La mattina del 7 mi sveglio alle 5 40 per andare in bagno in realtà avevo un piccolo fastidio ai reni però ho subito pensato che fosse la posizione scomoda nel letto, torno dal bagno e sdraiandomi tornano questi dolori ai reni in più, però, anche nella pancia. A questo punto capisco che non riesco a stare sdraiata. Mi alzo e comincio a passeggiare per la camera, ad ogni dolore mi fermo e cerco di capire.
Il Socio si sveglia e vedendomi in difficoltà mi chiede se avevo bisogno di aiuto; io gli rispondo che probabilmente stavano iniziando le contrazioni di preparazione. Mi accorgo poi all’improvviso di avere lo stimolo per andare al bagno così corro e inizio la fase di spurgo. Lì per lì non ho pensato fosse così, anzi credevo avessi preso un virus intestinale. Non vagava nemmeno l’ombra nella mia testa che fosse l’inizio del travaglio. Torno a letto ma sento che questi dolori aumentano e così inizio la mia respirazione notando che effettivamente ne trovavo giovamento. Scappo nuovamente sulla tazza del bagno e… a questo punto, erano le 6.25, il socio decide di prendere in mano la situazione: afferra il libro che avevo sul comodino “ Avremo un bambino”e cerca sotto “travaglio – contrazioni”così prende i tempi tra una contrazione e l’altra. Quando si rende conto che le contrazioni sono costanti e leggendo nel libro:” Quando tra una contrazione e l’altra c’è una distanza di cinque minuti recarsi all’ospedale” sobbalza dal letto e mi dice :” preparati che dobbiamo partire le tue sono una ogni quattro minuti”.
Io pacatamente gli rispondo che non era possibile e che aveva preso male i tempi….. Così per paura di aver un finto travaglio decido di prendere ancora tempo.Faccio la doccia calda, mi vesto, finisco di raccogliere le ultime cose che erano da inserire nella valigia, faccio il letto, preparo tutti gli addobbi sul tavolino nel caso in cui la piccola fosse nata, e vado nuovamente in bagno finendo così lo spurgo pre parto. A questo punto, ore 7.30, decido di partire anche perché i dolori cominciano ad essere più forti.
In macchina disdico gli appuntamenti presi per la giornata e cerco di concentrarmi sulla respirazione anche perché per arrivare in ospedale ci abbiamo messo 45 minuti causa traffico ri-apertura scuole e seduta non stavo per niente comoda. Arrivati in ospedale passiamo al pronto soccorso che ci danno il foglio di ricovero e ci indirizzano al piano superiore dove c’è il medico di turno. Ore 8:20 prima visita dell’ostetrica che toccandomi sente la testina e con un mega sorriso mi dice: “Ci siamo signora lei è di 5 cm”. Il socio sbianca io le contraccambio il sorriso con la speranza di continuare così.
Ci mandano al piano superiore, in sala travaglio, l’ostetrica che mi stava aspettando, Simonetta,( che poi mi ha accompagnato fino al parto) mi ha fatto accomodare in sala travaglio da sola ed il socio è sceso per andare a prendere la valigia. Nel frattempo vedo spuntare da dietro la porta il mio gine: volete immaginare la mia faccia???? Mi guarda e mi dice “ Buongiorno, Buon anno e buona befana…..allora partoriamo??” La felicità di averlo trovato lì è immensa!! Vi assicuro non ero per niente agitata ed impaurita. Speravo e pregavo solo che andasse tutto bene perché il mio sogno era quello di vivere l’esperienza del parto in modo più naturale possibile.
Una volta avuta fra le mani la valigia mi spoglio e mi metto comoda infilo la camicia da notte ed inizio così il mio travaglio da parto. Paolo non si è mosso mai è sempre stato vicino a me sostenendomi ed incoraggiandomi anche quando i dolori erano talmente forti da mordergli la mano.
