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cosa fare se in ospedale la situazione prende una "brutta piega"?

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robyska
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Re: cosa fare se in ospedale la situazione prende una "brutta piega"?

Messaggio da robyska » 23 mar 2010, 18:46

aleba ha scritto:era da un pò che volevo aprire un topic sull'argomento cesareo dopo travaglio difficile ma non ne ho trovato il tempo, così colgo adesso l'occasione:
è da quando ero in attesa della mia bimba più grande che leggo su riviste e siti dedicati a gravidanza e bambini che in italia si praticano troppi cesarei e che la tendenza nelle politiche ospedaliere e quella di favorire il più possibile il parto naturale.
bene, bello ed auspicabile.
però un conto è favorire il parto naturale, altro discorso è non assecondare, anzi ignorare bellamente, le richieste e la volontà delle donne e delle coppie che dopo infinite ore di travaglio "osano" pronunciare la parola incriminata.... "cesareoooo" (leggetelo con un effetto eco e vibrato, sdrammatizzo).
il mio ultimo parto è stato piuttosto impegnativo perchè non si impegnava la testa ed eravamo già partiti con liquido amniotico tinto e ossitocina e le ore procedevano senza progressi. quando ho sentito di essere arrivata alla fine delle forze ho chiesto all'ostetrica di poter parlare col medico per il cesareo. apriti cielo.
in pratica ho continuato a chiedere il cesareo ad ogni contrazione e l'ostetrica "ma no dai sei al secondo figlio, non ha senso, daì aspettiamo ancora mezz'ora" e di mezz'ora in mezzora mi sono sciroppata ancora più di 2 ore di contrazioni continue.
alla fine è andata bene perchè diego è nato senza aver accusato il travaglio, ed anche se mi sono lacerata durante la fase espulsiva non ho avuto problemi nel post parto.
però ragazzi, che kezz di fatica!!!! se fosse stato il mio primo parto non so se sarei stata pronta a riprovarci.
morale della favola: io sono a favore del parto naturale ed è sacrosanto dare ad ogni mamma la possibilità di provarci, ma nello stesso tempo bisogna dare la possibilità di scegliere il cesareo se una donna sente di averne bisogno. anche dalle esperienze di amiche e conoscenti viene da chiedersi se per sovvertire le statistiche non si stia arrivando ad una sorta di "accanimento".
Concordo in pieno. Badate bene, ribadisco una volta di più: non dico che la partoriente possa permettersi di mettere becco su quanto decidono i medici in ogni situazione. Se così fosse saremmo rovinati!Però continuo a pensare che quando si evidenzia una sofferenza del bambino e il travaglio va per le lunghe bisognerebbe porsi una domanda di più su cosa si sta facendo.

A mia sorella successe questo: terzo figlio podalico. Visto che era il terzo il suo ginecologo (che al momento del parto non era presente) non ritenne opportuno fare il cesareo. In sala parto le cose si complicano: la bimba scende con un piedino in vagina. L'ostetrica decide per un cesareo d'urgenza e inibisce le contrazioni a mia sorella. E' talmente agitata che non riesce a trovare il punto dove fare la puntura ma mia sorella in quel momento pensa a ben altro...è mio cognato che quasi sviene. A quel punto arriva il primario che cazzia medico e ostetrica: come si può pensare di fare un cesareo quando la bimba è già con un piedino in vagina?!A quel punto si riprende con il parto naturale, mia sorella senza contrazioni ma con una fifa blu da due spinte portentose e la bimba è fuori. Questo tanto per dire che credo ci siano frangenti in cui l'incapacità delle persone è talmente evidente che non si può pensare di mettersi completamente nelle loro mani.

Riguardo i "piani parto" buono a sapersi anche se, come aleba, credo siano quelle cose che vengono sponsorizzate in determinate circostanze e ignorate a lato pratico.
Lorenzo, 23/09/08 ore 12:35, 3590 kg x 51 cm di simpatia!! Settembrina '08
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tulipano77
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Re: cosa fare se in ospedale la situazione prende una "brutta piega"?

