Vi faccio un esempio
Un giorno eravamo a spasso, in vacanza, nessuna fretta. Pietro bighellonava come al solito tra una buca sull'asfalto e l'altra, e si arrampicava su una ringhiera, si incantava ad osservare un buco in cui era scomparsa una lucertola, puntava deciso alla spazzatura, ravanava nei tombini, dava carezzine alle formiche... ora di pazienza io ne ho tanta, ma 50 metri in 1h erano troppi per me ed ero tutta nervosa a dirgli: Pietro noooo la spazzatura lasciala stare, dai andiamo avanti la lucertola non torna, noooo non toccare le formiche! scendi da quella ringhiera! La nostra direzione è di làààààà.... con la vocina snervata che mi viene in questi casi.
E' arrivata una signora con un cagnolina, che si è messa a bighellonare qui e là: Stella noooo lascia la spazzatura! non mettere il naso nel formicaioooo!!! dai spicciati andiamoooo, di quiiii non di laaaaaa, forzaaaaa. Stesso mio tono, preciso preciso. "La prossima volta porto il guinzaglio", mi ha detto, visto che la osservavo, mentre Pietro puntava deciso a vedere la pipi' fatta da Stella e magari metterci un dito dentro.
Ecco il punto è questo: un animale puoi constringerlo a rispettarti con "un guinzaglio", una minaccia, una coercizione fisica o psicologica che lo obblighi a fare quello che dici tu, a "rispettarti". Un bambino no, o almeno non sempre
Mi son messa al suo livello e ho osservato con lui le formiche, siamo andati avanti e indietro per la strada seguendo una farfalla. Nessuna possibilità di farmi obbedire, ho assecondato io lui. In fondo non c'era un enorme problema nell'assecondarlo. OK, era vacanza e abbiamo cenato alle 9. Traumi? nessuno.
Un altro giorno però che stava grandinando e lui voleva prima di tutto finire di mangiarsi tutte le more del cespuglio e poi usare il solito approccio scientifico-sperimentale al problema uscendo dall'ombrello e sentendo la grandine in faccia, ho usato il "guinzaglio": in braccio un bambino che urlava e scalpitava, offeso a morte per la cosa. Traumi? sì parecchi, anche diversi lividi alle mie gambe, lui che ha pianto come un disperato, io che mi sono sfiancata a trascinare un'anguilla che mi prendeva a calci urlando a mille decibel. Ho trovato un minimo di tettoia, gli ho detto: ok piangi quanto vuoi ma non si può stare a guardare la grandine senza protezione e si deve andare a casa al più presto con un temporale, è pericoloso. Ho ottenuto qualcosa? macchè! pianti strida e strepiti fino a casa.
Voi come fate? ricette magiche?




