Sono al mare, tutto il mese, stessa spiaggia, stessa tenda, stessa gente da tre anni. Unica differenza, i bimbi che sono cresciuti.
Fino allo scorso anno erano piccoli, giocavano con i bimbi piccoli e i loro giochi non interessavano i bimbi più grandi.
Ora hanno tre anni, esplorano, giocano insieme a coetanei, usano cose più da 'grandi'. Festeggiando il compleanno alla vigilia delle vacanze estive, siamo pieni di ruspe, camion, pentole, secchielli e palette, neanche un negozio di giocattoli.
E così, appena arriviamo sotto la nostra tenda, ecco che arrivano i bimbi che vogliono giocare con noi e soprattutto con le nostre cose...benissimo, mi dico io, a settembre inizieranno la materna e quindi è l'occasione giusta per imparare a giocare con gli altri, a condividere.
E qui arrivano le mie perplessità...diverse e su argomenti diversi...
La più importante è quella che riguarda il mio modo di insegnare a Francesco l'essere generosi e la condivisione...
I bimbi arrivano e si pongono in maniera differente l'uno dall'altro. Alcuni sono figli unici, altri hanno fratelli molto vicini di età, altri fratelli molto più grandi o neonati e la differenza si nota. C'è quello che vede e chiede, c'è quello che vede e pretende, c'è quello che vede e porta via....ok, sono bambini, ma mio figlio, quando si vede sottrarre le cose per lui più preziose, si irrigidisce e inizia ad urlare nei confronti di questi bimbi che gliele portano via o le usano senza che lui abbia dato il suo benestare. E io non so come reagire....provo a farlo ragionare, a dirgli che è importante condividere, gli suggerisco di spiegare loro come funzionino i giochi, di giocare insieme, di fare turni e ogni altra cosa mi venga in mente in quel momento, ma lui è categorico....ad alcuni bimbi, sempre i soliti, non vuole prestare le sue cose. Ad altri invece presta e lascia addirittura i suoi giochi anche se noi siamo via, a farei il bagno o ce ne stiamo tornando a casa. Quindi lui non è egoista o prepotente a prescindere, lo è, e in maniera pesantissima, nei confronti di chi, con lui, usa la prepotenza per primo.
Io sono combattuta, perché da un lato vorrei che lui condividesse e capisse che è bello giocare con gli altri, ma dall'altra non voglio neanche impormi e spingerlo a subire le prepotenze degli altri bambini....un giorno sono arrivata a dirgli che, visto che 3 bimbi insistevano nel prendergli i suoi giochi e lui proprio non sopportava, forse sarebbe stato meglio levare le cose per lui più importanti e così ha fatto e i bimbi, tutti scocciati, se ne sono andati via protestando 'e ora noi con che giochiamo?!?'
Secondo me, grande responsabilità di questa cosa, è nelle mamme, nelle nonne, nei papà che di questi bambini si stanno occupando in spiaggia.
I bambi che arrivano, sempre i soliti, fra l'altro, hanno tra i 2 e i 5 anni....viaggiano per la spiaggia (si parla di Versilia, quindi non una caletta con tre gatti) senza che i loro genitori sappiano dove siano, senza che nessuno si avvicini per ore al figlio che sta giocando a metri di distanza, non tanto per chiedere se disturba o altro (non ho la scritta baby Parkig sulla tenda), ma per controllare quello che fa, per aiutare a gestire situazioni di eventuali litigi che possono venire a crearsi....sarò fatta male io, ma quando i miei si allontanano per andare a giocare negli ombrelloni vicini, io li seguo, controllo cosa facciano e dove lo vadano a fare, chiedo alle mamme, parlo con loro, mi allontano per lasciare la loro libertà, ma comunque sorveglio ed intervengo.
L'altro giorno una mamma, mai vista, molla il figlio che incuriosito si era fermato a giocare con i 3-4 bimbi già presenti sotto la mia tenda e se ne va dicendo 'arrivederci'....senza chiedere se il figlio possa essere di qualche disturbo!
Ok....quindi...venendo al dunque...suggerimenti per aiutare Francesco a reagire nella maniera più corretta al problema della condivisione e suggerimenti perché io non finisca, entro breve, sui giornali per aver strozzato qualche mamma









