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Prima, durante e dopo la gravidanza

 

IMPARARE A RINUNCIARE. UN VALORE DA TRASMETTERE

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topinaf
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Re: IMPARARE A RINUNCIARE. UN VALORE DA TRASMETTERE

Messaggio da topinaf » 23 apr 2010, 22:29

Zzz... ha scritto:Scusate una cosa, ma perché se un bambino non può avere il giocattolo costoso, o più tardi il motorino, dovrebbe incavolarsi pensando che è colpa del fratello minore? Non potrebbe -se proprio deve- incavolarsi semplicemente con i genitori che non guadagnano di più, a prescindere dal numero dei figli?
:ok
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marghe
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Re: IMPARARE A RINUNCIARE. UN VALORE DA TRASMETTERE

Messaggio da marghe » 23 apr 2010, 22:37

marisetta ha scritto:Tutto sto papello pe dire che l'espressione "ne fai due figli ne fai tre è uguale" la trovo aberrante, sfami uno e sfami l'altro mica è la stessa cosa avere uno, due figli o tre. In termini economici, di tempo, affettivi (non nel senso che i fanno differenze ma che è necessario che tutti e tre i figli abbiano la stessa attenzione) e quindi "ah quello non te lo puoi comprare, quello non lo puoi fare...etc...così sti poveri ragazzi cresceranno sempre pieni di rimpianti, di privazioni e ci ne ha più ne mette.
dici che concordi con Ema e poi scrivi queste cose, che trovo assurde, sinceramente, e a tratti pure offensive. io ho un fratello e non mi pare di aver rinunciato a nulla per "colpa" sua.
dici che concordi con Ema e poi mi spari delle cose che più materiali non si può, come qui:
marisetta ha scritto:...ma se vogliono un giocattolo e io posso comprarglielo perchè non dovrei??Mia figlia chiara sa che se mamma hai soldini o in occasione del comple le faccio il regalo che vuole lei, ma quando usciamo ci scappa sempre qualche cosina piccola, sarà ineducativo però se ho la possibilità glielo devo, d'altronde le ho fatto io le bambine , non hanno certo loro scelto di nascere.
che vuol dire, che si mettono al mondo i figli per comprargli i kinder o per mandarli in giostra? che siccome qualcuno non compra una cosa tutti i giorni allora tanto valeva non mettere al mondo bambini??

poi qui
marisetta ha scritto:Io credo che bisogna pensare 1000000 volte prima di fare uno, due etc...figli.... Io ammiro le persone che hanno molti figli però spero che lo facciano con coscienza, perchè invece quelli che li fanno o perchè poi sono il bastone della vecchiaia o perchè non conoscono gli anticoncezionali quello no!!!
esprimi giudizi davvero offensivi nei confronti di chi ha valori morali diversi dai tuoi

e qui
marisetta ha scritto:mio suocero era il primo di 9 fratelli tutti trattati come schiavetti, presi a legnate in continuazione altro che...
parli male della famiglia di tuo marito. complimenti!
mi trovo in completo disaccordo con ciò che scrivi, per quello che mi è dato comprendere.
Antonio 23/09/04 3.600grx53cm e Teresa 6/11/06 3.490grx55cm bambini di sinistra*maestra facinorosa*sono partigiana, odio chi non parteggia. odio gli indifferenti

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Re: IMPARARE A RINUNCIARE. UN VALORE DA TRASMETTERE

Messaggio da topinaf » 23 apr 2010, 23:55

marisetta ha scritto:Io condivido le idee di ema in pieno!!
:domanda non ho trovato idee di ema uguali alle tue...
e poi il fatto che visto che un è un genitore a decidere di mettere al mondo un figlio è in "debito" col figlio non lo comprendo ma...alla fine sono punti di vista diversi e ognuno fa come crede :sorrisoo
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Re: IMPARARE A RINUNCIARE. UN VALORE DA TRASMETTERE

Messaggio da ema1 » 24 apr 2010, 0:17

marisetta, guarda che io ho detto esattamente il contrario di quello che hai scritto tu, forse non hai letto bene. E proprio il discorso che fai tu che io non concepisco, non condivido... non mi appartiene. Poi concordo con marghe, il tuo tono , in certi punti. e' davvero offensivo.
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Re: IMPARARE A RINUNCIARE. UN VALORE DA TRASMETTERE

