GravidanzaOnLine: il Forum
Prima, durante e dopo la gravidanza
è giusto cambiare vita?
- Kiki3
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è giusto cambiare vita?
Ciao a tutte, sull'onda del post sulla città che si sente "propria",
scrivo per chiedervi consigli ed esperienze. Sono mamma di due bimbi di otto e tre anni.
Dico subito che sono nuova o meglio non scrivo mai, perché leggo sempre la sera, ho poco tempo, ma leggo moltissimo, da anni. Perciò il vostro parere è importante per me.
Io e mio marito stiamo insieme da tredici anni, abbiamo vissuto insieme da studenti universitari, poi da genitori. Abbiamo sempre condiviso il desiderio di trasferirci altrove dopo l'università, lasciare il sud e trasferirci in una regione che offrisse maggiori opportunità di lavoro, come moltissimi nostri coetanei.
La scelta pareva più che accettabile razionalmente, e a me emotivamente ha sempre dato una spinta positiva pensare che ci saremmo trasferiti. Ma tre anni fa, incinta della mia seconda cucciola, complice forse lo stordimento e la stanchezza da gravidanza, parlo con mio marito dei miei dubbi sul trasferimento. Ho paura di fare la scelta sbagliata, soprattutto per i figli. Temo di non farcela a lavorare, magari full time, con una cucciola di pochi mesi e un bimbo di cinque anni, senza aiuti, con tutte le spese del caso. Perché non andare a vivere (lasciando la città universitaria dove eravamo, sempre nella stessa regione) vicino alle nostre famiglie, dove la vita è meno cara e più "comoda"? Non sarà più sano per i figli, crescere in un luogo che conosciamo, frequentare i nonni, senza andare incontro alle incognite di un trasferimento?
Mio marito ha le stesse riserve e così restiamo, lui smette di mandar curriculum, io rifiuto l'incarico di supplenza, ci spostiamo di soli cento km e iniziamo la nostra vita qui. "qui" è una piccola città, dove è nato mio marito. Dopo un anno inizio a pentirmi amaramente.
I primi mesi sono facili, sono totalmente assorbita dalla piccola e dalla nuova gestione a quattro. Penso che potrei vivere così per sempre, facendo la casalinga e mamma. Poi comincio ad alzare gli occhi da pappe e pannolini. La scelta della scuola primaria per mio figlio è difficile, ce ne sono poche e tutte lasciano a desiderare. idem per il nido e la materna. non esiste pre e post scuola, nè servizi simili. non ci sono opportunità per il tempo libero (dei bambini). I nonni lavorano tutti e hanno poco tempo per i nipoti. Nessuno dei nostri amici va al cinema, esce, va ai concerti, come eravamo abituati a fare noi.
moltissimi sono andati via.
Economicamente la zona è depressa, moltissimi perdono il lavoro e alcune tipologie di lavoro non esistono affatto . L'unico impiego che trovo nel mio campo è a 100 km da casa, attività di ricerca non retribuita, investimento per il futuro. Dopo un anno capiamo che l'orario di lavoro è inconciliabile con i figli, mio marito non può esserci sempre negli orari in cui manco, non sono retribuita e non so se lo sarò, così lascio. nel frattempo abbiamo aperto una piccola azienda nel campo di mio marito, che al momento non è in attivo.
Mio marito cerca di fare il libero professionista, ma deve ancora decollare.
Io sento solo un'atmosfera pesante, provinciale, soffocante. Una mentalità poco aperta al nuovo, sicuramente dovuta a mille fattori, ma insomma che non può offrire nulla: l'idea di crescerci i miei figli mi mette angoscia. L'idea di non lavorare idem.
Non è un processo al sud, assolutamente: è solo che qui, in questo contesto, io percepisco questo. Non abbiamo un lavoro fisso, nè sicurezze economiche (niente casa di proprietà ad esempio), l'azienda da sola non ci permette di vivere e io sto cercando un altro lavoro per "arrotondare".quindi non credo che lasceremmo qualcosa di concreto.
