pure trovare un milanese doc è un'impresa... :ahahPITA ha scritto:la tua è una mitizzazione puramente emotiva, come quella dei bambini a Disneylandhamilton ha scritto:Ma che discorsi, Ish.
La Germania ha una storia vecchia quanto l'antica Grecia, l'antica Roma, come posso sentirmi parte di una Paese che c'e' sempre stato????
La Germania e' dei tedeschi e, tra l'altro, non la amo particolarmente, no, no![]()
L'America E' IL SOGNO (AMERICANO) che sento vicino, perche' l'America e' stata costruita dai miei nonni prima, da mio padre poi, e da mio fratello, adesso.
L' America l'hanno fatta gli americani, sfido però trovare un americano doc, è un paese nato l'altro ieri :ahah
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La nuova emigrazione
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Re: La nuova emigrazione
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Re: La nuova emigrazione
Emotivissima, concordo.PITA ha scritto:la tua è una mitizzazione puramente emotiva, come quella dei bambini a Disneylandhamilton ha scritto:Ma che discorsi, Ish.
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Leggi, vah, che l'ho scritto a pagina due che non esistono americani doc.
Fatto l'altro ieri da noi.
Dice niente Colombo?
1492?
Certo che l'America e' recente, e quindi?
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Re: La nuova emigrazione
Quindi , io, da italiana ed europea , non invidio UN BEL NIENTE degli US.
Quindi, l' America è giovane ed ha molto da imparare dalla vecchia Europa .
Quindi, 'sto sogno americano è 'na baggianata, uno specchietto per le allodole passato nella strettoia del lavoro duro delle braccia dei nostri nonni ieri e dei nostri cervelli oggi.
Quindi, l' America è giovane ed ha molto da imparare dalla vecchia Europa .
Quindi, 'sto sogno americano è 'na baggianata, uno specchietto per le allodole passato nella strettoia del lavoro duro delle braccia dei nostri nonni ieri e dei nostri cervelli oggi.
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Re: La nuova emigrazione
olèPITA ha scritto:Quindi , io, da italiana ed europea , non invidio UN BEL NIENTE degli US.
Quindi, l' America è giovane ed ha molto da imparare dalla vecchia Europa .
Quindi, 'sto sogno americano è 'na baggianata, uno specchietto per le allodole passato nella strettoia del lavoro duro delle braccia dei nostri nonni e dei nostri cervelli oggi.
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Re: La nuova emigrazione
sì ma Milano ha una storia ed una cultura secolare, scusa se è poco!ishetta ha scritto:pure trovare un milanese doc è un'impresa... :ahahPITA ha scritto:la tua è una mitizzazione puramente emotiva, come quella dei bambini a Disneylandhamilton ha scritto:Ma che discorsi, Ish.
La Germania ha una storia vecchia quanto l'antica Grecia, l'antica Roma, come posso sentirmi parte di una Paese che c'e' sempre stato????
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Re: La nuova emigrazione
non metto in dubbio ci abito da una vita e ci sono pure nataPITA ha scritto:sì ma Milano ha una storia ed una cultura secolare, scusa se è poco!ishetta ha scritto:pure trovare un milanese doc è un'impresa... :ahahPITA ha scritto:la tua è una mitizzazione puramente emotiva, come quella dei bambini a Disneylandhamilton ha scritto:Ma che discorsi, Ish.
La Germania ha una storia vecchia quanto l'antica Grecia, l'antica Roma, come posso sentirmi parte di una Paese che c'e' sempre stato????
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Re: La nuova emigrazione
questo topic mi ha ricordato anche il senso di smarrimento e la crisi di identità degli immigrati ...
un ragazzo nato e cresciuto a Londra da genitori italiani e mi diceva proprio questo
" in uk mi considerano italiano, in Italia mi considerano inglese, non so neanche io come definirmi "
forse è così che nascono i cittadini del mondo
un ragazzo nato e cresciuto a Londra da genitori italiani e mi diceva proprio questo
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Re: La nuova emigrazione
porta pazienza hamilton, ma io non sono l'america, neanche un po'.hamilton ha scritto:Certo, ma gli italiani avevano fame e sono andati a cercare lavoro.
Hanno passato anni di sacrifici, enormi, non voglio dire che emigrare fosse andare in vacanza in Messico, ma hanno avuto la possibilita' di costruire QUALCOSA, in un Paese che comunque gli ha dato la possibilita' per farlo.