Sento dentro di me la piccola scivolare verso il basso ad ogni contrazione mi ripeto che il dolore più forte deve ancora arrivare e per agevolare ed aiutare la piccola a farsi strada decido di fare il travaglio in piedi appoggiata con le mani alla sponda del letto gambe divaricate e dondolando il bacino. Quando sento arrivare la contazione mi piego verso il basso fino ad arrivare per terra in ginocchio con le gambe accovacciate sul pavimento. Finita la contrazione il socio, che è vicino a me, mi aiuta a tirami su e poi insieme ricominciamo a passeggiare per la stanza. Cerco di prendere fiato tra una contrazione e l’altra e quando la sento arrivare inizio a prendere il fiato per respirare profondamente e mi concentro sull’espirazione senza perdere la traccia del mio respiro fino ala fine della contrazione. Quando espiro sento come un’ondata di energia che mi travolge e nel punto di massima intensità, che avverto sui reni, mi concentro sul non dolore, su di un’altra parte del corpo.Mi rendo conto che così riesco a sopportare il dolore e quando mi accorgo che sta passando provo un grande piacere nel sentire il mio corpo ammorbidirsi e arrendersi alla contrazione. Mi sento soddisfatta così mi accarezzo la pancia e do coraggio alla mia piccola… ricordandole che sta facendo un bel lavoro ed io sono lì per aiutarla. Paolo mi massaggia i reni e tra una contrazione e l’altra ridiamo e scherziamo insieme come se l’uno facesse forza all’altro nascondendo la paura e l’emozione dell’avvenimento che stavamo per vivere. Nel frattempo si apre la porta dell sala travaglio e vedo mia mamma!! Non me l’aspettavo!! Mi metto a piangere e anche lei… ci commoviamo insieme….. non so il perché…così per scaricare la tensione!poi però ci ripristiniamo. Rimane un po’ con noi ma quando iniziano i dolori forte lei non riesce a sopportarli rivive i suoi e così decidiamo insieme che è meglio che aspetti fuori!! Simonetta porta con sè un’ostetrica tirocinante, Elisabetta, entrambe mi coccolano e tranquillizzano e ogni tanto vengono a per controllare il battito cardiaco di Greta e le mie contrazioni. Alle 12.00 mi visitano entrambe e si accorgono che sono arrivata ad 8 cm di dilatazione….. al chè Simonetta decide di rompermi le acque e mi stende un telo bianco sul pavimento spiegandomi che da quelsto momento ad ogni contrazione devo cominciare a spingere trattenendo il respiro sullo sterno e spingere il fiato dentro di me. Inizio a sentire, ogni volta che arriva la contrazione, un grande peso sull’osso sacro e ho come la sensazione di andare in bagno…. Allora Simonetta mi consiglia di andare in bagno per fare la pipì per far spazio alla bambina. Così faccio. Mi siedo sul bidet a gambe divaricate spingendo con forza le ginocchia al muro e con il socio seduto sul WC che mi sostiene la schiena inizio a spingere quando arriva l’onda energetica cercando di capire il meccanismo di respirazione. Comincio a sentirmi stanca e soprattutto sento una gran fame ma… decido di spizzicare solo un cioccolatino perché nel momento delle contrazioni ( che si sono infittite e intensificate) sento torcere anche lo stomaco. Provo due o tre volte la respirazione che mi ha spiegato Simonetta… ma non ce la faccio spingo con la gola e sprego le energie! Comincio a perdere fiducia in me ….. ho paura di non farcela.
Torno in sala travaglio le due ostetriche mi visitano controllando il collo dell’utero e mentre mi dimeno verso il basso con le ginocchia, Simonetta è per terra in ginocchio anche lei che mi dice di spingere forte….sono nella fase di transizione ma ho difficoltà nello spingere… sento Greta che mi sta scivolando via… la mia pancia si abbassa e percepisco un grosso peso sull’osso sacro…. Anche il socio si accovacci a terra e cerca di spiegarmi la respirazione. Sento di non essere più padrona del mio corpo sento che qualcosa lo sta attraversando sono molto emozionata ma nello stesso tempo impaurita per questa nuova sensazione. Alla fine di questa contrazione Elisabetta decide di mettermi la canuletta per un eventuale flebo, e mi tranquillizza dicendomi che ci siamo quasi altre due spinte e mi portano in sala parto…dipende tutto da me.
Cerco di lasciare andare il mio corpo mi concentro sulla respirazione tra un contrazione e l’altra…. Sento Greta che ce la sta mettendo tutta per attraversarmi… con i suoi movimenti mi incoraggia e rassicura… “Posso farcela sono la tua mamma…. Ti aiuto io piccola….” mi sono detta…. Sento arrivare la contrazione mi concentro prendo il respiro lo blocco sullo sterno e poi giù……… spingo il fiato preso, con tutta la mia forza, dentro di me fino alla fine della contrazione. Sento Simonetta che mi incita…”Brava così così…. È così brava…. Vedo la testa ci siamo… ci siamo!!!!”