Messaggio da tulipano77 » 23 mar 2010, 18:53

robyska ha scritto: A mia sorella successe questo: terzo figlio podalico. Visto che era il terzo il suo ginecologo (che al momento del parto non era presente) non ritenne opportuno fare il cesareo. In sala parto le cose si complicano: la bimba scende con un piedino in vagina. L'ostetrica decide per un cesareo d'urgenza e inibisce le contrazioni a mia sorella. E' talmente agitata che non riesce a trovare il punto dove fare la puntura ma mia sorella in quel momento pensa a ben altro...è mio cognato che quasi sviene. A quel punto arriva il primario che cazzia medico e ostetrica: come si può pensare di fare un cesareo quando la bimba è già con un piedino in vagina?!A quel punto si riprende con il parto naturale, mia sorella senza contrazioni ma con una fifa blu da due spinte portentose e la bimba è fuori. Questo tanto per dire che credo ci siano frangenti in cui l'incapacità delle persone è talmente evidente che non si può pensare di mettersi completamente nelle loro mani.

Riguardo i "piani parto" buono a sapersi anche se, come aleba, credo siano quelle cose che vengono sponsorizzate in determinate circostanze e ignorate a lato pratico.
:urka ecco in questo caso, io non avrei mai accettato un parto naturale... penso che ci sono delle situazioni in cui bisogna imporre la propria volontà...
dove ho partorito io, con taglio cesareo d'urgenza, sono stati i medici che al primo accenno che il bimbo non stesse bene, hanno detto CESAREO SUBITO ed io piangevo perchè dopo ore di travaglio non volevo :che_dici
a volte, in quei momenti non si è poi così lucide ed a mente fredda, ringrazi che ci siano medici validi che sanno cosa fare
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Re: cosa fare se in ospedale la situazione prende una "brutta piega"?

Messaggio da robyska » 23 mar 2010, 19:55

tulipano77 ha scritto:
robyska ha scritto: A mia sorella successe questo: terzo figlio podalico. Visto che era il terzo il suo ginecologo (che al momento del parto non era presente) non ritenne opportuno fare il cesareo. In sala parto le cose si complicano: la bimba scende con un piedino in vagina. L'ostetrica decide per un cesareo d'urgenza e inibisce le contrazioni a mia sorella. E' talmente agitata che non riesce a trovare il punto dove fare la puntura ma mia sorella in quel momento pensa a ben altro...è mio cognato che quasi sviene. A quel punto arriva il primario che cazzia medico e ostetrica: come si può pensare di fare un cesareo quando la bimba è già con un piedino in vagina?!A quel punto si riprende con il parto naturale, mia sorella senza contrazioni ma con una fifa blu da due spinte portentose e la bimba è fuori. Questo tanto per dire che credo ci siano frangenti in cui l'incapacità delle persone è talmente evidente che non si può pensare di mettersi completamente nelle loro mani.

Riguardo i "piani parto" buono a sapersi anche se, come aleba, credo siano quelle cose che vengono sponsorizzate in determinate circostanze e ignorate a lato pratico.
:urka ecco in questo caso, io non avrei mai accettato un parto naturale... penso che ci sono delle situazioni in cui bisogna imporre la propria volontà...
dove ho partorito io, con taglio cesareo d'urgenza, sono stati i medici che al primo accenno che il bimbo non stesse bene, hanno detto CESAREO SUBITO ed io piangevo perchè dopo ore di travaglio non volevo :che_dici
a volte, in quei momenti non si è poi così lucide ed a mente fredda, ringrazi che ci siano medici validi che sanno cosa fare
A priori il parto naturale pareva non dovesse dare problemi: perchè era la terza e perchè era piccolina. Per quanto riguarda invece la decisione di farle il cesareo durante il travaglio sarebbe stata una gran cavolata perchè con un piede già in vagina la bimba era già troppo bassa per consentire l'intervento chirurgico. Fortunatamente è arrivato il primario ma in quegli stessi mesi in quell'ospedale morirono 2 bambini e i medici furono riconosciuti responsabili.
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Re: cosa fare se in ospedale la situazione prende una "brutta piega"?

Messaggio da la.piccola.mamma » 23 mar 2010, 22:59

robyska ha scritto:
robyska ha scritto: A mia sorella successe questo: terzo figlio podalico. Visto che era il terzo il suo ginecologo (che al momento del parto non era presente) non ritenne opportuno fare il cesareo.
A priori il parto naturale pareva non dovesse dare problemi: perchè era la terza e perchè era piccolina.
Nell'ospedale dove ho partorito io sono pro-naturale e non fanno cesarei elettivi, ma se il bambino è podalico non tentano mai il naturale! E' davvero troppo rischioso!! :urka
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Re: cosa fare se in ospedale la situazione prende una "brutta piega"?

