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La nuova emigrazione

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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da ely66 » 22 ott 2010, 13:54

si chiama rimboccarsi le maniche. messina, napoli, macerata, roma, trentino o londra non importa.
se vuoi lavorare c'è lavoro. dipende da cosa vuoi.
Gaia,il soffio della mia vita è arrivata il 12 agosto 2003 I bambini devono essere felici, non farci felici
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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da ci610 » 22 ott 2010, 13:58

ely66 ha scritto:si chiama rimboccarsi le maniche. messina, napoli, macerata, roma, trentino o londra non importa.
se vuoi lavorare c'è lavoro. dipende da cosa vuoi.

di questo non ne sono tanto convinta, al sud c'è una realtà molto molto diversa, te le puoi anche tagliare le maniche ma sempre la fame fai
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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da ely66 » 22 ott 2010, 14:01

ho appena finito di leggere svariati articoli sulla puglia. beh.. non stanno male, assunzioni e pil superiore a quello della lombardia. se si vuole, si può.
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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da hamilton » 22 ott 2010, 14:05

Lin ha scritto:
hamilton ha scritto:
fisio ha scritto: Emigranti,immigrati..siamo tutti cittadini del mondo,i confini,geografici e politici,sono solo nelle nostre teste.
si, lo credevo anche io, a 12 anni! :x:
perché buttare un interessante post di confronto in casino? contro di chi, poi? contro la vita stessa?
sai... mio sucero ha lavorato per anni in nigeria e vorrebbe tanto tornarci, xché lì stava bene. ma io di nigeriani che vengono in italia a costo della vita ne vedo tanti...
il punto è questo. non so il motivo di tanta acredine nei confronti dell'italia (o dell'europa, da quel che ho capito...), ma se guardi al di là dei confini del tuo e metti da parte l'emotività ti rendi conto che, in fin dei conti, tutte queste grandi differenze sono solo nelle nostre teste... forse, a crederci, la nostra america la potremmo creare qui. alla fine la terra è terra e il mare e mare, la differenza purtroppo la facciamo noi...
Acredine verso il mio Paese?
Si, forse.
Ma io, come tante golline hanno scritto, amo la mia Patria e quando mi trovo all'estero sono orgogliosa delle mie origini e della mia cultura.
E se dalle mie parole trapela acredine e' soltanto perche' sono ne sono rimasta molto delusa, delusa da una politica che fa ridere, dalla corruzione che ormai e' a tutti i livelli e per ogni occupazione.
C'e' corruzione nelle banche, in politica, nelel aziende, ovunque!!
Per i giochini di potere di quelle persone che speculano sulla pelle dei poveretti.
Vedere gli spechi e le ruberie che si perpretano e poi constatare che ci sono persone che vivono ancora nelle baracche dopo i terremoti di 30 anni fa, mi fa male.
Molto male, proprio perche' amo l'italia. Il mio Paese.
Certo, dirai tu, la corruzione c'e' in tanti paesi, e' vero, ma io sono italiana , permetti che quello che succede nel Mio paese mi coinvolga un pochino di piu', mi deluda un pochino di piu'?
Mi dispiace aver dato l'idea di disprezzare il mio Paese, in realta', come ho scritto, la rabbia deriva dalla delusione.
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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da fisio » 22 ott 2010, 14:06

Certi discorsi sono la fiera del luogo comune. In Italia e all'estero. Che poi lavorativamente sia più facile,ok. MA NON precluso e quindi obbligato.Ci sono settori e settori.
L'imprenditore lo fai in italia,a Pechino,a New York,dove ti pare.
E sui titoli...ok la meritocrazia,ma a parità di capacità è giusto venga privilegiato chi si è fatto il mazzo sui libri (alberghiero o altro),o vale solo per i ricercatori????
Sono scelte.
E ripeto,sputare contro è facile,poi la rinuncia a cittadinanza e pensione non la fa nessuno,così grato al paese ospitante,così poco al paese natale.
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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da 75andrea » 22 ott 2010, 14:15

ci610 ha scritto:
ely66 ha scritto:
sono OBBLIGATI ad andare all'estero...
non sono obbligati. scelgono.
e nella maggior parte dei casi, scelgono di andare a lavorare in posti pubblici, meglio retribuiti (forse). perchè anche in Italia c'è la ricerca. la fa un'aziendina come la mia, figuriamoci aziende con 50/100 o più dipendenti.