Ora ci sono comunita' italiane sparse in tutta l'America, ci sono interi quartieri colonizzati da italiani.
E' stato uno scambio, ne sono consapevole, che ha avuto vantaggi per ciascuna delle due parti.
E ricordiamoci che comunque l'America l'abbiamo costruita noi, attrverso la nostra storia di MIGRAZIONE, io questo legame lo sento, mi sento parte di un Paese che i miei antenati hanno contribuito a costruire.
L'America e' un po' anche nostra, nel bene e nel male.
L'America siamo anche noi!
come io non sono la germania, nonostante mio padre lì ci sia emigrato per lavoro (tornando indietro dopo 4 anni).
come io non sono il cile nonostante un ramo della famiglia di mia madre sia migrato lì 3 genarazioni fa e ci vive tutt'ora.
questo sentimento che tu hai per gli stati uniti deriva unicamente dal tuo vissuto, ma pensare che debba appartenere a tutti noi è assurdo!
tuo padre ti ha parlato bene del comportamento dei soldati statunitensi durante la liberazione e tu hai bevuto avidamente dalle sue labbra la riconoscenza che traspariva dalle sue parole.
va benissimo così!
però magari la figlia di qualche donna che dai soldati statunitensi è stata stuprata o di qualche uomo che da loro è stato ucciso non proverà certo i tuoi stessi sentimenti.
non si può universalizzare la propria storia personale.
credimi che se invece di essere nata in italia da quella che è la tua famiglia tu fossi una discendente di una tribù sioux la penseresti diversamente.
Arianna mamma di Sara dal 07/09/06
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Re: La nuova emigrazione
Pita, si, mi hai fatto ricordare una cosa che avevo davvero dimenticato: la frustrazione con la lingua all'inizio. L'esserti gentile ma sotto-sotto pensare "poverina". Poi anche la felicita' di accorgerti che ogni giorno diventa meglio....PITA ha scritto:Traditori o furbi? Nè l'uno nè l'altro. Rispetto a ccosa poi? La Patria? Ma per favore!
Io li definirei coraggiosi, perchè partire, lasciare la propria casa , i propri affetti per una realtà radicalmente diversa comporta coraggio.
Sono emigrata insieme a 3 mie amiche nel lontano 1994, ricordo come fosse ieri la fatica fisica e mentale dell'inserimento. Ed anche la solitudine. Pensate, ad esempio, alla difficoltà di esprimersi in una lingua che non è la tua, la difficoltà di comunicare senza afferrare dialetti, modi di dire, usanze et similia
Ricordo ancora quando me ne uscii nella traduzione letterale della frase " non ho mica scritto in faccia gioconda ! "..... il povero interlocutore , peraltro coreano ma inglese di 1a generazione, mi ha guardata in silenzio e dopo una lunga pausa " what do you mean ? " vabè....inutile dire che di risate me ne sono fatte a iosa
Poi, c'è anche l'aspetto ludico , ma ESSERE EMIGRANTI E' FATICOSO e, mi sorprende di non aver letto nulla al riguardo, specie da parte di coloro che sono emigrati.
Trovo, inoltre, anche puerile paragonare chi va con chi resta , perchè a monte entrambe le categorie hanno plus&minus ma solo diversi punti di vista.
Per la cronaca, io sono tornata nel paese che fa acqua da tutte le parti, mentre le mie amiche sono rimaste a Londra.
Per ridicolo che possa sembrare , io non riuscivo ad immaginarmi a vivere in un posto il cui cielo è sempre grigio e nel quale la gente è cordialmente fredda. Mi mancava il calore della schiettezza.
....infatti anche da Milano sono scappata![]()
Quindi nulla di pariottico, ma di esclusivamente emotivo/irrazionale.
(Pero' qui davvero il tempo non e' sempre grigio, giuro!!!! Anzi, tranne oggi stiamo avendo un bellissimo autunno!!i parchi sono meravigliosi con tutti i colori dal giallo al verde scuro passando dal marrone!)
