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letterina al ministro ''noi mammoni''

Grattacapi, scocciature, entusiasmi di ogni giorno, tra figli, mariti, suocere, mamme, amiche, che a volte ci fanno delirare!!
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chi069
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Re: letterina al ministro ''noi mammoni''

Messaggio da chi069 » 11 nov 2007, 14:43

ishetta ha scritto:
Alessandra68 ha scritto: Lo so che essere indipendenti oggi costa, in tutti i sensi...però è anche vero che bisogna essere pronti ad affrontare dei sacrifici.
Si va in affitto in zone non care.
Al limite si condivide la casa con qualcuno.
Non è che l'unica soluzione per andare via di casa sia quella di comprarne una.
Io mi guardo in giro e giovani pronti ad affrontare sacrifici per la prorpia indipendenza, con le p@lle e l'orgoglio di prendere in mano la propria vita, non ne vedo tanti.
Scusa Alessandra, ma io il tuo discorso non lo condivido.
Non parlo di me, sono una privilegiata. Una casa sulla testa ce l'ho e ho un mutuo bassissimo, ho un lavoro che mi permette di guadagnare abbastanza bene (1600 Euro circa), mio marito lavora e cerco di aiutare mia madre.
Ebbene mio fratello si è diplomato a giugno e ti assicuro che di sacrifici ne ha fatti e ne sta facendo... mia madre lo tiene in casa e non ha intenzione di buttarlo in mezzo a una strada ma lei vive con una pensione di ben 450 Euro (reversibilità di mio padre, dopo circa 35 anni di lavoro ma è morto prima di raggiungere l'età pensionabile) e uno stipendio di meno di 800€ al mese... secondo te è giusto che mio fratello con i vari contratti a tempo determinato, progetto, cococo, cocopro ecc. si senta sempre di troppo? Sempre di peso?
Io non so dove abiti tu, ma nella mia adorata Milano una stanza in affitto viene almeno almeno 350 Euro al mese e per un monolocale si arriva al doppio. Vuoi andare in provincia? Va bene... spostiamoci a Siziano, 30 minuti da Pavia e circa 1h da Milano, bilocale 600€ al mese. Bene se ne guadagno (ringraziando il Signore) 1000€, come li tolgo 600€ + bollette + mezzi di trasporto + spesa ecc. ecc.
E' sicuramente vero che 9 anni fa hai faticato, ma ti assicuro che quanto meno i prezzi delle case erano ben diversi, per non parlare del resto... ah amata Lira dove sei finita?

E poi sinceramente un ministro che ha dei redditi ben diversi dal mio, da quello di mia madre e soprattutto da quello di mio fratello, mi fa ink@zz@re se si permette di criticare un giovane senza analizzare la realtà. Per conoscere i prezzi dell'affitto (e non parlo di acquisto) basta andare in un'agenzia o comprarsi un giornale, per conoscere i prezzi della spesa basta andare al supermercato e per conoscere i prezzi degli stipendi dei giovani... beh basterebbe fare un colloquio!
quoto tutto :ok
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Re: letterina al ministro ''noi mammoni''

Messaggio da chi069 » 11 nov 2007, 14:55

ishetta ha scritto:
Alessandra68 ha scritto:
ah amata Lira dove sei finita?
E questo è verissimo!
Ed è verissimo pure che sentir parlare un Ministro di cose che - evidentemente - ignora perchè il problema non lo tocca è ignobile.
Però, tuo fratello a parte, ripeto che di giovani che campano in affitto da soli e senza aiuti con 1150 euro al mese ce ne sono, perchè li incontro io tutte le mattine.
Certo che ci sono e allora vuol dire che di gente che fa sacrifici ce n'è eccome... e che non sono tutti mammoni.
Io abito in una zona universitaria per cui da me i prezzi sono alle stelle (e come tali vanno presi).... ma l'altro giorno c'era un cartello appeso davanti alla portineria del mio palazzo. Monolocale di 28mq (praticamente un buco) con bagno... 900 Euro... ma siamo pazzi?


:urka1 :urka1 è meglio che non mi esprima nei confronti del locatore :x:
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Re: letterina al ministro ''noi mammoni''

Messaggio da caledonia » 11 nov 2007, 14:57

Alessandra68 ha scritto:E' vero, però...quando mi sono separata (avevo 30 anni, quindi 9 anni fa), senza un lavoro fisso e senza aiuti economici dall'ex coniuge nè dai miei, completamente sola, i una città che non è la mia, insomma potendo contare solo sulla mia rabbia e sul desiderio di libertà, mi sono affittata un buco in provincia perchè in città costava troppo, ho stretto i denti e sono andata avanti.
Lo so che essere indipendenti oggi costa, in tutti i sensi...però è anche vero che bisogna essere pronti ad affrontare dei sacrifici.
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Non è che l'unica soluzione per andare via di casa sia quella di comprarne una.
Io mi guardo in giro e giovani pronti ad affrontare sacrifici per la prorpia indipendenza, con le p@lle e l'orgoglio di prendere in mano la propria vita, non ne vedo tanti.
noi viviamo in affitto perchè per il lavoro di mio marito, non abbiamo ancora una sede definitiva, quindi non ci imbarchiamo nell'acquisto di una casa...

non so di quale provincia tu parli, ma la prima casa che abbiamo avuto, 4 anni fa, in provincia di como, la pagavamo 550 euro al mese, spese condominiali e riscaldamento escluse...
con uno stipendio solo e un bambino c'è poco da sfogliar verze...

