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La nuova emigrazione

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fisio
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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da fisio » 22 ott 2010, 16:11

hamilton ha scritto:
fisio ha scritto:E credo che l'italia sia comunque ancora un buon posto in cui far crescere dei figli,che credo avranno opportunità in base alla voglia di rimboccarsi le maniche,magari per nepotismo non vedranno riconosciuti al 100% i loro sacrifici,ma avranno di controparte altro..
Fisio, per capire, cosa avranno di controparte? :domanda
Se scelgono di restare innanzitutto di non sradicare le loro radici,avere la famiglia vicino,avere delle politiche sociali più umane,una pensione (anche se minima una pensione),un sistema sanitario gratuito etc etc.
E comunque,Hamilton,credo che le lamentele a volte siano sproporzionate all'impegno. Ci sono giovani che,laurea in mano,vorrebbero tutto subito,che sognano ancora il posto fisso,insomma io tutti sti giovinastri desiderosi di farsi un mazzo tanto per arrivare li devo vedere. Poi,che ci siano certo,ma perchè in Italia,e la fonte non sono io ma il ministero del lavoro,ci sono migliaia di posti di lavoro vacanti che nessuno vuole occupare? Un lavoro dignitoso intendo.
Perchè si inseguono miti. Ed è legittimo,ma non deve farci perdere obbiettività.
Se vai in America in cerca di fortuna fai bene,ma se dici di farlo perchè qui non hai scelta sei ingiusto.
E comunque,ad essere onesti,l'esterofilia ha il suo peso.
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Annalisa78
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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da Annalisa78 » 22 ott 2010, 16:12

fisio ha scritto:
ely66 ha scritto:
Questo non e' un paese perfetto, perche' gente perfetta non esiste, ma piu' civile dell'italia si'.
su questo, permettimi di dubitare e tanto anche.
vero, non siamo il top in italia, ma 9 14enni ammazzati a coltellate fuori da un pub, beh.. qui non ci siamo ancora arrivati. e ci sarebbero altre cosucce...

il punto era .. ho perso di vista il punto del topic :che_dici :che_dici

Non sei tu l'admin?
no, non solo io.
COmunque...allora non hai capito anche tu.
:urka prima avevo capito e poi no? gne gne gne... :che_dici
Il punto del topic era se uno se ne va per scelta è da considerare un traditore della patria :impiccata:
Cazzat@ (almeno per me).
Il punto a cui si è arrivati è che non lo si fa per scelta ma perchè altrove ci sono più possibilità. Vero in alcuni ambiti,falso in altri.
In tutto c'è un compromesso,quando si cambia non si cambia mai al 100% di soddisfazione. Qualcosa lasci,qualcosa trovi.
Per qualcuno l'estero è migliore,per altri no. Qualcuno si trasferisce e rimpiange,altri non tornerebbero più indietro.
E' l'assolutismo ad essere sbagliato,dovunque trovi corruzione,baronismo,nepotismo,leggi ingiuste e clima sociale iniquo.
Dipende da che parte della barricata stai.
Può succedere a tutti di non reggere la nostalgia di casa-affetti-clima-parenti come di voltare pagina e non rimpiangere nulla.
Le scelte sono fatte anche di rinunce. Ma ripeto,il paese del bengodi lo devono ancora creare.
E credo che l'italia sia comunque ancora un buon posto in cui far crescere dei figli,che credo avranno opportunità in base alla voglia di rimboccarsi le maniche,magari per nepotismo non vedranno riconosciuti al 100% i loro sacrifici,ma avranno di controparte altro.
Insomma,nè bene bene nè male male. Dipende da quanto peso hanno sulla bilancia per te i vari fattori. Ma buttarsi al pessimismo cosmico no,lo trovo eccessivo.
Fisio, mi trovo d'accordo con il tuo punto di vista al 100% :ok
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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da hamilton » 22 ott 2010, 16:23

