Paola, hai detto una cosa giustissima. Un linguaggio svuotato dal suo vero senso. Una frase davvero veritiera.Paola67 ha scritto:la parola, un senso, un significato, un messaggioema1 ha scritto:"Una parola muore appena detta: dice qualcuno. Io dico che solo in quel momento comincia a vivere." Emily Dickinson
Volevo chiedere ma anche voi avete la convinzione che oramai le parole sono troppo inflazionate, usate come se niente fosse, a destra e sinistra, senza alcun limite... e siccome ora si usano e strausano hanno perso la loro "forza"?? Qui si diceva un tempo:"la parola e' come il proiettile, e forse e' qualcosa di piu, sicuramente ferisce di piu.." Io invece ultimamente vedo che le parole si dicono, ma poi si dimenticano molto facilmente, sia da chi le dice, sia da chi le riceve e anche da chi le ascolta...
io lo penso e averto questa convizione profondamente
analizzo ciò che dico e cio' che mi viene detto
e nella comunicazione il modo di esprimersi di una persona ma da la dimensione di quello che è
e non parlo di linguaggio forbito, acculturato, ma di senso della comunicazione e di contenuto
purtroppo ormai più che parlare di linguaggio inflazionato, io sento un linguaggio svuotato, svuotato del suo vero senso
dell'immediata sensazione che una parola può dare e di come questa parola unita o meglio accompagnata da una altra può dare ancora e così via
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Re: La parola... questo grande strumento.. quest'arma...
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Re: La parola... questo grande strumento.. quest'arma...
Ciao SuzieSuzieQ ha scritto:uhm, per riprendere l'esempio del "ti amo"...è possibile che molte persone possano attribuire dei pesi diversi a seconda dei contesti a determinate parole.
Non è detto che vi si faccia un uso spropositato, semplicemente devono essere contestualizzate e pesate, anche da chi le ascolta.
Se io dico ti amo al mio compagno so per certo che è un ti amo di spessore, come non lo è quando affermo di amare le giornate di sole. Il secondo ti amo si declina per lo più come un adoro...che però risulta troppo debole. Sono amori diversi, ma pur sempre amori sono.
Se poi penso all'inglese, dove un ti voglio bene e un ti amo si confondono e mischiano in una sola espressione, mi rendo conto che noi italiani siam ben più fortunati a poter giocare con le parole e variandole in base ai diversi contesti...
..ehm spero sia chiaro cosa intendessi...
Si e' capito benissimo il tuo punto di vista. E vero che bisogna vedere anche il contesto.
Pero dire "amo le belle giornate" l'amore qui, come hai giustamente detto tu, non parla di amore nel senso "intimo"... amore qui e come dire "mi piace"..
Invece se dici ad una persona, mettiamo caso ad un amica "ti amo" allora per me sminuisci questa frase, queste due parole, pero che sono due parole molto importanti.
Come dicevo anche prima ci sono mille e mille espressioni per definire quello che senti per un amica, le puoi dire "ti voglio bene".... e poca cosa questa?? Per me no!
Ma poi tutto e' come una catena, come un circolo vizioso, perche l'espressione " ti voglio bene " si usa come il saluto "ciao" .... e siccome tutte le parole hanno perso la loro vera forza espressiva si cerca in tutti i modi di trovare espressioni anche piu "forti" e si finisce per esagerare, si finisce di parlare in un modo quasi..teatrale.. alla fine, finto.
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ely66
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Re: La parola... questo grande strumento.. quest'arma...
troppo complicato stasera, troppa filosofia qui dentro
comunque si, mi irrita parecchio quando leggo e sento "sei grande, una grande donna" o i famosi TVB o ti amo sparati in giro come se fossero noccioline.
un minimo di contegno ritengo che sia ancora utile.
non credo che debbano essere contestualizza, ma utilizzate ad hoc. e magari un po' meno "ti amo" e un po' più un abbraccio, che funziona meglio tante volte.
comunque si, mi irrita parecchio quando leggo e sento "sei grande, una grande donna" o i famosi TVB o ti amo sparati in giro come se fossero noccioline.
un minimo di contegno ritengo che sia ancora utile.
non credo che debbano essere contestualizza, ma utilizzate ad hoc. e magari un po' meno "ti amo" e un po' più un abbraccio, che funziona meglio tante volte.
