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Prima, durante e dopo la gravidanza

 

riduzione del personale e....

Grattacapi, scocciature, entusiasmi di ogni giorno, tra figli, mariti, suocere, mamme, amiche, che a volte ci fanno delirare!!
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lalat
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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da lalat » 11 nov 2013, 11:34

Antolina80 ha scritto:Tante criticano il fatto che ci siano poche donne in posizioni dirigenziali, in politica o con importanti responsabilità,
però
mi chiedo
voi lo fareste?
Tante cose lo impediscono e non è certo essere donna. Bisogna trovarsi al momento giusto nel posto giusto, ... avere le capacità e le opportunità, avere le conoscenze in certi ambiti, e un minimo di disponibilità a buttarsi certe volte solo per il fatto che una cosa ci interessa in modo particolare. Se una stacca alle 17 cascasse il mondo e non è disposta a telefonare al marito per avvertirlo che farà un po' tardi, di non aspettarla per cena ma di farle trovare comunque qualcosa da mangiare ... ha meno probabilità di cogliere certe opportunità.
Conosco una donna che è (anzi era) casalinga, con 3 figli, laureata quindi dotata di una certa cultura che pensava di starsene a casa a fare la mamma. Poi ha cominciato a partecipare a comitati di quartiere per battersi contro la costruzione di un ecomostro con i soldi pubblici, ha organizzato riunioni, chiesto l'aiuto di avvocati volontari per difendere la causa, etc ... da lì si è candidata alle elezioni amministrative e ora fa parte del consiglio comunale.
Lei secondo me è una donna in carriera e si è occupata dei figli molto più di me che ho sempre lavorato a tempo pieno e quando alcuni colleghi mi chiedevano di partecipare con loro a concorsi di architettura sfruttando ore al di fuori dell'orario di lavoro ho sempre rifiutato. E ho rifiutato anche quando non avevo figli perché volevo avere il tempo di andare a correre, di leggere romanzi e andare a vedermi le vetrine.
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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da Yashodara » 11 nov 2013, 11:39

Antolina80 ha scritto:Tante criticano il fatto che ci siano poche donne in posizioni dirigenziali, in politica o con importanti responsabilità,
però
mi chiedo
voi lo fareste?
Lasciamo perdere figli, mariti, cani e gatti. C'è qualcosa che vi impedisce di diventare una delle suddette figure lavorative?
Lo chiedo per pura curiosità, non voglio assolutamente polemizzare, ma io non lo farei.
Io sì (i miei interessi sono le cose noiose di Lunette ;) ). E se non avessi famiglia farei lo stesso lavoro ma sarei più flessibile, però non rimpiango assolutamente, attenzione, per me avere le due cose si può, concedendo ovviamente un po' da una parte e un po' dall'altra.

In generale, secondo me la "carriera" dipende dal lavoro, dalle aspettative e anche dalle possibilità di ognuno/a. Può semplicemente voler dire l'intenzione o l'ambizione di crescere lavorativamente, di raggiungere una certa posizione o mansione che non necessariamente deve essere di megadirettore galattico. E a volte si usa questo termine in sostituzione della parola "lavoro", il che può giustamente portare a fraintendimenti. Perchè può anche non avere niente a che fare con posizione e stipendio, molti artisti per esempio nella loro "carriera" investono almeno quanto un manager rampante!
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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da Yashodara » 11 nov 2013, 11:45

Anche io ne conosco una così lalat, è stata parlamentare e anche presidente del parlamento nazionale. Un orgoglio per il genere femminile.

Comunque sì, l'entusiasmo smuove le montagne, io adoro il mio lavoro e lo faccio più che altro per quello, è la motivazione più grande che ci sia. Io non so cosa farà mia figlia ma spero di riuscire a trasmetterle la voglia di investirsi in qualcosa che l'appassiona...
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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da GlassOfMilk » 11 nov 2013, 11:45

Antolina80 ha scritto:Tante criticano il fatto che ci siano poche donne in posizioni dirigenziali, in politica o con importanti responsabilità,
però
mi chiedo
voi lo fareste?
Lasciamo perdere figli, mariti, cani e gatti. C'è qualcosa che vi impedisce di diventare una delle suddette figure lavorative?
Lo chiedo per pura curiosità, non voglio assolutamente polemizzare, ma io non lo farei. Figli o non figli. Se non avessi marito e figlia farei comunque il lavoro che faccio.
C'è qualcuna che ha cambiato i suoi progetti o le sue ambizioni a causa dei figli o del fatto di essere donna?
No. Magari farei più straordinari e avrei un livello in più ma sinceramente non me ne può fregar di meno visto che la differenza economica non è così sostanziale.