Secondo voi trasferirsi In un momento di crisi come questo è una pazzia? Mio marito dovrebbe andare a fare colloqui, io dovrei raggiungerlo e cercare un lavoro, ci si dovrebbe orientare su città medie, non piccole. Mio marito non mira alla carriera, vorrebbe solo fare il suo lavoro, che ama e che fa con dedizione estrema. il mio progetto utopico poi sarebbe trasferire l'azienda.
Ma mio marito del mio progetto non condivide niente. é vero che lui è molto più razionale di me, ma è anche una persona che difficilmente prende iniziative per risolvere i problemi. Non ha intenzione di andare a vivere in un posto dove la vita costa il doppio, ha paura di restare senza lavoro, crede che lui e i nostri figli vivrebbero bene ovunque.
Voi come la pensate? Il primissimo pensiero sono i figli. è giusto fargli affrontare un cambiamento così, per qualcosa che io sono convinta cambierebbe in meglio la vita a tutti ma chissà se è vero? Il mio primogenito ha già otto anni.
oppure è giusto fargli vivere qui cento giorni da pecora, in cambio di una casa più comoda, la scuola vicina a casa e poco traffico?
Il nostro micromondo fatto da figli,lavoro, e marito è tutto, a prescindere sall'ambiente esterno? o è importante l'ambiente in cui si vive? cambiereste città in una situazione come la mia, con tutti i rischi del caso?
Oppure, avete un suggerimento epr adattarsi? spegnere il proprio istinto di spinta verso il miglioramento? io non riesco a accettare una scelta che sia "rinunciataria". cioè accettare una situazione per evitarne un'altra. vorrei saper vedere i lati positivi, per avere una motivazione di base, per insegnare ai miei figli ad amare la propria città pur riconoscendone i limiti.
Mi aiutate con esperienze simili?
scrivo per chiedervi consigli ed esperienze. Sono mamma di due bimbi di otto e tre anni.
Dico subito che sono nuova o meglio non scrivo mai, perché leggo sempre la sera, ho poco tempo, ma leggo moltissimo, da anni. Perciò il vostro parere è importante per me.
Io e mio marito stiamo insieme da tredici anni, abbiamo vissuto insieme da studenti universitari, poi da genitori. Abbiamo sempre condiviso il desiderio di trasferirci altrove dopo l'università, lasciare il sud e trasferirci in una regione che offrisse maggiori opportunità di lavoro, come moltissimi nostri coetanei.
La scelta pareva più che accettabile razionalmente, e a me emotivamente ha sempre dato una spinta positiva pensare che ci saremmo trasferiti. Ma tre anni fa, incinta della mia seconda cucciola, complice forse lo stordimento e la stanchezza da gravidanza, parlo con mio marito dei miei dubbi sul trasferimento. Ho paura di fare la scelta sbagliata, soprattutto per i figli. Temo di non farcela a lavorare, magari full time, con una cucciola di pochi mesi e un bimbo di cinque anni, senza aiuti, con tutte le spese del caso. Perché non andare a vivere (lasciando la città universitaria dove eravamo, sempre nella stessa regione) vicino alle nostre famiglie, dove la vita è meno cara e più "comoda"? Non sarà più sano per i figli, crescere in un luogo che conosciamo, frequentare i nonni, senza andare incontro alle incognite di un trasferimento?
Mio marito ha le stesse riserve e così restiamo, lui smette di mandar curriculum, io rifiuto l'incarico di supplenza, ci spostiamo di soli cento km e iniziamo la nostra vita qui. "qui" è una piccola città, dove è nato mio marito. Dopo un anno inizio a pentirmi amaramente.