fisio ha scritto:
hamilton ha scritto:
fisio ha scritto:E credo che l'italia sia comunque ancora un buon posto in cui far crescere dei figli,che credo avranno opportunità in base alla voglia di rimboccarsi le maniche,magari per nepotismo non vedranno riconosciuti al 100% i loro sacrifici,ma avranno di controparte altro..
Fisio, per capire, cosa avranno di controparte? :domanda
Se scelgono di restare innanzitutto di non sradicare le loro radici,avere la famiglia vicino,avere delle politiche sociali più umane,una pensione (anche se minima una pensione),un sistema sanitario gratuito etc etc.
E comunque,Hamilton,credo che le lamentele a volte siano sproporzionate all'impegno. Ci sono giovani che,laurea in mano,vorrebbero tutto subito,che sognano ancora il posto fisso,insomma io tutti sti giovinastri desiderosi di farsi un mazzo tanto per arrivare li devo vedere. Poi,che ci siano certo,ma perchè in Italia,e la fonte non sono io ma il ministero del lavoro,ci sono migliaia di posti di lavoro vacanti che nessuno vuole occupare? Un lavoro dignitoso intendo.
Perchè si inseguono miti. Ed è legittimo,ma non deve farci perdere obbiettività.
Se vai in America in cerca di fortuna fai bene,ma se dici di farlo perchè qui non hai scelta sei ingiusto.
E comunque,ad essere onesti,l'esterofilia ha il suo peso.
Come dici tu, giustamente, non si puo' essere assolutisti. C'e' il pro e il contro in tutte le cose, e via discorrendo.
Io posso basarmi sull'esperienza di mio fratello che, diplomato in chitarra classica, in Italia ha trovato lavoro come rappresentante delle chitarre elettriche Gibson.
Hai presente?
Aveva 22 anni e sperava qualcosa di meglio per se stesso.
Non aveva lauree in tasca che potessero "presenatarlo".
Ha deciso di partire che gli e' andata bene, ora l'assicurazione sanitaria se la strapaga con quello che guadagna.
Qui non avrebbe MAI, e dico MAI guadagnato cio' che guadagna a NEW YORK, ma neppure facendo, che so, il medico, visto che so quanto guadagnano i medici.
E' soddistatto della sua vita lavorativa e famigliare (si e' sposato con un'americana e ahanno un bambino), gli manca l'Italia, o meglio, gli manchiamo noi.
Ma se rimane si vede che la bilancia pende dall'altra parte.
Posso basarmi sull'esperienza che vedo e che riguarda gli specializzandi in medicina, alcuni li conosco personalmente, di altri mi racconta mio marito.
Vivono in ospedale e guadagnano poco, o nulla.
Per anni. Perche' non ci sono i soldi per creargli posti di lavoro (ospedalieri) o da ricercatori (universitari).
Io non vorrei questo per mio figlio.
Io vorrei che si realizzasse facendo quello per cui e' piu' portato, in un paese che sappia apprezzarlo.
Non esiste?
Puo' essere. Ma non togliamo ad un ragazzo di 20 anni la possibilita' di sognare.
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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da Ecca79 » 22 ott 2010, 16:24

Ehm...per rispondere al topic...non considero un "traditore della Patria" chi decide di emigrare all'estero. Perchè dovrei farlo? La vita è una ed è sacrosanto fare le scelte che ognuno ritiene opportune senza vedersi additato come traditore. Tradire cosa? Se uno nasce italiano muore italiano dovunque esso si trovi.
Non credo comunque che si debba emigrare all'estero perchè qui non ci sono possibilità. Non ci credo, mi dispiace. Ho letto in questo post di golline (che hanno tutto il mio rispetto e la mia stima) che all'estero, per fare la gavetta, hanno lavorato dalle cinque di mattina alle dieci di sera. Dov'è scritto che se lavori le stesse ore qui in Italia non arrivi da nessuna parte?
Non lo so, posso immaginare che per certe carriere (scienziati, ricercatori, ecc) magari all'estero ci possono essere più possibilità, ma magari è solo questione di legge dei grandi numeri. Stato piccolo, pochi istituti di ricerca; Stato grande, tanti istituti di ricerca.
Insomma, l'Italia ha i suoi grandi problemi, eccome se li ha. Ma davvero, non vedo quale altro Paese non li abbia uguali se non più grossi...
Credo che agli italiani piaccia un pochino piangersi addosso.
Faccio un esempio "automobilistico" (è il mio settore). La Francia: i francesi hanno due case automobilistiche (Peugeot e Citroen) che non hanno mai sfornato chissacchè prodotti...anzi...carrozzerie scadenti, motori così e così...eppure i francesi se le comprano e zitti. Perchè? Perchè sono francesi e per mentalità acquistano vetture francesi.
Gli italiani? Gli italiani hanno la Fiat che certamente in bassato non ha mai brillato per rifiniture estetiche, ma vanta i migliori motori al mondo (il Jtd è nato qui), oggi ottime linee estetiche e buona carrozzeria eppure se chiedi all'italiano medio ti risponde "sono meglio le tedesche, sono meglio le francesi...guarda le asiatiche adesso che razza di vetture fanno..." e le compra, non ponendosi neanche il problema che magari quel prodotto estero ha una qualità inferiore del nazionale, comprano estero perchè partono che a priori comprare italiano è da fessi.
Ecco, è un esempio che secondo me si estendo un po' verso tutti gli argomenti.
Il BuonSenso Viene dall'Esperienza.Anche se L'Esperienza la Fai quando NON hai il BuonSenso.[cit. ]-23/10/09.Dodò c'è.