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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da Giulia80 » 11 nov 2013, 12:07

lalat ha scritto:
Antolina80 ha scritto:Tante criticano il fatto che ci siano poche donne in posizioni dirigenziali, in politica o con importanti responsabilità,
però
mi chiedo
voi lo fareste?
Tante cose lo impediscono e non è certo essere donna.
Ah no?
Perchè a me è capitato in modo esplicito per ben due volte:
la prima avevo 27 anni: ho passato una lunga selezione per entrare un una grande compagnia assicurativa, in un posizione molto interessante. Ho fatto selezioni scritte e e due colloqui. Alla fine mi invitano per farmi una proposta e viene notato che ho la fede al dito. Mi viene chiesto perchè non è nel cv, io rispondo che è un fatto privato. Mi viene chiesto se ho figli e se penso di averne. E tutto finisce lì.
la seconda volta di anni ne avevo 29, era nato da poco Francesco: mi ha chiamato un talent scout che mi conosceva per sentito dire nel mio ambiente. Mi chiama, spiego che vivo in Olanda e non più in Italia, lui mi dice che non c'è problema, che ha opportunità per me con modalità homeworking come quella che avevo già. Finché non sente mio figlio piangiucchiare. Mi fa le congratulazioni, aggiunge che deve essere difficile lavorare con un bambino piccolo e... sparisce.
E non conto le volte che mi sono state dette cose sul genere "la società si aspetta che tu non faccia figli per i prossimi 15 anni".

Succede, eccome se succede.

Il problema è essere donne, perchè l'assunto è che prima o poi figlierai.
E se sei già madre, l'assunto è che una madre non è disposta a lavorare o comunque non può farlo.
Per non parlare dei luoghi comuni tipo "gli uomini sono più robusti e possono fare lavori più faticosi" e quelle per cui le donne non reggerebbero esperienze più impegnative.

Se si sta muovendo qualcosa?
Sì.
Solo che per piccoli passi avanti se ne fanno altri indietro e la sfida non viene mai colta fino in fondo.
La cosa secondo me più brutta è che si pensa che l'obiettivo sia portare le donne sullo stesso piano degli uomini, mentre la vera sfida è quella di trovare un nuovo piano, che apra le stesse opportunità a tutti, a favore di nuovi equilibri e non di repliche al rovescio di modelli già visti.
La cosa secondo me più tragicamente ingenua è pensare che questa cosa succederà da sola, per inerzia, mentre ci sarebbe tanto da fare. Prima di tutto innalzare il livello di consapevolezza di tutti.
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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da Topillo » 11 nov 2013, 12:21

Io riprendo da Ari che mi ha detto che è "triste" obbligare il proprio marito o compagno a prendersi cura dei propri figli, per legge.

Innanzitutto, quoto Chiarasole quando dice che non sarebbe un obbligo triste, ma un riconoscimento a livello istituzionale della parità di diritti e doveri in quanto genitori. E questa è una cosa che mi stava sulla punta della lingua da venerdì.
In secondo luogo, noi su gol non siamo un campione rappresentativo della società italiana, non fosse altro che abbiamo quasi tutte un titolo di studio almeno superiore, tante siamo laureate, e tutte, tutte tutte siamo perfettamente in grado di esprimerci chiaramente per iscritto e con quasi totale consapevolezza di noi. Ma se pensate che davvero il 50% degli italiani è analfabeta funzionale e se leggete le storie di cronaca anche recenti, è impossibile non capire che le altre donne e mamme fuori di qui, non sono tutte più o meno come noi.
Noi abbiamo compagni che, bene o male, nei limiti oggettivi delle proprie situazioni, sono padri presenti, mariti solidali, ecc.
Ma le mamme che non hanno queste figure accanto, non avrebbero diritto di averle, anche loro? E non sarebbe una bella spinta, da parte delle istituzioni, il riconoscimento della parità anche a livello legislativo, del ruolo del genitore?

