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Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)
-
Symon
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- Iscritto il: 28 lug 2008, 12:45
Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)
Cronaca di quel 29 settembre 2008.
Che strano. Pensare che avevo così paura. Eppure... Eppure eccoti li che dormi nella tua carrozzina, felice, tranquilla... incurante di aver portato nella mia vita una vera e propria rivoluzione.
Sei così piccola.
ma partiamo dall'inizio. Hai cominciato a farti sentire sabato 27 settembre, con dei dolori che assomigliano alle contrazioni, erano vicine, quasi ogni 10 minuti. Il tuo papà preoccupato mi ha accompagnato all'ospedale, dove mi attaccano al monitoraggio per 20 minuti e vedono che c'è attività contrattile ma che è presto!
Torniamo a casa. il tuo papà si mette vicino a me nel letto e ci fa le coccole. è così dolce, talmente diverso dal ragazzo un po' sbandato che ho conosciuto quando avevo 14 anni. Serio, o quasi, incomincia a vivere adesso.. Siamo la sua rivincita ci dice... ed io mi addormento con le lacrime agli occhi.
ero al sicuro tra le sue forti braccia, tra le sue coccole, con il suo fiato sui miei capelli, come ai vecchi tempi. quando alla nostra storia ci credevamo solo io e lui.
Arriva domenica. le contrazioni ci sono, ogni 20 minuti, ben diverse da quelle del giorno prima.
Ma decidiamo di uscire... Andiamo in quel caffè che qui conoscono tutti… e parliamo di noi… dei nostri progetti, dei nostri bei momenti passati insieme, passando però su strade irte di pericoli, piene di difficoltà.
Non parliamo di te, solo per un momento… non ci chiediamo a chi assomiglierai, da chi prenderai gli occhi o se mangerai tanto la notte e se sarai davvero così grande come dicono i dottori.
La radio passa “29 settembre” la canzone di Battisti.
“Ma cos’è?!?” mi chiede il tuo papà.
“Battisti… quest’anno è 10 anni che è morto… questa canzone si chiama 29 settembre! È domani il 29 settembre… quindi le radio celebrano questo giorno..”
E tutti e due pensiamo la stessa cosa… Un brivido corre lungo la schiena di entrambe, si arrossano gli occhi, e ci chiediamo: “magari nasce domani”.
Le contrazioni ci sono… si fanno sentire di più nel pomeriggio. Ed io penso che tra poco ti vedrò, controllo e ricontrollo la borsa, guardo le tutine nei cassetti e continuo a ripetere al tuo papà dove trovare la roba. Si ravvicinano, adesso sono ogni 6 minuti.
Dolore sopportabile se penso alla gioia che mi stai dando.
Il tuo papà mi convince: ce ne andiamo a letto. Mi accarezza la fronte e mi dice: “amore.. sono qui… da adesso in poi non ti lascio più, qualsiasi cosa accada. Stai tranquilla amore!” poi accarezza il mio pancione e, parlando con te dice: “cucciolina del papà sbrigati ad uscire di li… non far stare male la mamma eh…!”
La sera è quella del derby. Tutti davanti alla tele. Ma chi guarda vincere il Milan? Nessuno.. Papà Gian è nervoso… e finge, strategicamente di esserlo per l’inter che perde….
In realtà pensa che è notte, e che in ospedale se mi ricoverano non lo fanno stare dentro.
Finita la partita, mia madre decide che è ora. Le contrazioni sono una ogni 2-3 minuti, e durano un minuto e mezzo.
Ho la schiena a pezzi. Mi portano di la in camera, mi vestono, prendono la mia roba e si va in ospedale.
C’è un ostetrica bravissima che si accorge che la placenta è ulteriormente distaccata, rotta. Penso che stai male, che c’è una perdita di liquido, penso che sarà la notte più lunga del mondo. Mi ricoverano in camera insieme a due peruviane urlanti.
