Vi confesso che non sono ancora uscita del tutto da questa crisi passeggera, ma anche questa volta sto intravvedendo una piccola luce in fondo al tunnel, l'ennesimo tunnel.
Eh già, perché ve l'avevo detto, come d'incanto (e badate bene che non sono una veggente...) è rispuntato fuori l'argomento "test di paternità"! Ieri sera mi ha chiesto di passare da me per aiutarmi ad aprire i cartoni della carrozzina, ecc. e ad un tratto, di punto in bianco, mi ha ricordato che lui lo vuole fare. Al che, gli ho risposto che il problema non è mio perché io dubbi non ne ho, ma che comunque non capisco come lui possa mettere in dubbio la mia parola, visto che non ci conosciamo da soli 3 mesi e sa benissimo che io non sarei mai e poi mai andata con qualcun altro, non sono proprio il tipo! Beh, lui dice che vuole togliersi ogni dubbio perché pensa che io sarei capace di fare qualunque cosa (e quindi anche di avere fatto chissà quali peripezie per avere questa gravidanza!!!) e che la sua necessità di certezza deriva dal fatto che non si può mai dire di conoscere qualcuno a fondo. Così, gli ho ribadito che forse tra noi due chi dovrebbe dire di essersi improvvisamente ritrovato con uno sconosciuto accanto sono IO!
Dopodiché, abbiamo continuato a parlare di carrozzine, passeggini, cameretta & co.
Quando ha fatto per uscire, gli ho soltanto chiesto: "ma scusa, dici di volere il test e allora perché fai tutto questo?". Risposta: "perché spero di non avere sorprese dal test". Fine della conversazione.
Ragazze, vi giuro che per cena non ho quasi mangiato visto che il boccone mi ritornava immancabilmente in gola, ma non ho versato una lacrima, no e poi no, ho preferito mangiare un boccone di nervoso, ma niente lacrime.
E allora, avanti, continuerò imperterrita per la mia strada, a muso duro. Ma arriverà, arriverà davvero quel giorno in cui gli farò vedere di cosa sono capace, visto che lui stesso me lo dice, arriverà il giorno in cui si morderà le dita per non godere in ogni momento di sua figlia e si sentirà un padre a metà. Ora devo però continuare a pazientare, devo aspettare che i giorni e le settimane passino, che finalmente arrivi la mia cucciola. Lo so, queste ultime frasi odorano molto di vendetta, ma è il mio "ego" che la reclama. Per il momento, lo "sfrutterò", lo chiamerò per farmi accompagnare agli esami o alle visite, gli farò dipingere la cameretta, andremo a comprare la carrozzina. Voglio che si vergogni fino in fondo. Voglio buttare fuori la mia rabbia, quella rabbia immensa che ho provato ieri sera prima di dormire quando non è stato lui ma mio figlio a darmi il bacio della buonanotte sul pancione.
Scusatemi.