Le modalità sarebbero da concordare, ma io sono favorevolissima a un ruolo paterno "obbligatorio", con modi e tempi quanto più flessibili e usufruibili.
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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da Antolina80 » 11 nov 2013, 12:27

Giulia80 ha scritto: La cosa secondo me più brutta è che si pensa che l'obiettivo sia portare le donne sullo stesso piano degli uomini, mentre la vera sfida è quella di trovare un nuovo piano, che apra le stesse opportunità a tutti, a favore di nuovi equilibri e non di repliche al rovescio di modelli già visti.
:quoto_1:
Sono d'accordo. Era quello che dicevo diverse pagine fa. Ma non credo che con obblighi, censure o quote rosa si risolva il problema. Se un datore di lavoro non vuole assumerti, non è obbligandolo con vertenze sindacali che avrai la tua vittoria. La vera vittoria ci sarà quando vincerà il merito e la capacità individuale sullo stato di famiglia.
Nel mio piccolo credo che il modo migliore per cambiare le cose sia con l'esempio e formando gli imprenditori e i lavoratori di domani. Se mia figlia vede a casa due genitori lavoratori soddisfatti e che si dividono equamente il tempo con lei e le faccende di casa, la riterrà una condizione normale. Come riterrà normale che alcune mamme lavorino ed altre no, o che alcuni padri lavorino ed altri no. A quel punto credo che ogni uomo e donna sarà libero di scegliere la professione che preferisce senza sentirsi limitato.
Non mi sembra che questa sia inerzia.
Se il mio armadio è pieno non vuol dire che la mia testa sia vuota.
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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da Lunette » 11 nov 2013, 12:31

Giulia80 ha scritto:
lalat ha scritto:
Antolina80 ha scritto:Tante criticano il fatto che ci siano poche donne in posizioni dirigenziali, in politica o con importanti responsabilità,
però
mi chiedo
voi lo fareste?
Tante cose lo impediscono e non è certo essere donna.
Ah no?
Perchè a me è capitato in modo esplicito per ben due volte:
la prima avevo 27 anni: ho passato una lunga selezione per entrare un una grande compagnia assicurativa, in un posizione molto interessante. Ho fatto selezioni scritte e e due colloqui. Alla fine mi invitano per farmi una proposta e viene notato che ho la fede al dito. Mi viene chiesto perchè non è nel cv, io rispondo che è un fatto privato. Mi viene chiesto se ho figli e se penso di averne. E tutto finisce lì.
la seconda volta di anni ne avevo 29, era nato da poco Francesco: mi ha chiamato un talent scout che mi conosceva per sentito dire nel mio ambiente. Mi chiama, spiego che vivo in Olanda e non più in Italia, lui mi dice che non c'è problema, che ha opportunità per me con modalità homeworking come quella che avevo già. Finché non sente mio figlio piangiucchiare. Mi fa le congratulazioni, aggiunge che deve essere difficile lavorare con un bambino piccolo e... sparisce.
E non conto le volte che mi sono state dette cose sul genere "la società si aspetta che tu non faccia figli per i prossimi 15 anni".

Succede, eccome se succede.

Il problema è essere donne, perchè l'assunto è che prima o poi figlierai.
E se sei già madre, l'assunto è che una madre non è disposta a lavorare o comunque non può farlo.
Per non parlare dei luoghi comuni tipo "gli uomini sono più robusti e possono fare lavori più faticosi" e quelle per cui le donne non reggerebbero esperienze più impegnative.
Giulia anche a me è successo. In Austria, in Germania e anche in Italia. Anche io l'ho trovato molto ingiusto però che l'uomo sia in genere più robusto non è un luogo comune.
Io non potrei mai scoppiarmi un mese di cantiere in mezzo al deserto, mio marito lo fa. Ma se ci fosse una donna che è disposta ad andare... Ben venga. Solo che non c'è.
"Marta, Marta, tu t’inquieti e ti affanni per molte cose; una sola è necessaria: Maria invece ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta“.