Messaggio da ema1 » 24 apr 2010, 0:22

topinaf ha scritto:
marisetta ha scritto:Io condivido le idee di ema in pieno!!
:domanda non ho trovato idee di ema uguali alle tue...
e poi il fatto che visto che un è un genitore a decidere di mettere al mondo un figlio è in "debito" col figlio non lo comprendo ma...alla fine sono punti di vista diversi e ognuno fa come crede :sorrisoo
Non lo comprendo nemmeno io....
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Re: IMPARARE A RINUNCIARE. UN VALORE DA TRASMETTERE

Messaggio da milly73 » 24 apr 2010, 11:49

marisetta ha scritto:Tutto sto papello pe dire che l'espressione "ne fai due figli ne fai tre è uguale" la trovo aberrante, sfami uno e sfami l'altro mica è la stessa cosa avere uno, due figli o tre. In termini economici, di tempo, affettivi (non nel senso che i fanno differenze ma che è necessario che tutti e tre i figli abbiano la stessa attenzione) e quindi "ah quello non te lo puoi comprare, quello non lo puoi fare...etc...così sti poveri ragazzi cresceranno sempre pieni di rimpianti, di privazioni e ci ne ha più ne mette.


:perplesso ci sto pensando eh...
vediamo:
effettivamente qualche rimpianto ce l'ho...
accidenti... i miei genitori non potevano permettersi di farci viaggiare, comprarci la televisione a colori e con telecomando, di comprarmi la barbie, di comprarmi un paio di scarpe ogni anno )pensa un pò eravano talmente brave che ce le passevamo di sorella in sorella, poi quelle per la domenica erano sacre e non potevano essere indossate durante la settimana :prr )aberrazione totale: noi mangiavano ogni santo giorno solo pasta e raramente carne e pesce :prr

caspita, ma perchè mia mamma non ha preso la pillola e mio padre non ho ausato il preservativo? :sberla:

certo che ho rimpianti...ma mica sono cresciuta rancorosa per questo :domanda
semplicemente i miei non potevano permettersi queste cose e noi figli lo SAPEVAMO e lo CAPIVAMO , ci faceva male qualche volta, ma pensi che avessimo altra scelta?

e ora, grazie a noi stesse e a miei genitori siamo tutte e cinque sposati/conviventi felicemente con figli e ci adoriamo...io non riesco minimamente a pensare a come sarebbe la mia vita senza loro e nè riesco ad immaginare una vita diversa da quella che ho fatto grazie ai miei genitori


però forse non ho capito quello che intendevi :perplesso
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Re: IMPARARE A RINUNCIARE. UN VALORE DA TRASMETTERE

Messaggio da tic tac77 » 24 apr 2010, 12:00

milly73 ha scritto:
marisetta ha scritto:Tutto sto papello pe dire che l'espressione "ne fai due figli ne fai tre è uguale" la trovo aberrante, sfami uno e sfami l'altro mica è la stessa cosa avere uno, due figli o tre. In termini economici, di tempo, affettivi (non nel senso che i fanno differenze ma che è necessario che tutti e tre i figli abbiano la stessa attenzione) e quindi "ah quello non te lo puoi comprare, quello non lo puoi fare...etc...così sti poveri ragazzi cresceranno sempre pieni di rimpianti, di privazioni e ci ne ha più ne mette.


:perplesso ci sto pensando eh...
vediamo:
effettivamente qualche rimpianto ce l'ho...
accidenti... i miei genitori non potevano permettersi di farci viaggiare, comprarci la televisione a colori e con telecomando, di comprarmi la barbie, di comprarmi un paio di scarpe ogni anno )pensa un pò eravano talmente brave che ce le passevamo di sorella in sorella, poi quelle per la domenica erano sacre e non potevano essere indossate durante la settimana :prr )aberrazione totale: noi mangiavano ogni santo giorno solo pasta e raramente carne e pesce :prr

caspita, ma perchè mia mamma non ha preso la pillola e mio padre non ho ausato il preservativo? :sberla:

certo che ho rimpianti...ma mica sono cresciuta rancorosa per questo :domanda
semplicemente i miei non potevano permettersi queste cose e noi figli lo SAPEVAMO e lo CAPIVAMO , ci faceva male qualche volta, ma pensi che avessimo altra scelta?