Io e te invece non urliamo. Ci attaccano il tracciato, io attacco la musica. Tu ti muovi, c’è Giuliano Sangiorgi che canta “Cade la pioggia”. Da questo momento in avanti ci sarà musica nella mia testa, e nelle mie orecchie. Per rilassarmi, e per tranquillizzarti.
La giornata di lunedì 29 settembre scorre velocemente… non ricordo nient’altro se non le carezze di mia madre, la preoccupazione di mio padre…
La presenza sicura di mia zia e di mia nonna. E l’amore. L’amore immenso che tuo padre mi regala. Ad ogni sua carezza. Parla con te, e cerca di far rilassare me… passeggia nel giardino dell’ospedale, e mi tiene la mano che stringo forte.
Sento spingere la tua testina. Sento che vuoi nascere..
Alle 19 o 20… ci chiamano a visita. È ora di entrare in sala travaglio. È ora dell’ultima lotta. Stremata provo a chiedere un antidolorifico, un epidurale… una qualsiasi cosa che calmi il dolore. Niente. Ma alla fine è stato meglio così.
Ore 21. tuo papà esce dalla stanza per andare a mangiare… entra la nonna Pinuccia (che strano chiamarla nonna!!). Sono in balia delle contrazioni che arrivano una dietro l’altra. Sempre più forti… la sacca scende, spingi verso giù anche tu… preparandomi ad una velocissima fase esplulsiva.
Chiedo di andare in bagno. Ma non riesco a fare niente…. L’ostetrica mi visita e mi dice: “alla prossima contrazione sentirai rompere la sacca… quindi come svuotarti… poi non saranno più contrazioni. Solo spingere… asseconda la tua bambina e vedrai che sarà ancora più facile!”
Detto fatto. Si rompe la sacca. Scoppio a piangere. Oramai è questione di minuti. Ci sei… stai per uscire… sento che manca poco…
Entro in uno stadio di trans… cerco di isolarmi.. ora siamo io e te…
Spingi verso giù la prima volta. “FUORI LA TESTA!”.
Penso che stai soffocando. Ho il terrore di farti male… non ce la faccio più. Dovevi uscire subito…. Ultima spinta. Mi concentro, guardo il tuo papà in lacrime, gli stringo la mano, chiudo gli occhi, e spingo…. Talmente forte che vieni fuori tutta insieme… ECCOTI.
Ora sei sul mio petto, bellissima, piangi per pochi secondi, ti avvicino un dito della mia mano e lo stringi forte. Sono tua amore…
Il tuo papà al mio fianco piange, è un’emozione fortissima vederti, sentirti, toccarti… sei la cosa più bella che io abbia mai fatto. La mia rivincita, la mia rinascita… Sono una persona nuova. Capace solo di amarti.
Ora sei in braccio al tuo papà, e non piangi neanche.
Mi danno i punti, soffro tantissimo, l’anestetico non entra in circolo. E piango, sono emozionata, indolenzita… non capisco niente. Quando finiscono mi mettono il ghiaccio per non far venire l’ematoma. Ci fanno aspettare ancora un po’ in sala travaglio-parto.
Ci portano poco dopo in una camera dove ci possono venire a vedere i parenti. Tutti dicono che sei bellissima, ed è così. Sei ancora sporca, ma sei stupenda. Hai tutte e due le manine in bocca, e sei ancora tutta nuda, ma sei bellissima.
Poi ci separano, tu vai al nido con il tuo papà, che ti lava, ti cambia e assiste alla primissima visita: sei 2.40 kg per 46 cm.
Io sono in camera, quando torna il tuo papà con la nonna Pinuccia sistemano il borsone, ma io dormo, non ricorderò niente di quello che mi dicono. So solo che mi hanno fatto un antidolorifico, un antibiotico e un’altra cosa. La notte li trascorre in un sonno profondo… fino all’indomani, quando ti portano in camera.
Avrò paura di prenderti in braccio, perché sono ancora debole e non voglio farti male. Ma poi vinco io! E sei tra le braccia sicure di una mamma che non ha più paura.
Sei la mia vita Sofia. Sei tutto quello che vale la pena vivere.