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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da fisio » 22 ott 2010, 16:32

hamilton ha scritto:Come dici tu, giustamente, non si puo' essere assolutisti. C'e' il pro e il contro in tutte le cose, e via discorrendo.
Io posso basarmi sull'esperienza di mio fratello che, diplomato in chitarra classica, in Italia ha trovato lavoro come rappresentante delle chitarre elettriche Gibson.
Hai presente?
Aveva 22 anni e sperava qualcosa di meglio per se stesso.
Non aveva lauree in tasca che potessero "presenatarlo".
Ha deciso di partire che gli e' andata bene, ora l'assicurazione sanitaria se la strapaga con quello che guadagna.
Qui non avrebbe MAI, e dico MAI guadagnato cio' che guadagna a NEW YORK, ma neppure facendo, che so, il medico, visto che so quanto guadagnano i medici.
E' soddistatto della sua vita lavorativa e famigliare (si e' sposato con un'americana e ahanno un bambino), gli manca l'Italia, o meglio, gli manchiamo noi.
Ma se rimane si vede che la bilancia pende dall'altra parte.
Posso basarmi sull'esperienza che vedo e che riguarda gli specializzandi in medicina, alcuni li conosco personalmente, di altri mi racconta mio marito.
Vivono in ospedale e guadagnano poco, o nulla.
Per anni. Perche' non ci sono i soldi per creargli posti di lavoro (ospedalieri) o da ricercatori (universitari).
Io non vorrei questo per mio figlio.
Io vorrei che si realizzasse facendo quello per cui e' piu' portato, in un paese che sappia apprezzarlo.
Non esiste?
Puo' essere. Ma non togliamo ad un ragazzo di 20 anni la possibilita' di sognare.
Hamilton,a tuo fratello è andata bene. Buon per lui.
Ma mica a tutti va bene. Non è che basta andare in america o dove ti pare per far fortuna.
E credo che a un ragazzo di 20 anni la possibilità di sognare non sia tolta nemmeno in Italia,io di gente che si è fatta da sola qui in Italia ne conosco,e non poca.
Tutto qui.
E penso,scusate se son greve,se sei un c@glione,resti tale anche se ti trasferisci a Timbuctù. Se vali,puoi arrivare a 90 o a 100 ma da qualche parte arrivi.
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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da BarbyLondra » 22 ott 2010, 16:34

Annalisa78 ha scritto:Io parlo da emigrata negli Stati Uniti per amore, e quindi non ho mai pensato prima di incontrare mio marito di emigrare. Avrei voluto viaggiare, si, ma l'idea dell'emigrazione non mi ha mai tentato piu' di tanto.

Hamilton, il tuo punto di vista mi sembra un po' a senso unico. Soprattutto perche' anche se hai un fratello che vive negli Stati Uniti, non puoi sapere come si vive in prima persona da emigrati. E' vero che forse negli States hai piu' possibilita' di farti strada parlando di carriera, ma non e' tutto oro quel che luccica. I problemi ci sono anche qui. E ti posso dire che di raccomandati ce ne sono tanti anche qui, e non sempre il duro lavoro ripaga. Per quanto riguarda il farsi una carriera, e' vero, ti impegni e se vuoi arrivare in alto ce la fai, ma non e' un ruolo da tutti, ci vuole moltissima tenacia e costanza, e soprattutto, molto sacrificio. Sacrifichi il tempo che puoi passare con la famiglia insomma. Molto. Donne in carriera ce ne sono. Ma per la carriera hanno sacrificato tutto.