e ora, grazie a noi stesse e a miei genitori siamo tutte e cinque sposati/conviventi felicemente con figli e ci adoriamo...io non riesco minimamente a pensare a come sarebbe la mia vita senza loro e nè riesco ad immaginare una vita diversa da quella che ho fatto grazie ai miei genitori


però forse non ho capito quello che intendevi :perplesso
che belle parole di affetto :sorrisoo
io credo che, quando si ha meno nella vita (di materiale) c'è + rispetto e affetto:nella famiglia di mia mamma, benestante, sono cresciuti malissimo, senza affetto tra sorelle, con la morte dei miei nonni, si sono scannati per accaparrarsi i beni :vomitino_1:
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Re: IMPARARE A RINUNCIARE. UN VALORE DA TRASMETTERE

Messaggio da milly73 » 24 apr 2010, 12:07

tic tac77, nella famiglia di mio padre è successa la stessa cosa :x:
però mio padre li ha mandati tutti a... :prr :ahaha
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Re: IMPARARE A RINUNCIARE. UN VALORE DA TRASMETTERE

Messaggio da PITA » 24 apr 2010, 12:57

Lunette ha scritto:ah discorso "ricchezza": ho una sorella, 25 anni che da sempre, e veramente dico da sempre, ha dato problemi. E la scuola, E il lavoro, E la builimia, E i ragazzi, E potrei continuare all'infinito. Eppure come mai??? Stessa educazione, stessa base! Io lo so, che quando mia madre sarà vecchia lei se ne fregherà perché se ne frega sempre di tutto, a questo punto mi chiedo: ma perché mi hanno inflitto una sorella???

Mio marito: 4 fratelli, uno più str.. dell'altro che già parlano di spartirsi la casa dei genitori quando moriranno.. No no 1000 volte meglio sola!
non capisco
io vivo fra mille rimorsi per non aver dato una sorella/fratello a mia figlia che me lo ha sempre chiesto
ho una sorella, con cui ho avuto un rappporto altalenante, MA che nessuno me la tocchi, non saprei cosa fare se lei non esistesse
e poi non mi piace proprio questo fatto di accostare l'idea della ricchezza ad un fratello/sorella, e non mi piace neanche il fatto che si accostino la parola rinunce riferito ad un fratello
insomma, è doveroso insegnare a rinunciare AL SUPERFLUO, ma non c'azzecca niente il paragone con una sorella
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Re: IMPARARE A RINUNCIARE. UN VALORE DA TRASMETTERE

Messaggio da Lunette » 24 apr 2010, 13:07

Si parlava della ricchezza che PUÒ dare un fratello. Nel mio caso è sempre stato un continuo litigare, da quando è nata fino ad adesso che ha 25 anni. Può darsi che mi ricreda e che lei improvvisamente diventi una persona normale, ma io per quello che ho passato NON me la sentirei mai di rischiare di avere un figlio così. Sarò cattiva, sadica come volete, ma per me mia sorella NON è mai stata una ricchezza.
"Marta, Marta, tu t’inquieti e ti affanni per molte cose; una sola è necessaria: Maria invece ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta“.

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Re: IMPARARE A RINUNCIARE. UN VALORE DA TRASMETTERE

Messaggio da marghe » 24 apr 2010, 13:07

PITA ha scritto:insomma, è doveroso insegnare a rinunciare AL SUPERFLUO, ma non c'azzecca niente il paragone con una sorella
quoto
ho un fratello che durante l'infanzia ho adorato, ora facciamo vite molto diverse, ma il bene tra noi non è in discussione. in ogni caso, se fosse pure il più stronso della terra non me la prenderei con i miei per averlo messo al mondo :sorrisoo
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Re: IMPARARE A RINUNCIARE. UN VALORE DA TRASMETTERE

Messaggio da PITA » 24 apr 2010, 13:33

robibg ha scritto:io sto insegnando a mia figlia che c'e' un limite alle richieste.
ma non sono per le rinunce
.
ma sta filosofia del non ho nulla, non mi serve nulla ho la mia famiglia i miei fratelli e l'amore e' tutto, perdonatemi ma mi pare molto new age e molto alla moda.
qui sembra ci si faccia un vanto del fatto di essere semplici modesti di avere poco ma di essere, per questo, tanto felici, di non comprare cose di marca, di fare la spesa al discount e mangiare sempre e comunque molto bene.guai ad andare all'esselunga a fare la spesa..... guai se uno dice di conoscere una borsa di marca.....vergogna!!!!!! meglio se sono comprate al mercato e costano una miseria, allora si che sono belle.
guai se i figli hanno qualche vizio. guai se i figli si fanno i buchi nelle orecchie!!!! che scandalo!!!i vostri mai, vuoi che voi rischiate di far loro prendere il tetano, per un buco fatto male?
guai a comprare un dado col glutammato.....orrore!!!
ma che e'?