è vero, c'è gente che è abituata a vivere col sedere nella paglia, ma è anche vero che certi prezzi non sono più sostenibili...

allora, le leggi prevedono che tu non possa ottenere un mutuo che superi il 30% dello stipendio, ma come si può permettere allora che per affittare un buco a milano ti chiedono 800 - 900 euro al mese?
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il mio piccolo Giacomo è nato il 27/1/2007 alla 39 + 5 e pesava 3420 per 49 cm

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Re: letterina al ministro ''noi mammoni''

Messaggio da caledonia » 11 nov 2007, 14:59

ishetta ha scritto:
Alessandra68 ha scritto: Lo so che essere indipendenti oggi costa, in tutti i sensi...però è anche vero che bisogna essere pronti ad affrontare dei sacrifici.
Si va in affitto in zone non care.
Al limite si condivide la casa con qualcuno.
Non è che l'unica soluzione per andare via di casa sia quella di comprarne una.
Io mi guardo in giro e giovani pronti ad affrontare sacrifici per la prorpia indipendenza, con le p@lle e l'orgoglio di prendere in mano la propria vita, non ne vedo tanti.
Scusa Alessandra, ma io il tuo discorso non lo condivido.
Non parlo di me, sono una privilegiata. Una casa sulla testa ce l'ho e ho un mutuo bassissimo, ho un lavoro che mi permette di guadagnare abbastanza bene (1600 Euro circa), mio marito lavora e cerco di aiutare mia madre.
Ebbene mio fratello si è diplomato a giugno e ti assicuro che di sacrifici ne ha fatti e ne sta facendo... mia madre lo tiene in casa e non ha intenzione di buttarlo in mezzo a una strada ma lei vive con una pensione di ben 450 Euro (reversibilità di mio padre, dopo circa 35 anni di lavoro ma è morto prima di raggiungere l'età pensionabile) e uno stipendio di meno di 800€ al mese... secondo te è giusto che mio fratello con i vari contratti a tempo determinato, progetto, cococo, cocopro ecc. si senta sempre di troppo? Sempre di peso?
Io non so dove abiti tu, ma nella mia adorata Milano una stanza in affitto viene almeno almeno 350 Euro al mese e per un monolocale si arriva al doppio. Vuoi andare in provincia? Va bene... spostiamoci a Siziano, 30 minuti da Pavia e circa 1h da Milano, bilocale 600€ al mese. Bene se ne guadagno (ringraziando il Signore) 1000€, come li tolgo 600€ + bollette + mezzi di trasporto + spesa ecc. ecc.
E' sicuramente vero che 9 anni fa hai faticato, ma ti assicuro che quanto meno i prezzi delle case erano ben diversi, per non parlare del resto... ah amata Lira dove sei finita?

E poi sinceramente un ministro che ha dei redditi ben diversi dal mio, da quello di mia madre e soprattutto da quello di mio fratello, mi fa ink@zz@re se si permette di criticare un giovane senza analizzare la realtà. Per conoscere i prezzi dell'affitto (e non parlo di acquisto) basta andare in un'agenzia o comprarsi un giornale, per conoscere i prezzi della spesa basta andare al supermercato e per conoscere i prezzi degli stipendi dei giovani... beh basterebbe fare un colloquio!
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Re: letterina al ministro ''noi mammoni''

Messaggio da nanà1977 » 11 nov 2007, 16:11

è una vergogna davvero... :urka "signor ministro prima di parlare ed offendere i giovani che a 30 anni non HANNO la possibilità di andare via di casa ci pensi due volte....non tutti siamo così privilegiati come lei di fare niente e guadagnare 10 mila euro al mese"....

POVERA ITALIA.... POVERI NOI.... :autocensura
Stiamo cercando di avere un bambino da settembre 2006...
I fivet settembre 2008 fallita...

