Standing ovation!STEFI@VALERIO ha scritto:
Morale della favola, secondo me: se uno intende espatriare perché ha la concreta possibilità di migliorare il proprio reddito e la propria esperienza lavorativa, ben venga; se l'altra metà della mela è straniera, benissimo, all'amor non si comanda; se vuol comunque essere arricchito da nuove esperienze, qual che siano, ancor meglio.
Ma se uno, insoddisfatto qui, pensa di andarsene solo e genericamente perché tanto "essere una mamma all'estero che fortuna", perché in ogni caso "gli stipendi sono adeguati e non è un problema comprarsi la mozzarella", dalle descrizioni che leggo qui temo potrebbe avere amare sorprese.
Anche perché non tutti gli stranieri che si trovano all'estero sono "cervelli in fuga" strapagati e straricercati rispetto a noi "cervelli stanziali", come alle volte leggendo i giornali sembra di intendere : ci sono anche camerieri, commesse, operai, pizzaioli, banalissimi impiegati proprio come da noi. E in Norvegia, tanto per dire, col cavolo che con uno stipendio da operaio la mozzarella te la compri quando vuoi.
Non a caso chi si stabilisce stabilmente qui con un alto grado di soddisfazione appartiene a due grandi categorie: chi trova davvero un buon lavoro o chi arriva fuggendo da situazioni oltre il limite della tollerabilità (e ottiene asilo politico).