si, però non al sud
e se da catanzaro mi devo trasferire in trentino, a sto punto mi conviene andare a londra

Ey.. la ricerca a livello accademico ormai è un miraggio
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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da 75andrea » 22 ott 2010, 14:20

fisio ha scritto:Certi discorsi sono la fiera del luogo comune. In Italia e all'estero. Che poi lavorativamente sia più facile,ok. MA NON precluso e quindi obbligato.Ci sono settori e settori.
L'imprenditore lo fai in italia,a Pechino,a New York,dove ti pare.
E sui titoli...ok la meritocrazia,ma a parità di capacità è giusto venga privilegiato chi si è fatto il mazzo sui libri (alberghiero o altro),o vale solo per i ricercatori????
Sono scelte.
E ripeto,sputare contro è facile,poi la rinuncia a cittadinanza e pensione non la fa nessuno,così grato al paese ospitante,così poco al paese natale.

Fiso pero' in certi settori davvero non hai scelta: come fai a campare con stage non pagati ( architetti avvocati o chi per essi) per anni se non hai una famiglia alle spalle?

Perche' poi uno dovrebbe fare harakiri in Italia, quando all'estero è piu' facile?

Io amo l'Italia, ma li capisco eccome i talenti che scappano all'estero.... per non subire l'umiliazione di fare GRATIS il portaborse a qualche barone del menga, per non essere sfruttati da Avvocati/commewrcialisti/Arhitetti che li tengono per anni in stage pagandogli FORSE le spese....

ma cosa dovrebbe trattenerli in Italia?
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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da ci610 » 22 ott 2010, 14:29

ely66 ha scritto:ho appena finito di leggere svariati articoli sulla puglia. beh.. non stanno male, assunzioni e pil superiore a quello della lombardia. se si vuole, si può.


ehhhh, la puglia è famosa per le opportunità di lavoro, infatti ci stanno un sacco di milanesi che si trasferiscono a lecce :prr
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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da ely66 » 22 ott 2010, 14:31

ho appena finito di leggere svariati articoli sulla puglia. beh.. non stanno male, assunzioni e pil superiore a quello della lombardia. se si vuole, si può.
Gaia,il soffio della mia vita è arrivata il 12 agosto 2003 I bambini devono essere felici, non farci felici
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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da hamilton » 22 ott 2010, 14:32

fisio ha scritto:Certi discorsi sono la fiera del luogo comune.
E certi altri, invece, mi danno l'idea che si voglia fare come le scimmiette: non vedo, non sento, non parlo.
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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da 75andrea » 22 ott 2010, 14:33

uno dei tanti esempi... voi non ve ne andreste?
( e non centra nulla dx o sn... l'universita' è in questo stato da decenni)


A VICENDA DI ALESSANDRO ORSINI, RICERCATORE A TOR VERGATA
Vince premi, pubblica in tutto il mondo
In Italia perde: «Non sei raccomandato»
Vince il candidato interno, pressioni su un commissario Indagini della Digos. La solidarietà sul forum Treccani



