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Non so come aiutare una persona (lungo)
- hamilton
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Re: Non so come aiutare una persona (lungo)
Ho davvero un magone grande.
Si Mik, e' proprio cosi'.
La mamma si e' sfogata tanto con me: dice che lei e la figlia urlano in continuazione.
E se chiedono al bimbo se lo dice al papa' che mamma e nonna litigano lui risponde di no, che non glielo dice perche' altrimenti il papa' lo porta via.
Ecco, una contraddizione dopo l'altra.
Vorrei tanto riuscire a radunare 4 o 5 mamme che si sentano davvero coivolte dalla situazione.
Ma a volte mi sembra di vivere davvero in mezzo a marziani
Si Mik, e' proprio cosi'.
La mamma si e' sfogata tanto con me: dice che lei e la figlia urlano in continuazione.
E se chiedono al bimbo se lo dice al papa' che mamma e nonna litigano lui risponde di no, che non glielo dice perche' altrimenti il papa' lo porta via.
Ecco, una contraddizione dopo l'altra.
Vorrei tanto riuscire a radunare 4 o 5 mamme che si sentano davvero coivolte dalla situazione.
Ma a volte mi sembra di vivere davvero in mezzo a marziani
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- hamilton
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Re: Non so come aiutare una persona (lungo)
Stiamo cercando di contattare urgentemente un nuovo medico, di cui mio marito si fida, che conosce.
Speriamo bene.
Su questa l'ho forzata un po', perche' lei ha paura che lo venga a sapere il vecchio medico, che a parole sue e' molto, permaloso
Comunque, prima di forzarla un po' dicendole, guarda io l'appuntamento lo prendo, mica devi farci una terapia di due anni, e' cosi' solo per avere un'altra opinione, gli racconti che medicine prendi e vedi un po' lui cosa ti dice.
Ecco, prima di metterla davanti al fatto compiuto, Spes, le ho chiesto se potevo farlo e lei mi ha risposto: non so cosa dirti........
Speriamo bene.
Su questa l'ho forzata un po', perche' lei ha paura che lo venga a sapere il vecchio medico, che a parole sue e' molto, permaloso
Comunque, prima di forzarla un po' dicendole, guarda io l'appuntamento lo prendo, mica devi farci una terapia di due anni, e' cosi' solo per avere un'altra opinione, gli racconti che medicine prendi e vedi un po' lui cosa ti dice.
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Mik
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Re: Non so come aiutare una persona (lungo)
però credo ci voglia proprio un'associazione o qualcosa di simile. Coinvolgere le altre mamme, se non sono sue amiche o quantomeno non le frequentasse anche prima, non so quanto sia producente.. non so quanto voglia farsi aiutare da persone estranee.
Sarebbe da capire anche quanto la nonna abbia capito la situazione, spesso le persone anziane sottovalutano la depressione o altri problemi simili, e non riescono ad essere molto d'aiuto. Ci vorrebbe una terapia totale, che prenda in considerazione tutti i membri della famiglia, così per avere una linea guida generale. Il padre per l'appunto se ne frega, i nonni paterni?
Sarebbe da capire anche quanto la nonna abbia capito la situazione, spesso le persone anziane sottovalutano la depressione o altri problemi simili, e non riescono ad essere molto d'aiuto. Ci vorrebbe una terapia totale, che prenda in considerazione tutti i membri della famiglia, così per avere una linea guida generale. Il padre per l'appunto se ne frega, i nonni paterni?
Mik + Ste = Silvia (02-04-07) e Fabrizio (18-10-10)
l'unico modo per sopravvivere a due bambini è riuscire a trovare il giusto equilibrio tra la dose di caffè e quella di camomilla x_x
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- clizia
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- Iscritto il: 20 mag 2005, 8:33
Re: Non so come aiutare una persona (lungo)
Per il bimbo mi auguro che almeno per lui possiate attivare un pò di risorse per fargli condurre una vita un pò più spensierata. Campi solari per cominciare e poi attenzioni, giochi con altri bimbi, mare per lui e mammà.. Agosto sarà un mese d'inferno, anche la solidarietà di altre persone rischia di venir meno, le città si svuotano, i servizi sono inesistenti, i malesseri tornano alla carica.