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Re: La nuova emigrazione
quoto tutto.ishetta ha scritto:Sì però spesso e volentieri le interinali pagano un mese o due e poi il contratto viene fatto dall'azienda direttamente (parlo x mia esperienza).PITA ha scritto:Le interinali sono nate per offrire lavoro in outsourcing, il che implica l'assunzione da parte dell'agenzia interinale e non da parte dell'effettiva azienda per la quale si va a lavorare.ishetta ha scritto:Pita questo però non spiega il nascere continuo di agenzie per il lavoro interinale, cacciatori di teste ecc.
Mio fratello per trovar lavoro (il primo e il secondo) è passato entrambe le volte da due agenzie. La prima era un'interinale, la seconda un'agenzia che ha fatto da tramite x un contratto di apprendistato. Forse era un male una volta? Ma uadesso ancora funziona così?
Io lavoro x una banca. I cv vengono vagliati sia se arrivano via mail, sia se arrivano con posta, sia se arrivano tramite qualche dipendente... se non si trova la persona così si va tramite un'agenzia (una specifica, sempre la stessa penso x motivi organizzativi). E funziona così da circa 14 anni.
Solo le grandi aziende ricorrono alle agenzie di cacciatori di teste, di rado le medio-piccole. .Su questo ti dò ragione.PITA ha scritto: E poi c'è 'sto benedetto ufficio di collocamento che non colloca affatto.
ho lavorato in un'agenzia di selezione ben 10 anni fa e veniva usata regolarmente soprattutto dalle aziende di medie dimensioni e per posizioni di rilievo.
ho sempre trovato lavoro mediante annunci sul giornale o mediante agenzie interinali (anche il mio attuale lavoro), mai attraverso il passaparola o le raccomandazioni.
mi sono fatta tutti i colloqui di lavoro che dovevo fare: alcuni sono andati bene, altri male, ma non ho mai imputato la cosa al fatto che qualche raccomandato avesse preso il mio posto.
io sono brava, il mio lavoro lo so fare e mi so "vendere" bene ai colloqui.
mi sa tanto che chi parla di mancanza di "meritocrazia" in italia è perché forse non merita poi così tanto!
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Re: La nuova emigrazione
PITA ha scritto:Senza scomodare le grandi dinastie, parlo da cittadino e da emigrante.ely66 ha scritto:io l'ho capito. cosa commento? avevo già commentato prima. la meritocrazia c'è. ovunque. il nepotismo c'è, ovunque.yoga ha scritto:Comunque e' curioso come tutti continuino a criticare la sanita' americana e nessuno abbia c@g@to l'intervento di Chiarasole sulla meritocrazia italiana e olandese... alla faccia dell'OT.
non ho mai sbattuto il muso su questo? si certo. non l'hai mai sbattuto tu in america? fortunata.
perchè guardando da fuori, il nepotismo c'è anche nei paesi anglosassoni.
scegliamo una dinastia a caso, kennedy. o murdock in inghilterra. o sarkozy in francia.
tutti santi? wow. e se lo fanno ai piani altissimi, vuoi dirmi che il resto del paese ne è immune? e annamo! :ahah
Ho 41 anni e ne ho vissuti 38 in Italia: non ho ancora vissuto NESSUNA prova di meritocrazia, ma una miriade di nepotismo
In 3 anni di vita londinese ho avuto quotidianamente prove di meritocrazia e NESSUNA prova di nepotismo
Un esempio semplice , un inglese che cerca una persona da assumere mette annunci e si rivolge ad aziende di selezione del personale, in Italia si inizia con il passaparola e se si è disperati si passa alla fase " inglese ".
Sai che la ricerca dei giornalisti per testate come The Guardian passano attraverso un annuncio sul giornale? Per me è stata una scoperta da far accapponare la pelle
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Re: La nuova emigrazione
hamilton ma se non avessi lì tuo fratello, se non andassi a ny periodicamente per acquistare le ralph laurenAri ha scritto:porta pazienza hamilton, ma io non sono l'america, neanche un po'.hamilton ha scritto:Certo, ma gli italiani avevano fame e sono andati a cercare lavoro.
Hanno passato anni di sacrifici, enormi, non voglio dire che emigrare fosse andare in vacanza in Messico, ma hanno avuto la possibilita' di costruire QUALCOSA, in un Paese che comunque gli ha dato la possibilita' per farlo.
Ora ci sono comunita' italiane sparse in tutta l'America, ci sono interi quartieri colonizzati da italiani.