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SuzieQ
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Re: La parola... questo grande strumento.. quest'arma...
sì è vero Ema che poi a sentirlo nel reale risulta teatrale. Si percepisce che non quadra contesto e espressione.
Non ricordo chi ha citato il Grande fratello e i tanti ti amo spiattellati qua e là..
a me per esempio infastidivano parecchio. risultava proprio troppo e esasperato..anche se detto a parenti o genitori.
Ad esempio non urlerei mai a mia nonna un ti amo, per quanto le voglia un'infinità di bene e sia importante per me. Ma un ti amo è riservato ad altro tipo di legame.
Credo sia questo che intendi, e in effetti lo condivido. Ma credo che molto faccia il modo di dirle certe cose, il dove. E soprattutto il perché.
Saper usare le parole, nel momento giusto, dosandole e sapendole gestire presuppone una certa sensibilità. Che non tutti hanno. E a dir la verità io spesso abuso di certe espressioni, prevalentemente quelle in accezione negativa.

Non ricordo chi ha citato il Grande fratello e i tanti ti amo spiattellati qua e là..
a me per esempio infastidivano parecchio. risultava proprio troppo e esasperato..anche se detto a parenti o genitori.
Ad esempio non urlerei mai a mia nonna un ti amo, per quanto le voglia un'infinità di bene e sia importante per me. Ma un ti amo è riservato ad altro tipo di legame.
Credo sia questo che intendi, e in effetti lo condivido. Ma credo che molto faccia il modo di dirle certe cose, il dove. E soprattutto il perché.
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Re: La parola... questo grande strumento.. quest'arma...
è vero.ely66 ha scritto: non credo che debbano essere contestualizza, ma utilizzate ad hoc. e magari un po' meno "ti amo" e un po' più un abbraccio, che funziona meglio tante volte.
ma l'abbraccio lo paragono di più ai baci.
Ad esempio se tengo a una persona preferisco accoglierla con un abbraccio piuttosto che con i 2baci sulla guancia. Se non ci tengo particolarmente o è un semplice conoscente... preferisco non darli anche risultando quasi maleducata. Ma i baci li riservo a ben poche persone...
Ecco sui baci la penso come ema1 per le parole!
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Re: La parola... questo grande strumento.. quest'arma...
ely, ero in vena di filosofia!
E anche io sono d'accordo sul abbraccio!
Suzie, esattamente quello che intedevo io.
E mi trovo d'accordo anche sui baci.. anche io non do baci molto facilmente...sopratutto ad un conoscente e come te, preferisco un abbraccio che due baci sulle guancie.
Suzie, esattamente quello che intedevo io.
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Re: La parola... questo grande strumento.. quest'arma...
Io ho fatto la tesi sul teatro dell'assurdo (Ionesco in particolare) perchè ero rimasta affascinata dalla visione del linguaggio (e parlo degli anni '30, eh) che Ionesco e i suoi contemporanei vedevano già come completamente svuotato del suo senso.
Metafisicamente parlando, secondo lui (ma io sono d'accordo), il linguaggio, nato come una grande forza creatrice (addirittura nella Bibbia il grande potere dell'uomo era "dare il nome" agli animali), piano piano ha perso questa forza ed è diventato solo materiale sonoro.
Io credo che sia frutto della crescente "disponibilità" di comunicazione dei nostri tempi e della contemporanea perdita di valori. Ora, è ovvio che se io do importanza a un sentimento come l'amore, per esempio, non ne spreco la parola.
Si tende a semplificare tutto: semplifico le emozioni, semplifico il senso, semplifico il linguaggio.
E lo spreco.
A me dispiace perchè trovo che la banalizzazione dei sentimenti e il conseguente spreco delle parole, danneggi e "limiti" non solo la bellezza della ricchezza dell'animo umano, con tutte le sue sfaccettature e le sue ombre, ma anche il lessico a disposizione delle persone.