I primi mesi sono facili, sono totalmente assorbita dalla piccola e dalla nuova gestione a quattro. Penso che potrei vivere così per sempre, facendo la casalinga e mamma. Poi comincio ad alzare gli occhi da pappe e pannolini. La scelta della scuola primaria per mio figlio è difficile, ce ne sono poche e tutte lasciano a desiderare. idem per il nido e la materna. non esiste pre e post scuola, nè servizi simili. non ci sono opportunità per il tempo libero (dei bambini). I nonni lavorano tutti e hanno poco tempo per i nipoti. Nessuno dei nostri amici va al cinema, esce, va ai concerti, come eravamo abituati a fare noi.
moltissimi sono andati via.
Economicamente la zona è depressa, moltissimi perdono il lavoro e alcune tipologie di lavoro non esistono affatto . L'unico impiego che trovo nel mio campo è a 100 km da casa, attività di ricerca non retribuita, investimento per il futuro. Dopo un anno capiamo che l'orario di lavoro è inconciliabile con i figli, mio marito non può esserci sempre negli orari in cui manco, non sono retribuita e non so se lo sarò, così lascio. nel frattempo abbiamo aperto una piccola azienda nel campo di mio marito, che al momento non è in attivo.
Mio marito cerca di fare il libero professionista, ma deve ancora decollare.
Io sento solo un'atmosfera pesante, provinciale, soffocante. Una mentalità poco aperta al nuovo, sicuramente dovuta a mille fattori, ma insomma che non può offrire nulla: l'idea di crescerci i miei figli mi mette angoscia. L'idea di non lavorare idem.
Non è un processo al sud, assolutamente: è solo che qui, in questo contesto, io percepisco questo. Non abbiamo un lavoro fisso, nè sicurezze economiche (niente casa di proprietà ad esempio), l'azienda da sola non ci permette di vivere e io sto cercando un altro lavoro per "arrotondare".quindi non credo che lasceremmo qualcosa di concreto.
Secondo voi trasferirsi In un momento di crisi come questo è una pazzia? Mio marito dovrebbe andare a fare colloqui, io dovrei raggiungerlo e cercare un lavoro, ci si dovrebbe orientare su città medie, non piccole. Mio marito non mira alla carriera, vorrebbe solo fare il suo lavoro, che ama e che fa con dedizione estrema. il mio progetto utopico poi sarebbe trasferire l'azienda.
Ma mio marito del mio progetto non condivide niente. é vero che lui è molto più razionale di me, ma è anche una persona che difficilmente prende iniziative per risolvere i problemi. Non ha intenzione di andare a vivere in un posto dove la vita costa il doppio, ha paura di restare senza lavoro, crede che lui e i nostri figli vivrebbero bene ovunque.
Voi come la pensate? Il primissimo pensiero sono i figli. è giusto fargli affrontare un cambiamento così, per qualcosa che io sono convinta cambierebbe in meglio la vita a tutti ma chissà se è vero? Il mio primogenito ha già otto anni.
oppure è giusto fargli vivere qui cento giorni da pecora, in cambio di una casa più comoda, la scuola vicina a casa e poco traffico?
Il nostro micromondo fatto da figli,lavoro, e marito è tutto, a prescindere sall'ambiente esterno? o è importante l'ambiente in cui si vive? cambiereste città in una situazione come la mia, con tutti i rischi del caso?
Oppure, avete un suggerimento epr adattarsi? spegnere il proprio istinto di spinta verso il miglioramento? io non riesco a accettare una scelta che sia "rinunciataria". cioè accettare una situazione per evitarne un'altra. vorrei saper vedere i lati positivi, per avere una motivazione di base, per insegnare ai miei figli ad amare la propria città pur riconoscendone i limiti.
Mi aiutate con esperienze simili?
- ishetta
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- Iscritto il: 3 apr 2007, 19:01
Re: è giusto cambiare vita?
Kiki3, che lavoro fa tuo marito?