Messaggio da Paola67 » 24 mar 2010, 10:44

beh in merito
io direi di assicurarsi che l'Ospedale a cui CI SI AFFIDA
non sia di protocoli troppo rigidi

in quando a volte persona da noi segnalate per vasa previa, nodi di cordone hanno comunque fatto partorire, con enormi rischi, con parto naturale
sotto la voce: proviamo eventualmente facciamo un TC d'urgenza :urka

qui8ndi a volte non si tratta di malasanità
ma di pararsi dietro l'applicazione dei protocolli, in quanto poi è difficile dimostrare che i medici hanno 'sbagliato' in qualcosa sopratutto quando il caso non è statisticamente significativo

è brutto a dirsi ma è così
le notizie di questo genere fanno scalpore, fanno parlare, ma poi? cosa accade poi?
I genitori in qualche modo potranno essere aiutati o alleviati nelle loro sofferenze?
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Re: cosa fare se in ospedale la situazione prende una "brutta piega"?

Messaggio da ricarouge » 25 mar 2010, 10:59

per esperienza dico che in ospedale, così come altrove putroppo in italia, bisogna incaxxarsi per ottenere ciò che si vuole! è un sistema davvero brutto ma purtroppo è l'unico che funzioni, se il papà in questione avesse fatto un casino urlando che denunciava i medici secondo me avrebbero acconsentito...è triste ma è così
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Re: cosa fare se in ospedale la situazione prende una "brutta piega"?

Messaggio da zoe_b » 25 mar 2010, 22:24

scusate l'ignoranza.....ma come si fa a sapere quali sono i protocolli di un ospedale?
la prima volta ho partorito in un ospedale molto grande perchè aveva accanto l'ospedale pediatico: mi interessava solo essere in un posto dove fossero "pronti a tutto" e non son stata tanto a chiedere...era il meglio attrezzato sulla piazza e stop!
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Re: cosa fare se in ospedale la situazione prende una "brutta piega"?

Messaggio da laura s » 25 mar 2010, 22:42

fisio ha scritto:Bè posso azzardare? Se prende una brutta piega e vuoi il cesareo smetti di spingere....mica te lo cacciano fuori a forza.. :prr
Però è sempre un terreno minato questo,non si può dire se il bimbo sia morto per distocia di parto o problemi congeniti. Credo che quando ci si affida ad un'equipe di sanitari poi si debba seguire le sue direttive,è vero che in travaglio non si perde la capacità di intendere e volere ma è anche vero che si è poco obbiettive.
E lo dice una che con davanti alla patata due gine,una per il cesareo d'urgenza,l'altra per il vaginale dopo 12 ore di travaglio indotto ha scelto il parto vaginale,che poi è stato un parto operativo ma mi fidavo di più della seconda gine e fortunatamente ho seguito lei.
Insomma,a meno che non si riscontrino lampanti carenze e incongruenze secondo me è bene affidarsi a medici e ostetriche che in quel momento stanno lavorando per noi....
Veramente, se smetti di spingere più che una Kristeller e tanti tanti tanti punti alla tua patata non vinci... :che_dici

Comunque che non si possa dire se un bimbo è morto per distocia di parto o per problemi congeniti per fortuna è una cavolata, si può e si deve stabilire con assoluta certezza!
Io non ti piaccio? Eppure sei sempre a guardare e giudicare tutto ciò che faccio. Sai il dizionario come definisce una persona del genere? FAN

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Re: cosa fare se in ospedale la situazione prende una "brutta piega"?

Messaggio da laura s » 25 mar 2010, 22:49

ricarouge ha scritto:per esperienza dico che in ospedale, così come altrove putroppo in italia, bisogna incaxxarsi per ottenere ciò che si vuole! è un sistema davvero brutto ma purtroppo è l'unico che funzioni, se il papà in questione avesse fatto un casino urlando che denunciava i medici secondo me avrebbero acconsentito...è triste ma è così
In genere urlando si ottiene ciò che si vuole, ma spesso non è la cosa migliore per te... mi è capitato spesso di vedere colleghi esasperati acconsentire a richieste sanitarie sbagliate e assurde dicendo "cacchi suoi...".
Non li difendo eh, è sbagliatissimo, ma succede...
Secondo me invece bisogna sempre essere lucidi e calmi e pretendere spiegazioni e fidarsi solo di chi te le sa dare e ti sa anche dire di no se è il suo pensiero... i calabraghe non sono certo i medici migliori...
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Re: cosa fare se in ospedale la situazione prende una "brutta piega"?