L'italiano è pieno di sinonimi, di termini che definiscono le sfumature di un diverso sentimento di base. E' un vero peccato appiattire e perdere questa ricchezza.
Bisognerebbe coltivare la propria anima, il proprio cervello per recuperare la pienezza delle sensazioni e la voglia di esprimere correttamente quanto si prova.
Metafisicamente parlando, secondo lui (ma io sono d'accordo), il linguaggio, nato come una grande forza creatrice (addirittura nella Bibbia il grande potere dell'uomo era "dare il nome" agli animali), piano piano ha perso questa forza ed è diventato solo materiale sonoro.
Io credo che sia frutto della crescente "disponibilità" di comunicazione dei nostri tempi e della contemporanea perdita di valori. Ora, è ovvio che se io do importanza a un sentimento come l'amore, per esempio, non ne spreco la parola.
Si tende a semplificare tutto: semplifico le emozioni, semplifico il senso, semplifico il linguaggio.
E lo spreco.
A me dispiace perchè trovo che la banalizzazione dei sentimenti e il conseguente spreco delle parole, danneggi e "limiti" non solo la bellezza della ricchezza dell'animo umano, con tutte le sue sfaccettature e le sue ombre, ma anche il lessico a disposizione delle persone.
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Re: La parola... questo grande strumento.. quest'arma...
Topillo che bel intervento!!! Lo condivido tutto!!
Io ho studiato un po in universita' Samuel Beckett e il "teatro dell'assurdo".
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Re: La parola... questo grande strumento.. quest'arma...
bellissimo.Topillo ha scritto: Bisognerebbe coltivare la propria anima, il proprio cervello per recuperare la pienezza delle sensazioni e la voglia di esprimere correttamente quanto si prova.
e non è una esagerazione linguistica, lo penso sul serio.
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Re: La parola... questo grande strumento.. quest'arma...
Senza contare che se ricominciassimo a dare importanza a noi stessi, ai nostri sentimenti, al nostro "valore" in quanto esseri umani, forse ci sarebbe più rispetto anche per gli altri.
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Re: La parola... questo grande strumento.. quest'arma...
Topillo ha scritto:Senza contare che se ricominciassimo a dare importanza a noi stessi, ai nostri sentimenti, al nostro "valore" in quanto esseri umani, forse ci sarebbe più rispetto anche per gli altri.
e anche nei confronti del pianeta che ci ospita.
Il valore di essere umani risiede anche in questo. Avere la consapevolezza di ciò che ci circonda, siano persone che spazi.
Non vedere la bellezza è ciò che rende aridi.
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Re: La parola... questo grande strumento.. quest'arma...
Concordo.
A volte basta una giornata particolarmente limpida, che mi permette di vedere le grigne e il resegone nel loro pulito splendore, per sentirmi permeare di bellezza.
E ora buonanotte. Ritorno domani, perchè è proprio un bell'argomento.
A volte basta una giornata particolarmente limpida, che mi permette di vedere le grigne e il resegone nel loro pulito splendore, per sentirmi permeare di bellezza.
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Re: La parola... questo grande strumento.. quest'arma...
Ecco io qui, nell'uso spropositato del "ti amo" ci vedo una scopiazzatura dei modi usuali nei film melensi americani, abbracci, tvb, siamo una famiglia, applausi importati in ogni occasione (funerali compresi) tanto per citare i modi e le frasi più comuni che hanno soppiantato gli stili precedenti.. Perchè se noi potevamo diversificare coi termini, adesso non lo si fa più.ema1 ha scritto:Ciao SuzieSuzieQ ha scritto:uhm, per riprendere l'esempio del "ti amo"...è possibile che molte persone possano attribuire dei pesi diversi a seconda dei contesti a determinate parole.
Non è detto che vi si faccia un uso spropositato, semplicemente devono essere contestualizzate e pesate, anche da chi le ascolta.