Io vivo negli States da ormai cinque anni, e ti posso dire che se avessi l'opportunita', io tornerei in Italia a vivere. E soprattutto faccio in modo che mio figlio assorba la cultura e le tradizioni Italiane, che a me mancano moltissimo. Mi manca lo stile di vita italiano, mi manca il cibo, la mia famiglia e gli amici. Il bello e il brutto c'e' dappertutto. L'italia ha i suoi pregi e i suoi difetti, come l'America del resto. Ripeto, non tutto oro e' quel che luccica. Poi detto da una persona che non ha mai provato un'esperienza diretta di emigrazione, il tuo punto di vista mi pare davvero a senso unico e poco obiettivo.
Annalisa, sei in texas vero? Mi immagino un posto on stupendo per vivere, sia ambiente, che politica (pena di morte ecc).
Ma tuo marito si trasferirebbe in italia? SI sente, dalle tue parole, che davvero non ti piace...
R: 10/6/2008 a 41+1 & M: 23/2/2010 a 39+5 «Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini.» Dante Alighieri

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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da hamilton » 22 ott 2010, 16:36

Eh su questo, per esperienza ti dico che non e' vero.
Perche' mio fratello in America e' stato assunto senza uno straccio d'esperienza e uno straccio di diploma, in Italia non l'avrebbe neanche guardato in faccia.
Come in realta' e' successo quando ha chiesto di lavorare a MILANO.
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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da hamilton » 22 ott 2010, 16:38

BarbyLondra ha scritto:
Annalisa78 ha scritto:Io parlo da emigrata negli Stati Uniti per amore, e quindi non ho mai pensato prima di incontrare mio marito di emigrare. Avrei voluto viaggiare, si, ma l'idea dell'emigrazione non mi ha mai tentato piu' di tanto.

Hamilton, il tuo punto di vista mi sembra un po' a senso unico. Soprattutto perche' anche se hai un fratello che vive negli Stati Uniti, non puoi sapere come si vive in prima persona da emigrati. E' vero che forse negli States hai piu' possibilita' di farti strada parlando di carriera, ma non e' tutto oro quel che luccica. I problemi ci sono anche qui. E ti posso dire che di raccomandati ce ne sono tanti anche qui, e non sempre il duro lavoro ripaga. Per quanto riguarda il farsi una carriera, e' vero, ti impegni e se vuoi arrivare in alto ce la fai, ma non e' un ruolo da tutti, ci vuole moltissima tenacia e costanza, e soprattutto, molto sacrificio. Sacrifichi il tempo che puoi passare con la famiglia insomma. Molto. Donne in carriera ce ne sono. Ma per la carriera hanno sacrificato tutto.

Io vivo negli States da ormai cinque anni, e ti posso dire che se avessi l'opportunita', io tornerei in Italia a vivere. E soprattutto faccio in modo che mio figlio assorba la cultura e le tradizioni Italiane, che a me mancano moltissimo. Mi manca lo stile di vita italiano, mi manca il cibo, la mia famiglia e gli amici. Il bello e il brutto c'e' dappertutto. L'italia ha i suoi pregi e i suoi difetti, come l'America del resto. Ripeto, non tutto oro e' quel che luccica. Poi detto da una persona che non ha mai provato un'esperienza diretta di emigrazione, il tuo punto di vista mi pare davvero a senso unico e poco obiettivo.
Annalisa, sei in texas vero? Mi immagino un posto on stupendo per vivere, sia ambiente, che politica (pena di morte ecc).
Ma tuo marito si trasferirebbe in italia? SI sente, dalle tue parole, che davvero non ti piace...
Per me ci fai e non ci sei!!! :urka
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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da BarbyLondra » 22 ott 2010, 16:38