Messaggio da nanachan » 26 mar 2010, 8:12

zoe_b ha scritto:scusate l'ignoranza.....ma come si fa a sapere quali sono i protocolli di un ospedale?
la prima volta ho partorito in un ospedale molto grande perchè aveva accanto l'ospedale pediatico: mi interessava solo essere in un posto dove fossero "pronti a tutto" e non son stata tanto a chiedere...era il meglio attrezzato sulla piazza e stop!
ad esempio l'ospedale di Prato sono per il parto naturale... tant'è che mi dissero che se volevo fare un cesareo avrei dovuto fare le valigie e cambiare struttura, perchè li non se ne parlava neppure... ed ero in attesa di due gemelli ...
Le mie Bambine nella ninna nanna del cosmo.

E ora sono il tuo fiore e tu la mia acqua. * Nanà -per sempre-

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Re: cosa fare se in ospedale la situazione prende una "brutta piega"?

Messaggio da ricarouge » 26 mar 2010, 9:16

laura s ha scritto:
ricarouge ha scritto:per esperienza dico che in ospedale, così come altrove putroppo in italia, bisogna incaxxarsi per ottenere ciò che si vuole! è un sistema davvero brutto ma purtroppo è l'unico che funzioni, se il papà in questione avesse fatto un casino urlando che denunciava i medici secondo me avrebbero acconsentito...è triste ma è così
In genere urlando si ottiene ciò che si vuole, ma spesso non è la cosa migliore per te... mi è capitato spesso di vedere colleghi esasperati acconsentire a richieste sanitarie sbagliate e assurde dicendo "cacchi suoi...".
Non li difendo eh, è sbagliatissimo, ma succede...
Secondo me invece bisogna sempre essere lucidi e calmi e pretendere spiegazioni e fidarsi solo di chi te le sa dare e ti sa anche dire di no se è il suo pensiero... i calabraghe non sono certo i medici migliori...

la mia piccola (ma neanche tanto) esperienza personale mi ha portato ad avere scarsissima fiducia nella categoria, mi spiace.
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Re: cosa fare se in ospedale la situazione prende una "brutta piega"?

Messaggio da Savina » 26 mar 2010, 9:34

dena ha scritto:
Savina ha scritto:Secondo me non puoi sempre etichettare un ospedale come scadente o meno per questi casi...
C'è da dire che se un ospedale "affronta" 1000 parti l'anno, tra cui anche casi difficili, è possibilissimo che capiti la disgrazia... MI spiego meglio:
qui dove abito io ci sono almeno 3 ospedali nel raggio di 20km.: Treviso, Montebelluna e Castelfranco.
Mi arrivano le ragazze in negozio dicendo: AHHHHHHHHHHH, IO A TREVISO NON CI VADO A PARTORIRE PERCHE' SE NE SENTONO DI TUTTI I COLORI (mai sentite io :che_dici ) e io rispondo: GRAZIE, FANNO DAI 15/20 PARTI AL GIORNO, SEGUONO LE GRAVIDANZE A RISCHIO ED E' UN OSPEDALE NEONATALE DI TERZO LIVELLO... E' LOGICO CHE OGNI TANTO SUCCEDA QUALCOSA, E' STATISTICA...
Savina su TV ho qualche riserva pure io eh.....non che non sia buono anzi, buonissimo ma il problema sono proprio quei 15/20 parto al giorno :fischia
io sono scappata......
Se scappi perchè per i tuoi gusti è troppo affollato è un discorso, ma non per le casistiche che si presentano :ok
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Re: cosa fare se in ospedale la situazione prende una "brutta piega"?