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Re: letterina al ministro ''noi mammoni''

Messaggio da Jennyna » 11 nov 2007, 16:41

quoto in pieno

sono così arrabbiata de sto fatto oggi che sto stressando mi marito de sta cosa :bomba :aargh

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Re: letterina al ministro ''noi mammoni''

Messaggio da YLeNia » 11 nov 2007, 17:10

ishetta ha scritto:
Alessandra68 ha scritto: Lo so che essere indipendenti oggi costa, in tutti i sensi...però è anche vero che bisogna essere pronti ad affrontare dei sacrifici.
Si va in affitto in zone non care.
Al limite si condivide la casa con qualcuno.
Non è che l'unica soluzione per andare via di casa sia quella di comprarne una.
Io mi guardo in giro e giovani pronti ad affrontare sacrifici per la prorpia indipendenza, con le p@lle e l'orgoglio di prendere in mano la propria vita, non ne vedo tanti.
Scusa Alessandra, ma io il tuo discorso non lo condivido.
Non parlo di me, sono una privilegiata. Una casa sulla testa ce l'ho e ho un mutuo bassissimo, ho un lavoro che mi permette di guadagnare abbastanza bene (1600 Euro circa), mio marito lavora e cerco di aiutare mia madre.
Ebbene mio fratello si è diplomato a giugno e ti assicuro che di sacrifici ne ha fatti e ne sta facendo... mia madre lo tiene in casa e non ha intenzione di buttarlo in mezzo a una strada ma lei vive con una pensione di ben 450 Euro (reversibilità di mio padre, dopo circa 35 anni di lavoro ma è morto prima di raggiungere l'età pensionabile) e uno stipendio di meno di 800€ al mese... secondo te è giusto che mio fratello con i vari contratti a tempo determinato, progetto, cococo, cocopro ecc. si senta sempre di troppo? Sempre di peso?
Io non so dove abiti tu, ma nella mia adorata Milano una stanza in affitto viene almeno almeno 350 Euro al mese e per un monolocale si arriva al doppio. Vuoi andare in provincia? Va bene... spostiamoci a Siziano, 30 minuti da Pavia e circa 1h da Milano, bilocale 600€ al mese. Bene se ne guadagno (ringraziando il Signore) 1000€, come li tolgo 600€ + bollette + mezzi di trasporto + spesa ecc. ecc.
E' sicuramente vero che 9 anni fa hai faticato, ma ti assicuro che quanto meno i prezzi delle case erano ben diversi, per non parlare del resto... ah amata Lira dove sei finita?

E poi sinceramente un ministro che ha dei redditi ben diversi dal mio, da quello di mia madre e soprattutto da quello di mio fratello, mi fa ink@zz@re se si permette di criticare un giovane senza analizzare la realtà. Per conoscere i prezzi dell'affitto (e non parlo di acquisto) basta andare in un'agenzia o comprarsi un giornale, per conoscere i prezzi della spesa basta andare al supermercato e per conoscere i prezzi degli stipendi dei giovani... beh basterebbe fare un colloquio!
Quoto entrambe..sia per il discorso sacrificio sia per il discorso prezzi alti.
Quando andai a vivere per conto mio avevo 22 anni...due lavori, anche tre in un giorno, casa divisa con altre persone ( o da sola a 60 km dalla capitale ) e via...riuscivo anche ad andare in vacanza, uscivo con gli amici..vivevo insomma. Tutto questo l'ho fatto per 5 anni..fino a che non ho conosciuto mio marito ed è venuto a vivere a casa mia e il mio quotidiano ovviamente è cambiato.
Penso però che ora, con il caro-vita che c'è, sarebbe stato molto + difficile per me farcela ( ma non impossibile ) però devo anche dire che molti giovani ( non tutti per carità ) non hanno ben chiara la parola "sacrificio" e di fare due lavori, rinunciare allo studio ( che è un lusso non una necessità..almeno in caso di sopravvivenza ovvio ) non ci pensano proprio e "sfruttano" la casa dei genitori..rimanendo lì, senza contribuire economicamente e rimandando le responsabilità in attesa di non so quale calcio al sedere o colpo di fortuna.
Ribadisco che non tutti sono così..e i vostri racconti lo testimoniano..ma ce ne sono parecchi che dalle parole " rinuncia", " fatica", "responsabilità" scappano a gambe levate.

Riguardo al ministro No comment: ma che ne sa lui di cosa voglia dire guadagnarsi la pagnotta??? :che_dici Bah...
ღ Sιмσηε:28mar08 ★ Cяιsтιαησ:07apr10 ღ
●Quanto sarebbe bello se, x ogni mare che ci aspetta,ci fosse un fiume x noi..e qualcuno capace di prenderci x mano e di trovare quel fiume●

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Re: letterina al ministro ''noi mammoni''

Messaggio da Jennyna » 11 nov 2007, 17:12

e questo è quanto :x:

TRATTAMENTO ECONOMICO DEPUTATI
La prima voce è l’indennità, quella che nel linguaggio comune è definita "stipendio", seguono la diaria e i rimborsi: per le "spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori", per le spese accessorie di viaggio e per i viaggi all’estero, per le spese telefoniche.

Completano la scheda le voci sull'assegno di fine mandato, le prestazioni previdenziali e sanitarie e sui trasporti.


Indennità parlamentare
L'indennità, prevista dalla Costituzione all'art. 69, è determinata in base alla legge n. 1261 del 31 ottobre 1965. È fissata in misura non superiore al trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate.