Streghettasaetta
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Re: Non so come aiutare una persona (lungo)
qui a pesaro esistono dei residence per persone che hanno bisogno di assistenza psichiatrica, ci vive anche un bambino della classe in cui ho svolto il tirocinio. Lui vive con la madre che ha una fortissima depressione, vivono insieme in questi residence, sono organizzati per piccole casette separate, tutte a piano terra, al centro c'è un ampio giardino, è molto "bello", gli assitenti sociali passano regolarmente a controllare e credo ci sia sempre qualcuno lì presente. Ovviamente il rovescio della medaglia è che si tratta di una sorta di "ghetto", seppur di lusso, ma se l'alternativa purtroppo è stare da soli...
informati presso il comune della tua città, senza fare il suo nome, magari possono aiutarla senza toglierle il bambino...anche se poi alla fine bisogna pensare sempre prima al bene dei più piccoli...
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Leonardo 9/11/2006 e Alessandro 10/05/2011 *Niccolò 18/08/2009-23/10/2009*
"Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso." E. Guevara
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Re: Non so come aiutare una persona (lungo)
Infatti mik, io dicevo per questo in modo delicato e se davvero sentono empatia. nno si entra nelle vite altrui come un bufalo alla carica. Però devono essere persone decise e un minimo attente. appunto dicevo, cercare associazioni. Hamilton da sola non può farsi carico del sostegno e dell'implicito "controllo", assieme ad altri è più sostenibile.
Streghettasaetta
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- Iscritto il: 16 set 2005, 9:56
Re: Non so come aiutare una persona (lungo)
se davvero il nuovo psichiatra è valido saprà lui consigliarti su come muoverti.
in caso contrario...bhè capirai subito che non bravo come speravi.
in caso contrario...bhè capirai subito che non bravo come speravi.
M06 E07 amori di mamma
- stefi78
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- Iscritto il: 21 mag 2005, 19:40
Re: Non so come aiutare una persona (lungo)
Rica, penso che sia un'ottima soluzione per non allontanare il bimbo dalla mamma. Non so dove abiti Hamilton, ma penso che strutture del genere ci siano più o meno in tutte le grandi città.
Il problema è che così facendo la cosa diventa reale e penso che il papà dovrà finalmente assumersi le sue responsabilità... cosa che, mi pare, sia alquanto restio a fare...
Il problema è che così facendo la cosa diventa reale e penso che il papà dovrà finalmente assumersi le sue responsabilità... cosa che, mi pare, sia alquanto restio a fare...
Ste + Angelica nata il 11/07/05 + Andrea nato il 02/11/08!!
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Re: Non so come aiutare una persona (lungo)
CENTRATO IL PUNTO.clizia ha scritto:Per il bimbo mi auguro che almeno per lui possiate attivare un pò di risorse per fargli condurre una vita un pò più spensierata. Campi solari per cominciare e poi attenzioni, giochi con altri bimbi, mare per lui e mammà.. Agosto sarà un mese d'inferno, anche la solidarietà di altre persone rischia di venir meno, le città si svuotano, i servizi sono inesistenti, i malesseri tornano alla carica.
siccome la mamma e' un insegnante di scuola superiore, a fine giugno, alla fine dell'asilo, vuole tenere a casa il bambino.
Per ora, con lei, sto facendo opera di convincimento per farlo stare almeno due settimane ulteriori al campo solare dove va anche Giorgio, in modo che questo bambino possa avere una vita sociale un po' normale, una volta finito l'asilo.
Spero che lei si faccia convincere, altrimenti cerchero' di esporre la mia idea alla nonna.
Purtroppo sono rientata a tempo pieno, finisco di lavorare alle 4 e un quarto, pero' potrei tenerlo io qualche volta.
