sulle strade a giocare con i bambini del vicinato. Ecco, mi piacerebbe questo per Nicolo'. Non so se qui a Austin e' possibile pero', pur essendo una cittadina piccola. Credo che le mie esigenze siano cambiate, e diconseguenza, preferirei trovarmi in un posto diverso.
A proposito del giocare per strada, che e' come sono cresciuta io e come e' cresciuto mio marito, da quello che vedo questa mentalita' non esiste piu' ne' qui ne' in Italia...
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Re: La nuova emigrazione
lo stavo x scrivere io.... per strada sinceramente non lascerei giocare mia figlia.yoga ha scritto:Ma sai che quando io e J parliamo di potenziali posti dove vivere ci chiediamo sempre come sarebbe vivere in una cittadina tipo Austin?Annalisa78 ha scritto: ti quoto in assoluto. Austin e' una bella citta', se sei una coppia senza figli oppure uno studente universitario a cui piace la vita notturna nei pub. Per una mamma con un bimbo piccolo non c'e' moltissimo, e rimpiango il mio paesino in provincia di Milano, dove da piccoli, si e' tutti amici e si esce sulle strade a giocare con i bambini del vicinato. Ecco, mi piacerebbe questo per Nicolo'. Non so se qui a Austin e' possibile pero', pur essendo una cittadina piccola. Credo che le mie esigenze siano cambiate, e diconseguenza, preferirei trovarmi in un posto diverso.
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Re: La nuova emigrazione
Bè lì non so,ma in Italia ci sono realtà,per carità molto piccole,in cui è ancora possibile. Come dove abito io. Si,ti offrono meno per quanto riguarda divertimenti e co,ma la qualità della vita per i bambini è ancora realmente sana,per strada si gioca e i bambini sono tutelati da tutti gli adulti. Mi rendo conto siano rare eccezioni,ma in Italia,complice la geografia,è ancora possibile. Certo non nelle grandi città,forse..yoga ha scritto:Ma sai che quando io e J parliamo di potenziali posti dove vivere ci chiediamo sempre come sarebbe vivere in una cittadina tipo Austin?Annalisa78 ha scritto: ti quoto in assoluto. Austin e' una bella citta', se sei una coppia senza figli oppure uno studente universitario a cui piace la vita notturna nei pub. Per una mamma con un bimbo piccolo non c'e' moltissimo, e rimpiango il mio paesino in provincia di Milano, dove da piccoli, si e' tutti amici e si esce sulle strade a giocare con i bambini del vicinato. Ecco, mi piacerebbe questo per Nicolo'. Non so se qui a Austin e' possibile pero', pur essendo una cittadina piccola. Credo che le mie esigenze siano cambiate, e diconseguenza, preferirei trovarmi in un posto diverso.
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Il folle,l'amante,il poeta solo d'immaginazion son fatti...
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Re: La nuova emigrazione
Ma dai davvero?!?! E allora venite no?!?!yoga ha scritto:Ma sai che quando io e J parliamo di potenziali posti dove vivere ci chiediamo sempre come sarebbe vivere in una cittadina tipo Austin?Annalisa78 ha scritto: ti quoto in assoluto. Austin e' una bella citta', se sei una coppia senza figli oppure uno studente universitario a cui piace la vita notturna nei pub. Per una mamma con un bimbo piccolo non c'e' moltissimo, e rimpiango il mio paesino in provincia di Milano, dove da piccoli, si e' tutti amici e si esce sulle strade a giocare con i bambini del vicinato. Ecco, mi piacerebbe questo per Nicolo'. Non so se qui a Austin e' possibile pero', pur essendo una cittadina piccola. Credo che le mie esigenze siano cambiate, e diconseguenza, preferirei trovarmi in un posto diverso.
A proposito del giocare per strada, che e' come sono cresciuta io e come e' cresciuto mio marito, da quello che vedo questa mentalita' non esiste piu' ne' qui ne' in Italia...
Ti quoto.. ma sai che io se vado a Milano con Nicolo' ho il patema d'animo tutto il tempo e ho paura che me lo rapiscono!?!? Eppure e' una citta' che amo, mi manca, malgrado tutto.. pero' ho paura a portarci Nicolo'..
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Re: La nuova emigrazione
No, no..nemmeno io.. quando esco sul giardinetto di fronte sto fuori con lui e lo controllo a vista.. sembro un carabiniereishetta ha scritto:lo stavo x scrivere io.... per strada sinceramente non lascerei giocare mia figlia.yoga ha scritto:Ma sai che quando io e J parliamo di potenziali posti dove vivere ci chiediamo sempre come sarebbe vivere in una cittadina tipo Austin?Annalisa78 ha scritto: ti quoto in assoluto. Austin e' una bella citta', se sei una coppia senza figli oppure uno studente universitario a cui piace la vita notturna nei pub. Per una mamma con un bimbo piccolo non c'e' moltissimo, e rimpiango il mio paesino in provincia di Milano, dove da piccoli, si e' tutti amici e si esce sulle strade a giocare con i bambini del vicinato. Ecco, mi piacerebbe questo per Nicolo'. Non so se qui a Austin e' possibile pero', pur essendo una cittadina piccola. Credo che le mie esigenze siano cambiate, e diconseguenza, preferirei trovarmi in un posto diverso.
A proposito del giocare per strada, che e' come sono cresciuta io e come e' cresciuto mio marito, da quello che vedo questa mentalita' non esiste piu' ne' qui ne' in Italia...
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Re: La nuova emigrazione
A Milano??? Ehhhh ... magari non te lo prendono al nido, alla materna ecc. ma rapirtelo proprio noAnnalisa78 ha scritto:
Ti quoto.. ma sai che io se vado a Milano con Nicolo' ho il patema d'animo tutto il tempo e ho paura che me lo rapiscono!?!? Eppure e' una citta' che amo, mi manca, malgrado tutto.. pero' ho paura a portarci Nicolo'..
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Re: La nuova emigrazione
Io dicevo che, in generale, non c'e' piu' la mentalita' che i bambini (quelli un po' piu' grandini, non quelli di 2-3 anni) escono e giocano con i bimbi che trovano nel quartiere, come facevo io alle elementari e alle medie... ci sono i playdate (non so se esista un termine in italiano), i vari impegni, ma il gioco libero mi sembra piu' che esista molto, nemmeno in Italia (io sono di Padova e non so come sia nei paesini, comunque sinceramente io in un paesino non vorrei vivere, ne' in America ne' in Italia ne' da nessun'altra parte. In campagna mi viene l'ansia
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Re: La nuova emigrazione
Annetta, il Texas per ora non e' nei nostri programmi immediati visto che viviamo in Ohio e il lavoro di J e' nel Rhode Island. Pero' in futuro, chissa'... dopo tutto abbiamo cambiato 9 citta' in 9 anni 
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Re: La nuova emigrazione
Poi e' anche vero che io sono una mamma molto protettiva.. non che non lo lascio fare e'? Pero' controllo tutto ioishetta ha scritto:A Milano??? Ehhhh ... magari non te lo prendono al nido, alla materna ecc. ma rapirtelo proprio noAnnalisa78 ha scritto:
Ti quoto.. ma sai che io se vado a Milano con Nicolo' ho il patema d'animo tutto il tempo e ho paura che me lo rapiscono!?!? Eppure e' una citta' che amo, mi manca, malgrado tutto.. pero' ho paura a portarci Nicolo'..beh chiaro che è una metropoli, ma io Emma da sola non la lascerei neanche nella civilissima Stoccolma
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