Perché la vuoi perché tu puoi riconquistare un sorriso e puoi giocare e puoi gridare perché ti han detto bugie ti han raccontato che l'hanno uccisa che han calpestato la gioia perché la gioia è con te
- ci610
- Silver~GolGirl®

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- Iscritto il: 20 mag 2005, 10:15
Re: è giusto cambiare vita?
guarda kiki, ti capisco perchè pure io ho più volte pensato che se fossi rimasta nella mia città avremmo avuto una vita più facile coi nonni a disposizione, una casa già pronta, ecc. ecc.
ma mi pare di aver capito che voi cmq non avete tutto questo, siete rimasti giù in cambio di cosa? lo avrei capito se appunto aveste avuto i nonni a farvi da baby sitter e voi vi potevate tranquillamente ed entrambi dedicare ad un lavoro a tempo pieno, lo avrei capito se non avreste dovuto pagare un affitto
ma così, per cosa siete rimasti?
ma mi pare di aver capito che voi cmq non avete tutto questo, siete rimasti giù in cambio di cosa? lo avrei capito se appunto aveste avuto i nonni a farvi da baby sitter e voi vi potevate tranquillamente ed entrambi dedicare ad un lavoro a tempo pieno, lo avrei capito se non avreste dovuto pagare un affitto
ma così, per cosa siete rimasti?
Dodò 13 Aprile 2008 _ Papelina 1 Marzo 2010
- Simo5
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- Iscritto il: 21 mag 2005, 14:17
Re: è giusto cambiare vita?
Kiki, se volete andar via il momento è questo. E ti parlo con cognizione di causa, perchè ho figli di varie età. Sarebbe impensabile sdradicare un pre-adolescente dai suoi amici. Il tuo bimbo ha invece 8 anni ed ancora deve costruirsi tutta quella rete di comitiva/classe/scuola che è così importante un pò più in là.
Io fossi in voi farei questo salto. Avete deciso per rimanere comunque in Italia? Mah, ora come ora andrei all'estero, in paesi meno toccati dalla crisi.
Io fossi in voi farei questo salto. Avete deciso per rimanere comunque in Italia? Mah, ora come ora andrei all'estero, in paesi meno toccati dalla crisi.
Simona, mamma di Enzo (1993), Attilio (1995), Elena (1998), Paolo (2002) e Maria (2005)
- Ari
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- Iscritto il: 20 apr 2006, 8:36
Re: è giusto cambiare vita?
kiki, di tutto il tuo racconto mi ha colpito molto la precarietà lavorativa.
francamente non capisco le riserve di tuo marito ad andarvene, considerato che in questo momento non avete nulla di piantato stabilmente.
francamente non capisco le riserve di tuo marito ad andarvene, considerato che in questo momento non avete nulla di piantato stabilmente.
Arianna mamma di Sara dal 07/09/06
ho raccolto questi fiori per te per dimostrare a tutti quanto ti voglio bene
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- Zzz...
- Master~GolGirl®

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- Iscritto il: 15 lug 2007, 20:10
Re: è giusto cambiare vita?
Ti capisco benissimo, a me andava già stretta Milano, mi immagino il paesino...
L'ambiente in cui crescere i figli è fondamentale, io da questo punto di vista trasferendomi a Barcellona ho automaticamente dato ai miei figli millemila opportunità in più che se li avessi avuto a Milano. Però certo devi valutare bene dove trasferirti, per non passare dalla padella nella brace, o in una brace solo un po' più tiepida ma che non ti fa fare un vero cambiamento.
L'ambiente in cui crescere i figli è fondamentale, io da questo punto di vista trasferendomi a Barcellona ho automaticamente dato ai miei figli millemila opportunità in più che se li avessi avuto a Milano. Però certo devi valutare bene dove trasferirti, per non passare dalla padella nella brace, o in una brace solo un po' più tiepida ma che non ti fa fare un vero cambiamento.