E' anche difficile aiutarla, perche' si sente un peso, mi ringrazia per ogni cosa, e mi mette a disagio.
Preferirei mille volte che mi chiedesse le cose di cui ha bisogno, piuttosto che ringraziarmi.
Ora mi ha chiamato, le ho detto di prepararsi una lista scritta di tutte le cose che prende, cosi' all'appuntamento non andra' in confusione.
Mi ha risposto che e' impossibile: ha due cassetti pieni di farmaci e non sa piu' quanta roba ha preso questi ultimi due anni.
Ringrazio sempre il cielo e la chitarra
- hamilton
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Re: Non so come aiutare una persona (lungo)
Insomma, secondo voi dovrei ufficilizazre il problema???micettapr ha scritto:Rica, penso che sia un'ottima soluzione per non allontanare il bimbo dalla mamma. Non so dove abiti Hamilton, ma penso che strutture del genere ci siano più o meno in tutte le grandi città.
Il problema è che così facendo la cosa diventa reale e penso che il papà dovrà finalmente assumersi le sue responsabilità... cosa che, mi pare, sia alquanto restio a fare...
Io purtroppo sono ignorante in queste cose, per questo ho chiesto un vostro parere.
Secondo voi, se mi rivoglo a una struttura, ci sono rischi che le tolgano il bambino?
Ho una paura folle di farle piu' un torto che un favore......
Ringrazio sempre il cielo e la chitarra
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Re: Non so come aiutare una persona (lungo)
Purtroppo è un campo in cui ho un po' di esperienza, quello che stai facendo per lei è importantissimo.
Queste persone non devono essere lasciate sole, hanno anche molto bisogno di parlare, compagnia, lo stare soli non aiuta.
Come qualcuna ti ha detto, utile è anche la psicoterapia, musicoterapia etc.
Però nella fase così acuta, dall'esperienza di mia madre, è necessario un 15 giorni di ricovero, dovresti vedere se tu e sua madre riuscireste ad organizzare una cosa del genere.
Magari il suo psichiatra lo ha anche proposto, ma lei non potendo lasciare il bambino l'avrà rifiutato.
Mia madre è stata ricoverata due volte a distanza di anni ed entrambe le volte le hanno fatto la "terapia del sonno", perchè il cervello per rigenerarsi ha bisogno di dormire e di zuccheri.
Certo ogni caso è a se, però da come lo descrivi, a me sembra che questa potrebbe essere la soluzione.
Naturalmente dovreste parlare con uno psichiatra (quello suo o un altro, come state facendo).
Poi qua a Palermo, per un periodo avevano aperto presso l'Usl dei centri dove trovavi psicologo, psichiatra, terapiste e gruppi di sostegno (ginnastica, musicoterapia, ricamo ed altre attività in cui si ritrovavano persone con lo stesso problema, stare insieme aiuta) ed anche tutto gratuito (perchè lo psicologo costa e penso che lei di sedute ne dovrebbe fare tante). Vedi se da te c'è qualche cosa del genere.
Queste persone non devono essere lasciate sole, hanno anche molto bisogno di parlare, compagnia, lo stare soli non aiuta.
Come qualcuna ti ha detto, utile è anche la psicoterapia, musicoterapia etc.
Però nella fase così acuta, dall'esperienza di mia madre, è necessario un 15 giorni di ricovero, dovresti vedere se tu e sua madre riuscireste ad organizzare una cosa del genere.
Magari il suo psichiatra lo ha anche proposto, ma lei non potendo lasciare il bambino l'avrà rifiutato.
Mia madre è stata ricoverata due volte a distanza di anni ed entrambe le volte le hanno fatto la "terapia del sonno", perchè il cervello per rigenerarsi ha bisogno di dormire e di zuccheri.
Certo ogni caso è a se, però da come lo descrivi, a me sembra che questa potrebbe essere la soluzione.
Naturalmente dovreste parlare con uno psichiatra (quello suo o un altro, come state facendo).