L’indennità è corrisposta per 12 mensilità. L'importo mensile è pari a 5.941,91 euro, al netto delle ritenute previdenziali (€ 833,10) e assistenziali (€ 559,54) della quota contributiva per l’assegno vitalizio (€ 1.069,35) e della ritenuta fiscale (€ 4.030,42).


Diaria
Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n. 1261 del 1965.

La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili. Tale somma viene ridotta di 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato da quelle sedute dell'Assemblea in cui si svolgono votazioni, che avvengono con il procedimento elettronico.

È considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell'arco della giornata.


Rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori
A titolo di rimborso forfetario per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori, al deputato è attribuita una somma mensile di 4.190 euro, che viene erogata tramite il gruppo parlamentare di appartenenza.

Ai deputati non è riconosciuto alcun rimborso per le spese postali a decorrere dal 1990.

Spese di trasporto e spese di viaggio
I deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale.
Per i trasferimenti dal luogo di residenza all'aeroporto più vicino e tra l'aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l'aeroporto più vicino al luogo di residenza, ed a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km.

I deputati, qualora si rechino all’estero per ragioni di studio o connesse all’attività parlamentare, possono richiedere un rimborso per le spese sostenute entro un limite massimo annuo di 3.100,00 euro.

Spese telefoniche
I deputati dispongono di una somma annua di 3.098,74 euro per le spese telefoniche. La Camera non fornisce ai deputati telefoni cellulari.

Assistenza sanitaria
Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 4,5 per cento della propria indennità lorda, pari a 559,54 euro, destinata al sistema di assistenza sanitaria integrativa che eroga rimborsi secondo quanto previsto da un tariffario.

Assegno di fine mandato
Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari a 833,10 euro. Al termine del mandato parlamentare, il deputato riceve l'assegno di fine mandato, che è pari all'80 per cento dell'importo mensile lordo dell'indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).


Assegno vitalizio
Anche in questo caso, il deputato versa mensilmente una quota - l'8,6 per cento, pari a 1.069,35 euro - della propria indennità lorda, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi, come previsto da un apposito Regolamento approvato dall'Ufficio di Presidenza il 30 luglio 1997.

In base alle norme contenute in tale Regolamento, il deputato riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60° anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti.

Lo stesso Regolamento prevede la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il deputato sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale.

L'importo dell'assegno varia da un minimo del 25 per cento a un massimo dell'80 per cento dell'indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.





Trattamento economico dei Senatori

Dati aggiornati a gennaio 2005

La prima voce delle competenze spettanti al parlamentare è l'indennità, quella che nel linguaggio comune è definita "stipendio". Seguono la diaria e i rimborsi: per le spese inerenti i supporti per lo svolgimento del mandato parlamentare, per le spese accessorie di viaggio e per i viaggi all'estero, per le spese telefoniche.

Completano la scheda le voci sull'assegno di solidarietà (di fine mandato), sulle prestazioni previdenziali e sanitarie e sui trasporti.

Indennità parlamentare
L'indennità, prevista dalla Costituzione all'art. 69, è determinata, in base alla legge n. 1261 del 31 ottobre 1965, in misura non superiore al trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate. Con delibera del 1993 il Consiglio di presidenza del Senato ha stabilito che tale misura fosse ridotta al 96% del predetto trattamento dei magistrati.

L'indennità è corrisposta per 12 mensilità. L'importo mensile è pari a 5.941,91 euro, al netto delle ritenute previdenziali (€ 833,10) e assistenziali (€ 559,54) della quota contributiva per l'assegno vitalizio (€ 1.069,35) e della ritenuta fiscale (€ 4.030,42).

Diaria
Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n. 1261 del 1965.
La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili. Tale somma viene ridotta di 258,23 euro per ogni giorno di assenza del Senatore dalle sedute dell'Assemblea in cui si svolgono votazioni qualificate e verifiche del numero legale.

È considerato presente il Senatore che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell'arco della giornata.

Rimborso per spese inerenti i supporti per lo svolgimento del mandato parlamentare
A titolo di rimborso forfettario per le spese sostenute per retribuire i propri collaboratori e per quelle necessarie a svolgere, anche nel collegio elettorale, il mandato parlamentare, al Senatore è attribuita una somma mensile di 4.678,36 euro, in parte (35% pari a 1.637,43 euro) erogata direttamente al Senatore medesimo ed in parte (65% pari a 3.040,93 euro) erogata al Gruppo parlamentare di appartenenza. Ai Senatori non è riconosciuto alcun rimborso per le spese postali.

Spese di trasporto e spese di viaggio
I Senatori usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale.

Per i trasferimenti dal luogo di residenza a Roma, è previsto un rimborso spese annuo pari a 13.293,60 euro, per il Senatore che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l'aeroporto o la stazione ferroviaria più vicina al luogo di residenza, ed a 15.979,18 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km. Per i Senatori residenti a Roma ed eletti in collegi del Comune di Roma, il rimborso è corrisposto nella misura di 6.646,80 euro.