Il senso della vita: Víctor 1-9-10 Inés 1-3-12
- lalat
- Silver~GolGirl®

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- Iscritto il: 20 mag 2005, 10:02
Re: è giusto cambiare vita?
Se fossi al tuo posto io me ne andrei, però non Italia.
Alessia, Davide 02/12/2004 e Fabio 24/09/2006
- Ari
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- Iscritto il: 20 apr 2006, 8:36
Re: è giusto cambiare vita?
è da un po' che penso di chiederti questa cosa.Zzz... ha scritto:Ti capisco benissimo, a me andava già stretta Milano, mi immagino il paesino...![]()
L'ambiente in cui crescere i figli è fondamentale, io da questo punto di vista trasferendomi a Barcellona ho automaticamente dato ai miei figli millemila opportunità in più che se li avessi avuto a Milano. Però certo devi valutare bene dove trasferirti, per non passare dalla padella nella brace, o in una brace solo un po' più tiepida ma che non ti fa fare un vero cambiamento.
ma come vanno le cose da voi? a sentire i tg sembrate messi come se non peggio dell'italia.
è una situazione reale o sono le solite notizie gonfiate/manipolate?
Arianna mamma di Sara dal 07/09/06
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- Zzz...
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- Iscritto il: 15 lug 2007, 20:10
Re: è giusto cambiare vita?
C'è grossissima crisi, ci sono stati molti tagli a tutti i servizi, ecc. ecc. Però si veniva da una situazione migliore rispetto all'Italia, e quindi nonostante il peggioramento continua ad essere migliore sotto certi punti di vista (es. non è mai esistito e continua a non esistere il ticket su farmaci e visite specialistiche, i nidi pubblici costano poco rispetto all'Italia, ecc. ecc. ). C'è ovviamente grossa disoccupazione e grossa crisi nel mondo del lavoro, e dato che negli anni buoni si stavano buttando tutti a comprar casa, ora c'è moltissima gente che è finita per strada perché non riesce a pagare i mutui.Ari ha scritto:è da un po' che penso di chiederti questa cosa.Zzz... ha scritto:Ti capisco benissimo, a me andava già stretta Milano, mi immagino il paesino...![]()
L'ambiente in cui crescere i figli è fondamentale, io da questo punto di vista trasferendomi a Barcellona ho automaticamente dato ai miei figli millemila opportunità in più che se li avessi avuto a Milano. Però certo devi valutare bene dove trasferirti, per non passare dalla padella nella brace, o in una brace solo un po' più tiepida ma che non ti fa fare un vero cambiamento.
ma come vanno le cose da voi? a sentire i tg sembrate messi come se non peggio dell'italia.
è una situazione reale o sono le solite notizie gonfiate/manipolate?
Sicuramente non è il momento di trasferirsi qui in Spagna per chi cerca lavoro, se invece uno arriva avendolo già, secondo me si trova meglio che in Italia, per lo meno nelle grosse città spagnole che come servizi sono messe bene.
Il senso della vita: Víctor 1-9-10 Inés 1-3-12
- sammyohsammy
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- Iscritto il: 6 mar 2006, 13:58
Re: è giusto cambiare vita?
I nostri figli stanno bene se stiamo bene noi. Non mi sembri serena, nè soddisfatta. Per me ti sei già data una risposta.
La mia esperienza: siamo stati lontani 500 km da quella che considero casa per 4 anni, poi abbiamo deciso di avere dei bimbi e facendo le dovute valutazioni, siamo tornati. Mio marito si è 'accontentato', ma vedendo gli aiuti che ci danno i nostri familiari, ha convenuto con me che sia stata l'unica scelta possibile. Il lavoro è precario ovunque l'importante è non tormentarsi.