Poi qua a Palermo, per un periodo avevano aperto presso l'Usl dei centri dove trovavi psicologo, psichiatra, terapiste e gruppi di sostegno (ginnastica, musicoterapia, ricamo ed altre attività in cui si ritrovavano persone con lo stesso problema, stare insieme aiuta) ed anche tutto gratuito (perchè lo psicologo costa e penso che lei di sedute ne dovrebbe fare tante). Vedi se da te c'è qualche cosa del genere.
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Re: Non so come aiutare una persona (lungo)
povera ragazza,mi viene da piangere,ma non so cosa consigliarti,se puoi cerca di non abbandonarla a se stessa,cavolo quando si entra nel circolo di questi medicinali secondo me è un vortice che ti fa sprofondare,magari dico una ca***ta ma se provasse a smettere di prenderli?magari piano piano,riprenderebbe un po' le forze,non so.mi dispiace davvero tanto
Ilaria è nata il 13/03/2006 con TC alla 42° settimana 3,800x52
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Re: Non so come aiutare una persona (lungo)
ma questa donna insegna pure???
secondo me potresti informarti senza fare il suo nome, ai servizi sociali capiranno che hai paura di far danni, non è la polizia, non credo che ti costringano a parlare! ti informi e poi valuti...sebbene sia doloroso io prenderei come punto di riferimento il figlio (e se insegna pure i suoi studenti), è per lui che ti devi preoccupare innanzitutto, è un bambino e bisogna trovare una soluzione migliore principalmente per lui
secondo me potresti informarti senza fare il suo nome, ai servizi sociali capiranno che hai paura di far danni, non è la polizia, non credo che ti costringano a parlare! ti informi e poi valuti...sebbene sia doloroso io prenderei come punto di riferimento il figlio (e se insegna pure i suoi studenti), è per lui che ti devi preoccupare innanzitutto, è un bambino e bisogna trovare una soluzione migliore principalmente per lui
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Re: Non so come aiutare una persona (lungo)
A me fa molta pena quel povero bambino
Secondo me bisognerebbe partire da quello. Visto che hai fatto e stai facendo molto per questa famiglia, magari potresti fare due chiacchiere col padre per fargli prendere pubblicamente e ufficialmente coscienza della situazione...se sa che qualcun'altro sa, magari si attiva (che pezzi di m. ci sono in giro!
)!
A questo punto è a rischio il benessere e l'equilibrio del piccolo. Ma come potrà crescere serenamente un bambino in una situazione famigliare così? Senza contare i rischi potenziali che una madre depressa presenta per i figli. E' brutto anche solo pensarlo, figuriamoci dirlo, ma mi fa pensare tanto a quelle storie di cronaca, dove la madre depressa al limite della disperazione si toglie la vita con il bimbo o, peggio, elimina solo lui in un momento di obnubilazione mentale. E quando intervistano i vicini, tutti sono giustamente schoccati perchè non si immaginavano lontanamente che ci fosse un tale pericolo, che la cosa sia potuta succedere.
La vedo dura, se il padre non prende in mano la situazione, non coinvolgere il medico curante e i servizi medici competenti. D'accordo che per lei sarebbe la mazzata delle mazzate, ma bisogna pensare al bene di quel povero bimbo!
Lo status quò è assolutamente deleterio, al bambino questa situazione sta sicuramente procurando dei grossi danni che saranno sempre più pesanti e indelebili se non si cambiano le cose, anche se poverino è angosciato dall'allontanamento della mamma. Sono meccanismi pricologici perversi alle volte quelli che fanno assumere questi atteggiamenti ai piccoli, e più sono i disagi più i bimbi sembrano angosciati dalla separazione dall'adulto. E' un discorso complesso, di cui in parte ho studiato qualcosa...se c'è un addetto ai lavori cosa ne dice?