E più penso a ciò che io e tuo padre eravamo, più penso che tu adesso sei la nostra gioia!
Ti amiamo.
Questo racconto lo conserverò nel mio diario in modo che quando sarai grande lo potrai leggere.
Per sempre,
la tua mamma.
Che strano. Pensare che avevo così paura. Eppure... Eppure eccoti li che dormi nella tua carrozzina, felice, tranquilla... incurante di aver portato nella mia vita una vera e propria rivoluzione.
Sei così piccola.
ma partiamo dall'inizio. Hai cominciato a farti sentire sabato 27 settembre, con dei dolori che assomigliano alle contrazioni, erano vicine, quasi ogni 10 minuti. Il tuo papà preoccupato mi ha accompagnato all'ospedale, dove mi attaccano al monitoraggio per 20 minuti e vedono che c'è attività contrattile ma che è presto!
Torniamo a casa. il tuo papà si mette vicino a me nel letto e ci fa le coccole. è così dolce, talmente diverso dal ragazzo un po' sbandato che ho conosciuto quando avevo 14 anni. Serio, o quasi, incomincia a vivere adesso.. Siamo la sua rivincita ci dice... ed io mi addormento con le lacrime agli occhi.
ero al sicuro tra le sue forti braccia, tra le sue coccole, con il suo fiato sui miei capelli, come ai vecchi tempi. quando alla nostra storia ci credevamo solo io e lui.
Arriva domenica. le contrazioni ci sono, ogni 20 minuti, ben diverse da quelle del giorno prima.
Ma decidiamo di uscire... Andiamo in quel caffè che qui conoscono tutti… e parliamo di noi… dei nostri progetti, dei nostri bei momenti passati insieme, passando però su strade irte di pericoli, piene di difficoltà.
Non parliamo di te, solo per un momento… non ci chiediamo a chi assomiglierai, da chi prenderai gli occhi o se mangerai tanto la notte e se sarai davvero così grande come dicono i dottori.
La radio passa “29 settembre” la canzone di Battisti.
“Ma cos’è?!?” mi chiede il tuo papà.
“Battisti… quest’anno è 10 anni che è morto… questa canzone si chiama 29 settembre! È domani il 29 settembre… quindi le radio celebrano questo giorno..”
E tutti e due pensiamo la stessa cosa… Un brivido corre lungo la schiena di entrambe, si arrossano gli occhi, e ci chiediamo: “magari nasce domani”.
Le contrazioni ci sono… si fanno sentire di più nel pomeriggio. Ed io penso che tra poco ti vedrò, controllo e ricontrollo la borsa, guardo le tutine nei cassetti e continuo a ripetere al tuo papà dove trovare la roba. Si ravvicinano, adesso sono ogni 6 minuti.
Dolore sopportabile se penso alla gioia che mi stai dando.
Il tuo papà mi convince: ce ne andiamo a letto. Mi accarezza la fronte e mi dice: “amore.. sono qui… da adesso in poi non ti lascio più, qualsiasi cosa accada. Stai tranquilla amore!” poi accarezza il mio pancione e, parlando con te dice: “cucciolina del papà sbrigati ad uscire di li… non far stare male la mamma eh…!”
La sera è quella del derby. Tutti davanti alla tele. Ma chi guarda vincere il Milan? Nessuno.. Papà Gian è nervoso… e finge, strategicamente di esserlo per l’inter che perde….
In realtà pensa che è notte, e che in ospedale se mi ricoverano non lo fanno stare dentro.
Finita la partita, mia madre decide che è ora. Le contrazioni sono una ogni 2-3 minuti, e durano un minuto e mezzo.
Ho la schiena a pezzi. Mi portano di la in camera, mi vestono, prendono la mia roba e si va in ospedale.
C’è un ostetrica bravissima che si accorge che la placenta è ulteriormente distaccata, rotta. Penso che stai male, che c’è una perdita di liquido, penso che sarà la notte più lunga del mondo. Mi ricoverano in camera insieme a due peruviane urlanti.