pisola ha scritto:Racconto la mia esperienza
1 anno a Philadephia , a fare ricerca, in campo biomedico, HAMILTON come tua cognata..... :fischia
si negli States la ricerca funziona, ad altissimi livelli, sia nel pubblico che nel prevato, io mi occupo di cellule staminali, e a voler far soldi li nel privato ci sono ottime possibilità!
mio marito, allora fidanzato stava qui a roma, insomma il motivo per tornare ce l'avevo già da quando son partita, più volte abbiamo affronatato l'argomento, più volte Dario ha provato a cercare qualcosa (una laurea in ingegneria li si che può fruttare)....
però...però..più passavano i mesi e più mi convincevo che li non ci volevo vivere, far crescere i figli etc....invecchiare.... :urka
i lati negativi per me, per le mie convinzioni, per il mio modo di vivere erano "insormontabili".....
adesso viviamo a roma, non abbiamo nessuno e con 2 bimbe etc..è dura.
sono certa che a Philly tutto sarebbe stato più semplice, vedevo tanti colleghi sposati li, che non pensavano proprio a tornare....
che dirvi...per finire con un altro LUOGO COMUNE, la vita è fatta di scelte e io ho scelto l'italia!

P.S......il contratto da ricercatore l'ho firmato 2 anni fa a 40 anni.... :-D
ma sapevo che era così, anzi posso dire che ce l'ho fatta!!!
Pisola, che bello!!!!!
Si sente davveor che hai la vita che puoi! Chi se ne frega dei soldi a go-go delle cellule staminali se alla fine a Roma sei felice!!!
HAi fatto bene a rimetterti in discussione!!!!!!!! :yeee
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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da BarbyLondra » 22 ott 2010, 16:40

pisola ha scritto:mio marito è Las Vegas per lavoro.... :ahaha
E' un croupier? :ahaha
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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da ely66 » 22 ott 2010, 16:43

taty77 ha scritto:
ely66 ha scritto:
Questo non e' un paese perfetto, perche' gente perfetta non esiste, ma piu' civile dell'italia si'.
su questo, permettimi di dubitare e tanto anche.
vero, non siamo il top in italia, ma 9 14enni ammazzati a coltellate fuori da un pub, beh.. qui non ci siamo ancora arrivati. e ci sarebbero altre cosucce...

il punto era .. ho perso di vista il punto del topic :che_dici :che_dici

ma gente che ammazza con un pugno una rumena per un biglietto della metro?
che c'entra? e' una grande metropoli e puo' succedere..
abbi pazienza.. io non sono a londra, tu non sei in italia, i giornali li leggiamo.
da qui a dire che è più civile l'inghilterra ce ne passa tanta di acqua sotto i ponti eh?? ma tanta.
Gaia,il soffio della mia vita è arrivata il 12 agosto 2003 I bambini devono essere felici, non farci felici
Non avere paura di essere solo. Le aquile volano sole, i piccioni volano in gruppo (prov. Lakota)

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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da Annalisa78 » 22 ott 2010, 16:44