pedonatemi, ma io non mi sento in colpa se accontento mia figlia o me
new age????? :ahaha , al limite, potresti parlare di understatement.
Ma lasciando da parte , solo per istante, la questione sociale, c'è l'aspetto educativo che sembri non aver affatto preso in considerazione.
Anche un bambino deve imparare a metabolizzare i NO, e questo per il suo benessere psicologico ed a prescindere dalle possibilità economiche.E' un atto di amore genitoriale anche se è più semplice dire sì piuttosto che pronunciare dei no.
Anche un bambino deve imparare a capire che BISOGNA lavorare per guadagnare i soldi.
Anche un bambino deve capire che vivere un volo in economy non è una rinuncia.
Ai bambini bisogna insegnare ORA quali sono i bisogni reali ( fame , sete, salute, alloggio , poi istruzione ) come distinti dal bisogni INDOTTI.
Infine, c'è anche una componente di proiezione che hai ignorato, il bisogno di tua figlia di una cosa di marca è un bisogno della bambina o della madre?
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Cuckoo
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Re: IMPARARE A RINUNCIARE. UN VALORE DA TRASMETTERE

Messaggio da Cuckoo » 24 apr 2010, 14:05

Mah, io concordo sul fatto che è importante insegnare che esiste il NO, che non sempre tutto è possibile, che bisogna saper rinunciare, che siamo troppo abituati al superfluo etc...ma è innegabile che 2 figli costano più di uno e tre ancora di più...non è ridurre il concetto figli al concetto debito, ma rimane il fatto che per campare servono i soldi.
E se arriva il giorno in cui ho 2 figli, uno vuole fare il corso di karate e l'altra il corso di pianoforte, ma i soldi non bastano per entrambi? ok, impareranno a rinunciare, però sarebbero entrambe attività "buone" per la loro crescita...certo superflue, perchè si campa anche senza, ma se riduciamo tutto al fatto che ci si deve accontentare del necessario, allora NO ai dolcetti, NO alle vacanze, NO alla maglietta in più...
Insomma, non ho fatto due figli mettendo su un'agenda cosa posso permettermi cosa no...anche perchè chennesò tra 10 anni cosa potrò pagare, cosa no...però se ora dovessi pensare ad un terzo figlio, saprei che di amore ne ho in abbondanza, ma valuterei anche il fattore economico.
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(Carlos Ruiz Zafón)

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Re: IMPARARE A RINUNCIARE. UN VALORE DA TRASMETTERE

Messaggio da robipokernonna » 24 apr 2010, 14:46

PITA ha scritto:
robibg ha scritto:io sto insegnando a mia figlia che c'e' un limite alle richieste.
ma non sono per le rinunce
.
ma sta filosofia del non ho nulla, non mi serve nulla ho la mia famiglia i miei fratelli e l'amore e' tutto, perdonatemi ma mi pare molto new age e molto alla moda.
qui sembra ci si faccia un vanto del fatto di essere semplici modesti di avere poco ma di essere, per questo, tanto felici, di non comprare cose di marca, di fare la spesa al discount e mangiare sempre e comunque molto bene.guai ad andare all'esselunga a fare la spesa..... guai se uno dice di conoscere una borsa di marca.....vergogna!!!!!! meglio se sono comprate al mercato e costano una miseria, allora si che sono belle.
guai se i figli hanno qualche vizio. guai se i figli si fanno i buchi nelle orecchie!!!! che scandalo!!!i vostri mai, vuoi che voi rischiate di far loro prendere il tetano, per un buco fatto male?
guai a comprare un dado col glutammato.....orrore!!!
ma che e'?