In bocca al lupo
La mia esperienza: siamo stati lontani 500 km da quella che considero casa per 4 anni, poi abbiamo deciso di avere dei bimbi e facendo le dovute valutazioni, siamo tornati. Mio marito si è 'accontentato', ma vedendo gli aiuti che ci danno i nostri familiari, ha convenuto con me che sia stata l'unica scelta possibile. Il lavoro è precario ovunque l'importante è non tormentarsi.
In bocca al lupo
***SETTEMBRINA 2006 - 2009***
****A. 10/06******G. 09/09****
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- Kiki3
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- Iscritto il: 30 apr 2012, 9:26
Re: è giusto cambiare vita?
Intanto grazie di cuore delle risposte, considerando che sono "nuova" e il papiro, non di facile lettura, che ho scritto (il dono della sintesi non è evidentemente una mia qualità), non credevo di aver già risposte.
Ishetta, mio marito è un geologo. Se avesse l'opportunità di un impiego "sicuro" se ne andrebbe, ma solo per l'impiego, appunto. Non crede che miglioreremmo altri aspetti della nostra vita, lui le opportunità, il tempo libero, le scuole...sono discorsi che ritiene "aria fritta" perché sostiene, tutto il mondo è paese e esistono situazioni e situazioni, ovunque.
La precarietà lavorativa è qualcosa che non fa dormire la notte, ovviamente, ma non è l'unico problema qui.
Io gli propongo di inviare cv presso aziende ma deve anche mettersi nella disposizione d'animo di andare a fare colloqui, quindi affrontare spese di viaggio ecc. e informarsi bene sulla possibilità di spostare l'azienda.
Lui risponde che non andrebbe in un'azienda, per uno stipendio che non è da laureato, a fare full full time senza venir apprezzato ecc con un contratto a td magari da tre mesi. Per cosa? mi chiede.
Io lo capisco, ma non lo condivido. So che per chi è abituato a fare scelte ponderatissime e basta, è difficile pensare a cambiamenti radicali. Ma è altrettanto difficile farsi andare bene una vita così, per chi come me ha bisogno di sapere che ha provato di tutto pur di fare la vita che vuole.
Ishetta, mio marito è un geologo. Se avesse l'opportunità di un impiego "sicuro" se ne andrebbe, ma solo per l'impiego, appunto. Non crede che miglioreremmo altri aspetti della nostra vita, lui le opportunità, il tempo libero, le scuole...sono discorsi che ritiene "aria fritta" perché sostiene, tutto il mondo è paese e esistono situazioni e situazioni, ovunque.
La precarietà lavorativa è qualcosa che non fa dormire la notte, ovviamente, ma non è l'unico problema qui.
Io gli propongo di inviare cv presso aziende ma deve anche mettersi nella disposizione d'animo di andare a fare colloqui, quindi affrontare spese di viaggio ecc. e informarsi bene sulla possibilità di spostare l'azienda.
Lui risponde che non andrebbe in un'azienda, per uno stipendio che non è da laureato, a fare full full time senza venir apprezzato ecc con un contratto a td magari da tre mesi. Per cosa? mi chiede.
Io lo capisco, ma non lo condivido. So che per chi è abituato a fare scelte ponderatissime e basta, è difficile pensare a cambiamenti radicali. Ma è altrettanto difficile farsi andare bene una vita così, per chi come me ha bisogno di sapere che ha provato di tutto pur di fare la vita che vuole.
- Kiki3
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- Iscritto il: 30 apr 2012, 9:26
Re: è giusto cambiare vita?
mio marito ha un suo progetto che è quello di continuare a "provarci" con l'azienda, a cercare incarichi da libero professionista (è iscritto all'albo davvero da poco).Ari ha scritto: francamente non capisco le riserve di tuo marito ad andarvene, considerato che in questo momento non avete nulla di piantato stabilmente.
Secondo me ha paura di andar via, per sè, per me, per i figli soprattutto.
- loren71
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- Iscritto il: 27 gen 2010, 22:08
Re: è giusto cambiare vita?