E' stato uno scambio, ne sono consapevole, che ha avuto vantaggi per ciascuna delle due parti.
E ricordiamoci che comunque l'America l'abbiamo costruita noi, attrverso la nostra storia di MIGRAZIONE, io questo legame lo sento, mi sento parte di un Paese che i miei antenati hanno contribuito a costruire.
L'America e' un po' anche nostra, nel bene e nel male.
L'America siamo anche noi!
Perchè io proprio no. Ammetto di non conoscere la cultura americana come quella italiana e sinceramente con la globalizzazione una certa cultura l'hanno dimostrata anche loro (scrittori moderni, feste diverse dalle nostre). Per me appartenere a un Paese vuol dire anche conoscerlo, amarlo anche criticarlo in termini costruttivi non idolatrarlo solo xchè ci abita mio fratello o perchè ci sono stata in vacanza.
Perchè se no mi sentirei tanto svedese nell'anima, no?
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Re: La nuova emigrazione
Rido anche io Ish, perche' se davvero credi che il mio sentimento per l'America si riduca ad un paio di Polo, allora devo dire che hai capito molto poco di me e della mia affezione sincera e profonda verso questo Paese.
A 14 anni leggevo chiusa in camera libri sulla Beat Generation, e a 19 anni, dopo essermi diplomata, ho chiesto in regalo un mese a girovagare in California, la California degli anni 90.
Ok, un mese e' poco, ma ti assicuro che agli occhi e al cuore caloroso di una ragazza appassionata attreverso tante letture, quei pochi giorni mi hanno dato modo di cominciare la mia storia d'amore con l'America.
Poi c'e' stata Miami, diversa, per certi aspetti pericolosa, per altri affascinante. L'insieme di apparenza, concretezza, illusione, favola, bella gioventu', mi ha stregata.
Poi Riccardo e' partito, New York.
L'ho odiato e l'ho invidiato, perche' io non ne avevo avuto il coraggio.
Sono cominciati cosi' i miei pellegrinaggi a NY, la prima volta dall'eccitazione non ho dormito per 6 giorni, e volevo tornare a casa.
La prima volta scendere a Newark mi ha commosso alle lacrime, e il mio vicino di posto mi ha detto che succede sempre cosi' la prima volta.
Poi ho conosciuto mio marito, che a nY e Boston e' stato a IMPARARE, allo Sloan Kettering, e in altri ospedali americani, a guardare operare personaggi come Grillo, che poi tanto americano non e', ed ha un debito grande di riconoscenza verso l'America, anche lui.
Personaggini italiani che non ti fanno tenere un ferro in mano, venivano spazzati via da medici con due palle cosi', che alle 6 della mattina sono in ospedale e allo stagista di turno permettono pure di fare qualcosa.
Perche' non hanno paura di perdere potere.
E si, guardo l'america anche attraverso gli occhi di mio padre.
E di mio fratello.
E di mia cognata, che da 30 anni vive a Boston ed e' perfettamente integrata in realta' che io manco mi sogno.
Quindi, visto che poi le esperienze che facciano, sono quelle che ci formano, e che ci permettono di giudicare, io ribadisco la mia riconoscenza verso l'America, perche' a me, alla mia famiglia ha fatto solo del bene.
Con nessuna pretesa che la mia esperienza possa essere anche la vostra.
A 14 anni leggevo chiusa in camera libri sulla Beat Generation, e a 19 anni, dopo essermi diplomata, ho chiesto in regalo un mese a girovagare in California, la California degli anni 90.
Ok, un mese e' poco, ma ti assicuro che agli occhi e al cuore caloroso di una ragazza appassionata attreverso tante letture, quei pochi giorni mi hanno dato modo di cominciare la mia storia d'amore con l'America.
Poi c'e' stata Miami, diversa, per certi aspetti pericolosa, per altri affascinante. L'insieme di apparenza, concretezza, illusione, favola, bella gioventu', mi ha stregata.
Poi Riccardo e' partito, New York.
L'ho odiato e l'ho invidiato, perche' io non ne avevo avuto il coraggio.
Sono cominciati cosi' i miei pellegrinaggi a NY, la prima volta dall'eccitazione non ho dormito per 6 giorni, e volevo tornare a casa.
La prima volta scendere a Newark mi ha commosso alle lacrime, e il mio vicino di posto mi ha detto che succede sempre cosi' la prima volta.
