Amica che affida i figli a una persona poco "stabile"
Inviato: 13 dic 2011, 21:54
Innanzitutto scusate per il titolo, non mi è venuto niente di meglio!
Scrivo questo topic per avere pareri su una situazione che ultimamente mi impensierisce parecchio, la storia è un po’ complicata, spero di riuscire ad essere più chiara possibile.
Circa 12-13 anni fa conosco una ragazza, trasferitasi nel mio paese dopo il matrimonio. Per un po’ di tempo frequentiamo la stessa associazione, per cui diventiamo – più o meno – amiche.
Passano gli anni e lei ha una figlia, poi un altro e un’altra ancora, l’ultima ha qualche mese più della mia, e attualmente è incinta del quarto. Negli anni la frequentazione è stata altalenante, io ho studiato fuori, poi sono tornata e anch’io sono diventata mamma e da lì – complice anche il fatto che abbiamo le bimbe coetanee - i rapporti si sono intensificati. Tra me e lei c’è una forte diversità di vedute, specie relativamente alla gestione dei figli, però fino a poco tempo fa questo non era da considerarsi un problema. Adesso un po’ lo sta diventando…e cerco di spiegare il perché.
Lei è qui da sola (o meglio, la famiglia d’origine abita a mezz’ora di distanza) e, con tre figli, spesso le viene difficile gestire i numerosi impegni che ha (non lavora ma è molto attiva in parrocchia e fa parte di diverse associazioni), quindi cerca sempre aiuto di qua e di là.
Niente di male se non fosse che esagera, la sua telefonata tipo è: “Ciao, senti io domani pomeriggio ho un impegno, come ci possiamo organizzare con figlio1 (o 2 o 3)?”.
Onestamente, quando le telefonate di questo tipo diventano 2-3-4 nell’arco di una settimana, e quando il tono è quello di chi pensa che tutto sia dovuto, uno comincia un po’ a seccarsi.
E io, dopo tanti anni, un po’ mi sono seccata. Ho cercato di farglielo capire ma non credo di esserci riuscita, fino a qualche giorno fa quando, visto che lei aveva un impegno, mi ha chiesto di prendere la figlia numero 3 all’uscita da scuola e portarmela a casa. Io, però, avevo mia figlia malata, quindi le ho detto che non potevo uscire, ma se avesse trovato qualcuno che mi portava la bambina a casa non ci sarebbero stati problemi.
Le sue risposte sono state, nell’ordine: “e non puoi lasciarla un attimo davanti alla tv?” (mia figlia, neanche 4 anni), “no, certo che no”. “Ah e non può venire qualcuno un attimo a guardarla?” al che, seccatissima, le ho risposto: “scusami, ma ti sembra logico che io debba chiedere a qualcuno di venire a guardare mia figlia perché io devo andare a prendere la tua? E daiiiiiiii!”.
Credo si sia offesa.
Il problema serio, però, non è questo.
Lei e il marito qualche anno fa si sono presi a cuore il caso di un ragazzo con seri problemi mentali (iniziativa ammirevole, senza dubbio). Questo ragazzo è stato sottoposto a diversi tso (trattamento sanitario obbligatorio) perchè rifiutava le cure e stava diventando pericoloso per se e per gli altri, attualmente è seguito dall’asl ed è perennemente sotto sedativi, ogni settimana deve fare un’iniezione di non so che medicinale, se ne salta una comincia a stare di nuovo male. Ma male seriamente, eh! L’ultima volta è successo quest’estate, e ci sono volute diverse settimane – e dosi massicce di farmaci - per tornare più o meno stabile. E comunque, essendo sempre sedato, non è mai molto lucido, ha colpi di sonno ecc ecc.
Questa persona frequenta abitualmente casa sua e lei gli affida tranquillamente i figli.
Accompagna e riprende i due più grandi alle varie attività extra-scolastiche, porta la piccola a comprare il gelato, stanno da soli in casa pomeriggi interi.
Più di una volta le ho detto – e non solo io – che non mi sembra prudente, che lui sicuramente non è cattivo però non sta bene, non si sa mai come potrebbe reagire (in passato sia io che lei abbiamo assistito a scene davvero brutte), che il fatto che lei lo voglia aiutare è ammirevole ma sarebbe meglio non mettere in mezzo i bambini.
Niente da fare, mi ha risposto che se la Provvidenza lo ha messo sulla sua strada un motivo ci sarà. Discorso chiuso.
Recentemente, poi, è andata a casa loro a giocare una compagna di classe delle nostre figlie, quando la mamma è andata a riprenderla ha trovato le due bambine sole in salotto con questo ragazzo e lei al piano superiore. Dire che è diventata una belva è un eufemismo.
A lei non ha detto nulla – dice che in quel momento non ce l’ha fatta – però l’ha riferito a me e a diverse altre mamme, dicendo che lei non manderà mai più la figlia a casa loro e consigliando alle altre di fare lo stesso.
Questa storia risale a qualche giorno fa e io non so che fare? Dovrei dirle qualcosa? E, se si, cosa? Considerando che quando ho provato ad affrontare il discorso mi ha risposto come ho detto sopra.
Io, sinceramente, sono preoccupata per i bambini e mi dispiace anche che vengano isolati per questa storia. E, in fondo, mi dispiace un pò che lei venga dipinta come una madre degenere perché non credo che lo sia, credo solo che, con tanti figli e tanti impegni (a cui non vuole rinunciare) tenda un po’ a non vedere le cose come realmente stanno. O forse crede davvero che dietro tutta questa storia ci sia un grande disegno divino, non lo so.