Ad ogni Senatore è corrisposta, a titolo di rimborso, una somma forfettaria annua di 3.100 euro, a fronte delle spese sostenute per viaggi internazionali di aggiornamento.

Spese telefoniche
I Senatori dispongono di una somma annua di 4.150 euro per le spese telefoniche.

Assistenza sanitaria integrativa
E' previsto il rimborso delle spese sanitarie ai Senatori (anche cessati dal mandato ovvero ai titolari di trattamento di reversibilità, nonché ai rispettivi familiari) iscritti al servizio di Assistenza Sanitaria Integrativa nei limiti dell'apposito Regolamento, approvato dal Consiglio di Presidenza. Gli iscritti versano un contributo commisurato alle competenze mensili lorde (4,5% per i Senatori in carica; 4,7% gli altri) e quote aggiuntive per i familiari.
Assegno di solidarietà (a fine mandato)

Il Senatore versa mensilmente, ad un apposito Fondo, una quota pari al 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari ora a 833,10 euro. Al termine del mandato parlamentare, il Senatore riceve l'assegno di solidarietà (anche denominato "di fine mandato"), che è pari all'80 per cento dell'importo mensile lordo dell'indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).

Assegno vitalizio
Anche in questo caso, il Senatore versa mensilmente una quota - l'8,6 per cento, pari ora a 1.069,35 euro, più il 2,15 per cento, come quota aggiuntiva per la reversibilità, pari a 267,34 euro - della propria indennità lorda, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi, come previsto da un apposito Regolamento approvato dal Consiglio di Presidenza.

In base alle norme contenute in tale Regolamento, il Senatore riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età è ridotto al 60° anno ove siano state svolte più legislature.

Lo stesso Regolamento prevede la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il Senatore sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale.

L'importo dell'assegno vitalizio varia da un minimo del 25 per cento ad un massimo dell'80 per cento dell'indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.



che dire io leggendo son rimasta così :urka

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Re: letterina al ministro ''noi mammoni''

Messaggio da Jennyna » 11 nov 2007, 17:18

forse questa volta mi sono spinta troppo oltre? se è così chiedo scusa agli amministratori :sorrisoo

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Re: letterina al ministro ''noi mammoni''

Messaggio da rusc » 11 nov 2007, 17:41

Mi trovo d'accordo in pieno con Alessandra68.

A 21 anni sono andata ad abitare da sola e ho campato per 4 anni con 750 euro al mese netti. Ho sempre diviso casa con amiche: per 2 anni in un piccolo appartamentino con 1 amica: ok pagavamo in nero perchè era casa dei genitori di mio cognato...però pagavo 400 euro al mese + tutte le utenze, divise ovviamente.
Poi altri 2 anni in un appartamento più grande con 4 amiche: anche lì 400 euro +utenze.
E in quegli anni ho anche preso la patente...e voi sapete quanto costa. I miei genitori non mi hanno mai dato un euro, mai. (A parte una volta che mi hanno voluto pagare la fisioterapia alla spalla che io non avrei potuto premettermi.)

Come si fa? Si fa, con dei sacrifici. Ovvio non puoi comprare casa. Certamente non spendi per discoteche e pub; non fai vacanzone; non hai la macchina. Compri l'indispensabile in vestiti e scarpe.
Facevo grandi economie: niente giornali, riviste, non sport che costano....insomma stavo attenta a tutto, a ogni euro che spendevo. Però si può fare. E la gioia di vivere in una casa tua, di essere indipendente, è impagabile.
Certo, è vero che è difficile oggi, i prezzi sono molto alti, ma è anche vero che spesso quei mammoni le vogliono tutte pari: la macchina, le vacanze, soldi ogni sera per uscite, tutto firmato....non dico tutti eh! Sarebbe sbagliato generalizzare, ma molti sì. Io ho parlato con alcuni ragazzi che conosco e la loro filosofia è questa: 30enni, lavoro da 900/1000 euro al mese........perchè devo sbattermi per andare via di casa quando lì ho tutto comodo e non spendo niente?
Beh, io ricordo con immensa gioia ( e un poco di nostalgia) quelle sere nella mia casetta, dove con poco si organizzavano cenette e ci si divertiva tanto; quelle sere in cui con 2 pizze d'asporto si improvvisava un pic-nic sui gradoni della chiesa e si facevano le ore piccole a chiacchierare....questo vale ogni sacrificio.
Almeno io la penso così, questa è stata la mia scelta e mi sento orgogliosa di come me la sono cavata.
Riccardo '06- Serena '08- Matteo '10 e un fratellino in cielo
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Re: letterina al ministro ''noi mammoni''