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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da Giulia80 » 11 nov 2013, 12:36

Antolina80 ha scritto:
Giulia80 ha scritto: La cosa secondo me più brutta è che si pensa che l'obiettivo sia portare le donne sullo stesso piano degli uomini, mentre la vera sfida è quella di trovare un nuovo piano, che apra le stesse opportunità a tutti, a favore di nuovi equilibri e non di repliche al rovescio di modelli già visti.
:quoto_1:
Sono d'accordo. Era quello che dicevo diverse pagine fa. Ma non credo che con obblighi, censure o quote rosa si risolva il problema. Se un datore di lavoro non vuole assumerti, non è obbligandolo con vertenze sindacali che avrai la tua vittoria. La vera vittoria ci sarà quando vincerà il merito e la capacità individuale sullo stato di famiglia.
Nel mio piccolo credo che il modo migliore per cambiare le cose sia con l'esempio e formando gli imprenditori e i lavoratori di domani. Se mia figlia vede a casa due genitori lavoratori soddisfatti e che si dividono equamente il tempo con lei e le faccende di casa, la riterrà una condizione normale. Come riterrà normale che alcune mamme lavorino ed altre no, o che alcuni padri lavorino ed altri no. A quel punto credo che ogni uomo e donna sarà libero di scegliere la professione che preferisce senza sentirsi limitato.
Non mi sembra che questa sia inerzia.
Antolina, io questo passaggio lo ritengo indispensabile.
Ma come ho detto tante volte in queste discussioni, penso che voi ragioniate come se le vostre famiglie fossero isole, o come se tutte le altre famiglie fossero come la vostra.
Invece si vive e si lavora con gli altri e gli altri non vengono dallo stesso retroterra da cui vieni tu. E ohimè, sono molto di più quelli che vengono da un'idea antiquata - come l'ha eufemisticamente definita Simona - dei ruoli di uomini e donne dentro e fuori dalla famiglia.
Occorrono politiche serie per indurre il circolo virtuoso che poi si autoalimenta come dici tu. Ma la partenza non è spontanea, va forzata.
Perchè se così non fosse, e bastasse l'esempio in famiglia, vivremmo in un mondo tanto tanto migliore di questo.
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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da lalat » 11 nov 2013, 12:37

Giulia onestamente a me non è mai capitata una cosa come quelle che hai descritto. Ci credo che ti abbiano detto questo genere di cose e sono anche d'accordo che vadano combattute. Nel caso specifico io direi che non metto le informazioni personali nel mio CV, ma solo quelle che hanno attinenza col lavoro per il quale mi candido. Nel mio ambiente (io sono un architetto ma lavoro in una società di ingegneria) mi rapporto forse con più donne che uomini e mai ho subito una discriminazione di qualche tipo. Però io non conosco la realtà aziendale della multinazionale. Io conosco solo la realtà piccola e privata di un lavoro tecnico, dove però capita che non ci siano orari, perché è un lavoro complesso e non si può staccare alle 17 in punto. Esisteranno sempre delle professioni particolarmente impegnative per cui sia un uomo sia una donna devono essere consci che di spazio per la famiglia ne resta poco.
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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da Topillo » 11 nov 2013, 12:41

Seconda cosa: io vengo da una famiglia che, bene o male, era il tipo di famiglia di tutti i miei compagni di scuola, sia delle elementari, sia delle medie.
Mamma maestra, che ha ripreso a lavorare, però, quando io e la mia gemella eravamo grandine, qualcuno aveva la mamma infermiera, qualcuno aveva la mamma casalinga. E papà con lavori vari, che li portavano fuori casa spesso e volentieri.

Tante tante tante tante volte, ho sentito espressamente (quando andava bene) e ho respirato ancora più spesso (e questo è pure peggio) il concetto di: laureati pure, ma poi cerca un lavoro che ti permetta di stare a casa quanto più possibile con la tua famiglia, a dispetto anche di quello che hai studiato. Non solo a casa mia, ma proprio tra le persone che ho sempre frequentato.
Ora, va bene, io mi sono affrancata da questo. Ma chissà quante lo hanno fatto?
Io vedo solo luna delle mie sorelle, la minore. Lei è laureata in storia dell'Arte. Ha fatto una tesi meravigliosa sulla Primavera del Botticelli. E fa la segretaria in una casa di cura privata della nostra città, tutta felice perchè finisce alle 15.
Non parliamo della mia gemella, perchè ogni volta che penso a lei, mi viene voglia di prenderla a schiaffoni. Come buttare un cervello.

Come loro, tante mie ex compagne di scuola.

Io non posso pensare che la motivazione sia solo "biologica" e non posso nemmeno pensare che sia davvero una liberissima scelta, altrimenti, scusate, ma se il destino biologico è quello, che senso avrebbe addirittura aprire le donne al mondo universitario? A tutto il mondo universitario. Facciamo che ci vanno solo quelle che, tradendo la propria biologia, non hanno intenzione di dedicarsi in toto ai figli.