Il ricercatore di Sociologia Politica Alessandro OrsiniMILANO - Da una settimana su uno dei forum del portale dell'enciclopedia Treccani compare un lungo elenco di nomi. Sono professori ordinari, associati, ricercatori e semplici studiosi di Sociologia politica, almeno un centinaio, che hanno espresso così la propria solidarietà ad Alessandro Orsini. Ricercatore a Tor Vergata e autore di un saggio sulle Brigate Rosse premiato e pubblicato anche all'estero, è stato già protagonista (o vittima, dipende dai punti di vista) di altre dispute accademiche. Gli è capitato di vedersi respingere dal Mulino per «motivi politici» il suo saggio che poi ha vinto il premio Acqui Storia. O di essere licenziato per aver opposto un rifiuto alla richiesta di scrivere un libro celebrativo in memoria del «rettore-datore di lavoro». Casi che hanno destato un certo scalpore, nell'ambiente degli storici in un caso, in quello dei sociologi nell'altro. Recentemente è incappato anche in un concorso contestato. E stando alla sua denuncia, ancora una volta e nonostante la riforma Gelmini, ha dovuto pagare dazio ad uno mali storici dell'accademia italiana, il localismo.
IL CONCORSO - Orsini era candidato a Chieti, per un posto da associato di Sociologia Politica. Senza sponsor, senza maestri influenti, e non iscritto ad alcuna «componente», viene bocciato. La cosa non stupisce chi conosce certi meccanismi dell'università (per quanto riformata). A vincere è stato il candidato interno, e anche in questo caso il copione è stato rispettato. La seconda idoneità è andata al figlio di un noto ordinario della disciplina. Ma mentre quest'ultimo comunque vanta un curriculum di livello, e nessuno ha avuto nulla da ridire, sui titoli presentati dal ricercatore espressione della facoltà abruzzese la commissione ha discusso a lungo. Perché non tutti erano d'accordo sul valore di alcune pubblicazioni (tra le quali alcune stampate da una tipolitografia e una in corso di pubblicazione ma non depositata in bozza). Alla fine uno dei commissari, il professore della Sapienza Umberto Melotti, ha ribadito di non essere d'accordo e l'ha fatto mettere a verbale. «Hanno cercato di convincermi in tutti i modi a firmare i verbali - dichiara - anche minacciando ritorsioni ai non idonei». Tra i quali ovviamente Orsini, che appreso il retroscena ha impugnato il ricorso al Tar. Melotti, nel frattempo, ha scritto una lettera al rettore di Chieti denunciando la situazione. E tempo qualche giorno è stato convocato dalla Digos di Chieti, che ha annotato l'intera storia aprendo un'inchiesta.


IL SISTEMA - La riforma ha introdotto la scelta casuale dei commissari di concorso. Ma alcune tare del sistema di reclutamento non sono state rimosse. Ad esempio il cosiddetto ius loci. Secondo un ricercatore che si è peritato di raccogliere pronostici sulle valutazioni delle ultime sessioni, il risultato di 33 valutazioni su 36 esaminate era scontato. E infatti c'era chi lo conosceva con ampio anticipo. Guarda caso, si tratta in larga parte dei candidati locali, emersi cioè dalle facoltà che bandivano il concorso. «Il mio ultimo libro Anatomia delle Brigate rosse di circa 500 pagine - spiega Orsini nella lettera pubblicata dal sito Treccani - è attualmente in corso di pubblicazione in molti Paesi per i tipi della Cornell University e ha recentemente vinto il Premio Acqui Storia 2010, che autorevoli studiosi considerano il più importante per la saggistica storico-scientifica». Orsini è convinto di avere le carte in regola: «Sono stato favorevolmente recensito da accreditate riviste americane - aggiunge - e sono stato invitato a esporre le mie ricerche ad Harvard, al Mit, alla John Hopkins e in altre università americane. In Italia però ho perso tutti i concorsi di professore associato cui mi sono presentato perché, secondo le parole di una professoressa ordinaria non risulto componente di alcuna "componente"». Che nella sociologia italiana sono una via di mezzo tra le scuole accademiche e le correnti politiche. Ce ne sono tre, ma chi non ne fa parte è una sorta di cane sciolto, e difficilmente riesce a trovare spazio o cattedre: «Vinsi da “outsider” un dottorato senza borsa a “Roma Tre”, dopo avere perso tutti gli altri concorsi ai dottorati di Sociologia “perché i posti”, così mi veniva ripetutamente spiegato, sono tutti già assegnati e tu non hai la raccomandazione giusta». Orsini, in sostanza, non avrebbe sponsor, padrini, né maestri in grado di assicurargli una cattedra. E pertanto si deve accontentare di fare il ricercatore, senza aspirare ad altro.