Secondo me, vale la pena di rischiare, soprattutto per dare più opportunità ai vostri figli, anche perchè se ti senti "stretta" nel posto dove vivete, non avete molte possibilità per poter realizzare ciò che sognate. Non è semplice, perchè con tutto quello che comporta un trasferimento, l'ambientamento... però, il sentimento che vi portate dentro, cioè la prospettiva di un futuro migliore, la voglia di cambiare, vi dà quella spinta in più per cominciare a guardarvi intorno, fuori dalla vostra città, verso dove credete meglio, che sia in Italia o all'estero.
Certo, c'è anche il problema della crisi, nn si trova tanto facilmente un lavoro, forse solo per questo bisogna valutare bene le scelte....
Certo, c'è anche il problema della crisi, nn si trova tanto facilmente un lavoro, forse solo per questo bisogna valutare bene le scelte....
Matteo c'è dal 28/06/2003 ore 10.35 kg 3.180 cm 50 di puro amore......
- ci610
- Silver~GolGirl®

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- Iscritto il: 20 mag 2005, 10:15
Re: è giusto cambiare vita?
vabbè se non accetterebbe uno stipendio non da laureato digli che può pure non iniziare a cercare perchè al momento è già assai se te lo danno uno stipendio
Dodò 13 Aprile 2008 _ Papelina 1 Marzo 2010
- Kiki3
- Basic~GolGirl®

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- Iscritto il: 30 apr 2012, 9:26
Re: è giusto cambiare vita?
ci610, infatti intorno a me le persone che sono "rimaste" o tornate sono così.
Lavoro, casa ereditata dai genitori, mamma e papà che fanno da nonni spesso a tempo pieno. in quel caso si barattano le ambizioni per la serenità. e lo posso capire.
Siamo rimasti per paura, secondo me. a noi stessi raccontiamo che siamo rimasti perchè era più saggio per i figli.
sammyohsammy, la serenità è importante, certo. non posso barattarla con quella di mio marito però.
vorrei convincerlo, o convincere me stessa che va bene così. però non trovo la "chiave".
Temo molto per i miei figli, soprattutto il maggiore che ha già otto anni. la vedo una decisione da prendere ora o mai più, perché vedo che i miei figli crescono (e anche per noi il tempo scorre, è più difficile inserirsi in un ambiente lavorativo oltre i trenta)
Escludo l'estero, se mio marito già è irremovibile...considerate poi lo sconvolgimento per i miei figli.
Lavoro, casa ereditata dai genitori, mamma e papà che fanno da nonni spesso a tempo pieno. in quel caso si barattano le ambizioni per la serenità. e lo posso capire.
Siamo rimasti per paura, secondo me. a noi stessi raccontiamo che siamo rimasti perchè era più saggio per i figli.
sammyohsammy, la serenità è importante, certo. non posso barattarla con quella di mio marito però.
vorrei convincerlo, o convincere me stessa che va bene così. però non trovo la "chiave".
Temo molto per i miei figli, soprattutto il maggiore che ha già otto anni. la vedo una decisione da prendere ora o mai più, perché vedo che i miei figli crescono (e anche per noi il tempo scorre, è più difficile inserirsi in un ambiente lavorativo oltre i trenta)
Escludo l'estero, se mio marito già è irremovibile...considerate poi lo sconvolgimento per i miei figli.
- Zzz...
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Re: è giusto cambiare vita?
[quote="Kiki3" lui le opportunità, il tempo libero, le scuole...sono discorsi che ritiene "aria fritta" perché sostiene, tutto il mondo è paese e esistono situazioni e situazioni, ovunque.
[/quote]
Ecco, questi invece per me sono aspetti fondamentali perché sono quelli che a parità di soldi, di condizioni, ecc. fanno la qualità della vita.
E non è vero che da questo punto di vista tutto il mondo è paese, ci sono città stimolanti e città deprimenti, città vivibili e città invivibili, ecc.