Terzo: davvero davvero non vi è mai capitato di essere scartate ( o di avere conoscenti che sono state scartate) in quanto donne? Ok, è vero che molto spesso, quasi sempre, le responsabilità della famiglia ricadono sulle spalle delle donne, ma si torna a bomba: perchè? Se così non fosse, se ci fosse più flessibilità lavorativa e nella divisione dei compiti, non avrebbe senso rifiutare una donna pensando che sia meno performante "per forza di cose" avendo figli, o potendone avere.
A me è capitato tante volte. Come pure mi è capitato di sentire: "per questa posizione di scarsa rilevanza, prendiamo una donna, tanto non hanno le stesse ambizioni degli uomini".

Certo, non sempre per fortuna è così. Ma lo è ancora e in certi posti lo è anche troppo spesso.

magari a non tutte pesa accontentarsi di qualcosa che non è all'altezza di se stesse, ma a qualcuna pesa. e quelle a cui non pesa, sono tutte tutte tutte a basse aspirazioni per modo di essere, o non può davvero essere che abbiano subito pesanti pressioni culturali, anche occulte?
Perchè no?

E perchè, per queste persone, non volete che sia lo stato a dare loro la possibilità di capire che il loro destino non è stare a casa a farsi belle, o lavorare part time come segretarie, ma possono e devono potere, realizzare se stesse anche fuori casa?

In quanto al significato di "carriera", io voglio diventare dirigente. E, per fortuna/purtroppo, non è l'essere femmina che me lo impedirà, ma il fatto che lavoro in un'azienda dove i dirigenti non hanno senso di esistere.
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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da Antolina80 » 11 nov 2013, 12:42

Lunette ha scritto:
Giulia anche a me è successo. In Austria, in Germania e anche in Italia. Anche io l'ho trovato molto ingiusto però che l'uomo sia in genere più robusto non è un luogo comune.
Io non potrei mai scoppiarmi un mese di cantiere in mezzo al deserto, mio marito lo fa. Ma se ci fosse una donna che è disposta ad andare... Ben venga. Solo che non c'è.
All'ente dove lavora mio suocero hanno assunto con regolare concorso una donna-operaio che ha sbaragliato la concorrenza maschile, pur essendo il lavoro puramente fisico. E' Bud Spencer in gonnella, ma è pur sempre una donna! :risatina:
Se il mio armadio è pieno non vuol dire che la mia testa sia vuota.
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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da Topillo » 11 nov 2013, 12:45

Giulia80 ha scritto:
Antolina80 ha scritto:
Giulia80 ha scritto: La cosa secondo me più brutta è che si pensa che l'obiettivo sia portare le donne sullo stesso piano degli uomini, mentre la vera sfida è quella di trovare un nuovo piano, che apra le stesse opportunità a tutti, a favore di nuovi equilibri e non di repliche al rovescio di modelli già visti.
:quoto_1:
Sono d'accordo. Era quello che dicevo diverse pagine fa. Ma non credo che con obblighi, censure o quote rosa si risolva il problema. Se un datore di lavoro non vuole assumerti, non è obbligandolo con vertenze sindacali che avrai la tua vittoria. La vera vittoria ci sarà quando vincerà il merito e la capacità individuale sullo stato di famiglia.
Nel mio piccolo credo che il modo migliore per cambiare le cose sia con l'esempio e formando gli imprenditori e i lavoratori di domani. Se mia figlia vede a casa due genitori lavoratori soddisfatti e che si dividono equamente il tempo con lei e le faccende di casa, la riterrà una condizione normale. Come riterrà normale che alcune mamme lavorino ed altre no, o che alcuni padri lavorino ed altri no. A quel punto credo che ogni uomo e donna sarà libero di scegliere la professione che preferisce senza sentirsi limitato.
Non mi sembra che questa sia inerzia.
Antolina, io questo passaggio lo ritengo indispensabile.
Ma come ho detto tante volte in queste discussioni, penso che voi ragioniate come se le vostre famiglie fossero isole, o come se tutte le altre famiglie fossero come la vostra.
Invece si vive e si lavora con gli altri e gli altri non vengono dallo stesso retroterra da cui vieni tu. E ohimè, sono molto di più quelli che vengono da un'idea antiquata - come l'ha eufemisticamente definita Simona - dei ruoli di uomini e donne dentro e fuori dalla famiglia.
Occorrono politiche serie per indurre il circolo virtuoso che poi si autoalimenta come dici tu. Ma la partenza non è spontanea, va forzata.
Perchè se così non fosse, e bastasse l'esempio in famiglia, vivremmo in un mondo tanto tanto migliore di questo.
quoto. E questo era il terzo punto che volevo toccare. Ha ragione Simona e ha ragione Giulia. Il fatto che la società sia ancora tanto maschilista, è provato anche dal fatto che il modello lavorativo è basato sulla prevalenza di uomini "tradizionali", diciamo, nel mondo del lavoro. Quelli che possono fare riunioni alle 17 perchè tanto a casa c'è la moglie. Ed ecco anche perchè tante donne che vogliono fare carriera, devono per forza scegliere tra quella e la famiglia, perchè le regole della carriera sono di un gioco maschile. Se la società riconosce che le donne hanno gli stessi diritti dei maschi e che la famiglia è diritto/dovere di ENTRAMBI, allora le regole del gioco possono e devono cambiare. Ma cambiano più velocemente se questo cambiamento è avvallato da uno stato intelligente.