Antonio Castaldo
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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da sbu » 22 ott 2010, 14:33

ci610 ha scritto:
ely66 ha scritto:ho appena finito di leggere svariati articoli sulla puglia. beh.. non stanno male, assunzioni e pil superiore a quello della lombardia. se si vuole, si può.
ehhhh, la puglia è famosa per le opportunità di lavoro, infatti ci stanno un sacco di milanesi che si trasferiscono a lecce :prr
infatti, mi sa che i 3 amici pugliesi che ho hanno sbagliato tutto e che devono tornare giù. Mi hanno sempre raccontato che l'unico modo per trovare lavoro in puglia è studiare e venire al nord, però magari non hanno letto gli articoli di ely :perplesso
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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da ely66 » 22 ott 2010, 14:35

magari non ci sono trasferimeniti, ma lavoro per quelli in loco si.
stanno creando distretti industriali niente male, potenziando le infrastrutture turistiche ecc. certo non è un lavoro che si vedrà in due settimane, ma c'è.

il disfattismo che ho letto in queste pagine, bah.. certo non è facile restare qui.
ma i 95mila posti di lavoro persi nell'ultimo trimestre negli usa, non sono un'ottima prospettiva di lavoro. ah beh certo, quelli sono solo manovalanza, niente a che vedere con posti di livello. poi guardando le statistiche, stanno restando a casa colletti bianchi, ricercatori, livelli alti con specializzazioni. ma che strano... ah, l'assegno di disoccupazione lì, non si prende a vita.
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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da frab » 22 ott 2010, 14:36

premetto che mio fratello vive in Nuova Zelanda, ed ha appena terminato un'esperienza lavorativa a Zanzibar (per una società italiana comunque)
quello che credo fermamente è che in Italia se hai inventiva e le palle per fare qualcosa di importante riesci comunque. non dimentichiamo che tutti questi "cervelli" hanno studiato e si sono formati in Italia, la tanto decantata America ha un sistema scolastico pubblico che fa schifo ("ma che bella Roma., è in Grecia vero? "come sei venuta fino qui (Los Angeles)? In treno ?" :x: frasi che mi hanno detto a Los Angeles) a meno che tu non abbia tanti soldi e decidi che tuo figlio lo mandi in una scuola privata, dall'asilo all'Università.
Quindi mio fratello, come le persone che dall'Italia si sono spostate all'estero, probabilmente se si fosse formato negli USA avrebbe continuato ad essere mediocre.
Negli USA non ci sono ammortizzatori sociali, se dopo parto non sei in ufficio ti licenziano (a meno che tu non possa permetterti 3 mesi di maternità NON retribuiti), il figlio del mio commercialista (che vive in USA) è dovuto tornare per la morte del padre, aveva solo 3 giorni di ferie, se non ritornava in ufficio era fuori. Per non parlare della sanità.... se hai un'assicurazione ok, altrimenti ti conviene non ammalarti.
Quindi diciamo che per i benestanti gli USA sono un'ottima opportunità, che purtroppo non è per tutti.
E comunque non dimentichiamo che tantissime persone dall'estero vengono in Italia, e sembrerà incredibile, ma sono felici! :sorrisoo
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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da ci610 » 22 ott 2010, 14:38

sbu ha scritto:
ci610 ha scritto:
ely66 ha scritto:ho appena finito di leggere svariati articoli sulla puglia. beh.. non stanno male, assunzioni e pil superiore a quello della lombardia. se si vuole, si può.
ehhhh, la puglia è famosa per le opportunità di lavoro, infatti ci stanno un sacco di milanesi che si trasferiscono a lecce :prr
infatti, mi sa che i 3 amici pugliesi che ho hanno sbagliato tutto e che devono tornare giù. Mi hanno sempre raccontato che l'unico modo per trovare lavoro in puglia è studiare e venire al nord, però magari non hanno letto gli articoli di ely :perplesso