[/quote]
Ecco, questi invece per me sono aspetti fondamentali perché sono quelli che a parità di soldi, di condizioni, ecc. fanno la qualità della vita.
E non è vero che da questo punto di vista tutto il mondo è paese, ci sono città stimolanti e città deprimenti, città vivibili e città invivibili, ecc.
Il senso della vita: Víctor 1-9-10 Inés 1-3-12
- leda71
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- Iscritto il: 22 nov 2005, 23:31
Re: è giusto cambiare vita?
Kiki: ma se tuo marito è autonomo potrebbe provare a gestirsi l'azienda anche da un altro posto. E se fossi tu a trovare lavoro in un'altra città? Forse con la tranquillità di uno stipendio potrebbe convincersi.
There must be some kind of way out of here ...
- Ari
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- Iscritto il: 20 apr 2006, 8:36
Re: è giusto cambiare vita?
quoto.leda71 ha scritto:Kiki: ma se tuo marito è autonomo potrebbe provare a gestirsi l'azienda anche da un altro posto. E se fossi tu a trovare lavoro in un'altra città? Forse con la tranquillità di uno stipendio potrebbe convincersi.
comincia a fare tu colloqui.
se lui può trasferire l'azienda dove meglio crede, magari avere tu uno stipendio fisso potrebbe essere la giusta molla.
Arianna mamma di Sara dal 07/09/06
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- Kiki3
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- Iscritto il: 30 apr 2012, 9:26
Re: è giusto cambiare vita?
sono d'accordo.ci610 ha scritto:vabbè se non accetterebbe uno stipendio non da laureato digli che può pure non iniziare a cercare perchè al momento è già assai se te lo danno uno stipendio
ma forse mi sono spiegata male, sembrerebbe che mio marito non si accontenti. invece è una persona che si dedica totalmente al lavoro, si adatta molto, non si lamenta mai
i clienti lo pagano dopo mesi e mesi, gli chiedono la massima flessibilità e lui è efficiente e veloce.
l'equazione che fa lui però è: io me ne vado per migliorare le condizioni di lavoro, trovare un lavoro qualsiasi con uno stipendio misero non è migliorare.
Io invece penso che il lavoro è prioritario, la vita è fatta anche di altro, quindi accetterei anche il lavoro così così pur di vivere altrove. sperando di migliorare la propria posizione, di cambiare anche lavoro nel tempo, eccetera.
facendo i conti prima, ovviamente. cioè senza rischiare di morir di fame.
- Kiki3
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- Iscritto il: 30 apr 2012, 9:26
Re: è giusto cambiare vita?
Ecco, questi invece per me sono aspetti fondamentali perché sono quelli che a parità di soldi, di condizioni, ecc. fanno la qualità della vita.Zzz... ha scritto:[quote="Kiki3" lui le opportunità, il tempo libero, le scuole...sono discorsi che ritiene "aria fritta" perché sostiene, tutto il mondo è paese e esistono situazioni e situazioni, ovunque.
E non è vero che da questo punto di vista tutto il mondo è paese, ci sono città stimolanti e città deprimenti, città vivibili e città invivibili, ecc.[/quote]
Condivido, molto. io vivo nella categoria vivibile (che poi dipende da cosa s'intende) e deprimente.
Ari. Leda: avevo considerato l'opportunità. però io sono laureata in lingue e sono disposta a lavorare in quasi tutti i campi. lui vorrebbe restare nel suo oppure avere un lavoro che gli dia garanzie (economiche o di durata). quindi è meglio che trovi prima lui.
Certo un posto "stabile" anche mio lo convincerebbe, ma eccetto internet non saprei come cercarlo.
fare questi discorsi in tempi di crisi poi mi sembra davvero assurdo. ma insomma, almeno provarci, io lo farei.
siete molto propositive comunque...ma lo sapete già.