Messaggio da lemming » 11 nov 2007, 18:29

Scusate ma non capisco. Qui non si parla di un single che prende e divide un affitto con due amiche, è chiaro che così chiunque ce la fa, è pieno di studenti fuori sede che se la sfangano in questo modo (mantenendosi lavorando part time).
Però leggo... rinuncia a studiare, rinuncia alle ferie, rinuncia alla macchina, rinuncia a questo quello e quell'altro... per cosa? Per poter, dopo quarant'anni, essere padroni di quattro muri? Soli, ovviamente, perchè vivendo così non si può certo pensare di farsi una famiglia. Non se si lavora da precari, senza maternita, senza malattie, 12 o 14 ore al giorno, coi nidi che costano l'impossibile e lo Stato che passa i giorni a studiare nuovi modi per assottigliare ancora di più le già ridicole entrate (con 900 euro al mese ormai ci paghi la rata della macchina, un cambio di magliette e poco altro...)
E' chiaro che facendo una vita d'inferno ci si può comprare casa (non sempre). Ma perchè un trentenne deve condannarsi a una vita d'inferno, sapendo che una volta acceso il mutuo si può scordare figli, matrimonio, mobili un minimo decenti, ferie, feste comandate, uscite la sera e via dicendo? Perchè se un trentenne medio che prende sui 1000 euro al mese va a vivere da solo, non può fare nient'altro. Assolutamente nient'altro.
Quindi, esattamente, *perchè* dovrebbero sacrificarsi? E' questo che non capisco. Se dopo aver fatto due conti capisci che passeresti la vita a lavorare (precariamente) senza poterti permettere manco un caffè alla macchinetta (si sa mai che ti licenziano da un giorno all'altro) e di mettere su famiglia non se ne parla a meno che il tuo partner non guadagni quanto te se non di più (e anche qui sareste semplicemente in due ad affogare nei debiti, mica a vivere decentemente), a che scopo decidere di cominciare?
Quello che il caro ministro non capisce (o fa finta di non capire) è che ormai i giovani non hanno nessuna spinta ad andarsene di casa. Finirebbero in pasto agli squali.
E questo discorso non è riferito a me, che me ne sono andata di casa a 19 anni... solo che la realtà in giro è questa.
Se uno deve vivere da solo per pagare debiti, a che pro? Per costruirsi cosa?
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Re: letterina al ministro ''noi mammoni''

Messaggio da rusc » 11 nov 2007, 18:52

Lemmina ha scritto:
Perchè se un trentenne medio che prende sui 1000 euro al mese va a vivere da solo, non può fare nient'altro. Assolutamente nient'altro.
Nient'altro tranne che vivere libero e indipendente...non mi pare poca cosa.
IO, e ribadisco io, stimo l'indipendenza molto più di vacanze e macchine. E della macchina se ne può fare tranquillamente a meno; un single di sicuro.

E poi scusa Lemmina, ma in quella famosa lettera di chi si parla? Del 30enne medio, single mi pare. E, visto che ci si lamenta che quel tipo non può assolutamente uscire di casa....io ribatto che invece sì che si può. Accettando di non fare vita da nababbi. Ma si può. Non mi pare che il single in questione lamenti al Ministro: ah, mi vorrei sposare ma non posso. Spesso quella gente lì le vuole tutte pari, ripeto.
Oggi non si accetta più di fare dei sacrifici. I nostri nonni si sposavano a 20 anni con un letto, un tavolo, 2 sedie e 2 piatti. OK, le case costavano meno, questo sì. Ma ci si arrangiava, iniziando con poco e costruendo pian piano. Oggi si vuole tutto: 2 auto, 3 televisori, il cell. di ultima generazione, la vacanza invernale sul Mar Rosso etc.....altrimenti dicono: ah, non abbiamo i soldi per sposarci!
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Re: letterina al ministro ''noi mammoni''

Messaggio da luisaluisa » 11 nov 2007, 20:05

Jennyna ha scritto:e questo è quanto :x:
eh già.... :x:
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Re: letterina al ministro ''noi mammoni''

Messaggio da francesca74 » 11 nov 2007, 20:13

senza aver letto le risposte,avendo fatto questo discorso con un mio amico qualche giorno fa,mi domando quanti di questi "mammoni" contribuiscono in famiglia,e come....
Francesca e Rachele (07-08-99 ore 19.15) e Leonardo (12-04-05 ore 02.03) e Michele (18-12-06 ore 14.20)

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Re: letterina al ministro ''noi mammoni''