Poi ho conosciuto mio marito, che a nY e Boston e' stato a IMPARARE, allo Sloan Kettering, e in altri ospedali americani, a guardare operare personaggi come Grillo, che poi tanto americano non e', ed ha un debito grande di riconoscenza verso l'America, anche lui.
Personaggini italiani che non ti fanno tenere un ferro in mano, venivano spazzati via da medici con due palle cosi', che alle 6 della mattina sono in ospedale e allo stagista di turno permettono pure di fare qualcosa.
Perche' non hanno paura di perdere potere.
E si, guardo l'america anche attraverso gli occhi di mio padre.
E di mio fratello.
E di mia cognata, che da 30 anni vive a Boston ed e' perfettamente integrata in realta' che io manco mi sogno.
Quindi, visto che poi le esperienze che facciano, sono quelle che ci formano, e che ci permettono di giudicare, io ribadisco la mia riconoscenza verso l'America, perche' a me, alla mia famiglia ha fatto solo del bene.
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Re: La nuova emigrazione
Racconta quanto bene fa l'America ai discendenti di Sacco e Vanzetti! 
"Ci sono delusioni che fanno onore a chi riesce a viverle."
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Re: La nuova emigrazione
appunto!hamilton ha scritto:Quindi, visto che poi le esperienze che facciano, sono quelle che ci formano, e che ci permettono di giudicare, io ribadisco la mia riconoscenza verso l'America, perche' a me, alla mia famiglia ha fatto solo del bene.
Con nessuna pretesa che la mia esperienza possa essere anche la vostra.
quindi non dire "le dobbiamo rispetto perché l'america siamo anche noi!"
l'america sarà stata fatta anche da te e dalla tua famiglia, ma non dalla mia.
io personalmente con l'america non ho nessun particolare debito di riconoscenza e non credo che mi commuoverei fino alle lacrime se ci dovessi andare, perché non partirei con lo stesso spirito con cui sei partita tu.
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Re: La nuova emigrazione
Be' si succede dovunque. Sono le stesse parole che mi ha detto un ragazzino nato e cresciuto a cagliari da genitori cinesi. "Io sono italiano ma tutti mi considerano cinese"...PITA ha scritto:questo topic mi ha ricordato anche il senso di smarrimento e la crisi di identità degli immigrati ...
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forse è così che nascono i cittadini del mondo
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Re: La nuova emigrazione
Cabi ha scritto:Racconta quanto bene fa l'America ai discendenti di Sacco e Vanzetti!
Cabi boooona.
Perché la vuoi perché tu puoi riconquistare un sorriso e puoi giocare e puoi gridare perché ti han detto bugie ti han raccontato che l'hanno uccisa che han calpestato la gioia perché la gioia è con te
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Re: La nuova emigrazione
sì è un problema anche x i le seconde generazioni che ci sono qui.BarbyLondra ha scritto:Be' si succede dovunque. Sono le stesse parole che mi ha detto un ragazzino nato e cresciuto a cagliari da genitori cinesi. "Io sono italiano ma tutti mi considerano cinese"...PITA ha scritto:questo topic mi ha ricordato anche il senso di smarrimento e la crisi di identità degli immigrati ...
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" in uk mi considerano italiano, in Italia mi considerano inglese, non so neanche io come definirmi "
forse è così che nascono i cittadini del mondo
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Re: La nuova emigrazione
invece un amico di mio padre che era emigrato in germania si è stabilito là definitivamente, sposando una spagnola anche lei emigrante. i loro due figli sono perfettamente integrati e vengono considerati tedeschi a tutti gli effetti, avendo anche la fortuna di conoscere a livello madrelingua ben 3 lingue!
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Re: La nuova emigrazione
secondo me un po' dipende dalla famiglia di provenienza. Mi è capitato di vedere bimbi perfettamente integrati a scuola, ad es., ma la famiglia non è integrata per nulla. Quindi loro si sentono italiani a casa e stranieri fuori.Ari ha scritto:invece un amico di mio padre che era emigrato in germania si è stabilito là definitivamente, sposando una spagnola anche lei emigrante. i loro due figli sono perfettamente integrati e vengono considerati tedeschi a tutti gli effetti, avendo anche la fortuna di conoscere a livello madrelingua ben 3 lingue!
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