Io e te invece non urliamo. Ci attaccano il tracciato, io attacco la musica. Tu ti muovi, c’è Giuliano Sangiorgi che canta “Cade la pioggia”. Da questo momento in avanti ci sarà musica nella mia testa, e nelle mie orecchie. Per rilassarmi, e per tranquillizzarti.
La giornata di lunedì 29 settembre scorre velocemente… non ricordo nient’altro se non le carezze di mia madre, la preoccupazione di mio padre…
La presenza sicura di mia zia e di mia nonna. E l’amore. L’amore immenso che tuo padre mi regala. Ad ogni sua carezza. Parla con te, e cerca di far rilassare me… passeggia nel giardino dell’ospedale, e mi tiene la mano che stringo forte.
Sento spingere la tua testina. Sento che vuoi nascere..
Alle 19 o 20… ci chiamano a visita. È ora di entrare in sala travaglio. È ora dell’ultima lotta. Stremata provo a chiedere un antidolorifico, un epidurale… una qualsiasi cosa che calmi il dolore. Niente. Ma alla fine è stato meglio così.
Ore 21. tuo papà esce dalla stanza per andare a mangiare… entra la nonna Pinuccia (che strano chiamarla nonna!!). Sono in balia delle contrazioni che arrivano una dietro l’altra. Sempre più forti… la sacca scende, spingi verso giù anche tu… preparandomi ad una velocissima fase esplulsiva.
Chiedo di andare in bagno. Ma non riesco a fare niente…. L’ostetrica mi visita e mi dice: “alla prossima contrazione sentirai rompere la sacca… quindi come svuotarti… poi non saranno più contrazioni. Solo spingere… asseconda la tua bambina e vedrai che sarà ancora più facile!”
Detto fatto. Si rompe la sacca. Scoppio a piangere. Oramai è questione di minuti. Ci sei… stai per uscire… sento che manca poco…
Entro in uno stadio di trans… cerco di isolarmi.. ora siamo io e te…
Spingi verso giù la prima volta. “FUORI LA TESTA!”.
Penso che stai soffocando. Ho il terrore di farti male… non ce la faccio più. Dovevi uscire subito…. Ultima spinta. Mi concentro, guardo il tuo papà in lacrime, gli stringo la mano, chiudo gli occhi, e spingo…. Talmente forte che vieni fuori tutta insieme… ECCOTI.
Ora sei sul mio petto, bellissima, piangi per pochi secondi, ti avvicino un dito della mia mano e lo stringi forte. Sono tua amore…
Il tuo papà al mio fianco piange, è un’emozione fortissima vederti, sentirti, toccarti… sei la cosa più bella che io abbia mai fatto. La mia rivincita, la mia rinascita… Sono una persona nuova. Capace solo di amarti.
Ora sei in braccio al tuo papà, e non piangi neanche.
Mi danno i punti, soffro tantissimo, l’anestetico non entra in circolo. E piango, sono emozionata, indolenzita… non capisco niente. Quando finiscono mi mettono il ghiaccio per non far venire l’ematoma. Ci fanno aspettare ancora un po’ in sala travaglio-parto.
Ci portano poco dopo in una camera dove ci possono venire a vedere i parenti. Tutti dicono che sei bellissima, ed è così. Sei ancora sporca, ma sei stupenda. Hai tutte e due le manine in bocca, e sei ancora tutta nuda, ma sei bellissima.
Poi ci separano, tu vai al nido con il tuo papà, che ti lava, ti cambia e assiste alla primissima visita: sei 2.40 kg per 46 cm.
Io sono in camera, quando torna il tuo papà con la nonna Pinuccia sistemano il borsone, ma io dormo, non ricorderò niente di quello che mi dicono. So solo che mi hanno fatto un antidolorifico, un antibiotico e un’altra cosa. La notte li trascorre in un sonno profondo… fino all’indomani, quando ti portano in camera.
Avrò paura di prenderti in braccio, perché sono ancora debole e non voglio farti male. Ma poi vinco io! E sei tra le braccia sicure di una mamma che non ha più paura.