Per come la vedo io tu sei veraente grande a farti carico di questa situazione, prova magari a dire al padre che andrebbero coinvolti il medico di base e delle strutture mediche adeguate, con una richiesta di aiuto UFFICIALE, adesso non so come funzione bene, ma intendo una richiesta di intervento con tanto di raccomandata o cose che lasciano traccia, così tutti si sentiranno più responsabilizzati a fare il loro dovere per bene in quanto un domani passibili di negligenza professionale e non si fa a scarica barile come succede in questi casi quando succedono le tragedie.
Ripeto, il bimbo mi senbra quello che sta portando il carico più elevato, chissà che ambiente squallido e deprimente. I signori medici si diano una smossa. In fin dei conti perchè dovrebbero toglierle il bambino? E' malata di depressione, non una delinquente o una tossica o una persona che vive in condizioni di indigenza estrema, se non sbaglio. Scusa se mi sono permessa, ma anch'io ho un pò la sindrome della crocerossina, fin da piccola mi facevo sempre coinvolgere dai problemi altrui e credo che in una situazione simile mi ci sarei trovata dentro un pò come te. In ogni caso sei veramente una persona lodevole, come poche al giorno d'oggi.
A questo punto è a rischio il benessere e l'equilibrio del piccolo. Ma come potrà crescere serenamente un bambino in una situazione famigliare così? Senza contare i rischi potenziali che una madre depressa presenta per i figli. E' brutto anche solo pensarlo, figuriamoci dirlo, ma mi fa pensare tanto a quelle storie di cronaca, dove la madre depressa al limite della disperazione si toglie la vita con il bimbo o, peggio, elimina solo lui in un momento di obnubilazione mentale. E quando intervistano i vicini, tutti sono giustamente schoccati perchè non si immaginavano lontanamente che ci fosse un tale pericolo, che la cosa sia potuta succedere.
La vedo dura, se il padre non prende in mano la situazione, non coinvolgere il medico curante e i servizi medici competenti. D'accordo che per lei sarebbe la mazzata delle mazzate, ma bisogna pensare al bene di quel povero bimbo!
Lo status quò è assolutamente deleterio, al bambino questa situazione sta sicuramente procurando dei grossi danni che saranno sempre più pesanti e indelebili se non si cambiano le cose, anche se poverino è angosciato dall'allontanamento della mamma. Sono meccanismi pricologici perversi alle volte quelli che fanno assumere questi atteggiamenti ai piccoli, e più sono i disagi più i bimbi sembrano angosciati dalla separazione dall'adulto. E' un discorso complesso, di cui in parte ho studiato qualcosa...se c'è un addetto ai lavori cosa ne dice?
Per come la vedo io tu sei veraente grande a farti carico di questa situazione, prova magari a dire al padre che andrebbero coinvolti il medico di base e delle strutture mediche adeguate, con una richiesta di aiuto UFFICIALE, adesso non so come funzione bene, ma intendo una richiesta di intervento con tanto di raccomandata o cose che lasciano traccia, così tutti si sentiranno più responsabilizzati a fare il loro dovere per bene in quanto un domani passibili di negligenza professionale e non si fa a scarica barile come succede in questi casi quando succedono le tragedie.
Ripeto, il bimbo mi senbra quello che sta portando il carico più elevato, chissà che ambiente squallido e deprimente. I signori medici si diano una smossa. In fin dei conti perchè dovrebbero toglierle il bambino? E' malata di depressione, non una delinquente o una tossica o una persona che vive in condizioni di indigenza estrema, se non sbaglio. Scusa se mi sono permessa, ma anch'io ho un pò la sindrome della crocerossina, fin da piccola mi facevo sempre coinvolgere dai problemi altrui e credo che in una situazione simile mi ci sarei trovata dentro un pò come te. In ogni caso sei veramente una persona lodevole, come poche al giorno d'oggi.
F - nato il 15/12/2005
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- hamilton
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Re: Non so come aiutare una persona (lungo)
si mammaeico.
La nostra intromissione nella telefonata al suo madico, voleva significare proprio questo: guarda, bello, che siamo a conoscenza di come sta' messa questa donna, non credere che perche' non ha un marito e ha solo una mamma anziana, tu possa portarla in giro oltre.