hamilton ha scritto:
fisio ha scritto:
hamilton ha scritto:
fisio ha scritto:E credo che l'italia sia comunque ancora un buon posto in cui far crescere dei figli,che credo avranno opportunità in base alla voglia di rimboccarsi le maniche,magari per nepotismo non vedranno riconosciuti al 100% i loro sacrifici,ma avranno di controparte altro..
Fisio, per capire, cosa avranno di controparte? :domanda
Se scelgono di restare innanzitutto di non sradicare le loro radici,avere la famiglia vicino,avere delle politiche sociali più umane,una pensione (anche se minima una pensione),un sistema sanitario gratuito etc etc.
E comunque,Hamilton,credo che le lamentele a volte siano sproporzionate all'impegno. Ci sono giovani che,laurea in mano,vorrebbero tutto subito,che sognano ancora il posto fisso,insomma io tutti sti giovinastri desiderosi di farsi un mazzo tanto per arrivare li devo vedere. Poi,che ci siano certo,ma perchè in Italia,e la fonte non sono io ma il ministero del lavoro,ci sono migliaia di posti di lavoro vacanti che nessuno vuole occupare? Un lavoro dignitoso intendo.
Perchè si inseguono miti. Ed è legittimo,ma non deve farci perdere obbiettività.
Se vai in America in cerca di fortuna fai bene,ma se dici di farlo perchè qui non hai scelta sei ingiusto.
E comunque,ad essere onesti,l'esterofilia ha il suo peso.
Come dici tu, giustamente, non si puo' essere assolutisti. C'e' il pro e il contro in tutte le cose, e via discorrendo.
Io posso basarmi sull'esperienza di mio fratello che, diplomato in chitarra classica, in Italia ha trovato lavoro come rappresentante delle chitarre elettriche Gibson.
Hai presente?
Aveva 22 anni e sperava qualcosa di meglio per se stesso.
Non aveva lauree in tasca che potessero "presenatarlo".
Ha deciso di partire che gli e' andata bene, ora l'assicurazione sanitaria se la strapaga con quello che guadagna.
Qui non avrebbe MAI, e dico MAI guadagnato cio' che guadagna a NEW YORK, ma neppure facendo, che so, il medico, visto che so quanto guadagnano i medici.
E' soddistatto della sua vita lavorativa e famigliare (si e' sposato con un'americana e ahanno un bambino), gli manca l'Italia, o meglio, gli manchiamo noi.
Ma se rimane si vede che la bilancia pende dall'altra parte.
Posso basarmi sull'esperienza che vedo e che riguarda gli specializzandi in medicina, alcuni li conosco personalmente, di altri mi racconta mio marito.
Vivono in ospedale e guadagnano poco, o nulla.
Per anni. Perche' non ci sono i soldi per creargli posti di lavoro (ospedalieri) o da ricercatori (universitari).
Io non vorrei questo per mio figlio.
Io vorrei che si realizzasse facendo quello per cui e' piu' portato, in un paese che sappia apprezzarlo.
Non esiste?
Puo' essere. Ma non togliamo ad un ragazzo di 20 anni la possibilita' di sognare.
Hamilton, pero' la vita a New York costa anche 3 volte tanto la vita in Italia, forse di piu'. Certo che guadagnata tanto, ma un affitto medio a NY ti costa anche 2000$!
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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da Ecca79 » 22 ott 2010, 16:45

ely66 ha scritto:
taty77 ha scritto:
ely66 ha scritto:
Questo non e' un paese perfetto, perche' gente perfetta non esiste, ma piu' civile dell'italia si'.
su questo, permettimi di dubitare e tanto anche.
vero, non siamo il top in italia, ma 9 14enni ammazzati a coltellate fuori da un pub, beh.. qui non ci siamo ancora arrivati. e ci sarebbero altre cosucce...

il punto era .. ho perso di vista il punto del topic :che_dici :che_dici

ma gente che ammazza con un pugno una rumena per un biglietto della metro?
che c'entra? e' una grande metropoli e puo' succedere..
abbi pazienza.. io non sono a londra, tu non sei in italia, i giornali li leggiamo.
da qui a dire che è più civile l'inghilterra ce ne passa tanta di acqua sotto i ponti eh?? ma tanta.
Tanta, sì.
Che poi se qualcuno mi spiegasse cosa si intende per "civile" e mi facesse l'esempio di uno Stato al mondo campione di civiltà (Tibet a parte :ahaha )...
Il BuonSenso Viene dall'Esperienza.Anche se L'Esperienza la Fai quando NON hai il BuonSenso.[cit. ]-23/10/09.Dodò c'è.

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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da BarbyLondra » 22 ott 2010, 16:46

75andrea ha scritto:
BarbyLondra ha scritto:
75andrea ha scritto:A me fa rabbia ( in semnso buono) che la nostra ottima scuola , pubblica e non, formi anche a spese nostre ( popolo italiano) dei cervelli talentuosi... e quando loro vorrebbero e potrebbero "restituire" con il loro lavoro e la loro ricerca, nel 99% dei casi, sono OBBLIGATI ad andare all'estero...

E' triste e ingiusto, perche' , credo, farebbero volentieri i ricercatori/professori nel proprio paese, anche' perchè l'Italia è una terra bellissima....E ormai sono almeno 20 anni che questo problema esiste ( baroni & co, tagli alla ricerca etc etc)

Altro discorso sono gli emigranti che , come i mie ex compagni di università che Lavorano a Londra (finanza), che scelgono un altro paese solo er questioni di reddito: la loro è una libera scelta ...a Londra , per esempio, si guadagna il triplo ( anche se poi il costo della vita non scherza), ma se avessero voluto, anche a Milano avrebbero trovato dei buoni posti di lavoro
Si ma poi rompono i cojones a una come me e cercano di farmi entrare nel loro gruppetto di Italiani e organizzano le pizzate e criticano la vita inglese....
beh lo spirito critico è un valore Barby... anche se ami Londra dovrai riconoscere che non è l'eden per tanti altri apsetti...
seguendo il tuo discorso chi vive in Italia dovrebbe solo parlarne bene..mi sembra riduttivo.
Be' e' difficile che il 100% degli italiani ne parlino bene pero' io dico che la maggior parte di noi puo' cambiare la propria vita. Non ti piace londra, vattene! non ti piace pechino, vattene! non ti piace la tua citta' italiana, almeno prova in un'altra citta' del bel paese.
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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da 75andrea » 22 ott 2010, 16:48