Sei la mia vita Sofia. Sei tutto quello che vale la pena vivere.
E più penso a ciò che io e tuo padre eravamo, più penso che tu adesso sei la nostra gioia!
Ti amiamo.
Questo racconto lo conserverò nel mio diario in modo che quando sarai grande lo potrai leggere.
Per sempre,
la tua mamma.
Rughetta Sofia è nata lunedì 29.09.08 alle 22.50 2.460 kg x 46 cm. io t'amo sai, io t'amo più di me...
- Simhona
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- Iscritto il: 28 ago 2008, 15:03
Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)
...tantissimi auguri

Milena nata il 25/3/09 56 cm di vichinga


- riccia
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- Iscritto il: 30 gen 2007, 11:33
Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)
Symon, tesoro che emozione!!!

Bis-mamma ravvicinata superinnamorata di Camilla (2005) e Lorenzo (2007)
- taty77
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- Messaggi: 548
- Iscritto il: 19 feb 2008, 16:04
Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)
ho pianto leggendo il tuo racconto....
complimenti!!!!!!
complimenti!!!!!!
Le mie puzzette Sara, 10 giugno 2008 3.300 kg x 52 cm e Emma, 17 febbraio 2011 3.275 x 52 cm
- caramella75
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- Messaggi: 27
- Iscritto il: 1 ott 2008, 18:25
Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)
Questa non è una semplice storia, ma una meravigliosa poesia, emozionante, dolcissima. Congratulazioni Symon!!!!!!


Il mio piccolo Nando è nato il 10 giugno 2006
- Crysania
- Expert~GolGirl®

- Messaggi: 3785
- Iscritto il: 1 giu 2007, 14:50
Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)
ecco...
lo sapevo...
mi hai fatto commuovere
è una bimba splendida
goditi ogni istante con lei...passano in un attimo... 
lo sapevo...
mi hai fatto commuovere
è una bimba splendida
Il 24/12/06 è nato il mio dolcissimo tesoro Lorenzo
*Dicembrina 06* *Cuochina**Marchigiana**SOSsina*
*Dicembrina 06* *Cuochina**Marchigiana**SOSsina*
- grecale
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- Iscritto il: 16 nov 2006, 15:09
Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)
che bel racconto symon,tanti auguri a te,la tua bimba e il paparino

- elimar
- Bronze~GolGirl®

- Messaggi: 13507
- Iscritto il: 13 ott 2006, 15:22
Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)
Symon, mamma mia che racconto emozionante
Congratulazioni mammina!
Congratulazioni mammina!
Esiliata-mamma di Elisa (31.07.2005) e Alessandro (26.10.2008)
Sorelle d'Italia
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- Yele82
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- Iscritto il: 28 mar 2008, 11:21
Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)
Dio mio..io non conosco te e la tua storia..ma ti giuro mi hai fatto venire la pelle d'oca..compliementi a te alla tua cucciola..
Ex Dicembrina 2013.. 80ina latitante... Mamma orgogliosa di Jacopo
- peffa
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- Iscritto il: 12 set 2005, 14:54
Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)
Che bel racconto, anch'io mi sono commossa 
Axel (01/11/2005)+ Lisa (23/4/2009)
Non necessariamente un gomitolo di lana deve diventare un maglione...
Non necessariamente un gomitolo di lana deve diventare un maglione...
- Dream78
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Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)
Symon, hai descritto tutto con una tale intensità e un tale amore che.....
ho pianto tutto il tempo...
Congratulazione di cuore!
Un
a te, alla cucciola e al papi!
Congratulazione di cuore!
Un
La dolce Luisa è nata il 17 aprile 2009: 3,220 kg x 50 cm.
Il cucciolo Alessandro è nato il 06 settembre 2011: 3,210 kg x 50 cm.
Il cucciolo Alessandro è nato il 06 settembre 2011: 3,210 kg x 50 cm.
- msbricco
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- Iscritto il: 26 set 2006, 12:48
Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)
Symon .. siete grandi!!!! 