Se io dico ti amo al mio compagno so per certo che è un ti amo di spessore, come non lo è quando affermo di amare le giornate di sole. Il secondo ti amo si declina per lo più come un adoro...che però risulta troppo debole. Sono amori diversi, ma pur sempre amori sono.
Se poi penso all'inglese, dove un ti voglio bene e un ti amo si confondono e mischiano in una sola espressione, mi rendo conto che noi italiani siam ben più fortunati a poter giocare con le parole e variandole in base ai diversi contesti...
..ehm spero sia chiaro cosa intendessi...![]()
Si e' capito benissimo il tuo punto di vista. E vero che bisogna vedere anche il contesto.
Pero dire "amo le belle giornate" l'amore qui, come hai giustamente detto tu, non parla di amore nel senso "intimo"... amore qui e come dire "mi piace"..
Invece se dici ad una persona, mettiamo caso ad un amica "ti amo" allora per me sminuisci questa frase, queste due parole, pero che sono due parole molto importanti.
Come dicevo anche prima ci sono mille e mille espressioni per definire quello che senti per un amica, le puoi dire "ti voglio bene".... e poca cosa questa?? Per me no!![]()
Ma poi tutto e' come una catena, come un circolo vizioso, perche l'espressione " ti voglio bene " si usa come il saluto "ciao" .... e siccome tutte le parole hanno perso la loro vera forza espressiva si cerca in tutti i modi di trovare espressioni anche piu "forti" e si finisce per esagerare, si finisce di parlare in un modo quasi..teatrale.. alla fine, finto.
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Re: La parola... questo grande strumento.. quest'arma...
quanto amo questa canzonefisio ha scritto:Quello che rappresentano per me lo dice bene Samuele Bersani
http://www.youtube.com/watch?v=obGpTr3atbc" onclick="window.open(this.href);return false;
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Re: La parola... questo grande strumento.. quest'arma...
lo penso anch'io.Ransie ha scritto:Sicura? magari può non funzionare la frase (prendo il "ti odio" come esempio perché il "mi fai schifo" non lo concepisco nemmeno detto per scherzo e mai è venuto e verrà fuori dalla mia bocca) ma lo sguardo della persona che ti sta parlando, il suo tono di voce, il linguaggio del suo corpo.. ecco credo che bastino questi a far capire che "cavoli, non sta scherzando..."ema1 ha scritto: E poi ho approfondito pensando a tutte le parole che usiamo e sentiamo tutti i giorni.... fuori da ogni limite. E anche vero che tante volte si dice "ti odio" scherzando, a volte si dice tante volte "mi fai schifo" sempre scherzando...! Pero quando l'orecchio si abitua a sentire certe parole, in casa, fuori, scherzando, non scherzando, queste parole diventano come delle espression comuni... e magari quando lo dici seriamente, non ha quella forza, quel trasporto, che in realta' dovrebbe avere.
sara per esempio capisce benissimo se sono realmente arrabbiata o se sto scherzando solo dal mio sguardo.
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Re: La parola... questo grande strumento.. quest'arma...
Quoto il tutto ed in particolare quello che ho evidenziato. Quanto più potenti e ricche di significato potrebbero essere le parole se ognuno le utilizzasse a suo esclusivo modo?Topillo ha scritto:Io ho fatto la tesi sul teatro dell'assurdo (Ionesco in particolare) perchè ero rimasta affascinata dalla visione del linguaggio (e parlo degli anni '30, eh) che Ionesco e i suoi contemporanei vedevano già come completamente svuotato del suo senso.
Metafisicamente parlando, secondo lui (ma io sono d'accordo), il linguaggio, nato come una grande forza creatrice (addirittura nella Bibbia il grande potere dell'uomo era "dare il nome" agli animali), piano piano ha perso questa forza ed è diventato solo materiale sonoro.
Io credo che sia frutto della crescente "disponibilità" di comunicazione dei nostri tempi e della contemporanea perdita di valori. Ora, è ovvio che se io do importanza a un sentimento come l'amore, per esempio, non ne spreco la parola.
Si tende a semplificare tutto: semplifico le emozioni, semplifico il senso, semplifico il linguaggio.