Messaggio da chiaraG » 11 nov 2007, 21:31

io nn ho letto a fondo tutte le risposte xrò credo che sia un argomento dove le generalizzazioni sono pericolosissime!
Io x esempio, se penso alla mia esperienza di vita, maledico il giorno in cui ho pensato fosse giusto andar via dalla casa dei miei (23 anni nn sono molti visto che avevo appena finito l'università), e vedo che tutti i miei amici e/o colleghi che sono rimasti in casa un po' di + (almeno fino a 30/32 anni) oggi che ne hanno 40 stanno benone, hanno fatto carriera hanno fatto scelte giuste hanno avuto modo di risparmiare i primi guadagni, comprare una casa coi propri mezzi ecc ecc.
Per questo motivo io ripeto a mio figlio di cercare di fare le scelte giuste, di specializzarsi, di uscire di casa quando ne sarà veramente pronto.
Io me ne sono andata, sono andata a lavorare in studio x una miseria, con sacrificio ho studiato x l'esame (avevo già una casa e un figlio di 4 anni!), ho continuato a lavorare come collaboratore in studi legali con uno stipendio da fame vera, senza garanzie (un milione e 350 mila lire LORDE x 11 mesi all'anno, agosto no xchè era feriale!!! x otto ore al giorno!) avrei potuto studiare e fare concorsi ma nn ne avevo il tempo fra il lavoro e la casa, avrei potuto rallentare il lavoro me nn potevo sennò nn mangiavo insomma un disastro.
(a questo si è aggiunta la separazione ma questo nn conta anche se fra i giovani è sempre più frequente).
Ora ovviamente nn mi pento di aver fatto mio figlio senza pensare alla carriera, x carità son scelte personali, xrò se avessi aspettato, se dopo la laurea fossi rimasta coi miei qualche anno, potendomi permettere di guardarmi intorno, di fare concorsi, di guadagnare poco ma risparmiare x il mio futuro oggi (solo x quel che riguarda la carriera e i soldi preciso!) starei molto meglio!
♠ .chiara,♠ michele,♠ federica & giovanni
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Re: letterina al ministro ''noi mammoni''

Messaggio da Lunette » 11 nov 2007, 21:57

Nemmeno io ho letto tutte le risposte, però io ho vissuto tanti anni all'estero e da quando sono tornata non ho sentito altro che lamentele. Il paese non funziona (così dicon tutti) in nessuna cosa. Io alle volte sorrido perché gli italiani non impareranno mai a pensare al loro paese come una risorsa ma lo considereranno sempre l'ultima ruota del carro ( e vi assicuro che non lo è assolutamente nemmeno in EU). Ho visto e vissuto nelle capitali Europee, Vienna, Londra, Amsterdam.. Vi assicuro che i problemi ce li hanno anche loro. A Vienna (città notoriamente ricca) vivono migliaia di polacchi segregati in ghetti, in confronto Napoli è l'hotel più ricco di Montecarlo. Questo è solo un piccolo esempio, ma considerando la situazione delle famiglia io continuo a pensare che la gente non riesce a regolarsi. Ad annozero ho sentito un operaio che si lamentava di non riuscire ad arrivare alla fine del mese con 1300 Euro perché ne pagava 900 di mutuo. 900 Euro? Scherziamo davvero?
Io sinceramente la casa non la compro nemmeno morta, ci ho pensato e direi che sarei una tonna a regalare alla banca migliaia di euro in interessi. Voi mi direte che anche un affitto sono soldi "sprecati" ma non è vero. Noi paghiamo 600 Euro al mese nonostante io non porti a casa uno stipendio pieno riusciamo a vivere decorosamente senza puffi e soprattutto dormendo un sonno sereno che la casa non me la porterà via nessuno, dato che non ce l'ho!!
Però noi siamo sempre stati flessibili, io me ne sono andata via di casa a 18 anni, ho vissuto anche in catapecchie per risparmiare due soldi.. Non abbiamo mai avuto due macchine, (non so se avete visto i prezzi della benzina... Col cavolo che la uso la macchina, a costo di farmi un'ora e mezzo di tragitto!!) Insomma io sento le mie amiche in giro che si lamentano del caro vita e poi senti storie assurde tipo che una va a lavorare per pagare il nido e la benzina.. Gli italiani purtroppo di media non hanno il senso del risparmio, del scarificio e soprattutto la coscienza di migliorare le cose.. Ci si lamenta che le città sono sporche.. Poi solo il 30 % fa la raccolta differenziata... Gli autobus non passano e tutti a santiare per la strada..Però poi la metà non paga il biglietto... Mio cugino, 24 anni si è trovato ad accettare un lavoro con uno stipendio da fame perché al signorino non andava di sloggiare da mammà e cercarsi un lavoro meglio retribuito magari in un'altra città..Gli abbiamo detto di venire a Genova che qui ha più possibilità, ma non c'è stato verso, sta ancora in provincia con il suo stipendio da fame a lamentarsi del governo... Questo non è un bamboccione? E quanti come lui? Che padre sarà questo ragazzo che non sa far valere i propri diritti e non riesce nemmeno a pensare di spostarsi per cambiare lavoro??


Insomma come disse Sciascia.. ( o era Eco?) a ciascuno il suo..

