il fatto è che ho una laurea non esattamente "spendibile", ma che avevo pensato di sfruttare per entrare il prossimo anno alle scuole per l'insegnamento (le terribili ssis), due anni con obbligo di frequenza tre pomeriggi a settimana a quaranta chilometri da scuola (in poche parole per tre giorni a settimana sarei rincasata alle 21 e trenta circa), più tirocini al mattino e studio matto e disperato per stare al passo con gli esami...
finiti i due anni, minimo dieci anni di precariato a fare supplenze in qualche paesino sperduto delle Alpi Apuane...
non il massimo insomma...però l'insegnamento è stata sempre una delle mie aspirazioni...
poi la ministra dell'istruzione gentilissima signora Gelmini, ha tolto le suddette scuole, probabilmente le sue motivazioni non erano nemmeno troppo campate in aria, peccato non abbia indicato a noi poveri mortali quale sarà il futuro che ci apsetta...insomma il laureato vecchio ordinamento in materie letterarie cosa dovrà fare, oltre che utilizzare il diploma mai appeso per supplire alla mancanza di altra carta in bagno?
poi una settimana fa l'illuminazione: nella mia città, l'università di Pisa ha messo una sede distaccata della facoltà di scienze infermieristiche...oh mio dio finalmente potrò assomigliare all'idolo di tutta una vita Candy Candy...
sarebbero tre anni, impegnativi, ma nella mia città, combacerebbero con i tre anni di scuola materna della Penny...insomma ce la potrei fare...
ma a trent'anni, con una figlia, è responsabile tentare una strada del genere?
e se poi non ce la faccio?
lo so che nessuna può dirmi quale è la strada giusta per me (a proposito c'è qualche cartomante sensitiva fra le golline?)
però almeno un "io farei così, io farei cosà" me lo potete concedere?
soprattutto infermiere di gol, mi potete parlare della vostra esperienza?
P.S...l'altro giorno ho ventilato l'ipotesi durante il sacro pranzo domenicale a casa dei miei...mio babbo ha detto che se non sfrutto la mia laurea rivuole indietro tutti i soldi che ha speso...