Mi sento stremata… apro gli occhi e lei sorride e mi dice… “Ci siamo andiamo in sala parto….. hai capito come devi spingere”.
Sono le 13.30 quando entriamo in sala parto… mi sdraio sul lettino tanto atteso…. C’è un via vai di gente ostetriche tirocinanti pediatri… arriva anche il mio gine mi controlla e dice che fra mezz’ora torna da me. Il socio mi rassicura, mi accarezza la testa e si mette dietro di me….. è lì che mi incita e mi incoraggia!! Io sdraiata osservo tutto… sono lucida avverto la contrazione ed inizio a spingere come prima mi tengo salda alle due maniglione del lettino e spingo i piedi sulle pedaline…..vedono la testa…. È lì…Greta è lì…. Manca pochissimo al nostro primo incontro…… Spingo spingo fino alla fine…. Simonetta chiama il socio davanti e gli fa vedere la testa e il suo mitico ciuffo…il socio tentenna poi si decide e va ad osservare la testa della sua bimba. Vado avanti così altre tre volte…. Ad ogni spinta sono sempre più stanca e priva di energia….. avverto Simonetta che ho bisogno di qualcosa perché ho paura di svenire e questa paura mi blocca e non riesco a spingere di più così mi fanno una flebo di guclosio. Sento un’altra contrazione e via…..spingo fino in fondo….. passa.Simonetta ed Elisabetta sono lì davanti a me e mi cospargono di olio di mandorle per evitare la lacerazione. Entra il mio ginecologo…. Mi sta vicino ….Sento l’arrivo della contrazione inizio a spingere, percepisco qualcosa di grosso che si avvicina alle labbra vaginali Simonetta mi urla “ vai…. Vai…… vai……. Ci sei dai…. Dai…” finisce la contrazione mi fermo…sento un forte bruciore… Greta è rimasta con la testa tra il confine del mondo extrauterino e il mondo esterno….. Il bruciore è fortissimo aspetto la contrazione ma non arriva….. ho un enorme fastidio…. Sento di morire dal bruciore…. Mai come in questo momento penso di volere fortemente una contrazione…..voglio la contrazione come non mai ….mi brucia troppo….. ho la sensazione come se mi stessi spaccando tutta…..sto morendo!! Sento finalmente la contrazione…..guardo l’orologio sono le 14.06 comincio a spingere come non mai fatto…. Spingo, spingo,spingo….chiudo gli occhi….. il buio!!!...
….e all’improvviso sento un qualcosa di caldo che scivola via da me….. un grido giunge alle mie orecchie…. Non sento più dolore…. Non sento più nulla… è come se fossi nata nuovamente….Sento Simonetta che esclama….” Mamma mia come sei arrabbiata” Apro gli occhi e la vedo e la sento su di me…. Calda calda…scivolosa…Tutta grigia con il dito in bocca. Il mio amore bello come il sole….cicciottella come non l’avevo mai immaginata. La mia Greta che come la tolgono da me inizia a piangere come una disperata. Guardo il socio che rimane allibito, basito… gli dico di andare nell’altra stanza dove la lavano e la vestono.
Io rimango lì con Simonetta ed Elisabetta e il mio gine….. un’ altra spinta e via la placenta…. La osservo e chiedo di toccarla…. Il primo abito della mia bimba…. È tutto così meraviglioso!! Espulsa la placenta il mio gine mi pulisce con delle garze l’utero e vi dirò che non è stata una goduria ma supero anche questa. Sono uscita dalla sala parto con le mie gambe alle 14.35 e fuori dalla porta c’era la mia cucciola tra le braccia del mio amore e i miei genitori.
Greta è nata il 7 gennaio alle 14.07 e questa giornata con tutte le sue emozioni rimarrà scolpita nel mio cuore e nella mia testa per tutta la vita…non si vivono situazioni così intrinseche di adrenalina tutti i giorni e se sono stata capace di affrontarla con serenità, pacatezza e coraggio lo devo a Paolo senza di lui tutto questo non sarebbe mai potuto accadere e di questo non finirò mai di ringraziarlo. Ora Nella mia vita ci sono due amori che illuminano il mio cammino un amore grande che amo tantissimo ed un amore cucciolo che mi ha rapito il cuore.