Le battaglie nel piccolo hanno un grande valore, ma sono lente, e non hanno la stessa visibilità e valenza di quelle a livello sociale con la S maiuscola.
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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da Topillo » 11 nov 2013, 12:48

Inoltre rendere obbligatoria la paternità e sanzionare le discriminazioni e gli svilimenti nei confronti dell'immagine femminile, non lo vedo minimamente lesivo di niente.

E' molto peggio permettere altre cose.
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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da Giulia80 » 11 nov 2013, 12:48

Lunette ha scritto:
Giulia80 ha scritto:
lalat ha scritto:
Antolina80 ha scritto:Tante criticano il fatto che ci siano poche donne in posizioni dirigenziali, in politica o con importanti responsabilità,
però
mi chiedo
voi lo fareste?
Tante cose lo impediscono e non è certo essere donna.
Ah no?
Perchè a me è capitato in modo esplicito per ben due volte:
la prima avevo 27 anni: ho passato una lunga selezione per entrare un una grande compagnia assicurativa, in un posizione molto interessante. Ho fatto selezioni scritte e e due colloqui. Alla fine mi invitano per farmi una proposta e viene notato che ho la fede al dito. Mi viene chiesto perchè non è nel cv, io rispondo che è un fatto privato. Mi viene chiesto se ho figli e se penso di averne. E tutto finisce lì.
la seconda volta di anni ne avevo 29, era nato da poco Francesco: mi ha chiamato un talent scout che mi conosceva per sentito dire nel mio ambiente. Mi chiama, spiego che vivo in Olanda e non più in Italia, lui mi dice che non c'è problema, che ha opportunità per me con modalità homeworking come quella che avevo già. Finché non sente mio figlio piangiucchiare. Mi fa le congratulazioni, aggiunge che deve essere difficile lavorare con un bambino piccolo e... sparisce.
E non conto le volte che mi sono state dette cose sul genere "la società si aspetta che tu non faccia figli per i prossimi 15 anni".

Succede, eccome se succede.

Il problema è essere donne, perchè l'assunto è che prima o poi figlierai.
E se sei già madre, l'assunto è che una madre non è disposta a lavorare o comunque non può farlo.
Per non parlare dei luoghi comuni tipo "gli uomini sono più robusti e possono fare lavori più faticosi" e quelle per cui le donne non reggerebbero esperienze più impegnative.
Giulia anche a me è successo. In Austria, in Germania e anche in Italia. Anche io l'ho trovato molto ingiusto però che l'uomo sia in genere più robusto non è un luogo comune.
Io non potrei mai scoppiarmi un mese di cantiere in mezzo al deserto, mio marito lo fa. Ma se ci fosse una donna che è disposta ad andare... Ben venga. Solo che non c'è.
Io lavoravo per una delle pochissime compagnie che manda le donne sul campo (gas e petrolio). Ci sono le donne che ci vanno. Se studi e ti prepari per questo, poi è ragionevole che sia questo che vuoi fare. Il capo del dipartimento era un uomo 70enne fuggito da una società enorme perchè la trovava assurda, tra le altre cose anche perchè escludeva dal lavoro sul campo ingegneri donne di ottime capacità. Ne conosco una che passa settimane in piattaforma, in posti dove io non metterei piede nemmeno per tutto l'oro del mondo. Eppure lei lo fa. Ho conosciuto una ragazza che fa l'ostetrica in zone di guerra, all'epoca lavorava con Emergency. Ogni tanto torna e si riposa per qualche mese, perchè non ce la fa più; e poi ricomincia. Ho conosciuto una donna che dopo la guerra nei balcani è andata per conto del commissariato per i rifugiati, per due anni, a raccogliere le testimonianze dei bambini. Cose che sono lontane anni luce da qualsiasi immaginario possibile per me.
Ma il fatto che io trovi inconcepibile una cosa, non vuol dire che lo sia per tutti gli altri.