E lo spreco.
A me dispiace perchè trovo che la banalizzazione dei sentimenti e il conseguente spreco delle parole, danneggi e "limiti" non solo la bellezza della ricchezza dell'animo umano, con tutte le sue sfaccettature e le sue ombre, ma anche il lessico a disposizione delle persone.
L'italiano è pieno di sinonimi, di termini che definiscono le sfumature di un diverso sentimento di base. E' un vero peccato appiattire e perdere questa ricchezza.
Bisognerebbe coltivare la propria anima, il proprio cervello per recuperare la pienezza delle sensazioni e la voglia di esprimere correttamente quanto si prova.
Nella banalizzazione di certi termini c'è un appiattimento sociale, va di moda dire "oh l'adoro!" o "odio chi fa questo/quello"? Tutti a dire l'adoro
Personalmente mi rendo conto di utilizzare troppe figure retoriche, metafore per non dire perifrasi
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Se uno è uno stronzo, non gli puoi dire che è stupidino: gli devi dire che è stronzo!(cit.Gianfranco Funari)
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Re: La parola... questo grande strumento.. quest'arma...
Condivido il pensiero di entrambe e anche qui volevo arrivare.SuzieQ ha scritto:Topillo ha scritto:Senza contare che se ricominciassimo a dare importanza a noi stessi, ai nostri sentimenti, al nostro "valore" in quanto esseri umani, forse ci sarebbe più rispetto anche per gli altri.
e anche nei confronti del pianeta che ci ospita.
Il valore di essere umani risiede anche in questo. Avere la consapevolezza di ciò che ci circonda, siano persone che spazi.
Non vedere la bellezza è ciò che rende aridi.
Se noi rispettassimo noi stessi, i nostri sentimenti, i sentimenti VERI di chi ci sta vicino, tutto quello che ci circonda, e non solo gli esseri umani allora daremmo alle parole la giusta importanza.
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Re: La parola... questo grande strumento.. quest'arma...
clizia, concordo con i film americani melensi

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Re: La parola... questo grande strumento.. quest'arma...
Ma parlare con metafore, figure retoriche... mica e da tutti. Bisogna conoscere la lingua per usarlephoeka ha scritto:Quoto il tutto ed in particolare quello che ho evidenziato. Quanto più potenti e ricche di significato potrebbero essere le parole se ognuno le utilizzasse a suo esclusivo modo?
Nella banalizzazione di certi termini c'è un appiattimento sociale, va di moda dire "oh l'adoro!" o "odio chi fa questo/quello"? Tutti a dire l'adoroandasse di moda dire "gargantuesco" tutti direbbero gargantuesco a prescindere dal conoscere o meno il significato del termine.
Personalmente mi rendo conto di utilizzare troppe figure retoriche, metafore per non dire perifrasiperò osso dire di avere un modo d'esprimermi piuttosto personale. Forse chi utilizza con leggerezza termini a volte a sproposito non ha piena conoscenza della lingua? o forse è una pigrizia linguistica oramai accettata?
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Re: La parola... questo grande strumento.. quest'arma...
ema1 ha scritto:Ma parlare con metafore, figure retoriche... mica e da tutti. Bisogna conoscere la lingua per usarlephoeka ha scritto:Quoto il tutto ed in particolare quello che ho evidenziato. Quanto più potenti e ricche di significato potrebbero essere le parole se ognuno le utilizzasse a suo esclusivo modo?
Nella banalizzazione di certi termini c'è un appiattimento sociale, va di moda dire "oh l'adoro!" o "odio chi fa questo/quello"? Tutti a dire l'adoroandasse di moda dire "gargantuesco" tutti direbbero gargantuesco a prescindere dal conoscere o meno il significato del termine.
Personalmente mi rendo conto di utilizzare troppe figure retoriche, metafore per non dire perifrasiperò osso dire di avere un modo d'esprimermi piuttosto personale. Forse chi utilizza con leggerezza termini a volte a sproposito non ha piena conoscenza della lingua? o forse è una pigrizia linguistica oramai accettata?
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