Messaggio da R2D2 » 26 mar 2010, 10:07

Savina ha scritto:Secondo me non puoi sempre etichettare un ospedale come scadente o meno per questi casi...
C'è da dire che se un ospedale "affronta" 1000 parti l'anno, tra cui anche casi difficili, è possibilissimo che capiti la disgrazia... MI spiego meglio:

e io rispondo: GRAZIE, FANNO DAI 15/20 PARTI AL GIORNO, SEGUONO LE GRAVIDANZE A RISCHIO ED E' UN OSPEDALE NEONATALE DI TERZO LIVELLO... E' LOGICO CHE OGNI TANTO SUCCEDA QUALCOSA, E' STATISTICA...
Io ho scelto l'ospedale dove ho partorito pensando proprio a questo. Premesso che ho avuto una gravidanza molto difficile, ricovero d'urgenza a metà gravidanza, TC programmato con largo anticipo (nessuno credeva che potevo arrivare al termine in quelle condizioni). Ho scelto di proposito una grossa struttura, con molti parti all'attivo e quindi molta esperienza medica, con una buona tin, che per fortuna non è servita. Credo, per rispondere alla domanda di apertura, che bisogna informarsi bene sull'ospedale dove si andrà a partorire, parlarne molto con il ginecologo, esporre tutti i dubbi e farsi spiegare bene il protocollo ospedaliero e poi affidarsi all'equipe medica prescelta con serenità.
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Re: cosa fare se in ospedale la situazione prende una "brutta piega"?

Messaggio da Savina » 26 mar 2010, 12:04

R2D2 ha scritto:
Savina ha scritto:Secondo me non puoi sempre etichettare un ospedale come scadente o meno per questi casi...
C'è da dire che se un ospedale "affronta" 1000 parti l'anno, tra cui anche casi difficili, è possibilissimo che capiti la disgrazia... MI spiego meglio:

e io rispondo: GRAZIE, FANNO DAI 15/20 PARTI AL GIORNO, SEGUONO LE GRAVIDANZE A RISCHIO ED E' UN OSPEDALE NEONATALE DI TERZO LIVELLO... E' LOGICO CHE OGNI TANTO SUCCEDA QUALCOSA, E' STATISTICA...
Io ho scelto l'ospedale dove ho partorito pensando proprio a questo. Premesso che ho avuto una gravidanza molto difficile, ricovero d'urgenza a metà gravidanza, TC programmato con largo anticipo (nessuno credeva che potevo arrivare al termine in quelle condizioni). Ho scelto di proposito una grossa struttura, con molti parti all'attivo e quindi molta esperienza medica, con una buona tin, che per fortuna non è servita. Credo, per rispondere alla domanda di apertura, che bisogna informarsi bene sull'ospedale dove si andrà a partorire, parlarne molto con il ginecologo, esporre tutti i dubbi e farsi spiegare bene il protocollo ospedaliero e poi affidarsi all'equipe medica prescelta con serenità.
Quello che dico sempre io alle mie clienti: PREFERISCO AVERE LA TIN IL REPARTO AFFIANCO, E LA RIANIMAZIONE AL PIANO DI SOPRA, PIUTTOSTO CHE I DELFINI DIPINTI SULLE PARETI DELLA SALA PARTO (perchè qui c'è una struttura molto in voga per questo motivo... HA LE SALE PARTO TUTTE COLORATE :che_dici )
♥ Savina, Gionata, Angelo, Matteo e un piccolo cuoricino che batte tra gli angeli... Piccolino farai sempre parte di me... ♥

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Re: cosa fare se in ospedale la situazione prende una "brutta piega"?

Messaggio da annette76 » 26 mar 2010, 12:14

Savina ha scritto:
Quello che dico sempre io alle mie clienti: PREFERISCO AVERE LA TIN IL REPARTO AFFIANCO, E LA RIANIMAZIONE AL PIANO DI SOPRA, PIUTTOSTO CHE I DELFINI DIPINTI SULLE PARETI DELLA SALA PARTO (perchè qui c'è una struttura molto in voga per questo motivo... HA LE SALE PARTO TUTTE COLORATE :che_dici )

E' la stessa linea guida che ho seguito io quando ho scelto l'ospedale dove partorire.
Poi ho la fortuna di abitare a cavallo fra due province (Bergamo e Lecco) e ho scelto l'ospedale di Lecco perchè pur essendo un ospedale di terzo livello poteva garantire anche una ospedalizzazione più umana (e lì hanno anche le sale parto colorate! :-D )
Antonella + Tomas = Daniel (28.10.06, 3.780Kg, 54.1 cm alla 42+2) + Patrick (18.11.12, 3.910 Kg, 53.5 cm, alla 40+6)

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