pedonatemi, ma io non mi sento in colpa se accontento mia figlia o me
new age????? :ahaha , al limite, potresti parlare di understatement.
Ma lasciando da parte , solo per istante, la questione sociale, c'è l'aspetto educativo che sembri non aver affatto preso in considerazione.
Anche un bambino deve imparare a metabolizzare i NO, e questo per il suo benessere psicologico ed a prescindere dalle possibilità economiche.E' un atto di amore genitoriale anche se è più semplice dire sì piuttosto che pronunciare dei no.
Anche un bambino deve imparare a capire che BISOGNA lavorare per guadagnare i soldi.
Anche un bambino deve capire che vivere un volo in economy non è una rinuncia.
Ai bambini bisogna insegnare ORA quali sono i bisogni reali ( fame , sete, salute, alloggio , poi istruzione ) come distinti dal bisogni INDOTTI.
Infine, c'è anche una componente di proiezione che hai ignorato, il bisogno di tua figlia di una cosa di marca è un bisogno della bambina o della madre?
ma hai letto cosa ho scritto?
mi pare di no, ovviamente.
se avessi letto con attenzione, avresti notato che NON sono una maniaca delle firme (tant'e' che ho parlato di acquisti fatti da h&m, sa cos'e', vero?), che faccio vacanze rilassanti ma per niente dispendiose, che ho fatto un mutuo per acquistare una casa che non e' la casa dei sogni, magari, ma che mi consente di andare al ristorante se mi garba, quindi scendendo a compromessi fra cio' che volevo e cio' che potevo avere.
quindi direi che sono una persona assolutamente moderata.
mi rifiuto pero' di pensare che per essere felici si debba per forza essere low-profile.
perche' leggendo all'inizio, questo e' il messaggio che passa.
comunque io, come genitore, di strada ne ho gia' fatta tanta. e ho capito che i miei insegnamenti sono serviti ai miei figli a capire che nella vita cio' che si ottiene e' dato dall'impegno e dal rigore. che ogni tanto ci si puo' permettere qualche extra, ma senza passare il segno. che si deve comprare quello che piace indipendentemente dalle mode e dai marchi. che non si deve mai fare il passo piu' lungo della gamba.
tu poi dire lo stesso? direi che di strada ne devi fare ancora tanta. io parlo con cognizione di causa. tu per presupposti. quindi direi che, da insegnarmi, hai ben poco.
prima vivi, poi pontifica
mamma di Eleonora 10.04.85 Nicola 18.10.87 Chiara 22.06.04
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Re: IMPARARE A RINUNCIARE. UN VALORE DA TRASMETTERE

Messaggio da mafalda2005 » 24 apr 2010, 14:47

Io vorrei riuscire a dire più no o, meglio, ad anticipare meno i loro desideri, ma anche per un altro motivo rispetto a quelli già citati: regalare ai miei figli il piacere di ottenere qualcosa che si è desiderato a lungo. Io ricordo cose piccole e banali, soprattutto i dolci.
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Re: IMPARARE A RINUNCIARE. UN VALORE DA TRASMETTERE

Messaggio da PITA » 24 apr 2010, 15:06

robibg ha scritto:
PITA ha scritto:
robibg ha scritto:io sto insegnando a mia figlia che c'e' un limite alle richieste.
ma non sono per le rinunce
.
ma sta filosofia del non ho nulla, non mi serve nulla ho la mia famiglia i miei fratelli e l'amore e' tutto, perdonatemi ma mi pare molto new age e molto alla moda.
qui sembra ci si faccia un vanto del fatto di essere semplici modesti di avere poco ma di essere, per questo, tanto felici, di non comprare cose di marca, di fare la spesa al discount e mangiare sempre e comunque molto bene.guai ad andare all'esselunga a fare la spesa..... guai se uno dice di conoscere una borsa di marca.....vergogna!!!!!! meglio se sono comprate al mercato e costano una miseria, allora si che sono belle.
guai se i figli hanno qualche vizio. guai se i figli si fanno i buchi nelle orecchie!!!! che scandalo!!!i vostri mai, vuoi che voi rischiate di far loro prendere il tetano, per un buco fatto male?
guai a comprare un dado col glutammato.....orrore!!!
ma che e'?