Mary & Dan - Poliabortiva - Settembrina 2008 - Giugnettina 2010
Chiara 20/09/2008 .. 3,450 kg per 52,5 cm - Simone 4/6/2010 ... 3,460 kg per 53 cm
Chiara 20/09/2008 .. 3,450 kg per 52,5 cm - Simone 4/6/2010 ... 3,460 kg per 53 cm
- mammola04
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- SweetLikeHoney
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Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)
Symon
che racconto!

FàTIM ["LUCE"] -26 OTTOBRE 2008- 18.57-da una placenta pronta per 2- [3.410 kg 52 cm] -IL MiO inVeStImEnTo D'AmOrE-
RYAN _31/03/2018_alle 20.13_3.080 kg
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Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)
quant'é stupenda Sofia!
Congratulazioni,Mamma!

Congratulazioni,Mamma!
FàTIM ["LUCE"] -26 OTTOBRE 2008- 18.57-da una placenta pronta per 2- [3.410 kg 52 cm] -IL MiO inVeStImEnTo D'AmOrE-
RYAN _31/03/2018_alle 20.13_3.080 kg
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Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)
symon l'ho letta dtutta d'un fiato ed ho pianto immaginando di vivere questi momenti bellissimi...ti auguro tanta gioia a te e alla tua famiglia!!!Symon ha scritto:Cronaca di quel 29 settembre 2008.
Che strano. Pensare che avevo così paura. Eppure... Eppure eccoti li che dormi nella tua carrozzina, felice, tranquilla... incurante di aver portato nella mia vita una vera e propria rivoluzione.
Sei così piccola.
ma partiamo dall'inizio. Hai cominciato a farti sentire sabato 27 settembre, con dei dolori che assomigliano alle contrazioni, erano vicine, quasi ogni 10 minuti. Il tuo papà preoccupato mi ha accompagnato all'ospedale, dove mi attaccano al monitoraggio per 20 minuti e vedono che c'è attività contrattile ma che è presto!
Torniamo a casa. il tuo papà si mette vicino a me nel letto e ci fa le coccole. è così dolce, talmente diverso dal ragazzo un po' sbandato che ho conosciuto quando avevo 14 anni. Serio, o quasi, incomincia a vivere adesso.. Siamo la sua rivincita ci dice... ed io mi addormento con le lacrime agli occhi.
ero al sicuro tra le sue forti braccia, tra le sue coccole, con il suo fiato sui miei capelli, come ai vecchi tempi. quando alla nostra storia ci credevamo solo io e lui.
Arriva domenica. le contrazioni ci sono, ogni 20 minuti, ben diverse da quelle del giorno prima.
Ma decidiamo di uscire... Andiamo in quel caffè che qui conoscono tutti… e parliamo di noi… dei nostri progetti, dei nostri bei momenti passati insieme, passando però su strade irte di pericoli, piene di difficoltà.
Non parliamo di te, solo per un momento… non ci chiediamo a chi assomiglierai, da chi prenderai gli occhi o se mangerai tanto la notte e se sarai davvero così grande come dicono i dottori.
La radio passa “29 settembre” la canzone di Battisti.
“Ma cos’è?!?” mi chiede il tuo papà.
“Battisti… quest’anno è 10 anni che è morto… questa canzone si chiama 29 settembre! È domani il 29 settembre… quindi le radio celebrano questo giorno..”
E tutti e due pensiamo la stessa cosa… Un brivido corre lungo la schiena di entrambe, si arrossano gli occhi, e ci chiediamo: “magari nasce domani”.
Le contrazioni ci sono… si fanno sentire di più nel pomeriggio. Ed io penso che tra poco ti vedrò, controllo e ricontrollo la borsa, guardo le tutine nei cassetti e continuo a ripetere al tuo papà dove trovare la roba. Si ravvicinano, adesso sono ogni 6 minuti.
Dolore sopportabile se penso alla gioia che mi stai dando.