Barby criticare alcuni aspetti di un paese o di una citta' non vuol dire per forza non amarla.... anche tu troverai dei difetti aLondra , come li trovano i miei amici che ci vivono , la amano, ma la criticano anche ...
Quando desideri fortemente qualcosa, tutto l'universo cospira perchè tu l'ottenga
Benedetta è nata il 30/04/07...3,470Kg di dolcezza Psicomare e aprilina 2007

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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da yoga » 22 ott 2010, 16:50

Ok, ho riletto il post originale e non capisco perche' alcuni interventi vengano ritenuti OT.

In ogni caso, quoto tutto quello che hanno detto Hamilton e Giulia80. Una frase di Giulia soprattutto mi ha colpito:
"in generale le cose viste da fuori le vedi un po' meglio, perchè il distacco rende più facile razionalizzare e vedere le differenze."
Per me e' stato proprio cosi': ho vissuto in Italia per 32 anni e mi rendo conto che ritenevo normali tante situazioni che ora invece, vedendole da lontano, ritengo inaccettabili.

Penso che vivere in un paese diverso sia una sorta di maledizione, e in questo i nuovi emigrati non sono diversi dai vecchi emigrati. Da un lato c'e' la nostalgia, a volte struggente, del luogo d'origine, dall'altro c'e' la consapevolezza che il nuovo paese puo' dare un futuro migliore a noi e ai nostri figli. Io non sono emigrata per necessita' ma per amore, pero' pensando alla mia situazione lavorativa in Italia sinceramente non so come sarei riuscita a tirare avanti, nonostante laurea a pieni voti e master (ma senza raccomandazioni).

Per me lo shock culturale e' notevole ogni volta che torno in Italia, e ogni volta che dall'Italia torno qui. Provo un dolore quasi fisico nel vedere il baratro dove sta sprofondando l'Italia, e l'inutilita' e l'incapacita' delle istituzioni (che pero', e' brutto dirlo, rispecchiano la mentalita' della gente). Per certi aspetti sono molto critica nei confronti dell'America e sono fiera di aver 'italianizzato' mio marito, ma per altri sento che qui, nonostante tutto, le persone sono ancora artefici del proprio destino.

Quindi, per rispondere alla domanda di Barby, posso dire che non mi pento di essermene andata e, almeno per ora, non tornerei a vivere in Italia.
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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da Annalisa78 » 22 ott 2010, 16:53

BarbyLondra ha scritto:
Annalisa78 ha scritto:Io parlo da emigrata negli Stati Uniti per amore, e quindi non ho mai pensato prima di incontrare mio marito di emigrare. Avrei voluto viaggiare, si, ma l'idea dell'emigrazione non mi ha mai tentato piu' di tanto.

Hamilton, il tuo punto di vista mi sembra un po' a senso unico. Soprattutto perche' anche se hai un fratello che vive negli Stati Uniti, non puoi sapere come si vive in prima persona da emigrati. E' vero che forse negli States hai piu' possibilita' di farti strada parlando di carriera, ma non e' tutto oro quel che luccica. I problemi ci sono anche qui. E ti posso dire che di raccomandati ce ne sono tanti anche qui, e non sempre il duro lavoro ripaga. Per quanto riguarda il farsi una carriera, e' vero, ti impegni e se vuoi arrivare in alto ce la fai, ma non e' un ruolo da tutti, ci vuole moltissima tenacia e costanza, e soprattutto, molto sacrificio. Sacrifichi il tempo che puoi passare con la famiglia insomma. Molto. Donne in carriera ce ne sono. Ma per la carriera hanno sacrificato tutto.