ma infatti secondo te perchè ci sono più laureati al sud che al nord? perchè ci piace studiare o perchè non abbiamo di meglio da fare?
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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da leda71 » 22 ott 2010, 14:40

io vivo in una delle zone più ricche d'italia ed ho pure un bel lavoro
eppure dall'italia me ne andrei, perchè lavorando molto con colleghi di altri paesi ed avendo un capo straniero mi rendo sempre più conto di quanto da noi sia sempre più difficile fare qualcosa senza "padrini e madrine", di come quella dilagante sia una cultura provinciale e senza la minima lungimiranza, dal lavoro alla strada.
il "talento" è una cosa che da noi "rompe" perchè va "gestito", molto meglio persone che lavorano a testa bassa senza pretese e pace se non sono granchè.
There must be some kind of way out of here ...

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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da 75andrea » 22 ott 2010, 14:41

frab ha scritto: quello che credo fermamente è che in Italia se hai inventiva e le palle per fare qualcosa di importante riesci comunque. o
E' il comunque che nonva bene.... perchè dovrebbe essere piu' diccile qui che in altri posti?

E dal mio punto di vista, non è disfattismo... è diagnosi per poi cercare ( speriamo) di trovare una cura
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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da sbu » 22 ott 2010, 14:43

ci610 ha scritto:
sbu ha scritto:
ci610 ha scritto:
ely66 ha scritto:ho appena finito di leggere svariati articoli sulla puglia. beh.. non stanno male, assunzioni e pil superiore a quello della lombardia. se si vuole, si può.
ehhhh, la puglia è famosa per le opportunità di lavoro, infatti ci stanno un sacco di milanesi che si trasferiscono a lecce :prr
infatti, mi sa che i 3 amici pugliesi che ho hanno sbagliato tutto e che devono tornare giù. Mi hanno sempre raccontato che l'unico modo per trovare lavoro in puglia è studiare e venire al nord, però magari non hanno letto gli articoli di ely :perplesso
ma infatti secondo te perchè ci sono più laureati al sud che al nord? perchè ci piace studiare o perchè non abbiamo di meglio da fare?
e il livello inferiore di studi è nel nord-est perchè sono tutti sc**i o perchè a 16-18 anni cominciano lavorare nella fabbrichetta dello zio o del papà?
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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da Giulia80 » 22 ott 2010, 14:44

fisio ha scritto:
Giulia80 ha scritto:E fuori dal coro, sono d'accordo con Hamilton.
Chi vive all'estero secondo me lo vede un po' meglio, senza filti, quanto l'Italia faccia pietà.E lo dice una che non vuole rinunciare alla sua nazionalità, io sento l'Italia come Patria (e con la P maiuscola!). Credo nello Stato, nelle Istituzioni.Solo che vedo un periodo buio dietro di noi e purtroppo vedo davanti a noi il baratro. Come molti italiani, nei periodi brutti, ho scelto di emigrare per avere una vita migliore e per darla a mio figlio.

Sì, mi sento un po' manchevole per questo. Un po' penso che se ce ne andiamo anche noi che vorremmo cose diverse, perdiamo il diritto di chiederle nel momento in cui smettiamo di contribuire. Poi mi dico che non saremo noi a far la differenza. Un po' mi sento male.