Pari opportunità: poi vada chi si sente di andare, faccia quello che può chi si sente di farlo. Il discrimine non è maschio/femmina.
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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da lalat » 11 nov 2013, 12:52

Topillo ha scritto:Terzo: davvero davvero non vi è mai capitato di essere scartate ( o di avere conoscenti che sono state scartate) in quanto donne?
Si. Però non l'ho mai saputo. Se volessi lavorare come direttore/responsabile di cantiere per una impresa di costruzioni avrei molte difficoltà ad essere presa in considerazione. Ho mandato tanti curriculi in passato alle imprese di costruzioni e mai nessuno mi ha richiamato. Immagino che sia perché sono donna in quanto, non ho mai avuto a che fare con una impresa di costruzioni dove questa figura fosse una donna. Mentre nel campo della progettazione la donna è presente quanto gli uomini ... nelle imprese di costruzioni, le figure tecniche di riferimento sono solo geometri, ingegneri o architetti uomini.
Anche se ho notato un cambiamento di tendenza in qualche grande città come Milano o Roma, resta comunque un tipo di lavoro dove viene preferito un uomo. Ma anche perché l'impresario medio ha una cultura abbastanza bassa.
Alessia, Davide 02/12/2004 e Fabio 24/09/2006

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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da Antolina80 » 11 nov 2013, 12:54

Topillo ha scritto:
Tante tante tante tante volte, ho sentito espressamente (quando andava bene) e ho respirato ancora più spesso (e questo è pure peggio) il concetto di: laureati pure, ma poi cerca un lavoro che ti permetta di stare a casa quanto più possibile con la tua famiglia, a dispetto anche di quello che hai studiato. Non solo a casa mia, ma proprio tra le persone che ho sempre frequentato.
Sai bene che per me è lo stesso. Ogni pranzo e cena da miei è stata un'eterna lotta.
Però secondo me se vuoi cambiare le cose le sberle a tua sorella (metaforicamente parlando) gliele dovresti dare!
E così a tutte le amiche che sono ancora legate ad una concezione arcaica di famiglia o che vorrebbero ma anno paura o che non sanno cosa si perdono.
Io non lo dico solo qua com'è la mia vita, ma lo dico soprattutto a quelle che non sanno che se l'ho fatto io lo possono fare anche loro!
Se il mio armadio è pieno non vuol dire che la mia testa sia vuota.
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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da Antolina80 » 11 nov 2013, 12:56

anno = hanno :che_dici
Se il mio armadio è pieno non vuol dire che la mia testa sia vuota.
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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da Antolina80 » 11 nov 2013, 12:58

Topillo ha scritto:Inoltre rendere obbligatoria la paternità e sanzionare le discriminazioni e gli svilimenti nei confronti dell'immagine femminile, non lo vedo minimamente lesivo di niente.

E' molto peggio permettere altre cose.
Ma vietando e obbligando restiamo sempre là. Non è meglio educare? Mettere in pratica?
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Re: riduzione del personale e....

Messaggio da Giulia80 » 11 nov 2013, 13:02

Antolina80 ha scritto:
Topillo ha scritto:Inoltre rendere obbligatoria la paternità e sanzionare le discriminazioni e gli svilimenti nei confronti dell'immagine femminile, non lo vedo minimamente lesivo di niente.

E' molto peggio permettere altre cose.
Ma vietando e obbligando restiamo sempre là. Non è meglio educare? Mettere in pratica?
Io sono per un approccio economico: bisogna rendere conveniente la divisione dei carichi di lavoro fuori e dentro casa. questo darebbe la spinta per cominciare.
E una volta iniziato è vero che il circolo è virtuoso. Ma si deve prima farlo partire!
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