Datti da fare, sta male, molto male.
E noi sappiamo.
La nostra intromissione nella telefonata al suo madico, voleva significare proprio questo: guarda, bello, che siamo a conoscenza di come sta' messa questa donna, non credere che perche' non ha un marito e ha solo una mamma anziana, tu possa portarla in giro oltre.
Datti da fare, sta male, molto male.
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Re: Non so come aiutare una persona (lungo)
Avete fatto benissimo a fare quella telefonata. Spero che questa sia la chiave di svolta per far intraprendere a quella donna un percorso di cura adeguato e assolutamente necessario. Il silenzio su questa situazione è da evitare. Che venga fuori l'urgenza del problema e si attivino subito il padre, i medici e chi di dovere. Ma sta donna non ha altri parenti a parte la madre? Fratelli, sorelle, zii, ecc. dove sono tutti?
Quando rientrerà in se sicuramente ti ingrazierà di quello che stai facendo per lei e soprattutto il bambino.
Quando rientrerà in se sicuramente ti ingrazierà di quello che stai facendo per lei e soprattutto il bambino.
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Re: Non so come aiutare una persona (lungo)
Sinceramente a me spiace per questa mamma, tanto tantissimo, ma credo che il problema non sia di facile soluzione... questa donna è una malata psichiatrica cronica, che, cura giusta o cura sbagliata, sarà tale per tutta la vita. Anche se ovviamente può stare meglio di come sta ora, spero!
Sei sicura che la cosa non sia già in mano ai servizi sociali?? Mi sembra così strano...
Comunque il primo obiettivo da perseguire mi sembra quello, pratico e immediato, di togliere a sta donna la macchina: chiama suo marito, sua madre, ma cerca di ottenere quello. Perchè il bambino non deve essere a rischio.
Poi secondo me è stata una c@g@t@ pazzesca mettersi contro il suo psichiatra, perchè rischi che lei crolli ancora di più, ma comunque ormai lo hai fatto e amen, almeno cerca di fare in modo che sia lei sia voi sia la sua famiglia siate tutti concordi su quello nuovo (l'ultima cosa di cui hanno bisogno questi malati è di sentire incertezza intorno a loro e sulle loro cure, eventuali dissensi col curante andrebbero gestiti senza che il malato lo venga mai a sapere, e i cambi di medico riservati a quando tutti i tentativi di mediazione siano falliti).
Infine, credo che si potrebbe valutare per lei un periodo di ricovero per fare cure intensive, e che allora tu potresti essere di vero aiuto per lei tenendole il bambino.
Perchè solo in ricovero può "staccare" dalla realtà quotidiana e iniziare un percorso anche psicanalitico, e fare cure più potenti che a casa non potrebbe fare. E per il bambino staccare un attimo da questa situazione angosciante sarebbe tutta salute, potrebbe stare da te di giorno e dormire dalla nonna la sera.
Provate a sentire che ne pensa il nuovo psichiatra...

Sei sicura che la cosa non sia già in mano ai servizi sociali?? Mi sembra così strano...
Comunque il primo obiettivo da perseguire mi sembra quello, pratico e immediato, di togliere a sta donna la macchina: chiama suo marito, sua madre, ma cerca di ottenere quello. Perchè il bambino non deve essere a rischio.
Poi secondo me è stata una c@g@t@ pazzesca mettersi contro il suo psichiatra, perchè rischi che lei crolli ancora di più, ma comunque ormai lo hai fatto e amen, almeno cerca di fare in modo che sia lei sia voi sia la sua famiglia siate tutti concordi su quello nuovo (l'ultima cosa di cui hanno bisogno questi malati è di sentire incertezza intorno a loro e sulle loro cure, eventuali dissensi col curante andrebbero gestiti senza che il malato lo venga mai a sapere, e i cambi di medico riservati a quando tutti i tentativi di mediazione siano falliti).