BabyLondra, è così anche per te? E per questo che ci torni su?
No Giulia,senza polemica ma no.
L'italia fa pietà e tu te ne sei andata. Ma dare dei ciechi a chi non la pensa come te no. C'è chi sceglie di rimanere,pur vedendo le difficoltà,perchè crede davvero nel suo paese.
Il periodo buio c'è da sempre,poi c'è chi si fa i suoi conti e parte e chi ne fa altri e resta. La differenza la fanno tutti.
L'italia non fa pena,l'italia sono gli italiani,con i Luminari e i criminali.
Senza l'italia tante menti,cervelli in fuga,non ci sarebbero. Come tanti progressi scientifici. L'italia,la fiat,ha salvato milioni di posti di lavoro in america,con la fusione Crysler.
Te ne vai? Ok. Però poi la pensione in America no te la danno,in Italia,anche se non hai fatto nulla per il tuo paese,quando torni si.
quindi,c'è il bene e il male in tutto. La visione non cambia stando all'estero,ma secondo cosa ci fa più comodo.
E non sputiamo sopra tanti giovani che con intelligenza,sacrificio,speranza e iniziativa aprono attività qui..dove pare siano tutti ubriaconi..andiamo in UK a vedere l'alcolismo giovanile và...
Pressapochismo..la volpe e l'uva..insomma :x:

Non è che voglia insistere nella polemica: voglio solo dire che in generale le cose viste da fuori le vedi un po' meglio, perchè il distacco rende più facile razionalizzare e vedere le differenze. Inoltre, penso davvero che ci sia un problema di informazione.
Detto questo, non volevo dire che l'Italia fa schifo e tutti gli altri paesi sono meglio: io vivo in Olanda e le magagne ci sono anche qui (e vivendoci da due anni e passa, la luna di miele col nuovo paese è bella e finita).
Soprattutto NON intendevo nel modo più assoluto dare dei ciechi ad altri, specie se non sono d'accordo con me. Volevo coem sempre solo esprimere il mio punto di vista.
Come al solito IO PARLO PER ME E DI ME, racconto cosa è per me. Non ho mai detto, e mai me lo si caverà dalla bocca, che quello che dico io è oro e come tale va preso per la verità più assoluta.

Quello che volevo dire è che forse qualche domanda sul perchè i cervelli fuggono bisognerebbe farsela. è a questo che mi riferivo riguardo alla pietà, alla situazione della ricerca e del mercato del lavoro per i giovani. e certo che se dopo tanto aver studiato si fugge, forse non è perchè siamo tutti dei profittatori, ma è il nostro paese che non sa offirci motivi per restare.
Penso che l'indagine di Repubblica, se uno ha voglia di andarsi a leggere un po' di interventi, questa cosa la metta abbastanza in luce.

Personalmente poi, nemmeno io sono una cieca, una pressapochista o una volpe con l'uva. E non mi fa piacere sentirmi dire così da chi nemmeno sa niente di me e di quello che faccio.
Mi scuso se mi sono esperessa malamente, cercavo come sempre di dare la mia opinione e mai mai mai dare degli sciocchi o dei ciechi agli altri. E mi secca mi secca mi secca di sentirmi dire che voglio soverchiare le idee degli altri con le mie.
Non posso fare nulla perchè ci si creda se non dichiarare che è proprio così.

Fisio, mi sembra però che tu sia chiarissima nelle tua risposta. Se poi sbaglio a offendermi e l'intenzione non era quella, scusami fin da subito e dai dai per vera la mia buona fede cose io darò per vera la tua.
Francesco 21-10-09: l'indomito lunatico Elisa 24-08-11: l'allegra irosa
usa il cuore per pensare

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Re: La nuova emigrazione

Messaggio da ely66 » 22 ott 2010, 14:50

e il livello inferiore di studi è nel nord-est perchè sono tutti sc**i o perchè a 16-18 anni cominciano lavorare nella fabbrichetta dello zio o del papà?
e quindi?
non ho capito il senso. cioè, vanno a lavorare e non studiano. non scappano dall'italia e quindi sono sc**i?
o solo chi ha studiato può arrogarsi il diritto di fare cose, tipo lavorare o andare all'estero? poi ci ritroviamo gente che dice "siamo furbi o traditori?"
e dulcis in fundo, quegli sc**i che lavorano nella fabbrichetta di zio o papà, in un domani magari avranno modo di dar lavoro a ricercatori. opppsss parliamo di privato, quindi non vale . ohh.. e a maggior ragione è nepotismo...

non ho francamente capito cosa c'entrassero le lauree con gente che va a lavorare a 16 anni.
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