Il tuo papà mi convince: ce ne andiamo a letto. Mi accarezza la fronte e mi dice: “amore.. sono qui… da adesso in poi non ti lascio più, qualsiasi cosa accada. Stai tranquilla amore!” poi accarezza il mio pancione e, parlando con te dice: “cucciolina del papà sbrigati ad uscire di li… non far stare male la mamma eh…!”
La sera è quella del derby. Tutti davanti alla tele. Ma chi guarda vincere il Milan? Nessuno.. Papà Gian è nervoso… e finge, strategicamente di esserlo per l’inter che perde….
In realtà pensa che è notte, e che in ospedale se mi ricoverano non lo fanno stare dentro.
Finita la partita, mia madre decide che è ora. Le contrazioni sono una ogni 2-3 minuti, e durano un minuto e mezzo.
Ho la schiena a pezzi. Mi portano di la in camera, mi vestono, prendono la mia roba e si va in ospedale.
C’è un ostetrica bravissima che si accorge che la placenta è ulteriormente distaccata, rotta. Penso che stai male, che c’è una perdita di liquido, penso che sarà la notte più lunga del mondo. Mi ricoverano in camera insieme a due peruviane urlanti.
Io e te invece non urliamo. Ci attaccano il tracciato, io attacco la musica. Tu ti muovi, c’è Giuliano Sangiorgi che canta “Cade la pioggia”. Da questo momento in avanti ci sarà musica nella mia testa, e nelle mie orecchie. Per rilassarmi, e per tranquillizzarti.
La giornata di lunedì 29 settembre scorre velocemente… non ricordo nient’altro se non le carezze di mia madre, la preoccupazione di mio padre…
La presenza sicura di mia zia e di mia nonna. E l’amore. L’amore immenso che tuo padre mi regala. Ad ogni sua carezza. Parla con te, e cerca di far rilassare me… passeggia nel giardino dell’ospedale, e mi tiene la mano che stringo forte.
Sento spingere la tua testina. Sento che vuoi nascere..
Alle 19 o 20… ci chiamano a visita. È ora di entrare in sala travaglio. È ora dell’ultima lotta. Stremata provo a chiedere un antidolorifico, un epidurale… una qualsiasi cosa che calmi il dolore. Niente. Ma alla fine è stato meglio così.
Ore 21. tuo papà esce dalla stanza per andare a mangiare… entra la nonna Pinuccia (che strano chiamarla nonna!!). Sono in balia delle contrazioni che arrivano una dietro l’altra. Sempre più forti… la sacca scende, spingi verso giù anche tu… preparandomi ad una velocissima fase esplulsiva.
Chiedo di andare in bagno. Ma non riesco a fare niente…. L’ostetrica mi visita e mi dice: “alla prossima contrazione sentirai rompere la sacca… quindi come svuotarti… poi non saranno più contrazioni. Solo spingere… asseconda la tua bambina e vedrai che sarà ancora più facile!”
Detto fatto. Si rompe la sacca. Scoppio a piangere. Oramai è questione di minuti. Ci sei… stai per uscire… sento che manca poco…
Entro in uno stadio di trans… cerco di isolarmi.. ora siamo io e te…
Spingi verso giù la prima volta. “FUORI LA TESTA!”.
Penso che stai soffocando. Ho il terrore di farti male… non ce la faccio più. Dovevi uscire subito…. Ultima spinta. Mi concentro, guardo il tuo papà in lacrime, gli stringo la mano, chiudo gli occhi, e spingo…. Talmente forte che vieni fuori tutta insieme… ECCOTI.
Ora sei sul mio petto, bellissima, piangi per pochi secondi, ti avvicino un dito della mia mano e lo stringi forte. Sono tua amore…
Il tuo papà al mio fianco piange, è un’emozione fortissima vederti, sentirti, toccarti… sei la cosa più bella che io abbia mai fatto. La mia rivincita, la mia rinascita… Sono una persona nuova. Capace solo di amarti.
Ora sei in braccio al tuo papà, e non piangi neanche.