Io vivo negli States da ormai cinque anni, e ti posso dire che se avessi l'opportunita', io tornerei in Italia a vivere. E soprattutto faccio in modo che mio figlio assorba la cultura e le tradizioni Italiane, che a me mancano moltissimo. Mi manca lo stile di vita italiano, mi manca il cibo, la mia famiglia e gli amici. Il bello e il brutto c'e' dappertutto. L'italia ha i suoi pregi e i suoi difetti, come l'America del resto. Ripeto, non tutto oro e' quel che luccica. Poi detto da una persona che non ha mai provato un'esperienza diretta di emigrazione, il tuo punto di vista mi pare davvero a senso unico e poco obiettivo.
Annalisa, sei in texas vero? Mi immagino un posto on stupendo per vivere, sia ambiente, che politica (pena di morte ecc).
Ma tuo marito si trasferirebbe in italia? SI sente, dalle tue parole, che davvero non ti piace...
Babylondra, il mio purtroppo e' un sentimento contrastante. Non dico che non mi piaccia vivere qui, pero' preferisco l'italia, seppur con tutti i suoi casini. Pure con l'assicurazione sanitaria pagata dal mio datore di lavoro, non riesco ad accettare il peso delle bollette mediche da pagare, per la mia gravidanza sonoa rrivata a pagare quasi 4000$ per complicazioni, il fatto che la gravidanza non e' pagata e le vacanze sono solo due misere settimane all'anno, e pure i giorni di malattia. Insomma, mi piace lo stile di vita, ma non mi piace il fatto che qui siano tutti cosi individualisti.. A stento sono riuscita a farmi degli amici in5 anni, e io sono unapersona molto socievole e sto volentieri con tutti.. ma pare che un giorno sono i tuoi migliori amici, ma poi non si fanno sentire per mesi se non li chiami tu. Questa e' la mia esperienza, forse negativa e forse e' solo la mia cosi, ma tant'e'. Ci sono dei lati positivi comunque, il mio lavoro mi piace, quello che faccio intendo. Amo mio marito e quindi, credo che, il motivo principale epr cui sto qui, e' per amor suo, si. NOn sono infelice eh? Ma se dovessi scegliere, tornerei in Italia, si :sorrisoo
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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da Annalisa78 » 22 ott 2010, 16:57

Aggiungo che, per quanto riguarda l'andamento economico Italiano, concordo con il dire che sta diventando disastroso. Il mio e' un sentimento piu' tradizionalista, sono molto legata alle tradizioni ed alla cultura italiana, ed e' forse questo che mi spinge a voler tornare nel mio paese.
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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da yoga » 22 ott 2010, 17:00

fisio ha scritto:io di gente che si è fatta da sola qui in Italia ne conosco,e non poca.
Io invece sinceramente ne conosco ben poca... mentre ne conosco molta di piu' qui.
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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da Ecca79 » 22 ott 2010, 17:06

yoga ha scritto:Per certi aspetti sono molto critica nei confronti dell'America e sono fiera di aver 'italianizzato' mio marito, ma per altri sento che qui, nonostante tutto, le persone sono ancora artefici del proprio destino.
Mi spiegate che cavolo è questo american dream? Davvero, non lo sto chiedendo per polemica, adesso voglio capire, cacchio. Cosa ha da offrire in più dell'Italia un Paese che ha dei divari sociali ENORMI, che se non ti puoi permettere un'assicurazione sanitaria muori per un taglio alla mano, che mette le armi in mano ai ragazzini, che ha insegnato il razzismo al resto del mondo, che si mette alla testa di ogni guerra anche se non è la sua, che vuole insegnare la pace nel mondo con le armi nucleari dietro la schiena, CHE A CAUSA ALLA SCELLERATEZZA DEL SUO PROGRAMMA MILITARE IN ITALIA CI AMMAZZA 19 PERSONE CHE SI SCHIANTANO DA UNA FUNIVIA E NON SOLO NON CHIEDE SCUSA MA CI TRATTA COME IMBECILLI.
Cosa devono insegnarci, gli americani? L'amore per l'Arte? A noi???? La buona cucina? LA DEMOCRAZIA?

Scusatemi, scusatemi, mi sta tremando la mascella dal nervoso...la pianto.
Il BuonSenso Viene dall'Esperienza.Anche se L'Esperienza la Fai quando NON hai il BuonSenso.[cit. ]-23/10/09.Dodò c'è.

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