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Re: letterina al ministro ''noi mammoni''

Messaggio da Lunette » 11 nov 2007, 22:15

E aggiungo che per cambiare le cose occorre cambiare PRIMA la nostra testa.. Faccio un altro esempio: la mia città, Genova, organizza settimanalmente camion di cibarie varie raccolte da supermercati che alla chiusura devono buttare via del cibo teoricamente scaduto, che però si presenta in realtà ancora buono e mangiabile. Queste cibarie vengono poi distribuite dal comune, dalle chiese ecc.. alle famiglie meno abbienti. Questo servizio, questa catena, fa risparmiare circa 150 Euro mensiili, dato che nei sacchi si trova di tutto tra cui anche olio e caffé. Purtroppo so che questo servizio è stato istituito solo in regioni quali la Liguria, la Toscana, il cui orientamento politico non ho bisogno di drvi...Cambiare le cose è possibile, io stessa ho chiesto al comune che nella mia strada venisse messo anche il cassonetto per la raccolta delle lattine (introvabile). Dopo un mese il cassonetto è arrivato... Non lo so, forse sono io ad essere un'ottimista ma io combatterò fino alla fine per migliorare le cose, anche se solo di qualche mm...
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Re: letterina al ministro ''noi mammoni''

Messaggio da ishetta » 11 nov 2007, 23:01

Pasakiotta, sono felice che tu viva in quest'aria di rinnovamento e di ottimismo. Ne sono davvero felice. Sono felice che tu abbia viaggiato molto, ma hai citato capitali che hanno uno stato sociale ben diverso dal nostro. Sono la prima a dire che noi ci lamentiamo troppo e che molto spesso dovremmo tirarci su le maniche ed essere persone migliori...
Fai l'esempio di Vienna dove i polacchi sono segregati in ghetti, scusa ma da noi (a Milano) più di una volta ho sentito di cantine affittate ai marocchini e ci dormono in 4/5... beh ti sembra vita? Se tua figlia a 25/30 anni avesse solo questa possibilità non la terresti a casa con te?

E poi il discorso dell'acquisto della casa è legittimo, con uno sfratto ti trovi fuori di casa e non hai un tetto sulla testa, magari i tuoi 600€ potrebbero essere un investimento per tua figlia e non per il tuo padrone di casa.
La macchina a volte è un capriccio, a volte no. Io ho una Picanto (non una Ferrari) e almeno quella serve per andare a lavorare. Si il lavoro, che serve per pagare nido e benzina, ma quando il nido non ci sarà più sarà un introito sicuro (oltre al fatto che puo' essere anche una soddisfazione personale).

E poi qui si punta il dito quando si tratta di giovani che stanno in famiglia (con contratti precari e uno sputo di stipendio, sottolineo) e si fanno esempi con esperienze di 10/15 anni fa quando le cose erano ben diverse. Ricordo che mangiavo coca e birra con 6.000Lire, ora con 3Euro mi ridono in faccia.

Io chiedo a voi madri, se fosse vostro figlio ad avere 30 anni pensereste ancora che nessuno fa sacrifici? Io credo di no... ma è facile criticare gli altri. Come dico sempre, sono le guerre fra poveri. Si litiga a chi si sacrifica di piu', a chi ha di meno.
Perché la vuoi perché tu puoi riconquistare un sorriso e puoi giocare e puoi gridare perché ti han detto bugie ti han raccontato che l'hanno uccisa che han calpestato la gioia perché la gioia è con te

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Re: letterina al ministro ''noi mammoni''

Messaggio da Lunette » 12 nov 2007, 8:18

Bhe Ishetta

non ho fatto un paragone di 15 anni fa, mio cugino ha adesso 23 anni!
La casa io continuerò a vederla come una spada di damocle, preferisco investire i soldi e pagare metà affitto con gli interessi, visto che adesso sono altissimi!
La maggior parte della gente non si vuole spostare per vivere meglio... Io a Milano ci sono anche stata per qualche mese e penso che sia una città troppo cara e troppo congestionata per viverci! Genova è molto + vivibile anche a livello lavorativo. Ma tralasciando le famiglie, quanti giovani si sposterebbero??? Pochi, troppo pochi!!

È vero continuerò ad essere un'ottimista, ma lamentarsi è inutile, non cambia le cose... Per cambiare occorrono i fatti e se la prossima classe dirigente sarà composta dai bamboccioni di adesso non andremo lontani!!
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Re: letterina al ministro ''noi mammoni''

Messaggio da witch » 12 nov 2007, 9:55

quoto Alessandra in tutto.
io abito in un piccolo paese e posso portare la mia esperienza:
a 26 anni mi separo e con un bimbo di 3 anni e mezzo vado a vivere da sola in un bilocale. € 320 con uno stipendio di € 800...e ce l'ho fatta tranquillamente, riuscendo ad andare pure in ferie col bimbo che ha pagato quota intera! (cosa che in 5 anni di matrimonio invece non eravamo mai riusciti a fare, con 2 stipendi che entravano...)
invece vedo tanti miei colleghi (maschi :fischia ) che col doppio dello stipendio che prendevo io allora stanno ancora in casa a farsi coccolare dai genitori, alla tenera età di 35/40 anni.
io non lo concepisco.
ho 2 figli maschi, quando saranno indipendenti economicamente ( e non quindi a 40 anni) dovranno andare via di casa, dovranno farsi la loro vita.
e non perchè io non gli vorrò bene e non vorrò occuparmi di loro, ma perchè proprio perchè li amo voglio che sappiano cavarsela con le proprie risorse, anche facendo sacrifici.
M1998+J2006 e ora anche zia D2016

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