Mi danno i punti, soffro tantissimo, l’anestetico non entra in circolo. E piango, sono emozionata, indolenzita… non capisco niente. Quando finiscono mi mettono il ghiaccio per non far venire l’ematoma. Ci fanno aspettare ancora un po’ in sala travaglio-parto.
Ci portano poco dopo in una camera dove ci possono venire a vedere i parenti. Tutti dicono che sei bellissima, ed è così. Sei ancora sporca, ma sei stupenda. Hai tutte e due le manine in bocca, e sei ancora tutta nuda, ma sei bellissima.
Poi ci separano, tu vai al nido con il tuo papà, che ti lava, ti cambia e assiste alla primissima visita: sei 2.40 kg per 46 cm.
Io sono in camera, quando torna il tuo papà con la nonna Pinuccia sistemano il borsone, ma io dormo, non ricorderò niente di quello che mi dicono. So solo che mi hanno fatto un antidolorifico, un antibiotico e un’altra cosa. La notte li trascorre in un sonno profondo… fino all’indomani, quando ti portano in camera.
Avrò paura di prenderti in braccio, perché sono ancora debole e non voglio farti male. Ma poi vinco io! E sei tra le braccia sicure di una mamma che non ha più paura.
Sei la mia vita Sofia. Sei tutto quello che vale la pena vivere.
E più penso a ciò che io e tuo padre eravamo, più penso che tu adesso sei la nostra gioia!
Ti amiamo.
Questo racconto lo conserverò nel mio diario in modo che quando sarai grande lo potrai leggere.
Per sempre,
la tua mamma.
26 OTTOBRE '08 ORE 13.35...IL DESIDERIO DIVENTA UNA PICCOLA GOCCIA DI RUGIADA DI 3,350 KG X50 CM!
19 SETTEMBRE '12 ORE 1.02 NASCE UNA STELLINA di 3,520 kGx50 CM(entrambe con PN su sgabello olandese!)
19 SETTEMBRE '12 ORE 1.02 NASCE UNA STELLINA di 3,520 kGx50 CM(entrambe con PN su sgabello olandese!)
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Symon
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Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)
grazie :)
Sofia è davvero la nostra vita. Pensare che eravamo una coppia sbagliata, che non doveva stare insieme... e ora siamo qui, in tre!
Abbiamo ancora tanta strada da fare.... però a noi piace pensare che siamo forti in tre!
Non ci hanno mai spaventato le difficoltà, magari a volte scoraggiato.. ma mai abbattuto.
Ora che c'è lei siamo sicuri di essere inbattibili!
Sofia è davvero la nostra vita. Pensare che eravamo una coppia sbagliata, che non doveva stare insieme... e ora siamo qui, in tre!
Abbiamo ancora tanta strada da fare.... però a noi piace pensare che siamo forti in tre!
Non ci hanno mai spaventato le difficoltà, magari a volte scoraggiato.. ma mai abbattuto.
Ora che c'è lei siamo sicuri di essere inbattibili!
Rughetta Sofia è nata lunedì 29.09.08 alle 22.50 2.460 kg x 46 cm. io t'amo sai, io t'amo più di me...
- Stefi83
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Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)
LORENZO 21-09-08 h08.12 (38+0, 2,460kg e 46,3cm) GABRIELE 01-07-10 h01.27 (39+3, 3,160kg e 50cm) FEDERICO 06-10-12 h23.15 (38+1, 2,830kg e 48,5cm)
- karabà
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Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)
Symon , congratulazioni per la bellissima Sofia.
Un racconto commovente
3 IUI fallite:ott'08 dic'08 gen'09 - laparoscopia lug'09 - incinta ago'09 (finita a sole 8w) ...
il nostro miracolo tanto desiderato 7ott'11
il nostro miracolo tanto desiderato 7ott'11
- diana3
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Re: Seduta in quel caffè. io non pensavo a te (nasce Sofia)
Symon CONGRATULAZIONE DI
Ke racconto bello
... sembra una favola 
Ke racconto bello
MELISSA 22/11/2008 a 37+2 giorni 3.140 kg 51 cm

