Al mio piccolo grande amore...
Inviato: 24 gen 2008, 12:08
“La notte passata insonne agitata, senza sogni, senza incubi…avevo avuto troppi mesi per farli ora che l’ora era vicina non c’era più né tempo né voglia neppure per quelli…La sveglia già spenta prima che suonasse, l’acqua della doccia che si infrangeva su quel pancione, mista a lacrime, a pensieri che non riuscivano a scorrere via! Quante volte avevo pensato quel giorno, tante con aria sognante, ma purtroppo, da quasi cinque mesi, con terrore. Si può? Si può essere ad un passo da una cosa che dovrebbe colmare il cuore di gioia e ritrovarsi con un macigno, quasi un lutto dentro? Mai dimenticherò quei giorni interminabili, folli, e mai dimenticherò la sensazione di vuoto, di tristezza, quegli occhi sempre umidi e dolenti…Perché? Avevo già provato quella gioia immensa che si prova nel sapere che manca poco, che una nuova vita stava arrivando a riempire la nostra…ma non quella volta! Ricordo la netta sensazione che la mia vita sarebbe finita quello stesso giorno che avrei visto il viso, le mani, i piedini, il corpicino di quello che per cinque mesi ho pensato un mostro…Si puo? Si, se in letteratura medica è scritto così, e se nessuno di quei camici bianchi si è soffermato a pensare che forse c’é una possibilità differente…Sarei mai tornata a casa con lei? Volevo tornare a casa con lei? Erano stati mesi duri, pieni zeppi di pensieri, di mezze parole, ma di poche speranza e quelle domande, per quanto me le fossi fatte decine di volte, avevano sempre un suono nuovo e una nuova risposta…Non è giusto…non sapevo come avrei reagito, specie ad altri pancioni e famiglie felici e impazienti, a pianti di fagotti appena nati, a coccarde, a fiori…Avevo paura di me stessa, come avevo paura della mia bambina…
Stamane quelle stesse lacrime hanno bagnato il mio viso, ma avevano un sapore diverso, sono passati cinque anni, ed in questo tempo ho imparato ad…avere meno paura. Chi me lo ha insegnato? Lei, quel tesoro che ancora dorme, che ho portato a casa cinque anni fa, che non era un mostro, come nei miei incubi…era solo più fragile e indifesa…era, è…
La sua buona stella, il destino, Dio, chi la protegge da lassù…non so chi, ma ha cancellato quelle pagine di letteratura medica che le avevano segnato il destino e ne ha scritto una nuova che non inizia con la parola trisomia, ma con Alice…Le difficoltà sono state tante, i dolori anche, il cuore mille volte si è stretto davanti alle evidenti differenze, ma lei mi ha insegnato a lottare e a non temere…quello che nei mesi di attesa mi sembrava insopportabile, si è fatto, grazie a mia figlia, alla mia portata, certo, mi ci sono dovuta abituare, e ancora dovrò fralo…ho sentito mille stupidità, alle quali oggi ho imparato a non dar retta…ma siamo qui, lei è qui…tra poco i suoi occhi si apriranno felici di sapere di essere più grande, ed il mio cuore di nuovo si gonfierà di un sentimento grande, indicibile, strano…Sono felice, in apparenza, serena, in apparenza, ma credo che questo senso di incertezza, di aleatorietà mi accompagnerà per sempre…Però, quello che voglio è avere sempre la forza di accompagnare la mia bimba in altri 100 di questi giorni, con tutto l’amore che lei mi ha insegnato. Grazie Alice, seppure al prezzo di tanto dolore, penso che tu abbia comunque fatto di me una persona diversa. Ti amo e ti amerò per sempre, mamma
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Stamane quelle stesse lacrime hanno bagnato il mio viso, ma avevano un sapore diverso, sono passati cinque anni, ed in questo tempo ho imparato ad…avere meno paura. Chi me lo ha insegnato? Lei, quel tesoro che ancora dorme, che ho portato a casa cinque anni fa, che non era un mostro, come nei miei incubi…era solo più fragile e indifesa…era, è…
La sua buona stella, il destino, Dio, chi la protegge da lassù…non so chi, ma ha cancellato quelle pagine di letteratura medica che le avevano segnato il destino e ne ha scritto una nuova che non inizia con la parola trisomia, ma con Alice…Le difficoltà sono state tante, i dolori anche, il cuore mille volte si è stretto davanti alle evidenti differenze, ma lei mi ha insegnato a lottare e a non temere…quello che nei mesi di attesa mi sembrava insopportabile, si è fatto, grazie a mia figlia, alla mia portata, certo, mi ci sono dovuta abituare, e ancora dovrò fralo…ho sentito mille stupidità, alle quali oggi ho imparato a non dar retta…ma siamo qui, lei è qui…tra poco i suoi occhi si apriranno felici di sapere di essere più grande, ed il mio cuore di nuovo si gonfierà di un sentimento grande, indicibile, strano…Sono felice, in apparenza, serena, in apparenza, ma credo che questo senso di incertezza, di aleatorietà mi accompagnerà per sempre…Però, quello che voglio è avere sempre la forza di accompagnare la mia bimba in altri 100 di questi giorni, con tutto l’amore che lei mi ha insegnato. Grazie Alice, seppure al prezzo di tanto dolore, penso che tu abbia comunque fatto di me una persona diversa. Ti amo e ti amerò per sempre, mamma