Alla fine di questo papiro chiedo a voi e alle psicologhe: secondo voi esagero a preoccuparmi così? Cosa fareste al posto mio?
Scrivo questo topic per avere pareri su una situazione che ultimamente mi impensierisce parecchio, la storia è un po’ complicata, spero di riuscire ad essere più chiara possibile.
Circa 12-13 anni fa conosco una ragazza, trasferitasi nel mio paese dopo il matrimonio. Per un po’ di tempo frequentiamo la stessa associazione, per cui diventiamo – più o meno – amiche.
Passano gli anni e lei ha una figlia, poi un altro e un’altra ancora, l’ultima ha qualche mese più della mia, e attualmente è incinta del quarto. Negli anni la frequentazione è stata altalenante, io ho studiato fuori, poi sono tornata e anch’io sono diventata mamma e da lì – complice anche il fatto che abbiamo le bimbe coetanee - i rapporti si sono intensificati. Tra me e lei c’è una forte diversità di vedute, specie relativamente alla gestione dei figli, però fino a poco tempo fa questo non era da considerarsi un problema. Adesso un po’ lo sta diventando…e cerco di spiegare il perché.
Lei è qui da sola (o meglio, la famiglia d’origine abita a mezz’ora di distanza) e, con tre figli, spesso le viene difficile gestire i numerosi impegni che ha (non lavora ma è molto attiva in parrocchia e fa parte di diverse associazioni), quindi cerca sempre aiuto di qua e di là.
Niente di male se non fosse che esagera, la sua telefonata tipo è: “Ciao, senti io domani pomeriggio ho un impegno, come ci possiamo organizzare con figlio1 (o 2 o 3)?”.
Onestamente, quando le telefonate di questo tipo diventano 2-3-4 nell’arco di una settimana, e quando il tono è quello di chi pensa che tutto sia dovuto, uno comincia un po’ a seccarsi.
E io, dopo tanti anni, un po’ mi sono seccata. Ho cercato di farglielo capire ma non credo di esserci riuscita, fino a qualche giorno fa quando, visto che lei aveva un impegno, mi ha chiesto di prendere la figlia numero 3 all’uscita da scuola e portarmela a casa. Io, però, avevo mia figlia malata, quindi le ho detto che non potevo uscire, ma se avesse trovato qualcuno che mi portava la bambina a casa non ci sarebbero stati problemi.
Le sue risposte sono state, nell’ordine: “e non puoi lasciarla un attimo davanti alla tv?” (mia figlia, neanche 4 anni), “no, certo che no”. “Ah e non può venire qualcuno un attimo a guardarla?” al che, seccatissima, le ho risposto: “scusami, ma ti sembra logico che io debba chiedere a qualcuno di venire a guardare mia figlia perché io devo andare a prendere la tua? E daiiiiiiii!”.
Credo si sia offesa.
Il problema serio, però, non è questo.
Lei e il marito qualche anno fa si sono presi a cuore il caso di un ragazzo con seri problemi mentali (iniziativa ammirevole, senza dubbio). Questo ragazzo è stato sottoposto a diversi tso (trattamento sanitario obbligatorio) perchè rifiutava le cure e stava diventando pericoloso per se e per gli altri, attualmente è seguito dall’asl ed è perennemente sotto sedativi, ogni settimana deve fare un’iniezione di non so che medicinale, se ne salta una comincia a stare di nuovo male. Ma male seriamente, eh! L’ultima volta è successo quest’estate, e ci sono volute diverse settimane – e dosi massicce di farmaci - per tornare più o meno stabile. E comunque, essendo sempre sedato, non è mai molto lucido, ha colpi di sonno ecc ecc.
Questa persona frequenta abitualmente casa sua e lei gli affida tranquillamente i figli.
Accompagna e riprende i due più grandi alle varie attività extra-scolastiche, porta la piccola a comprare il gelato, stanno da soli in casa pomeriggi interi.
Più di una volta le ho detto – e non solo io – che non mi sembra prudente, che lui sicuramente non è cattivo però non sta bene, non si sa mai come potrebbe reagire (in passato sia io che lei abbiamo assistito a scene davvero brutte), che il fatto che lei lo voglia aiutare è ammirevole ma sarebbe meglio non mettere in mezzo i bambini.
Niente da fare, mi ha risposto che se la Provvidenza lo ha messo sulla sua strada un motivo ci sarà. Discorso chiuso.
Recentemente, poi, è andata a casa loro a giocare una compagna di classe delle nostre figlie, quando la mamma è andata a riprenderla ha trovato le due bambine sole in salotto con questo ragazzo e lei al piano superiore. Dire che è diventata una belva è un eufemismo.
A lei non ha detto nulla – dice che in quel momento non ce l’ha fatta – però l’ha riferito a me e a diverse altre mamme, dicendo che lei non manderà mai più la figlia a casa loro e consigliando alle altre di fare lo stesso.
Questa storia risale a qualche giorno fa e io non so che fare? Dovrei dirle qualcosa? E, se si, cosa? Considerando che quando ho provato ad affrontare il discorso mi ha risposto come ho detto sopra.
Io, sinceramente, sono preoccupata per i bambini e mi dispiace anche che vengano isolati per questa storia. E, in fondo, mi dispiace un pò che lei venga dipinta come una madre degenere perché non credo che lo sia, credo solo che, con tanti figli e tanti impegni (a cui non vuole rinunciare) tenda un po’ a non vedere le cose come realmente stanno. O forse crede davvero che dietro tutta questa storia ci sia un grande disegno divino, non lo so.
Alla fine di questo papiro chiedo a voi e alle psicologhe: secondo voi esagero a preoccuparmi così? Cosa fareste al posto mio?