Laura non sono daccordo,non per quanto riguarda una scelta così personale ed intima come l'accudire e allattare il proprio figlio nei primi mesi di vita. E proprio perchè dubito che tale scelta influenzi minimamente sia le politiche sociali che la visione della maternità. Perchè dovrebbe rinunciare,avendone la possibilità,a conciliare maternità e lavoro? Va a discapito di chi? E perchè non può presentarsi e dimostrare che,nel suo ruolo e con le sue agevolazioni,può tornare a lavorare col bambino?laura s ha scritto:No Fisio non penso che lei avesse cattive intenzioni recondite, ma in una posizione in cui per forza di cose si è "in vetrina" bisogna anche stare attente a quello che si fa, perchè comunque si diventa "un caso" in quattro e quattro otto, come è successo d'altra parte... e non so quanto sia utile far vedere che si può tornare a lavorare belle fresche con un bambino di nemmeno un mese arrembato addosso... cioè, lo so che si può, si può tutto, ma è una cosa da presentare con fierezza, oppure un'estrema soluzione di fronte a un muro di problemi, da fare come provocazione??? Io l'avrei apprezzata di più messa così...
Oggi comunque sono a casa perchè ho una gastroenterite virale... sono i giorni in cui essere libera professionista è davvero un gran pacco...
Solo un idiota farebbe un parallelismo con l'operaia e penserebbe se ce la fa lei ce la fanno tutte..
E comunque io apprezzo di più l'uscire allo scoperto come mamme-lavoratrici,rendere pubblico il fatto che si è madre e si lavora,piuttosto che rientrare alla chetichella col pupo al nido fingendo di avere le stesse energie e performance di prima di essere madre. CHE NON SI HANNO. Perchè lei dà uno spaccato del suo ruolo,poppate,pianti,difficoltà gestionali.
Mentre invece la manager che rientra col gessato e figlio "imboscato" deve dimostrare di essere competitiva come prima,quasi il pupo non ci fosse. E questo,si,lo trovo darsi la zappa sui piedi..