pedonatemi, ma io non mi sento in colpa se accontento mia figlia o me
new age????? :ahaha , al limite, potresti parlare di understatement.
Ma lasciando da parte , solo per istante, la questione sociale, c'è l'aspetto educativo che sembri non aver affatto preso in considerazione.
Anche un bambino deve imparare a metabolizzare i NO, e questo per il suo benessere psicologico ed a prescindere dalle possibilità economiche.E' un atto di amore genitoriale anche se è più semplice dire sì piuttosto che pronunciare dei no.
Anche un bambino deve imparare a capire che BISOGNA lavorare per guadagnare i soldi.
Anche un bambino deve capire che vivere un volo in economy non è una rinuncia.
Ai bambini bisogna insegnare ORA quali sono i bisogni reali ( fame , sete, salute, alloggio , poi istruzione ) come distinti dal bisogni INDOTTI.
Infine, c'è anche una componente di proiezione che hai ignorato, il bisogno di tua figlia di una cosa di marca è un bisogno della bambina o della madre?
ma hai letto cosa ho scritto?
mi pare di no, ovviamente.
se avessi letto con attenzione, avresti notato che NON sono una maniaca delle firme (tant'e' che ho parlato di acquisti fatti da h&m, sa cos'e', vero?), che faccio vacanze rilassanti ma per niente dispendiose, che ho fatto un mutuo per acquistare una casa che non e' la casa dei sogni, magari, ma che mi consente di andare al ristorante se mi garba, quindi scendendo a compromessi fra cio' che volevo e cio' che potevo avere.
quindi direi che sono una persona assolutamente moderata.
mi rifiuto pero' di pensare che per essere felici si debba per forza essere low-profile.
perche' leggendo all'inizio, questo e' il messaggio che passa.
comunque io, come genitore, di strada ne ho gia' fatta tanta. e ho capito che i miei insegnamenti sono serviti ai miei figli a capire che nella vita cio' che si ottiene e' dato dall'impegno e dal rigore. che ogni tanto ci si puo' permettere qualche extra, ma senza passare il segno. che si deve comprare quello che piace indipendentemente dalle mode e dai marchi. che non si deve mai fare il passo piu' lungo della gamba.
tu poi dire lo stesso? direi che di strada ne devi fare ancora tanta. io parlo con cognizione di causa. tu per presupposti. quindi direi che, da insegnarmi, hai ben poco.
prima vivi, poi pontifica
non avevo e non ho alcuna voglia di insegnare a te
le tue parole stridono, parlano di new age /o low profile alla moda senza la millantata cognizione di causa
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Re: IMPARARE A RINUNCIARE. UN VALORE DA TRASMETTERE

Messaggio da robipokernonna » 24 apr 2010, 15:34

PITA ha scritto:
new age????? :ahaha , al limite, potresti parlare di understatement.
Ma lasciando da parte , solo per istante, la questione sociale, c'è l'aspetto educativo che sembri non aver affatto preso in considerazione.
Anche un bambino deve imparare a metabolizzare i NO, e questo per il suo benessere psicologico ed a prescindere dalle possibilità economiche.E' un atto di amore genitoriale anche se è più semplice dire sì piuttosto che pronunciare dei no.
Anche un bambino deve imparare a capire che BISOGNA lavorare per guadagnare i soldi.
Anche un bambino deve capire che vivere un volo in economy non è una rinuncia.
Ai bambini bisogna insegnare ORA quali sono i bisogni reali ( fame , sete, salute, alloggio , poi istruzione ) come distinti dal bisogni INDOTTI.
Infine, c'è anche una componente di proiezione che hai ignorato, il bisogno di tua figlia di una cosa di marca è un bisogno della bambina o della madre?



non avevo e non ho alcuna voglia di insegnare a te
le tue parole stridono, parlano di new age /o low profile alla moda senza la millantata cognizione di causa
[/quote]


ah no? :perplesso

la "cognizione di causa" era riferita, ovviamente, al fatto che, avendo io una figlia di 25 anni e uno di 23 (oltre alla piccola), mi sono ritrovata ad affrontare due volte il percorso educativo che tu stai sperimentando adesso. e del quale sembra tu sappia gia' tutto. da qui ai prossimi 20 anni.
a meno che nella tua firma non ci siano informazioni incomplete, ovviamente.
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Re: IMPARARE A RINUNCIARE. UN VALORE DA TRASMETTERE

Messaggio da PITA » 24 apr 2010, 15:39

hai due figli grandi, e allora?
Impara ad essere chiara e diretta usando termini di cui conosci il significato
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robipokernonna
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Re: IMPARARE A RINUNCIARE. UN VALORE DA TRASMETTERE

Messaggio da robipokernonna » 24 apr 2010, 15:39

PITA ha scritto:hai due figli grandi, e allora?
Impara ad essere chiara e diretta usando termini di cui conosci il significato
:domanda
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Re: IMPARARE A RINUNCIARE. UN VALORE DA TRASMETTERE

Messaggio da PITA » 24 apr 2010, 15:46

il fatto che tu abbia due figli grandi non implica necessariamente che tu sappia tutto e nel modo corretto= e allora ?
inoltre, che c'azzecca 'sta new age ? = usare termini di cui non conosci il significato
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