Infine, credo che si potrebbe valutare per lei un periodo di ricovero per fare cure intensive, e che allora tu potresti essere di vero aiuto per lei tenendole il bambino.
Perchè solo in ricovero può "staccare" dalla realtà quotidiana e iniziare un percorso anche psicanalitico, e fare cure più potenti che a casa non potrebbe fare. E per il bambino staccare un attimo da questa situazione angosciante sarebbe tutta salute, potrebbe stare da te di giorno e dormire dalla nonna la sera.
Provate a sentire che ne pensa il nuovo psichiatra...
Io non ti piaccio? Eppure sei sempre a guardare e giudicare tutto ciò che faccio. Sai il dizionario come definisce una persona del genere? FAN
- laura s
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Re: Non so come aiutare una persona (lungo)
Comunque se uno psichiatra dice che un malato di depressione va sedato, in genere è perchè teme che iniziando la terapia antidepressiva, che disinibisce prima di levare la depressione, decida di ammazzarsi. E quindi lo seda, anche se ha un bambino piccolo.
Giusto per spiegare che a volte dietro un comportamento c'è un motivo...
Giusto per spiegare che a volte dietro un comportamento c'è un motivo...
Io non ti piaccio? Eppure sei sempre a guardare e giudicare tutto ciò che faccio. Sai il dizionario come definisce una persona del genere? FAN
- Roblin
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Re: Non so come aiutare una persona (lungo)
Cabi ha scritto:Qui ci vuole una diagnosi fatta coi controcaxxi...non un psichiatrino da 4 soldi che prescrive antidepressivi con dosi da cavallo che annientano il paziente e che invece di diminuire il problema non fanno altro che accrescerlo. Solo un bravo pischiatra può capire se è depressione o altro. Perchè poi viene facile catalogare tutto come "depressione", quando invece i mali della mente e dell'anima sono tanti...appunto ci vuole uno specialista. Una cura precisa può fare miracoli in poco tempo. Coinvolgere altre persone sarebbe bello, nel senso che circondarla di presenze positive che la tolgono dalla solitudine e da alcune incombenze pratiche le farebbe bene, ma non è facile trovare persone disposte a farlo. A parole sono tutti missionari, poi quando si tratta di fare fatti si tirano indietro. Quindi Hamilton non stupirti se ti troverai sola ad aiutarla.
Come non quotare... come mi fanno sentire male queste cose. Qui da noi c'è un'associazione di volontariato fon data da alcune mamme dieci anni fa. Succede che veniamo a sapere di situaizoni di bisogno, nel nostro piccolo cerchiamo di attivarci, come si può e come si riesce. Ma la rete.. quella sì, è fondamentale. Ah se solo fossimo più vicine...
- Piorellino
- Gold~GolGirl®

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- Iscritto il: 10 ago 2006, 21:20
Re: Non so come aiutare una persona (lungo)
Hamilton, iocredo tu stia facendo gia parecchio..se siconsidera' tutta l indifferenza che la circonda...
I consigli dati dalla altre li condivido e davveropensoche se perdesse il bambino potrebbe essere la fine per lei..pero'...
c'e' un pero'...questa sua depressione ..se si trasformasse? se la trasformasse? potrebbe arrivare a fare un gesto incosulto su se stessa e il bimbo>? Secondo me, che non ci capisco nulla, il rischio e' molto alto...questo bambino rischia davvero a stare con la mamma nelle condizioni che tu descrivi.
I consigli dati dalla altre li condivido e davveropensoche se perdesse il bambino potrebbe essere la fine per lei..pero'...
c'e' un pero'...questa sua depressione ..se si trasformasse? se la trasformasse? potrebbe arrivare a fare un gesto incosulto su se stessa e il bimbo>? Secondo me, che non ci capisco nulla, il rischio e' molto alto...questo bambino rischia davvero a stare con la mamma nelle condizioni che tu descrivi.
Juan Carlos Anthony è nato il 20 giugno 2007 alle ore 12.08, lui è l'AMORE DELLA MIA VITA!
